Addio a Marco Simoncelli, il talento sfortunato dai capelli come “fusilli”

Marco Simoncelli si è spento ieri, in seguito al terribile incidente sulla pista di Sepang, in Malesia. Il pilota romagnolo aveva 24 anni e un talento incredibile. Il suo amico Valentino Rossi lo ricorda sul suo Twitter: “Sic per me era come un fratello minore tanto duro in pista come dolce nella vita. Ancora non posso crederci mi mancherà un sacco”

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Marco Simoncelli si è spento sul circuito di Sepang, Malesia. Aveva 24 anni e il futuro si prospettava roseo. Era già stato indicato da tutti come l’erede di Valentino Rossi, suo fraterno amico, sulla pista e fuori. Simoncelli detto Sic, per via dell’abbreviazione del suo cognome operata dalla grafica televisiva, sin da piccolo aveva respirato aria buona di Romagna e odore di benzina: già a 7 anni sale in sella alle minimoto e il suo talento emerge immediatamente tanto che, a soli 12 anni, è campione italiano in questa disciplina. L’esordio nella classe 125 avviene nel 2002, quando vince il titolo di campione europeo: l’Aprilia si accorge di lui e lo ingaggia per il Motomondiale della classe 125.

 

Non è un grande anno per Marco, che ha ancora tanto da imparare. Come pilota riuscirà a conquistare un tredicesimo posto nel Gp del Portogallo, ma la stoffa c’è basta prendere le giuste misure. La prima vittoria arriva nel 2004 quando, sul circuito di Brno, porterà a casa un primo posto ottenuto splendidamente e preannunciato dalla sua prima pole position. Purtroppo le cadute sono tante, come i problemi tecnici che affliggono la sua moto, così Marco raggiunge un non entusiasmante undicesimo posto nella classifica finale dei piloti. Il 2005 in sella alla sua Aprila lo vede salire sei volte sul podio e raggiungere il quinto posto in classifica. Come futuro campione sta crescendo a vista d’occhio e assieme alla sua bravuta cresce anche la sua altezza. Marco è uno spilungone di 191 cm, strano per un pilota che, alla stregua di un fantino, dovrebbe essere piccolo e agile. E poi ha quei capelli indomabili, i “fusilli”, che non vuole tagliare, come se da quei ricci dipendesse la sua forza in pista. Nel 2006 Marco ha 19 anni e una solida esperienza nella 125, è ora di fare il salto. Viene ingaggiato per guidare la Gilera RSV 250, ma ancora una volta non sembra essere il momento giusto per lui. Nemmeno il 2007 sembra andare meglio: l’Aprilia lo spodesta dalla moto ufficiale e in sella all’Aprilia RSW 250 LE Sic colleziona solo 97 punti.

 

Finalmente il 2008 sembra l’anno buono, anche se non parte nel migliore dei modi: due cadute nelle prime due gare e zero punti sul tabellone. Ma la corsa in Portogallo sembra segnare la definitiva svolta. Simoncelli guadagna la pole position e al Mugello, nella gara successiva, arriva il tanto atteso trionfo. Inanella un successo dietro l’altro e a Sepang conquista il suo primo titolo. Una stagione eccezionale, 281 punti finali e avversari battuti su tutti i fronti. Ma Simoncelli non si sente pronto per il grande passo e nel 2009 decide di rimanere in 250 ma il bis non arriva e il pilota deve accontentarsi di un terzo posto finale. Il 2009 gli regala però anche un’esperienza in Superbike, dove viene ingaggiato nella quattordicesima prova in sostituzione del pilota Shinya Nakano. E’ in squadra con Max Biaggi e riesce addirittura a soffiargli il podio, arrivando terzo davanti al pilota romano.

 

Il 2010 è l’anno giusto per approdare in MotoGp. E’ finalmente sulla griglia di partenza giusta, accanto al suo mito di sempre, Valentino Rossi, con cui nel frattempo è nata una solida amicizia. I due ragazzi hanno più di una cosa in comune e la simpatia tra loro è palese, anche se come piloti i due battagliano senza esclusione di colpi. Per alcuni Simoncelli è un clone del Dottore: ha la stessa parlata da romagnolo  un po’ buffone, lo stesso modo di fare da ragazzino mai cresciuto, una classe nella guida ancora da affinare certo, ma che mostra un potenziale da campione vero, proprio come Rossi. Il 2010 finisce con un discreto ottavo posto nella classifica iridata a bordo della sua Honda e una medaglia di legno in Portogallo, suomiglior piazzamento della stagione. Sic è un talento, ma non riesce a dimostrarlo come dovrebbe, complice anche una MotoGp piena zeppa di campioni. Il 2011 lo vede ritirarsi cinque volte. Le cadute sono senza fine, i sorpassi al limite anche e gli altri piloti iniziano a lamentarsi per la sua guida troppo spericolata. Lorenzo e Pedrosa arrivano addirittura ad augurargli di finire in galera.

 

Valentino Rossi però continua a difendere il suo amico e collega che guida al limite, è testardo e determinato ma non è affatto scorretto. Il campionato si decide al Gp d’Australia, a tre gare dalla fine del Motomondiale: Rossi con la Ducati non brilla e Casey Stoner si laurea campione del mondo, vincendo davanti al suo pubblico. Ma Marco Sic Simoncelli finalmente vede i suoi sforzi ripagati e si piazza al secondo posto dietro il neo campione del mondo. Ormai il mondiale è deciso ma nelle due gare di chiusura Marco vuole il gradino più alto, “quello al centro”come lo definisce scherzosamente in un video comparso su Internet in cui saluta i fan dall’albergo di Kuala Lampur. E’ domenica mattina in Italia e il Gp di Malesia parte, ma al secondo giro succede l’incredibile: la moto di Sic perde aderenza, il pilota si piega fino a toccare terra per rimetterla in piedi e la moto si rialza, ma lui non riesce a tornare in sella. La sua Honda corre verso l’interno e viene investita da Edwards e Rossi che stanno sopraggiungendo a 170 km/h. Il casco di Simoncelli rotola verso l’erba e il pilota è a terra, tramortito dal violento scontro. La situazione appare subito disperata e dopo circa mezz’ora il verdetto è terribile: Marco Simoncelli è morto sulla pista.

 

Il padre Paolo e la fidanzata Kate, che lo accompagnano in giro per il mondo,  assistono attoniti allo schianto dal paddock, come i suoi colleghi. Alla notizia della sua scomparsa si sciolgono in un pianto disperato, cosi come Valentino Rossi che affiderà a una frase su Twitter il suo dolore, molte ore più tardi: “Sic per me era come un fratello minore tanto duro in pista come dolce nella vita. Ancora non posso crederci mi mancherà un sacco”. Nelle ultime ore il Dottore sta postando, con l’aiuto di alcuni fan, foto e ricordi di Marco Simoncelli, per ricordarlo nel migliore dei modi: sorridente, con i capelli indomabili (per cui si era fatto fare un casco su misura) e quella voglia di divertirsi e divertire in moto. La mamma Rossella, dalla sua casa di Coriano, nel riminese, ha chiesto ai suoi fan di non piangere, perché Marco non avrebbe voluto. La famiglia attende la salma che, grazie all’intervento dell’ambasciata italiana, rientrerà domattina dalla Malesia. L’autopsia sul corpo è già stata effettuata, ma gli esiti sono ancora sconosciuti. Giovedì dovrebbero tenersi i funerali a Coriano, nel suo paese natale e qui riposerà Marco, tra gli alberi e le colline della sua Romagna tanto amata.

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