A Gesù piace la pandemia, scrive il gesuita sul sito del Vaticano

Su Vatican News José Luis Caravias teorizza: chiedere il miracolo della fine dell’epidemia è assurdo, Covid è un fenomeno naturale, nemmeno Dio potrebbe fermarlo. La colpa? È dell’uomo

Fa un po’ effetto – dopo aver visto papa Francesco pregare per la fine della pandemia e supplicare Dio di liberarci “da tutti i mali che affliggono l’umanità”, “dalle malattie, dalle epidemie e dalla paura del fratello” – leggere le parole del sacerdote gesuita José Luis Caravias sul sito Vatican News.

Nel suo articolo El Dios de Jesús no castiga con pandemias” pubblicato il 26 maggio, il religioso spagnolo, autore di oltre trenta pubblicazioni e oggi missionario in Paraguay, afferma senza mezzi termini che “la pandemia non è stata inviata da Dio. Ma penso che Gesù sia d’accordo con questa esplosione naturale. Il mondo non può più andare avanti come prima”.

“I MIRACOLI NON CAMBIANO LA NATURA”

Davanti agli oltre 300 mila decessi legati al Covid 19 nel mondo (352.494 secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, e circa 5,6 milioni di contagi) per Caravias è “assurdo chiedere i miracoli” perché “i fenomeni naturali agiscono indipendentemente dai nostri desideri. Quindi non ci sono miracoli che cambiano il corso della natura. Se le placche tettoniche si muovono in profondità, la conseguenza è che in superficie si verificherà un terremoto. Se io non faccio attenzione quando ho contatti con una persona infetta, sarò contagiato anche io. In entrambi i casi non c’è niente che possa fare per evitarlo”.

NON È UN CASTIGO MA FA BENE AL MONDO

Il problema del religioso sembra quello di lasciar fuori Dio dalle bagatelle degli uomini, un Dio che, come premette nel suo articolo, si rivela poco a poco, senza bruciare tappe, ora confuso con le forze incontrollabili della natura ora con un signore capriccioso a cui tributare onori e sacrifici, fino alla rivelazione di sé e del suo essere amore, misericordia e, attraverso suo figlio, perdono: per questo, secondo il gesuita, chi ha parlato del coronavirus come di una punizione o castigo divino “non ha mai incontrato Gesù ed è fermo all’Antico Testamento” o vuole alimentare lo storytelling dei potenti che estraggono idrocarburi, distruggono lo strato di ozono e affamano milioni di bambini (sic): “In questa epidemia ci sono state responsabilità umane importanti. La bontà della natura è stata gravemente abusata”, e dare la colpa a Dio non fa che il gioco dei capitalisti egoisti.

DIO AIUTA CHI RISPETTA LA CREAZIONE

Va da sé che a Gesù possa andare a genio una pandemia che rende necessario “un nuovo stile di vita” una nuova “società”, poiché – in soldoni – ad alimentare o fermare il virus non saranno preghiere e miracoli ma il rispetto delle leggi naturali e dell’agire secondo coscienza e solidarietà (sì, “il miracolo si chiama coscienza e solidarietà”). Certo, a Dio è possibile rivolgerci per quanto attiene il nostro libero arbitrio, allora sì che Dio può fare miracoli in noi e attraverso di noi: “L’umanità dovrebbe essere in grado di costruire un nuovo mondo, in cui la creazione, naturale e umana, sia rispettata. Lì, Dio è disposto ad aiutare!”.

E IL PROBLEMA DEL PECCATO?

Insomma, Dio non punisce o comanda con le pandemie, chiedere miracoli è assurdo perché non cambiano il corso naturale delle cose, ed è pure un po’ fariseo dato che questo corso lo abbiamo accelerato noi con comportamenti scorretti. Assurdo per padre Juan de Dios Olvera, sacerdote della Basilica di Guadalupe a Città del Messico e dottore in Teologia dogmatica, è piuttosto l’articolo del sacerdote gesuita, marcatamente “influenzato da un’ideologia” – questo il suo commento ad Aci Prensa. “Non si parla di preghiera, adorazione di Cristo, nulla si dice sull’eucarestia, nulla sulla messa” spiega padre Olvera trovando questi silenzi significativi rispetto alla piega presa da un articolo “teologico” che non affronta nemmeno “il problema del male”, “frutto del peccato”: “Gesù non potrà mai essere d’accordo con una malattia, con un’epidemia, con una pandemia. Gesù viene proprio per combattere il peccato e rimuovere il male”, e naturalmente davanti al male sofferto dal mondo i miracoli possono essere “implorati e chiesti”.

LA SALVEZZA SOPRANNATURALE

Padre Olvera ricorda che i miracoli esistono proprio perché “esiste la misericordia di Dio e perché Dio ha sempre pietà della miseria umana, sia essa il peccato, una malattia, un’epidemia, ecc.”. C’è sempre “un vero intervento di Dio nella vita dell’essere umano. E c’è un vero intervento miracoloso come miracoli sono il perdono dei peccati, la confessione, l’eucaristia, di cui non si parla mai in questo articolo”. E conclude: “Abbiamo bisogno di una salvezza soprannaturale da Dio, una conversione di cuori che non si ottiene solo attraverso semplici atteggiamenti umani come sembra suggerire l’articolo. Abbiamo bisogno che Dio ci converta”. Non è assurdo chiedere miracoli. Più strano è leggere che sarebbe assurdo chiederli sul sito di notizie del Vaticano.

Foto Ansa