Esserci

L’Ai e l’inguaribile illusione della perfezione «a portata di mano»

Di Esserci
07 Ottobre 2026
Sulle dimissioni del responsabile dei rapporti sulla sicurezza di OpenAi contro «l’ottimismo senza riserve» dei creatori dell’intelligenza artificiale
Foto Depositphotos

«Quello che sto per dirvi è ormai diventato un cliché: questa settimana mi sono dimesso da OpenAi». Così David Robinson, responsabile dei rapporti sulla sicurezza, apre la sua lettera di dimissioni. Non è il primo a denunciare «un ottimismo senza riserve sulla capacità di risolvere i problemi man mano che si presentano».

Scriveva nel 1907 il teologo Walter Rauschenbusch:

«La velocità dell’evoluzione… documenta l’immensa capacità di perfezione latente nella natura umana. Forse questi diciannove secoli di influsso cristiano sono stati un lungo preliminare periodo di crescita e ora il fine e il frutto sono quasi a portata di mano».

Non sono bastate a guarirci da questa illusione due guerre mondiali, il nazismo, il comunismo… fino alle tante guerre in corso oggi, di cui l’intelligenza artificiale, apice del progresso, è lo strumento più avanzato.

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