Esserci
L’Ai e l’inguaribile illusione della perfezione «a portata di mano»
«Quello che sto per dirvi è ormai diventato un cliché: questa settimana mi sono dimesso da OpenAi». Così David Robinson, responsabile dei rapporti sulla sicurezza, apre la sua lettera di dimissioni. Non è il primo a denunciare «un ottimismo senza riserve sulla capacità di risolvere i problemi man mano che si presentano».
Scriveva nel 1907 il teologo Walter Rauschenbusch:
«La velocità dell’evoluzione… documenta l’immensa capacità di perfezione latente nella natura umana. Forse questi diciannove secoli di influsso cristiano sono stati un lungo preliminare periodo di crescita e ora il fine e il frutto sono quasi a portata di mano».
Non sono bastate a guarirci da questa illusione due guerre mondiali, il nazismo, il comunismo… fino alle tante guerre in corso oggi, di cui l’intelligenza artificiale, apice del progresso, è lo strumento più avanzato.
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