I 100 anni di Piero Umiliani

Di Cristiano Carenzi
05 Settembre 2026
Breve ritratto dell’uomo che portò il jazz (e molto altro) in Italia. Più di 150 colonne sonore incise e l’enorme successo internazionale di "Mah Na Mah Na", suo brano più celebre

Il 17 luglio 1926 nasceva a Firenze un compositore destinato a rivoluzionare la musica italiana, aiutando a far conoscere nel nostro paese generi come il bepop, il jazz e il lounge.

Piero Umiliani incontra la musica per caso, in un tempo in cui era poco accessibile, soprattutto un genere come il jazz che arrivava dall’America e da una cultura black che il regime fascista non vedeva di buon occhio. Tuttavia, in un negozio fiorentino il giovane Piero si imbatte in una copia di Hot & Bothered di Duke Ellington & His Orch, facendo una di quelle scoperte che ti cambiano la vita. Mette subito le mani in pasta iniziando a scrivere su Il Nuovo Giornale di Firenze, grazie al quale verrà pian piano inserito nell’ambiente musicale e nel mondo della radio.

Umiliani suona il piano fin da piccolo e, una volta arrivati in Italia migliaia di americani sul finire della Seconda guerra mondiale, decide di sfruttare l’occasione e di mantenersi suonando proprio nei locali dove passavano le loro serate i giovani soldati d’oltreoceano. Deciso a dedicare la sua vita alla musica, dopo aver già concluso gli studi di giurisprudenza, entra in Conservatorio e si diploma in Contrappunto e Fuga nel 1952.

Una vita per la musica

Segue una vita piena e difficilmente riassumibile: il tour norvegese, l’incontro fortunato con la cinematografia romana, più di 150 colonne sonore incise e, infine, l’enorme successo internazionale di Mah Na Mah Na, suo brano più celebre.

A partire dal 1954 il compositore si dedica ianima e corpo alla musica, e prosegue con un’instancabile voglia di sperimentare per molti anni che rendendo impossibile oggi incastrarlo in un solo genere musicale ben definito.

Anche solo nel Piero Umiliani cinematografico abbiamo sfaccettature diversissime: più sintetico e sentimentale in brani come Notte di luna, e in generale per la colonna sonora del thriller italiano di Mario Bava 5 bambole per la luna d’agosto, e quello più ironico e poliziesco della commedia diretta da Giorgio Capitani Vai avanti tu che mi vien da ridere.

C’è un Umiliani più sperimentale, in grado di inserire la chitarra elettrica in brani come Seyga seyga e interessato a scoprire i meccanismi dei sintetizzatori agli inizi del genere, intuizioni che si struttureranno nel disco Suspence Elettronica del 1983.

E infine c’è il Piero Umiliani scolastico, in cui il jazz che lo ha conquistato in gioventù sfocia nel successo globale di Mah Nà Mah Nà, brano che avrete tutti sentito – magari inconsapevolmente – in quanto colonna sonora del Muppet Show.

Che bello lavorare così

Non ho mai conosciuto Umiliani e non ho nemmeno mai sentito grandi interviste rivoluzionarie da parte del compositore eppure quando mi capita di ascoltare la sua musica penso che sia stato un uomo molto fortunato, che ha trovato ciò che lo ha realizzato e che ha deciso di dedicargli la sua intera vita professionale.

Quando apro il suo infinito catalogo mi immagino un uomo che si è goduto a pieno il suo lavoro e quanto sia bello lavorare così, libero di sperimentare e amante di ciò che si fa ogni giorno.

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