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Léon Harmel, un imprenditore illuminato (dalla fede)

Di Ubaldo Casotto
20 Agosto 2026
Welfare aziendale, governance partecipata e altre ardite invenzioni di un industriale cattolico «di mezzo secolo in anticipo sui tempi». Il curatore racconta la mostra che papa Leone XIV visiterà al Meeting di Rimini
Un ritratto di Léon Harmel

C’è un passaggio nell’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV che, sebbene scritto oltre centosettant’anni dopo il suo ingresso in fabbrica, Léon Harmel avrebbe potuto affiggere nei capannoni del lanificio di famiglia a Warmeriville, nella Marna francese. Il testo è questo: «Le cosiddette intelligenze artificiali non vivono una esperienza, non possiedono un corpo, non attraversano la gioia e il dolore, non maturano nella relazione, non conoscono dall’interno ciò che significa amore, lavoro, amicizia, responsabilità. Non hanno neppure una coscienza morale: non giudicano il bene e il male, non colgono il senso ultimo delle situazioni, non assumono su di sé il peso delle conseguenze. Possono imitare linguaggi, comportamenti, valutazioni, possono simulare empatia o comprensione, ma non capiscono ciò che producono, perché non abitano l’orizzonte affettivo, relazionale e spirituale in cui l’umano diventa sapiente. Anche quando tali strumenti vengono presentati come capaci di “apprendere”,...

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