Contenuto riservato agli abbonati

Squalo chi legge

Togliete ai vostri figli TikTok e dategli Jules Verne

Di Carlo Simone
31 Maggio 2026
L’autore di “Ventimila leghe sotto i mari” è pazzesco. L’ho riletto ora che sono insegnante e mi sono detto: che grazia che ho ricevuto a immergermi giovanissimo col capitano Nemo invece di trovarmi in mano uno smartphone
Jules Verne
Jules Verne (1828-1905)

L’altro giorno ero a pranzo con un amico che è un punto di riferimento educativo importante per tanti ragazzi universitari. Mi raccontava che i genitori si lamentano con lui: «Non è come ai nostri tempi, i nostri figli non leggono un tubo!». Al che, l’amara constatazione del mio amico: «Certo, è vero: ma chi è che ha messo loro in mano un cellulare fin da quando avevano dodici anni?».

Non è la classica tiritera luddista: il problema c’è, ed è serio. Da un paio d’anni insegno in università e mi sono reso conto anch’io che gli studenti (di Lettere) non hanno letto, non leggono e ormai difficilmente leggeranno. È quasi sempre vero, infatti, che o si inizia da piccoli, o poi diventa complicato. E ha ragione il mio amico a dire che una troppo lunga frequentazione con lo smartphone logora il cervello, come le pietre levigate dal ruscello: il sasso è duro, ma l’acqua alla lunga agisce, che il sasso lo voglia o no. Cali dell’attenzione, bisogno di distrarsi costantemente, incapacità di restare a lungo su una pagina, ricerca costante di stimoli dopaminergici: questi non sono meri “sentito dire” o discorsi “da boomer”, questa è la pura e semplice verità di oggi, osservando la generazione che abbiamo abbandonato agli schermi da scrollare con mille notifiche all’ora, per dodici ore al giorno, per dieci anni della loro adolescenza.

Da dove ripartire, allora? Premessi i meriti di genitori e insegnanti che mi hanno messo in mano bei libri fin da piccolo (i semi senza il giardiniere difficilmente attecchiscono), su quale autore costruire la roccaforte di un futuro lettore? Chi può educare a consistere sulla pagina, a fare attenzione, a cercare il significato delle parole, catturando senza pedanteria grazie a viaggi straordinari che tengono incollati alle pagine? Pensa che ti ripensa, e guardandomi all’indietro laggiù, nel passato della mia cameretta, sono giunto alla conclusione che la nostra casa sulla roccia non possa che essere edificata su Jules Verne.

Girare il mondo in camera da letto

Signore e signori, Jules Verne è un autore pazzesco: non importa se pensate sia roba per l’infanzia, non lo è; o comunque l’infanzia di una volta vale più del doppio dell’età adulta di oggi… Mi è capitato di riprenderlo in mano di recente per un convegno che ho dovuto preparare: mi sono soffermato in particolare su Ventimila leghe sotto i mari. E mentre lo rileggevo, ripensavo a me bambino, e mi sono detto: ma che grazia di Dio che ho ricevuto a immergermi col capitano Nemo, a otto, nove, dieci anni, non ricordo più.

Un bambino che legge Verne gira il mondo dalla camera da letto (e i mari, e il centro della Terra, e la Luna, e quel che vi pare, Verne è stato dappertutto, Salgari invece, con buona pace dei fan, no, please: mai prima di Verne, semmai dopo, per digestivo); impara una quantità di cose innumerevoli (come fanno a immergersi i pescatori di perle ceylonesi? Come funziona un telegrafo? Cos’è Atlantide?); deve addomesticare parole difficili, tecniche, scientifiche (ma voi lo sapete cos’è una tridacna gigante? E il terribile melanottero del Mar delle Indie? Sfigati!) che zac! bloccano la strada di tanto in tanto (ma ciò vuol dire imparare a pensare, a fare associazioni, a ragionare, a consultare un vocabolario, e, e, e…); scopre l’umanità, la sana umanità gagliarda, baldanzosa, ma anche intelligente, critica e compassionevole, degli avventurieri ottocenteschi («Quell’indiano, signor professore, è un abitante del Paese degli oppressi, e io vi appartengo ancora, e apparterrò finché avrò vita, a quel Paese!», dice il capitano Nemo ad Aronnax, dopo aver salvato il pescatore di perle indiano da uno squalo gigante: perché due uomini possono essere nati sotto stelle diverse, eppure riscoprirsi identici nel mezzo del mare); impara di far parte di una tradizione culturale smisurata, bella e benefattrice del mondo intero, checché se ne dica (una cultura fatta di tassonomia in latino e trattati scientifici, prodigi della tecnica e medicinali, raffinatezze e curiosità, elemosina e avventura); e la lista potrebbe andare avanti.

Romanzi belli, curati, illustrati

Insomma, scorrevo con mani tremanti la mia antica copia di Ventimila leghe sotto i mari (belli, curati, illustrati sono i romanzi di Verne! Un altro punto a favore) e mi son commosso pensando a quanti semi sepolti in me, quante cose emerse con gli anni che erano cominciate nel silenzio e nell’oscurità della mia terra, grazie alla lettura di romanzi come quello, Michele Strogoff, Il giro del mondo in 80 giorni, Viaggio al centro della Terra, I figli del capitano Grant, Un capitano di quindici anni, L’isola misteriosa… Che benedizione! Che ricchezza! Che cosa veramente democratica e insieme veramente aristocratica!

Ma noi vogliamo davvero privare i nostri figli di tutto questo? Per dar loro che cosa? TikTok? Sono serio, non voglio solo provocare: ma che ci sarà mai di meglio in TikTok o nei gruppi Whatsapp con gli amichetti che nei romanzi di Jules Verne? Gli amici sì, sono importanti, ma quelli veri però, magari con cui ogni tanto parlare pure di libri (utopia? Chissà). Vorrei dire che giovani lettori e smartphone possono coesistere, ma no, mi spiace, non ci credo, non riesco a dirlo: è contro la mia esperienza, e contro le evidenze scientifiche. Perciò, genitori, a voi l’ardua scelta: poi però non lamentatevi. O fatelo su TikTok.

* * *

Ps. E non dategli un e-book reader, un tablet o altro. Mettetegli in mano un libro vero, santo cielo. Che pesi, che abbia la polvere tra le pagine, che faccia venire male al polso, che possa sopportare una matita, e abbia una copertina rigida col titolo scritto grosso e colorato, il bordo ingiallito, le pagine annotate da anonimi, e gli spigoli ammaccati da mille battaglie. Come può imparare ad amare il corpo di una donna, uno che non ha mai accarezzato le pagine di un libro?


Copertina del romanzo “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne

Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari, edizione integrale con copertina rigida, Gribaudo 2019, 320 pagine, 9,90 euro.

Dello stesso romanzo comunque si trovano su Amazon diverse edizioni. E ovviamente il catalogo delle opere disponibili di Verne non si esaurisce con Ventimila leghe sotto i mari: qui un’ampia selezione.


Disclaimer: grazie al programma di affiliazione Amazon, Tempi ottiene una piccola percentuale dei ricavi da acquisti idonei effettuati su amazon.it attraverso i link pubblicati in questa pagina, senza alcun sovrapprezzo per i lettori.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.