Si possono chiamare le cose con il loro nome senza per forza perseguitare chi non la pensa come noi o "venire giù a spaccare la faccia". L'alternativa l'ha mostrata il Pontefice parlando di trans e omosessuali
Papa Leo XIV, Udienza generale, Vaticano, 17 settembre 2025 (Ansa)
Quando l'attorney general Pam Biondi promette di prendere di mira chiunque pronunci «discorsi d'odio», supera una linea rossa che non dovrebbe essere superata. Fa, in buona sostanza, quello che fino a ieri il mondo repubblicano americano rimproverava alla sinistra: definire "odio" un'opinione. Il confine può essere labile, chi lo determina?
Come abbiamo già scritto, le reazioni della sinistra alla morte di Charlie Kirk - a parte qualche lodevole eccezione - sono state vergognose. Prima hanno provato a dire che se l'era cercata, poi che il suo assassino era di destra, infine che era colpa di Trump (questa, in verità, l'hanno detta subito perché per loro è un must da far precedere e seguire a ogni ragionamento).
Ma se il mondo conservatore - dopo anni in cui ha, giustamente, denunciato la censura dei liberal nelle università - ora pensa di risolvere la questione con l'"opzione Iacchetti" («adesso vengo giù e ti spacco la faccia»), commette un errore madornale. Un errore che, tra l...
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