Avreste mai immaginato le tv di un paese ex sovietico trasmettere filmati di cittadini russi tratti in catene da poliziotti mascherati? È successo un mese fa in Azerbaigian. Ennesima prova di quanto l’egemonia di Putin sul Caucaso e l’Asia centrale si stia sgretolando
Il video del raid di polizia nella sede di Baku dell’agenzia russa Sputnik avvenuto il 30 giugno scorso e trasmesso dalle tv dell’Azerbaigian
Scene del genere in tv non si sarebbero mai potute vedere in Stati ex sovietici che non fossero passati o desiderassero passare al nemico (Nato e Unione Europea): filmati di cittadini russi trascinati in catene per ordine di giudici, col volto tumefatto, fatti marciare a piedi divaricati, piegati in due e trascinati rudemente da poliziotti mascherati, il tutto commentato con approvazione da media ed esponenti politici locali.
Eppure è ciò che è accaduto fra la fine di giugno e l’inizio di luglio in Azerbaigian, paese che non ha mai condannato in sede Onu l’invasione russa dell’Ucraina (non ha mai partecipato alle votazioni in merito) e che notoriamente aiuta la Russia ad aggirare le sanzioni euro-americane acquistando i suoi gas e petrolio per poi rivenderli all’estero “ripuliti”. Ma che ci tiene a mostrare a Mosca e al resto del mondo la propria piena indipendenza e parità di “standing” col potente vicino trentaquattro anni dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica. Per cui alla reta...
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