Cinema Fortunato
Tra il cinepanettone di Polanski e le beffe di Anderson, meglio ri-scoprire Forrester
Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.
Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante
Asteroid City ★★
Di Wes Anderson
Dove vederlo: al cinema
Visto un film di Wes Anderson, li hai visti tutti. Virtuosismi tecnici, perfetta simmetria e costruzione della scena ma anche un terribile vuoto nella scrittura. In questo caso, l’espediente della narrazione metacinematografica (con Adrien Brody che a un certo punto dice di non sapere minimamente cosa sta recitando) è una cornice narrativa che lascia il tempo che trova. Anderson è tanto bravo nel girare quanto assolutamente disinteressato a raccontare storie e il fatto di coinvolgere un cast monumentale fa montare ancora di più la rabbia per un giochino che è autoreferenziale e si fa beffe delle aspettative del pubblico.

L’imprevedibile viaggio di Harold Fry ★★★
Di Hettie Macdonald
Dove vederlo: al cinema
Bel film, delicato e struggente, che evita tutte le solite trappole del sentimentalismo e della retorica vuota. La vicenda ruota attorno a un pensionato (Jim Broadbent, straordinario), la cui vita viene sconvolta dalla notizia di un’amica prossima alla morte. Così il vecchietto parte, in un viaggio rocambolesco che lo porterà ad attraversare mezza Inghilterra. Come spesso capita per film di questo tipo, la novità non sta nella storia, che è un mix tra Forrest Gump e Una storia vera di David Lynch, ma nella discrezione con cui si racconta il dolore e nella grande prova d’attore dei due interpreti.
The Palace ★
Di Roman Polanski
Dove vederlo: al cinema
Alla veneranda età di 90 anni Roman Polanski gira il suo primo cinepanettone, peraltro ambientato in un hotel svizzero come nell’indimenticato Christmas in Love con Boldi & De Sica. Qui, i due fenomeni non ci sono, ma c’è lo stesso trash, gli stessi tipi fissi e le comiche scatologiche. Non si capisce bene come Polanski possa aver diretto un film del genere, un terribile, diabolico forse, film di congedo a pochi anni da un film perfetto come L’ufficiale e la spia.
Scoprendo Forrester ★★★★
Di Gus Van Sant
Dove vederlo: Prime Video
Il migliore film di Gus Van Sant è quello che ha diretto su commissione. Storia molto classica nell’impostazione: per certi versi, pare L’uomo senza volto aggiornato agli anni Duemila. Sean Connery è un burbero Salinger che insegna a un ragazzo orfano non solo a scrivere ma a stare al mondo. L’inizio del rapporto tra i due è fulminante, Forrester si mette a correggere i suoi compiti e lo provoca: scrivi male, però c’è una domanda dietro alle cose che scrivi. Film cresciuto col tempo: ora è un grande classico del cinema di formazione.


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