Volete un eunuco a Palazzo Chigi? Agnelli oggi difenderebbe Berlusconi. Ecco la prova. Su Repubblica, a firma di Ezio Mauro
Ecco cosa diceva Agnelli al direttore nel 1998, quando nei pasticci era finito il presidente degli Stati Uniti. Le campagne mediatiche sui sexgate finiscono per «decretare in diretta l’impiccagione, con sentenza universale, sommaria e spaventosa». «Mi chiedo: che vita sarà mai, questa nostra vita sorvegliata, controllata e prudente?»
«Volete forse un eunuco alla Casa Bianca?», così disse l’avvocato Gianni Agnelli, presidente onorario Fiat, ad un adorante Ezio Mauro in un’intervista apparsa su Repubblica il 16 settembre 1998 (Agnelli sul Sexgate “Clinton resterà”, pagina 7).
Allora, come oggi, si discuteva di leader politici e delle loro debolezze, o – per dirla con le parole che usò allora Mauro nell’intervista – di una vicenda che si sviluppava in un «momento di confusione e disorientamento in cui la morale e la democrazia si mescolano in uno scandalo sessuale che si è ormai trasformato in un dramma politico».
Solo che, allora, nel centro del mirino mediatico-giudiziario non si trovava Silvio Berlusconi, ma il presidente democratico degli Stati Uniti. E la sua Ruby si chiamava Monica Lewinsky. Riletto oggi, quel dialogo risulta assai interessante. Agnelli spiegava di vedere «un’America mortificata e la cosa riguarda anche noi. Perché Clinton è il leader del mondo. Può piacerci oppure no, e probabilmente è un male che ci sia oggi un leader solo per tutto il pianeta. Ma le cose stanno così. E quel leader oggi è fatto a pezzi da questo scandalo. Ecco il problema».
Una constatazione che faceva sorgere in Mauro una domanda spontanea: «Ma non le sembra assurdo che l’America distrugga la sua leadership per uno scandalo sessuale, in un momento di forte consenso per il presidente, con l’economia che va bene?». E poi, ad un altro interrogativo del direttore («Cosa doveva fare il presidente davanti ad un’accusa come quella che gli muoveva Starr – il giudice, ndr -?»), Agnelli rispondeva caustico: «Non lo so. So però quel che fece Jefferson, quando mise tutti a tacere domandando: volete forse un eunuco alla Casa Bianca?».
Da ritagliare le ultime battute della conversazione che, qui di seguito, riproponiamo ai nostri lettori.
Agnelli: «Le giornate che ha appena vissuto e che sta vivendo sono state per lui umilianti. Veramente umilianti. E ci dovrebbero far riflettere, tutti».
Mauro: «A che cosa pensa?».
Agnelli: «Al momento in cui è stato reso pubblico il rapporto Starr, più di quattrocento pagine in pasto alla gente. Ero davanti alla Cnn, quella notte. Vedevo scorrere brani di quel rapporto, sentivo avvocati che li commentavano in diretta. Mi sono fermato a pensare a quel che stava succedendo: un rapporto giudiziario e politico finisce su Internet, rimbalza in diretta sulle televisioni, si carica di opinioni e accuse, cento o duecento milioni di persone guardano tutto questo e premono sul Congresso con le loro emozioni prima e più ancora che con le loro opinioni. Un circuito infernale. Anzi, un cortocircuito tra democrazia, morale, politica, assemblearismo, populismo».
Mauro: «Qualcosa che serve ad emozionare la gente più che a informare i cittadini?».
Agnelli: «Sì, con l’aggravante che attraverso Internet e il circuito mediatico tutto finisce per scaricarsi sul Congresso, influenzandolo in diretta. È un meccanismo più adatto – se ci pensa bene – a una dittatura che a una democrazia. Ancora un passo, e si potrebbe far assistere la gente ad un processo via Internet, per poi farle decretare in diretta l’impiccagione, con sentenza universale, sommaria e spaventosa».
Mauro: «Avvocato, tutto ciò in Europa non succede. Siamo più saggi o più ipocriti?».
Agnelli: «Senza dubbio siamo diversi, anche se in Inghilterra ci sono stati scandali politico-sessuali. Ma è vero, la Francia non si è affatto scandalizzata per la figlia naturale di Mitterrand. Ed è certo meglio così. Vede, tutti dicono che Clinton aveva il dovere di comportarsi diversamente, ed è vero, o almeno di essere più prudente, ed è vero anche questo. Lui ne sta pagando il prezzo, che è salato. Ma questa storia, attraverso Clinton, ha mandato in pezzi per sempre il concetto di privacy e questo riguarda tutti noi. Perché, alla fine, dovremo farci una brutta domanda: che vita sarà mai, questa nostra vita sorvegliata, controllata e prudente?».






11 Commenti
questo articolo è di un giustificazionismo del “puttanaio” che fa ribrezzo ad un ateo come me, e non fa schifo ai vostri lettori sedicenti cattoilici?
Tafanus
http://www.tafanus.it
non li leggo più: è un problema mio o del mio computer, vero?
c’era una discussione in merito, ma almeno io, non riesco più a leggerla.
????
a indignarsi ci vuole pochissimo, a cercare di capire la VERITA’ un po’ meno… sono per caso gli stessi che si indignarono per il caso NOEMI?
scoperta la verità, si dis-indignarono?
il commento era rivolto ai “preti perbene” che si indignano col Papa citati dal TAFANO (indignato anch’egli)
certo che se avessimo Vendola presidente del consiglio sarebbe tutta un’altra cosa??? non vi pare e
certo che se ci fosse Vendola come presidente del consiglio sarebbe tutta un’altra cosa ed eventualmente Helton John come parlamentare a Strasburgo alle pari opportunità…………!!!!
@Tafano
Lei, di morale cattolica evidentemente non capisce un cappero (se no, probabilmente non sarebbe ateo e di sinistra)! Si informi poi ci faccia sapere…
G.M. Tubini
Se avete una figlia di 16, 17 anni, vi esorto a farla toccacciare da qualche vecchio sporcarccione; e guardate, mentre succede, così capite meglio, forse, ché alcuni mi sembra abbiano la testa dura. E fatela vestire come una prostituta di strada, mi raccomando, o lasciate che giri nuda nella casa del tizio in questione.
Ah, e la prossima volta che fate un colloquio di lavoro, invece di mostrare il curriculum, ciucciatelo al tizio che vi fa le domande, senza che nemmeno lui lo chieda.
Perché è questo, ciò di cui si parla. E ovviamente del livello di sicurezza colabrodo attorno ad un presidente del Consiglio, ma evidentemente per qualcuno è un argomento troppo difficile.
Le cose sconce che si permette di dire Lei le fanno anche quelle (o quelli) che vogliono il posto di ricercatore universitario o di cassiera della coop. E comunque è meglio il bunga bunga che sfilare al gay pride. Saluti al moralista da G.M. Tubini.