Il testo voluto dal presidente – che non cita mai i termini “suicidio assistito” o “eutanasia” – è così radicale che non autorizza neanche gli istituti cattolici a fare obiezione di coscienza. «Molti chiuderanno»
La legge sull’eutanasia approvata ieri per la terza volta all’Assemblea nazionale francese è stata fortemente voluta dal presidente della Repubblica Emmanuel Macron (foto Ansa)
In terza lettura il progetto di legge ha preso ancora un po’ meno voti che nella prima (maggio 2025) e nella seconda (febbraio 2026), ma da ieri pomeriggio la legge francese “diritto all’aiuto a morire” è cosa fatta: dopo quasi quattro anni di percorso fortemente voluto dal presidente Emmanuel Macron e dagli esponenti del suo partito nelle istituzioni (principalmente la presidente dell’Assemblea nazionale Yaël Braun-Pivet e la ministra delegata incaricata dell'Autonomia e delle Persone con disabilità Camille Galliard-Minier, che hanno fatto di tutto per accelerare l’iter del disegno di legge) eutanasia e suicidio assistito sono a disposizione dei francesi, anche se nel testo della legge queste due parole mancano e sono sostituite dall’orwelliano e paradossale “aiuto a morire”.
La probabile (e inutile) bocciatura del Senato
Con 295 voti a favore e 232 contro ieri l’Assemblea nazionale (equivalente alla Camera dei deputati italiana) ha approvato la stesura finale della legge, accogliendo...
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