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VERSO IL MEETING 4/Cristo e il lavandino

agosto 8, 2011 Redazione

Pubblichiamo due estratti del libro di Padre Aldo, Cristo e il lavandino. I brani sono presenti nello Speciale Meeting, allegato del numero 30/31 di Tempi in edicola sino al 10 agosto

Cristo e la camera da letto

Intendiamo mettere in evidenza il nesso che esiste fra Cristo e la camera da letto. Prima di tutto, la stanza da letto non è la cuccia del cane, né un deposito di cianfrusaglie, né una sala di ricreazione o, ancor meno, la sala da pranzo. La camera da letto serve per dormire, per riposare. Il riposo notturno è essenziale per la vita dell’uomo, affinché egli possa lavorre con energia e allegria. Alzarsi la mattina, aprire gli occhi e mettersi subito in ginocchio di fronte al Mistero che penetra nella camera da letto all’alba è affermare la consistenza del proprio Io, la consapevolezza del proprio destino. Anche andare a coricarsi dopo una giornata di lavoro e, prima di spegnere la luce, mettersi in ginocchio e riconoscere con gratitudine quello che è successo durante il giorno, ringraziando il Mistero di Dio e chiedendogli perdono per le proprie miserie, è il modo più gradevole per riposare: il letto si trasforma nelle braccia del Creatore che accoglie la sua creatura per il meritato riposo dopo la grande liturgia quotidiana che è il lavoro. Perciò, la bellezza del letto che coincide con quest’atteggiamento si esprime sia nella pulizia delle lenzuola, che devono essere sempre ben sistemate, sia nell’ordine che deve regnare nell’armadio e nel resto della stanza, dove l’essenzialità va di pari passo con le necessità della persona. La sistemazione mattutina del letto e la pulizia quotidiana della camera ove è necessario è un’educazione a vivere della memoria di Cristo, che è il significato anche di questa parte della casa.

 Inoltre nel letto, per chi è minimamente consapevole del sacramento del Matrimonio e non vive come gli animali, si consuma l’atto amoroso che consente il fiorire di una vita. Un atto per il quale vive il sacramento che fa parte della liturgia domestica. È come un altare sul quale gli sposi cristiani offrono il frutto dell’amore attraverso il linguaggio della sessualità, del proprio intimo e totale abbandono. Un abbandono che è parte integrante dell’orizzonte, del destino ultimo della vita. Il letto per le persone sposate è come l’altare per il sacerdote. Il sacramento del Matrimonio si consuma e diventa più profondo nella totalità della vita familiare, della quale il «letto», in tutta la sua espressività, è parte concreta ed essenziale.Vivere con questa consapevolezza la propria vocazione di marito e moglie significa trasformare il letto, la camera da letto, in un luogo sacro. Per questo, ricordo con commozione che sopra il letto dei miei genitori era appeso il quadro della Sacra Famiglia e, ai due lati, vi era un’acquasantiera con l’acqua benedetta che serviva per fare il segno della croce prima di dormire o prima di esprimersi fisicamente il grande amore che essi vivevano, frutto della consapevolezza che il Matrimonio è la presenza di Cristo oggi.
 Cristo e il bagno
Quante volte vado a controllare i bagni pubblici della parrocchia e mi rendo conto che, a poco a poco, in molte persone che passano di qui la fede sta crescendo. Allo stesso modo quante volte, andando a far visita a fattorie o a case, mi rendo conto del contrario. «Ma non si può misurare la fede guardando i bagni» mi ha replicato un giorno una signora, «perché la fede è qualcosa di intimo, è qualcosa che ha a che vedere con l’anima dell’essere umano». L’ho guardata e le ho risposto: «Signora, quello che per lei è la fede in realtà è superstizione, è qualcosa che non ha niente a che vedere con il riconoscimento di un Avvenimento, che, una volta incontrato, cambia la vita», come afferma il papa nella sua prima enciclica. Se la fede non entra nella vita, non è fede, è magia. E la vita è tutto, comprende tutti gli aspetti, tutti i movimenti, pensieri e azioni dell’essere umano. Anche il bagno è un aspetto, per di più importante, della vita quotidiana, perché consente all’essere umano di soddisfare le proprie necessità fisiologiche. Tra un’infima latrina e un bagno c’è una differenza abissale, persino psicologica, per chi usa l’una oppure l’altro. Allora non è possibile che la fede non abbia nulla a che vedere con questo aspetto della vita. Concretamente significa che, se «per me il vivere è Cristo», come afferma l’apostolo san Paolo, l’uso del bagno sarà conforme alle norme igieniche. Per questo si usa la carta igienica, che si getta nel water e non nel cestino (cosa disgustosa per chi si reca in bagno subito dopo), si aziona lo sciacquone, se necessario si usa lo spazzolone affinché la ceramica rimanga bianca o del suo colore naturale, ci si lava le mani e si usa l’asciugamano o la carta apposita per asciugarsele. Non ha importanza il tipo di bagno, se è di prima, di seconda o di terza categoria. Lo stesso vale per la doccia e gli altri servizi.
La fede è riconoscere che Cristo è presente in tutti i particolari, e Cristo è bellezza, armonia, è gusto e rispetto per le cose, per tutte le cose. Educare alla fede significa mostrare tutte le implicazioni di essa. Implicazioni che esprimono una cultura, una coscienza critica e sistematica della realtà. La cultura cristiana, attraverso la consapevolezza che Cristo ha a che vedere con tutto, ha creato la civiltà, vale a dire la bellezza, quella bellezza di cui le Reducciones gesuitiche sono state testimoni. In questi paesi la cura dei bagni era una preoccupazione quotidiana da parte dei padri. Per tale ragione costruirono all’angolo di ogni isolato i bagni maschili e femminili, con acqua corrente e fogne sotterranee che portavano le acque reflue lontano dai paesi. Una rete fognaria che neppure Asunción oggi possiede. In verità il problema della sporcizia e del disordine, che rendono la capitale del Paraguay fra le peggiori dell’America Latina, è frutto del clima di paganesimo in cui viviamo. Paganesimo che a sua volta è frutto della divisione tra la fede e la vita, e di conseguenza di un’educazione spiritualista che aliena la mente della gente impedendole l’uso corretto della ragione come possibilità di conoscere e amare la realtà. Su un muro del capannone dove sono ubicati i bagni è scritto: «I bagni sono il passaporto di un paese». Credo che siano anche la testimonianza che nel mio paese, nella mia dimora o nella mia casa è arrivata la fede.
Il libro di Padre Aldo sarà in vendita al Meeting di Rimini al costo di 12,50 euro (168 pp)

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