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Urbino torna alla normalità dopo il maltempo, «quando dalle finestre si vedeva solo neve»

febbraio 22, 2012 Paola D'Antuono

Oggi nella città marchigiana le scuole hanno riaperto dopo venti giorni di inattività. L’emergenza neve è passata, ma sono rimaste le testimonianze delle persone che raccontano «di strade bloccate, anziani senza cibo e intere giornate passate a spalare, altro che situazione difficile a Roma».

Chiuse dallo scorso 1° febbraio, questa mattina le scuole superiori di Urbino hanno riaperto i cancelli. L’emergenza neve sembra essere definitivamente rientrata, le strade sono libere, e sui tetti la neve si sta sciogliendo. Ma la splendida città marchigiana ha vissuto dieci giorni difficili, come mai nella sua storia recente. «3 metri e 26 centimetri di neve, non si sapeva più dove metterla», racconta a tempi.it Giuseppe Cucco, urbinate doc e protagonista di una straordinaria (dis)avventura:

«Come hanno riportato i giornali, a Urbino c’è stata neve abbondante per una decina di giorni. Eravamo rimasti tutti bloccati nelle nostre case, nessuno riusciva ad andare a lavorare. I supermercati iniziavano a svuotarsi e le provviste scarseggiavano. Io e la mia famiglia ci siamo preoccupati di chiamare Don Augusto, il Canonico della Cattedrale di Urbino che ha ottant’anni e abita nel centro storico, una zona ormai disabitata, dove ci sono solo scuole e ufficio». Monsignor Sani è solo, non esce di casa da giorni e in casa ha soltanto qualche fetta biscottata e un po’ di latte. Così il signor Giuseppe prende quel che c’è dal supermercato e “tenta” di recapitare la spesa a casa al sacerdote intrappolato.

La strada però (come si vede nel video qui sopra girato dal signor Giuseppe) è in salita e completamente bianca: «L’unico sistema è scivolare sulla neve. Così mio figlio minore ha coraggiosamente improvvisato questa scalata ed è riuscito a portare da mangiare a Don Augusto. Qualche giorno dopo, dato che la situazione non accennava a migliorare, è intervenuta anche la Protezione civile che l’ha portato alla Casa del Clero». Di quei giorni immersi nel bianco il signor Giuseppe ricorda soprattutto le montagne formatesi davanti casa e la grande solidarietà delle persone impegnate ad aiutare le persone anziane impossibilitate a cavarsi d’impiccio autonomamente: «C’era talmente tanta neve che non si sapeva più dove metterla. Ruspe e muletti hanno lavorato alacremente, ma la situazione era davvero difficile. I camion poi, rimanevano spesso intrappolati lungo la strada ed erano costretti a strisciare contro le macchine parcheggiate per poter passare».

Una situazione ingestibile per chiunque, cittadini, forze dell’ordine, Protezione civile ed Esercito, «che per tre giorni interi non ha fatto altro che portare via la neve, mentre i pompieri si occupavano di liberare i tetti». Purtroppo, però, proprio l’accumulo di centimentri e centimentri di neve sui tetti ha causato i danni maggiori alla città. Numerose le case che hanno subito forti flessioni sulle travi, mentre il tetto della Chiesa dei Cappuccini è rovinosamente crollato, devastando l’interno. Dopo questo episodio le opere d’arte sono state messe in sicurezza, «ma i danni purtroppo inizieremo a vederli davvero solo in questi giorni». Il maltempo dei giorni scorsi ha abbandonato Urbino lasciando spazio alla pioggia che ha liberato le strade. Il signor Giuseppe è tornato alla vita normale assieme ai suoi concittadini, dalle sue finestre non vede più cumuli di neve e ride pensando ai telegiornali che per giorni hanno parlato solo della neve a Roma: «Bastava guardare le immagini per capire che non c’era nessuna emergenza maltempo».

Twitter: @paoladant

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