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Uno studio sui figli dei gay mette in crisi l’America dell’indifferenza sessuale

giugno 28, 2012 Benedetta Frigerio

L’Università di Austin ha pubblicato lo studio più completo mai realizzato sui bambini cresciuti dagli omosessuali: «Hanno molte più difficoltà degli altri».

Sono più incerti, più instabili, di salute mentale e fisica più cagionevole, e guadagnano meno. Questo è quello che sostiene una ricerca texana (How different are the adult children of parents who have same-sex relationships? Findings from the New Family Structures Study) che sta facendo discutere tutta l’America, il paese dove si sta verificando un’accelerazione legislativa verso la legalizzazione del matrimonio omosessuale e delle adozioni concesse alle coppie gay.

La ricerca è stata condotta da Mark Regnerus, professore di sociologia presso l’Università di Austin. E ha due caratteristiche nuove: è la prima condotta su un campione molto numeroso e, in secondo luogo, è stato redatto da un istituto laico e da un professore che non avrebbe mai pensato di arrivare a tali conclusioni. Anzi. Regnerus si era sempre espresso a favore dei «gay e delle lesbiche che non penso assolutamente siano cattivi genitori». I ricercatori, analizzando 15 mila casi e intervistando 3 mila persone, tutti compresi tra i 18 e i 39 anni, hanno messo in crisi il consenso scientifico precedente, basato su dati assai più carenti.

Dal nuovo studio risulta che quanti sono cresciuti in famiglie omosessuali sono dalle 25 alle 40 volte più svantaggiati dei loro coetanei cresciuti in famiglie normali. I primi, infatti, sono risultati tre volte più soggetti alla disoccupazione (solo il 26 per cento dei ragazzi cresciuti all’interno delle coppie omosessuali ha un lavoro fisso contro il 60 per cento della media); quattro volte più soggetti a ricevere assistenza pubblica (il 69 per cento dei ragazzi cresciuti da genitori omosessuali sono stati supportati dai servizi sociali, mentre i loro coetanei sono supportati nel 17 per cento dei casi); e sono molto più inclini ad essere arrestati, a dichiararsi colpevoli di atti criminali, a drogarsi, a pensare al suicidio.

La cosiddetta teoria della “non differenza”, che va per la maggiore negli Stati Uniti, si basa invece su una mancanza di dati. Pur in mancanza di studi approfonditi, tuttavia nel 2005 l’Associazione degli psicologi e psichiatri americana si era espressa con una formula volutamente ambigua («Non esiste un singolo studio che dimostri che i figli dei gay e delle lesbiche siano più svantaggiati di quelli degli eterosessuali») e tale proposizione era diventata la “base scientifica” su cui appoggiare le leggi più aperte in materia. Con un paradosso: mentre le ricerche che segnalavano le storture di un’educazione che elimina la differenza sessuale erano tacciate di inattendibilità a causa dell’esiguità del campione, quelle favorevoli, a parità di campione, divenivano in breve le basi su cui legiferare. Per fare un esempio: i legislatori dell’Iowa utilizzarono uno studio che comprendeva solo cinque casi.
La ricerca texana, quindi, a causa dei suoi numeri importanti, mina tali certezze. Non solo: è da considerasi scientificamente valida perché condotta solo su persone ormai “indipendenti”, che cioè non vivono più nelle case di chi li ha cresciuti.

Il professore Regnerus ha dovuto subire le critiche di molti esponenti del mondo omosessuale. Il ricercatore ha così risposto: «Molti di loro sono così perché, cresciuti in famiglie omosessuali, hanno sperimentato abbandoni, divisioni, ed è impossibile dire se la causa delle differenze sia l’omosessualità o solo l’instabilità dei legami. Quel che è certo, infatti, è solo che i bambini sono molto più inclini a crescere bene quando vivono con i loro genitori naturali. Il matrimonio tra loro fornisce un legame biologico che dà una grande influenza benefica ai bambini». Regnerus si è detto convinto che «i nuclei familiari biologici e stabili, anche se considerati erroneamente come una specie in via di estinzione, rimangono gli ambienti più sicuri per la buona crescita dei figli». Perciò se «mi fosse richiesto di pensare a un modello ideale dovrei per forza avvicinarmi a quello di una famiglia tradizionale».

Sebbene Regnerus abbia specificato di «non voler assolutamente dare colpe agli omosessuali» né di voler «dire che il problema stia nel loro comportamento sessuale», il suo studio ha generato un uragano. I blogger e le associazioni Gay l’hanno accusato di essere “bigotto” e “retrogrado”. La sua ricerca, costata più di 800 mila dollari e pubblicata su una rivista scientifica rinomata (Social science research), è stata definita “spazzatura”. Il professore ha sottolineato che il suo approccio «è quello di qualunque scienziato professionista: qualunque statistico ed elaboratore di dati li assemblerebbe così, arrivando alle stesse mie conclusioni». Infine, Regnerus è arrivato a scusarsi di aver solo voluto «colmare un vuoto scientifico per un approccio più serio». Spiace, ha dichiarato, perché «non avevamo davvero nessun obiettivo precostituito».

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60 Commenti

  1. Mappo scrive:

    Una conclusione a cui arriverebbe chiunque usasse il solo buon senso. Purtroppo l’ideologia del politicamente corretto rende ciechi e sordi.

    • lu8051 scrive:

      Sulla pagina di presentazione del report, sul sito dell’Unniversità di Austin, si dice, citando l’autore:
      Regnerus said the study best captures what might be called an “earlier generation” of children of same-sex parents, many of whom witnessed a failed heterosexual union.

      “This study may not reflect the experience of younger children growing up today in same-sex families, particularly because society has become more accepting of gay and lesbian families in the last decade,”

      Regenerus ha detto che lo studio cattura meglio quella che potrebbe essere una “precedente generazione” di figli di coppie oomosessuali, molti dei quali sono stati testimoni di una unione eterosessuale fallita. “Lo studio potrebbe non riflettere l’esperienza di giovani che crescano oggi in famiglie omosessuali, specialmente per la maggiore accettazione da parte della società delle famiglie omosessuali nell’ultimo decennio” (lo studio è basato su giovani cresciuti quando lo stigma sociale delle famiglie omosessuali era maggiore)

      Ovviamente, come per tutti i lavori scientifici, sulla rivista citata (Social Sience Research) sono state pubblicate le revisioni di altri ricercatori. In risposta a queste revisione, che sollevavano anche perplessità, Regenerus ha concordato con la necessità di chiarire i limiti dello studio, in particolare che “i risultati di questo studio potrebbero venire utilizzati per premere un programma politico [che limiti la formazione di famiglie omosessuali]. Ma i dati non sono adatti a questo scopo”. e ancora, implicare un rapporto di causalità [dei risultati] dall’orientamento sessuale dei genitori “è un salto troppo lungo”

      CIò detto, bene che si facciano studi (questo è uno …), e bene che vengano discussi (la rivista ha publicato almeno due repliche distinte di altri ricercatori).

      Poi gay e anti gay si sbizzariscono con le loro valutazioni.

      Aspetto GMTubini :-)

      Ciao

      • gmtubini scrive:

        Sicché tu, invece di guardare la partita del secolo, aspettavi me? Ti avverto che io sono felicemente sposato, quindi non ti fare idee strane.

        • Alex Galvani scrive:

          ma chi vuole che osi toccarla?! Ma neanche con uno storditore per bovini…
          siamo gay, mica zoofili.

    • Alex Galvani scrive:

      Sa, noi usiamo le ricerche sociali, non il buon senso.
      Il buon senso è roba medievale.
      Ops, esattamente per buon senso si processavano gli untori, gli eretici, le streghe…
      Ops.
      No, noi non curiamo o togliamo alle persone i diritti perchè abbiamo “buon senso”.
      Siamo seri, NOI.

      • Soren scrive:

        Oh ma come siete patetici con questa storia dell’Inquisizione, dei roghi, degli eretici e dei forni.

        Tutta il vostro potere l’avete costruito facendo VITTIMISMO, esattamente come un altro gruppo di persone che si credono “elette”, ma non vi vergignate nemmeno un pò?

        Se avete delle idee argomentatele a modo, ma il vittimismo è roba da quinta elementare. CRESCERE!!!

        • Alex Galvani scrive:

          Oh ci scusi se ci avete ammazzato VOI cattolici, non volevo FARE la vittima, perchè le VITTIME ci sono state. spiacente la sua mezza coscienza ne venga così poco turbata ma molto infaatidita.

          Ora, a proposito di questo articolo: se abbiamo delle argomentazioni? Bene, grande ignorante, si sieda perchè adesso torna a scuola da capo. Le nostre argomentazioni medico-scientifiche (per ora le scrivo solo quelle in ambito anglofono) sono le seguenti.
          Aspetto con trepidazione le sue altrettanto scientifiche, se riesce a trovarne.
          IN CAMPO MEDICO:
          AAFP – American Academy of Family Physicians
          AAP – American Academy of Pediatrics
          AAPHP – American Association of Public Health Physicians
          AMA – American Medical Association
          AMSA – American Medical Student Association
          AMWA – American Medical Women Association
          SAHM – Society for Adolescent Health and Medicine
          IN CAMPO PSICOLOGICO-PSICHIATRICO
          AACAP – American Academy of Child and Adolescent Psychiatry
          AFTA – American Family Therapy Academy
          APA – American Psychiatric Association
          APA – American Psychological Association
          ASCA – American School Counselor Association
          AWP – Association for Women in Psychology
          NASP – National Association of School Psychologists
          IN CAMPO SOCIALE:
          CSWE – Council on Social Work Education
          NASW – National Association of Social Workers
          SSWR – Society for Social Work and Research
          SWAA – Social Welfare Action Alliance

          e adesso aspettiamo le SUE…
          ah, per favore, non faccia la vittima lei ora, con la storia patetica del politicamente corretto, perchè con me non attacca.

  2. Angelo libranti scrive:

    Cara Morena, c’è qualche differenza fra i primati e l’uomo. Il vissuto e la cultura evoluta fa dell’uomo un essere pensante con adeguati freni inibitori, ciò che non accade fra le bestie libere di seguire i loro istinti.
    Può darsi che il problema non esista in Olanda e in Svizzera, notoriamente dai costumi “evoluti” e con numerose famiglie “allargate” in tutti i sensi.
    Il problema resta nella puritana America e, sicuramente, in Italia dove i costumi sono più tradizionali e più legati ad una famiglia unita, salvo naturalmente le dovute eccezioni.
    A prescindere da tutte queste considerazioni, resta il fatto che un bambino cresciuto in una famiglia dalla sessualità fra persone dello stesso sesso, non potrà essere equilibrato come quello nato da una coppia eterosessuale, perchè crescendo sarà assalito da dubbi e frustrazioni in una società prevalentemente formata da un papà ed una mamma.
    Mi pare innegabile e non c’è barba di scienziato che possa confutare questa evidenza, dovuta alla vita vissuta in una società prevalentemente eterosessuale.

    • lu8051 scrive:

      Angelo,

      lei non fa altro che confermare, il bambino emarginato crescerà male, ma l’emarginazione viene dall’esterno quindi è la società che è sbagliata non il bambino o i genitori.
      E’ la società che si deve adattare.

      Poi,l’aspetto della genitorialità omosessuale è solo uno dei vari che ruotano intorno a questo problema.

      • marco scrive:

        lo studio non dice solo che i bambini sono sono emarginati, ma dice che questa coppie omosessuali sono più instabili. Quindi non c’entra solo la società, c’entrano anche gli omosessuali.

        • Alex Galvani scrive:

          peccato che lo studio NON dica quello che LEI gli vuol far dire.
          dato che NON si occupa di coppie omosessuali ed eterosessuali comparate.
          Ma di coppie eterosessuali SOLO SE sposate senza divorzi e separazioni per tutta la durata della crescita dei bambini, e di tutte le altre coppie, non solo omosessuali, ma anche eterosessuali sposate e separate.
          QUESTA è la prova che non è l’eterosessualità, ma la CONTINUITA’ EDUCATIVA che forma i bambini. INDIPENDENTEMENTE dall’orientamento sessuale.
          Spiacente per lei.

    • gmtubini scrive:

      Purtroppo, il “vissuto e la cultura evoluta” fanno dell’uomo un essere “pensante ma sragionante” per cui se c’è un conflitto tra realtà effettuale e ideologia (in questo caso “di genere), allora tanto peggio per la realtà!

      • Alex Galvani scrive:

        hahahahahaha.
        ideologia di genere. hahahahahha. è bellissima questa.
        vada avanti a farci divenrtire. un giullare ci serve sempre, e lei è perfetto.

  3. lu8051 scrive:

    no, l’autore non ricerca l’origine dell’instabilità, non è uno studio sulle coppie omosessuali. Anzi, nello studio le coppie omosessuali sono pochissime, la maggior parte dei dati è su eterosessuali. E poi è l’autore stesso ad escludere a priori questo tipo di deduzioni

    • marco scrive:

      Se non sai leggere non è colpa mia;

      “Molti di loro sono così perché, cresciuti in famiglie omosessuali, hanno sperimentato abbandoni, divisioni, ed è impossibile dire se la causa delle differenze sia l’omosessualità o solo l’instabilità dei legami”

      • Alex Galvani scrive:

        Se lei è analfabeta, non è colpa del signor Lu8051 lassù.
        Sa, noi che sappiamo leggere, sappiamo anche andare oltre le dichiarazioni d’intenti delle introduzioni alle ricerche.
        E il solo dichiarare che questo sia uno studio comparativo tra coppie gay e coppie etero, non lo fa diventare reale. Forse è meglio che legga lo studio, come ho fatto io per correttezza, prima di pontificare sulla capacità di lettura di qualcun altro.
        Cordiali saluti

  4. lu8051 scrive:

    non è esattamente quello che dice l’autore. Oltretutto, le famiglie gay in quello studio erano una percentuale bassissima

  5. Benedetta Frigerio scrive:

    Rispondo alle critiche anche se siamo all’assurdo in cui si deve dimostrare l’evidente perché non posso accettare di essere insultata gratuitamente. 1) Chi ha condotto la ricerca non ha dato alcun giudizio morale o di merito e inizialmente non pensava di arrivare alle conclusioni a cui è arrivato, come riportano moltrissimi giornali americani laici e non certo di parte. 2) Non è vero che questo studio è stato contestato con argomentazioni scientifiche. Anzi, parte della comunità scientifica sta difendendo lo studio dagli attacchi non scientifici di certe lobby si veda: http://www.uccronline.it/2012/06/20/studi-mostrano-gravi-problemi-per-i-bimbi-cresciuti-da-genitori-omosessuali/ E si veda il gruppo di scienziati e docenti universitari, i quali hanno deciso di difendere il ricercatore dall’aggressione. L’appello di difesa è comparso sul sito della Baylor University, classificata nel 2011 da US News & World Report come la 75° miglior università nazionale su di 262. 3) Il campione studiato resta il più ampio in merito.
    Non capisco poi perché tanta rabbia. Io ho a cuore veramente il bene delle persone e per questo indico i pericoli che si corrono ad assumere certi comportamenti come normali. Ma evidentemente questo dà troppo fastidio.

    • Alex Galvani scrive:

      Cara e poco onesta signora Frigerio,
      la prego, salvi la faccia, perchè ora il postare gli articoli di un gruppo anti-gay come l’UCCR, per provare che la ricerca non sia anti-gay, è veramente oltre il ridicolo.
      – c’è una INDAGINE ETICA dentro l’università di Austin sui maneggi di questo professoretto.
      – c’è la contestazione di DUECENTO docenti universitari (contro i 18 cristiani integralisti che lo han difeso).
      – c’è la richiesta alla rivista scientifica di render noto come mai tutte le regole della peer-review prima della pubblicazione di quello strano articolo, siano state violate.
      La prego, non faccia la vittima, perchè ho già mostrato le bugie che ha raccontato in un altro post, qua sotto.
      Cordiali saluti

    • enzo scrive:

      non risponde signora??

      • Alex Galvani scrive:

        No, la signora e’ diventata particolarmente silenziosa.
        e, non ci credera’, ora i miei interventi necessitano dell’approvazione preventiva dei moderatori.
        c’e in un altro articolo la parola NEGRO scritto da un pazzo parecchie volte, ho chiesto l’intervento della redazione dopo due settimane, ma loro moderano me…

    • Albo scrive:

      Ah perchè uccr è imparziale o scientificamente riconosciuta? Ma per favore! Una giornalista seria si deve documentare seriamente e non riportare pettegolezzi di parte!

  6. Alex Galvani scrive:

    Gentile (e piuttosto scorretta) dottoressa Frigerio,
    non smetto di RIDERE per quel che ha scritto: “la ricerca… ha due caratteristiche nuove: è la prima condotta su un campione molto numeroso e, in secondo luogo, è stato redatto da un istituto laico e da un professore che non avrebbe mai pensato di arrivare a tali conclusioni…”
    E’ FALSO che sia un istituto laico. infatti i due enti che hanno “casualmente” finanziato la ricerca sono cristiani fondamentalisti (Witherspoon Institute e Bradley Foundation, entrambe con titoli in home page sulla LORO ricerca che alla sola Bradley è costata 800.000$).
    E’ FALSO che il ricercatore sia gay friendly. Infatti è famoso in tutto il Texas (stato iperconservatore) per le sue ricerche e le sue prese di posizione anti-gay. C’è persino una INDAGINE ETICA (si chiama così) dentro l’Università per il comportamento tenuto da questo signore, di cui lei ovviamente non ha fatto cenno.
    Direi che come inizio del suo articolo non c’è male.
    Tralascio il fatto che in tutti gli Stati Uniti, stanno morendo dal ridere TUTTE le facoltà di sociologia, e TUTTI i dipartimenti di sociologia della famiglia.
    Persino la rivista che ha pubblicato l’articolo ha ricevuto proteste per la violazione di regole etiche nella peer-review e nella pubblicazione di questo articolo, che è stato “rivisto e corretto” da persone che non hanno alcuna competenza sul campo trattato.
    Si, decisamente, direi che non riesco a smettere di ridere.

    (P.S. chiedo scusa per aver postato erroneamente questo messaggio su un altro articolo, altrettanto squallido)

  7. Enrico scrive:

    Sinceramente tolti i commenti “piccati” di qualche utente, non è cosi difficili capire come una coppia gay non sia naturale e di come evidentemente un bambino cresca meglio in un ambiente naturale, come una famiglia eterosessuale con genitori di sessi diversi, seguendo l’evoluzione della natura negli ultimi migliaia di anni, se poi qualcuno negli ultimi decenni crede di potere sovvertire le leggi di natura per me lo potrebbe anche fare, peccato che per farlo deve “includere” anche un innocente, in questo caso il bambino e non è nel diritto di nessuno danneggiare gli altri, tranne che oltre a voler cambiare le leggi di natura si vuole anche cambiare le leggi di diritto.
    Comunque come spiega l’articolo, negli anni si sono fatte meno ricerche contro l’adozione dei bambini in coppie gay che ha favore, normale che si sia pensato che potesse essere una cosa positiva, poi ultimamente stanno vendendo fuori molte altre ricerche contro l’adozione da parte dei gay, ma si sa, si preferisce credere nella scienza solo quando fa comodo.

    • Alex Galvani scrive:

      Signor Enrico,
      sia cortese, vada a studiare, che ne ha veramente tanto bisogno.
      E ci risparmi le sue stereotipie da anni 50.
      Coppie naturali? Scusi, può spiegare cosa intende, dato che “naturale” è un concetto filosofico (non scientifico), pagano (persino pre-cristiano), di 2300 anni fa? Sono veramente curioso, perchè nelle migliaia di anni passati, con famiglie di genitori diversi, forse mi sono perso l’Eden perfetto che gli eterosessuali avrebbero creato, con la presenza di genitori diversi. Il mondo era perfetto, senza problemi, no? Niente disagio, niente disforie, niente sindromi varie. No, tutto perfetto, perchè nella coppia c’erano un paio di ovaie e un paio di testicoli. Giusto?
      Anzi, no, forse ci sono alcune organizzazioni medico-scientifiche che hanno qualcosa da insegnarle. Per esempio le associazioni professionali nordamericane (e diverse europee e australiane) come l’American Medical Association, l’American Psychiatric Association, l’American Psychological Association, l’American Academy of Pediatricians. Pensi che scandalo: i pediatri americani dicono che non si trovano differenze. E con loro psicologi, psichiatri, medici, psichiatri infantili, e gli social workers (che sono una via di mezzo tra assistenti sociali e psicoterapeuti). Loro, che le cose le sanno e non usano stereotipi, dicono il contrario di lei. Ma forse loro sbagliano tutti insieme, e sono “piccati” anche loro…
      Sull’ultima frase, evito commenti gratuiti, perchè si commenta grevemente da sè. “Come spiega l’articolo, negli anni si sono fatte meno ricerche contro l’adozione dei bambini in coppie gay che ha favore, normale che si sia pensato che potesse essere una cosa positiva.”
      Vede, la differenza tra gente seria e venditori di lucido da scarpe come chi ha scritto questo articolo sta nel fatto che non si fanno ricerche CONTRO qualcosa. si fanno ricerche, e se viene fuori qualcosa, quello è il risultato. Forse le sembrerà ereticale, ma la ricerca sociale ha provato a cercare quali problemi una coppia gay “produce” nei figli, e non ha trovato un bel niente. Il contrario del suo retorico e moralistico “poi ultimamente stanno vendendo fuori molte altre ricerche contro l’adozione da parte dei gay”.

      • Enrico scrive:

        La sua arrogganza è senza limiti, me ne farò una ragione.
        Le do un altro studio recente quello della Sipps e in Olanda anni fa si è messo in discussione il sistema delle adozioni da parte di coppie omosessuali.
        Comunque lei seguiti ad arrampiacarso sugli specchi, come si buon ben vedere dalle sue risposte, negli anni e con sempre più casi di bambini adottati da coppie gay che diventano adulti, le nuove indagini stanno rilevando che in alcuni casi bambini adottati da coppie omosessuali hanno problemi rispetto a chi ha avuto genitori eterosessuali, in maggioranza per lo meno.
        Per fortuna nel mondo gay esistono persone illuminate che non crescerebbero mai bambani avendo un parthener dello stesso sesso, perchè anche loro riconoscono la non naturalezza della cosa, alla fine basta un po’ di sano buon senso.
        Adesso la lascio anche perchè litigare su internet è uno sport senza senso almeno per me.
        Scommetto che se avesse davanti le persone che offende sarebbe più educato.
        Comunque l’ironia che usa nelle sue risposte e anche la rabbia che ci mette, potrebbero essere indice che anche lei non crede totalmente nelle sue argomentazioni.

        • Alex Galvani scrive:

          La mia arroganza non è tema di discussione.
          Spiacente che non si possa attaccare a questa per frignare un po’ di più.
          Mi dica un po’, cos’è questo non meglio identificato “studio recente della Sipps”? Perchè io so solo che la Sipps è famosa per non avere un codice deontologico in circolazione.
          E il rimettere in discussione il sistema delle adozioni in una cultura protestante significa cosa esattamente?
          Sa, io non credo a Biancaneve come lei, quindi per dire a un altro con questa vaghezza, che mi sto arrampicando sugli specchi, mi spiace per lei, ci vuole BEN DI PIU’.
          E, ripeto, rabbia, ironia, arroganza dei miei interventi non sono argomento di dibattito. nè più nè meno dei suoi avverbi.

          • Denis scrive:

            ! Qualcuno l’ha definita un arrogante!? Dovrebbe ringraziarlo x il complimento…! Ma vista la sua superba ignoranza non può certo arrivare a tanto.

  8. Alex Galvani scrive:

    Cari omofobi dentro a questo blog
    (si, signora Frigerio, lei è inclusa nella categoria),
    per prevenire altre vostre brutte figuracce, e per aiutarvi a essere un pochino intellettualmente onesti (vista la mancanza), vi ho tradotto un articolo di una collega del buffone di cui avete celebrato le gesta, che vi spiega quanto lui (e spero inconsciamente voi) abbia solo fatto pessima scienza ed eccellente pregiudizio.
    Magari imparate un pochino a crescere, anche voi.

    TITOLO: Un Professore dell’Università del Texas Risponde alla Nuova ricerca sulla Genitorialità Gay”
    Mark Regnerus pretende di aver prodotto la prima rigorosa ricerca scientifica che mostri come le famiglie composte da omosessuali nuociano ai bambini. In quando sociologa della famiglia all’Universita’ del Texas, sono disturbata dalla rappresentazione irresponsabile e incosciente che lui offre della ricerca socio-scientifica, e sono furiosa che lui stia infangando la mia universita’ per acquisire credibilita’ sulle sue “scoperte”.
    Il recente studio condotto dal mio collega Mark Regnerus sulla genitorialita’ gay intende mostrare che i giovani adulti con un genitore che abbia avuto una relazione omosessuale si rivelino peggiori di giovani adulti con genitori eterosessuali sposati senza interruzioni (che siano oltretutto in una relazione biologica coi loro figli). Lui definisce questo ultimo gruppo il “modello perfetto per essere genitori”.
    Ma nel pretendere questo, lui ha violato “il modello perfetto per fare ricerca”. La ricerca di Regnerus e’ pessima scienza. Tra altri errori, ha preso decisioni eclatanti e strategiche nella selezione di gruppi particolari da confrontare.
    La sua definizione di bambini cresciuti da madri lesbiche e padri gay e’ incredibilmente vasta: chiunque i cui genitori biologici o adottivi abbiano avuto una relazione omosessuale che gli intevistati conoscessero entro il loro 18esimo anno. La maggior parte di questi intervistati non aveva nemmeno vissuto con i partner dello stesso sesso del loro genitore; infatti molti non avevano neanche minimamente vissuto coi loro genitori gay o lesbiche! Dei 175 adulti che Regnerus pretende che fossero stati cresciuti da “madri lesbiche”, solo 40 effettivamente hanno vissuto con le loro madri e le corrispettive partner per almeno tre anni.
    Dall’altro lato, per poter essere inclusi nella categoria “famiglia sposata eterosessuale”, gli intervistati dovevano aver avuto genitori che erano stati continuamente sposati dal momento della propria nascita fino al momento dell’intervista! Chiunque i cui genitori avevano divorziato tra il momento in cui avevan lasciato casa e quando erano stati intervistati (gli intervistati erano 18-39enni al momento dell’intervista) non veniva incluso in questo cosiddetto “modello perfetto”.
    Nel ricercare cosi’ ampiamente i figli di genitori presumibilmente gay e lesbiche, e in modo così restrittivo i figli di coppie eterosessuali, Regnerus ha praticamente garantito che il suo studio avrebbe trovato che quelli con genitori cosiddetti gay e lesbiche sarebbero risultati peggiori di quelli con i cosiddetti genitori eterosessuali. La sua selezione di persone che hanno esperito moltissimo stress in piu’ e moltissima stabilita’ in meno della media della loro stessa generazione, ha molto probabilmente assai poco a che fare con l’orientamento sessuale dei genitori. Loro sperimentarono parecchi divorzi, nuovi matrimoni e adozioni (forse precedute da affidamenti). Loro erano pure più facilmente non-bianchi e meno economicamente benestanti.
    Regnerus avrebbe potuto confrontare giovani adulti che avevano continuamente vissuto in famiglie esclusivamente eterosessuali e quelli che avevano continuamente vissuto con un genitore in una relazione omosessuale. Ma non lo ha fatto, sia perchè il suo gruppo di giovani da “famiglie gay” era troppo piccolo per comparare in questo modo, e sia perchè il suo gruppo di giovani da famiglie eterosessuali di tutti i tipi non avrebbe prodotto prodotto molte differenze dal gruppo dei “genitori gay”.
    Mentre Regnerus ha tutto il diritto di investigare ogni argomento, ha anche la responsabilità di segnalare solamente risultati seri. Siamo costernati per la bassa qualità della sua analisi. Regnerus non è nè un esperto in sociologia della famiglia, nè rappresenta il punto di vista di altre Facoltà all’Università Statale del Texas. Ho condotto ricerche sulle relazioni familiari per molti anni, incluse le relazioni gay e lesbiche. Eppure la prima cosa che ho imparato da questi studi è quando ciò colpisce i mass media. Se solo Regnerus avesse camminato fino in fondo al corridoio e bussato alla porta del mio studio, sarei stata felice di spiegargli che lo stress e l’instabilità fanno male ai bambini in quasiasi contesto familiare. L’amore e il supporto aiutano i bambini a crescere e ad avere successo. Una pesudo-scienza che demonizzi le famiglie gay e lesbiche contribuisce a questo stress e non è un bene per i bambini.
    (fonte: il primo quotidiano online degli Stati Uniti, The Huffington Post. Per il link, alzare la testa e vederlo nella sezione “facebook” qua sopra)

    • Dissidente Informato scrive:

      Ai dati si risponde coi dati, non con gli articoli sull’Huffington Post.
      I dati sono lì. Sono da ricombinare diversamente? Lo facciano e costringano i dati a dire una cosa diversa da quella a cui è arrivato Regnerus. E’ semplice.
      Che non lo facciano fomenta l’impressione che non ne siano capaci o che abbiano paura di dovergli dare ragione, alla fine.

      • remo scrive:

        Dei dati non ci fai niente quando la metodologia di raccolta è bacata, e come dire a uno se riesce a ottenere una conserva migliore utilizzando la stessa frutta avariata. La signora dell’articolo di risposta è entrato nel merito della raccolta e quandi anche dai dati, predendere di riaggregare gli stessi diversamente è inutili se sono stati raccolto con uno scopo. Inoltre altri dati in risposta ci sono già, e sono le ricerce svolte prima di queste.

      • Alex Galvani scrive:

        Ai dati si risponde coi dati?
        Povera stella, ma quando mai?!?!?
        Le piacerebbe che prendessimo per oro colato QUESTI dati, eh?
        E invece stanno venendo fuori talmente tante PORCATE su questi dati, che prima valutiamo questi, e se restano in piedi, allora e solo allora ci si occupera’ di altri dati.
        Ma pare, guarda caso, che questi dati non siano corretti. E che siano stati fatti dei maneggi. E che l’Universita’ che DETIENE questi dati abbia aperto una indangine etica sul gestore dei dati. E che 200 docenti universitari abbiano chiesto alla rivista scientifica che li ha pubblicati, i motivi per cui per pubblicarli hanno dovuto violare il codice deontologico di queste pubblicazioni scientifiche… e… no mi fermo qua.
        Aspetto a dirle il resto, perche’ e’ troppo carino.
        Non voglio rovinarle la sorpresa.

        • Chantal scrive:

          Che cosa significa omofobia? Disprezzare gli omosessuali o semplicemente essere contrari al loro matrimonio? La seconda cosa è più che legittima

  9. Giuseppe scrive:

    Be’ 3000 intervistati non mi sembra uno studio poco significativo. Lo dico da ricercatore e laico. Penso che sia sufficiente per trarre le ovvie conclusioni. Non possiamo essere darwinisti quando ci pare e su questo tema chiudere un occhio. Credo che i figli gay e figli dei gay saranno sottoposti alla pressione selettiva come ogni forma vivente e non credo che apporteranno un vantaggio alla specie. Lo dico da laico sulla base di questo studio.

  10. Massimo Mele scrive:

    Che articolo disinformativo. Il dr Regnerus ha anche specificato che lo studio si riferisce a figli adulti (da 20 a 39 anni) che quindi hanno sperimentato una vita familiare molto complicata. Basti pensare all’omofobia che poteva esserci in Texas quarant’anni fa. Infatti, ha aggiunto, “Questo studio potrebbe non riflettere l’esperienza di bambini più giovani che crescono oggi con genitori dello stesso sesso, in particolare perchè nella società è cresciuto molto il livello di accettazione delle famiglie gay e lesbiche nell’ultima decade” Cmq, per dovere di cronaca, e per chi conosce l’inglese, ecco che cosa ha evitato di pubblicare Tempi:

    […] But Dr Regnerus stressed the study did not show a causal link between having a gay parent and experiencing negative outcomes in later life, with instability more likely to have been the cause of such outcomes.

    The study, he said, needed to be taken in its historical context, representing an “earlier generation” of children.

    “This study may not reflect the experience of younger children growing up today in same-sex families, particularly because society has become more accepting of gay and lesbian families in the last decade,” he said.

    “Nor does the study tell us that same-sex parents are necessarily bad parents. Rather, family forms that are associated with instability or nonbiological parents tend to pose risks for children as they age into adulthood.”

    • Massimo Mele scrive:

      … e questo per usare solo le parole di un professore prezzolato che ha consegnato alle associazioni omofobe che l’hanno finanziato i dati che volevano. Ma persino lui un pò si vergogna delle sue stesse conclusioni. Cosa che non fa la Frigerio. Esempio di giornalismo omofobo e qualunquista militante …

  11. Vilian scrive:

    Voglio portarvi a ragionare, seguitemi per favore… E’ chiaro che, specie in periodi di crisi, e considerando la maturità delle cosidette società evolute / moderne di oggi (carente)… chiunque provenga da una famiglia omosessuale (o comunque minoritaria rispetto al modello dominante) è soggetto ad un pesante pregiudizio (sin dalla creazione di quella famiglia) che preclude la possibilità di trovare lavoro; l’assenza di lavoro facilmente può portare ad indurre un soggetto ad atteggiamenti rischiosi a livello di salute; individui dalla salute fisica menomata che hanno perso il lavoro e le speranze di una vita sana… questo può portare facilmente alla follia chiunque, no?

    Secondo voi, ora ditemi… ci voleva uno studio per dire queste cose? … E ciò che emerge da questo studio dovrebbe forse rendere meno lecite, opportune, giuste, le famiglie omo rispetto a quelle etero? … Dico senza alcun dubbio che se c’è qualcosa di malvagio che non dovrebbe esistere è l’arretratezza delle società moderne. E’ grazie a questa che le famiglie omo PARTONO già svantaggiate.

    Lo dico a tutti: un dato è inutile se non viene analizzato e contestualizzato. Perché NON si può e NON di deve accettare dei dati statistici così, senza indagarne le cause… Il signore che ha fatto questa ricerca lo sa sicuramente , e sicuramente è solo un opportunista che s’è intascato dei bei soldoni in cambio di dare il contentino a chi gl’ha commissionato il lavoro… oltretutto ciò che ha fatto è estremamente immorale e antietico visto la responsabilità che ne derivano da certe dichiarazioni!

    L’unica conclusione che se ne trae da questo studio è che la società è ancora troppo arretrata e bisogna fare di più per rendere il mondo un posto migliore dove tutti possano avere il loro sacrosanto diritto di vivere serenamente e felicemente senza SE e senza MA.

  12. Vilian scrive:

    Dimenticavo! … Ciò che ho detto è valido sempre ammesso che i dati che riporta questa ricerca si rifacciano effettivamente alla situazione reale… altrimenti capite bene che è una ricerca del tutto farlocca persino nelle statistiche…

  13. Lucia scrive:

    Sinceramente mi chiedo una cosa e la chiedo sinceramente a tutta la popolazione che si ritiene diversa, poiché se gli omosessuali si ritenessero”normali”, penso non ci sarebbe bisogno di associazioni e voler imporre una forzatura in quello che può essere il solo ed unico interesse del bambino. Non è diritto di avere dei figli, è possibilità naturale e se la natura è retrograda si afferma che l’omosessualità non è naturale. Io penso fortemente che l’omosessualità NON sia una malattia, non sia un genere, non sia nulla che abbia bisogno di una particolare difesa, credo che sia una specie di qualità, come essere istintivamente eroici, pura natura istintiva. Siccome odio chi discrimina per qualità personali mi stanno profondamente antipatici coloro che si discriminano per tali qualità. La natura ha concepito un meccanismo, il quale, siccome siamo uomini, abbiamo avuto il bisogno di regolare in seno alle nostre società: maschio+femmina=bambino. Se la natura ha fatto questo è perché per creare un futuro uomo ci sarà bisogno di un uomo ed una donna nel suo percorso formativo. Ora, perché dovrei discriminare naturalmente un omosessuale dandogli la possibilità che la natura non gli ha concesso in nome di un diritto che ha, quale presupposto, la legge naturale? Perché devo costringere ad esser contro natura una cosa che non lo è? Al netto del fatto che la necessità di capire a chi assomiglio e a chi sono diverso lo ritengo un diritto supremo, mi chiedo perché io, autoritá, devo andare a normare una cosa che la natura ha già normato? Per cosa? Perché chiesta da una parte di una minoranza? Perché nel sistema democratico io devo discriminare pensando che il voto alle tue ragioni valga più di quello contrario? E poi, chi ha orientamenti sessuali non etero cosa ne pensa del gender? Se davvero l’interesse è quello del bambino, e penso che questo sia il punto e non il diritto alla genitorialitá, perché non ne parliamo, non facciamo ricerche? Non cerchiamo di capire questo a cosa porterà oltre ad un soddisfacimento personale? Lo chiedo con estrema umiltà, lavoro per diventare avvocato, non sono un sociologo o uno psicologo, ho amiche pro e contro che studiano queste materie e voglio solo avere queste risposte dai diretti interessati. Qual è il punto di vista? Il diritto di chi va tutelato? Se il diritto tutelato è solo quello dell’adulto e in maniera margina quello del bambino serve a poco discutere, perché cadrebbe il senso dell’adozione e allora andiamo tutti a prendere bambini come fossero gattini. Adottare un bambino è una cosa che comporta passaggi abominevoli perché non è il diritto della coppia etero a dover essere tutelato, così del diritto della coppia omosessuale alla genitorialitá non me ne faccio nulla. Il giorno che ci sarà una ricerca su tutti i bambini oggi adottati o di coppie omosessuali con riscontri oggettivi penso che sarò contraria, come resto contraria all’adozione dei single. Mi scuso per il dilungamento e spero di essere trattata educatamente e senza tutta la sufficienza tipica di chi fa l’ultras. Buona Domenica

  14. Maria88 scrive:

    Ho letto tutti i commenti e che grasse risate mi son fatta! Cioè tutte le ricerche positive, con dati scarsi, finanziate dalle lobby omosessuali sono stupende.. Arriva uno che dice una cosa diversa è un bugiardo, omofobo, ecc ecc in più rido perché parlate di genitori etero separati…cioè voi dite son stati interpellati figli di famiglie tradizionali sposate e figli di omosessuali tra i quali ci sono separati! (Ok allora vi spiego che quando si parla di famiglia tradizionale i separati e divorziati non ne fanno parte ma si parla di famiglia che vive unitamente fino alla fine.) sicuramente anche i figli di divorziati ecc crescono lo stesso ma non penserete che se una coppia sapesse già di divorziare saremmo contenti che abbiano figli! Con questo cosa intendo?? Che se c’è già una situazione pregiudizievole (omosessualità o divorzio o single o ecc ecc) i bambini non dovrebbero essere nei pensieri! Scusate sto qua con mia figlia e non mi sono espressa al max! Spero si sia capito un po cosa intendo! Il punto è che va studiato l’impatto di una famiglia omosessuale con una tradizionale, non con una divorziata o vedova per esempio! Se da quel confronto ne esce vittoriosa ne riparleremo!

  15. Massimo Perugini scrive:

    Ma come mai ora la maggioranza deve fornire le prove che quello che fa è giusto? Non dovrebbe essere la minoranza a dimostrare che la maggioranza sbaglia? “L’esperienza di avere entrambi i genitori è comune a tutte le culture. ..l’ esistenza nella psiche del padre e della madre necessità della relazione con genitori reali. Un bambino danneggiato nella propria vita familiare sarà danneggiato …nella costruzione della propria famiglia, nell’inserimento sociale e nel lavoro” (Cit. Prof. Montecchi – stati generali sulla Giustizia familiare) I bambini hanno bisogno di un padre e di una madre per costruire la propria identità. È sempre stato così è sarà sempre così. Se qualcuno vuole sostenere il contrario tiri fuori le prove.

  16. Chantal scrive:

    Ci sono molte cose da dire. Ognuno a casa propria fa quel che vuole perché è giusto così (nei limiti della legalità), ma non bisogna negare il fatto che l’uomo sia biologicamente in un certo modo. Questa nostra biologia va rispettata perché altrimenti si recano squilibri. Io credo che essere omosessuale sia del tutto legittimo, ma trovo egoistico voler a tutti i costi avere figli quando essi non avrebbero le giuste condizioni nelle quali vivere. Un bambino ha bisogno di entrambe le figure perché ognuno di loro trasmette il suo bagaglio genetico familiare e non: le donne trasmettono un bagaglio diverso dagli uomini. Siamo diversi tra di noi e questa diversità non va appianata, ma è giusto che sia valorizzata, senza che siano però attuate discriminazioni.
    Ci sono molti omosessuali contrari alle adozioni e ai figli in coppie dello stesso sesso.
    Non bisogna essere necessariamente retrogradi o bigotti per essere favorevoli a una famiglia tradizionale: è un fatto puramente personale che va oltre alla religione (visto il numero di preti a favore). Toglietemi una curiosità: allora la biologia e l’antropologia sono retrograde?
    L’importante è non lasciarsi mai trasportare dalle mode (perchè questa lo è) e avere sempre spirito critico (che hanno sempre in pochi), perché doversi scusare con le lobby Lgbt perché nella pubblicità della Pasta Barilla c’è una famiglia tradizionale mi sembra a dir poco allucinante. Ognuno la pensa come vuole!

  17. Elisabetta scrive:

    Ma perché bisogna insultarsi e rendersi scortesi in questo modo?? Basta con le polemiche. Purtroppo essendo fortemente contraria alle unioni omosessuali e all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali non penso che siano brutte persone!! Loro si sentono di comportarsi così, io posso dirgli che Per Me non è corretto e spiegare le mie ragioni ma non posso costringere nessuno a non lottare per quello in cui crede!!! Alla fine ognuno è responsabile della propria vita e non va condannato e isolato per questo!!! Poi il fatto delle adozioni è veramente tanto delicato perché si parla di bambini e quindi si arriva a superare il concetto di libertà personale poiché si invade quella di una creatura innocente e influenzabile come lo è un bambino!!! Anche qui però io posso solo dire la mia opinione(nella speranza di non essere insultata e additata per questo) e rispettare le opinioni altrui!! Buona giornata a tutti!!! =D

  18. Circondatodaignoranti scrive:

    caro signor Francesco, il signor galvani può essere a “farsi inchiappettare da qualche nordafricano” o a succhiare, e non vedo dove possa essere il problema se sono felici lui e il nordafricano. Vedo piuttosto molti problemi in lei e nel razzismo cieco, ottuso, ipocrita e ignorante di cui si fa portatore. la saluto.

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