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Unioni civili, Formigoni: «Non voto la fiducia. Ancora troppi richiami al matrimonio»

febbraio 25, 2016 Daniele Guarneri

Intervista al senatore Ncd: «Bene lo stralcio della stepchild adoption, ma non si è arrivati a scrivere una legge accettabile»

«Non voterò la fiducia al maxiemendamento sulla legge alle unioni civili. Il risultato, pur importante, ottenuto da Ncd e Area popolare a mio modo di vedere non è sufficiente ad approvare una legge che mantiene troppe ambiguità nella parte che definisce le unioni civili, ancora oggi largamente uguale alla definizione del matrimonio che per la nostra Costituzione è soltanto eterosessuale». Così il senatore Roberto Formigoni annuncia a tempi.it che questa sera in Senato non voterà la fiducia al maxiemendamento presentato ieri a palazzo Madama. «Non lo farò pur dando atto al mio partito di avere ottenuto nella trattativa con il Partito democratico un risultato importante: l’abolizione totale della stepchild adoption prevista nel testo originario all’articolo 5 e con alcuni riferimenti anche negli articoli precedenti. Una pratica disumana, aborrita dalla maggioranza degli italiani».

Cos’altro contiene questo maxiemendamento che le fa dire che Ncd abbia svolto un buon lavoro?
Oltre all’abolizione della stepchild adoption, c’è il divieto esplicito di ricorrere alle adozioni con la legge 184/1983. Anche questo è un punto molto importante. Altri elementi che rendevano le unioni civili uguali al matrimonio sono stati stralciati, come il tanto citato “obbligo di fedeltà” che invece è presente nel matrimonio. Il lavorio di Ncd ha permesso di togliere questo ed altri elementi, così da indebolire l’uguaglianza tra unioni civili e famiglia che era presente nel testo originale della Cirinnà. Ma ripeto, non tutti i punti critici sono stati cancellati e l’analogia rimane creando una confusione inaccettabile tra unioni civili e matrimonio. Come me la pensa un altro gruppetto di colleghi di partito. Per il momento abbiamo parlato io e Maurizio Sacconi, aspettiamo che altri si espongano personalmente, lasciamo che siano loro ad annunciarlo.

Che possibilità ci sono che dalla finestra rientri ciò che avete fatto fatica a cacciare dalla porta? I giudici potranno riconoscere la stepchild?
Siamo in presenza di una magistratura, italiana ma anche europea, che tende a essere creativa, cioè ad andare ben al di là del dettato delle leggi, seguendo spesso la deriva lgbt. È purtroppo realistico temere che la magistratura, visti i richiami che ancora rimangono tra unioni civili e matrimonio, possa aprire uno spazio per una reintroduzione delle adozioni, fatto totalmente contrario al testo del maxiemendamento che questa sera verrà votato.

Quali sono gli elementi che ancora richiamano alla famiglia?
Moltissimi: il cognome unico dei conviventi omosessuali; la scelta del comune indirizzo familiare, c’è proprio scritto “familiare” nel testo, più chiaro di così; il rito, l’unione civile viene celebrata davanti a un ufficiale di Stato alla presenza di due testimoni e in questo rito verranno letti gli stessi articoli del codice civile che vengono letti a un matrimonio; la cosiddetta presunzione di comunione dei beni; la quota di legittima nell’eredità; la pensione di reversibilità che tra l’altro oggi è negata a una coppia di eterosessuali con figli che ha deciso di non sposarsi. Per di più, in questa legge non è stato fatto il calcolo di quanto costerà la pensione di reversibilità e anche questo è motivo di incostituzionalità: la nostra Carta all’articolo 181 indica che ogni legge approvata deve avere indicata la spesa e la modalità di come si intende coprire questa spesa. Il governo non ha mai detto a quanto ammonterà il costo della pensione di reversibilità estesa alle unioni civili né ha fatto sapere dove reperirà le risorse per pagarla. Le toglierà alle famiglie? Questo è solo uno degli interrogativi enormi che aumentano il motivo della mia opposizione e del mio negare il voto di fiducia.

Perché Ncd ha accettato la presa di posizione del premier Renzi di porre la fiducia a una legge che non era nemmeno presente nel programma di governo? Perché avete accettato questo patto anziché lasciare il ddl a una iniziativa parlamentare?
La procedura del governo di entrare a piedi pari in una materia che doveva essere solo parlamentare, non è un gesto di correttezza, anzi. Soprattutto su un tema di rilevanza morale che solleva numerosi problemi di coscienza. Ne abbiamo parlato lungamente all’interno del partito e la maggioranza del gruppo ha ritenuto opportuno accettare la trattativa col Pd per migliorare il disegno di legge Cirinnà che, così com’era stato presentato, era un vero obbrobrio. Il rischio di rifiutare la trattativa poteva essere quello di rimettere in gioco il Movimento 5 Stelle, che sicuramente avrebbe dato l’ok al testo originale della Cirinnà e quindi alla stepchild adoption. Noi abbiamo scelto la strada del male minore. Personalmente non l’ho condivisa perché ritenevo, e ho avuto ragione, che purtroppo non si sarebbe arrivati a scrivere una legge accettabile. Mi ripeto: il risultato ottenuto ha migliorato il testo della legge, ma non lo ha reso accettabile. Per questo non voterò la fiducia.

I numeri per approvare in Senato la legge sono comunque favorevoli al governo?
Certamente, la legge passerà senza dubbio. Dopo di che, però, si apre tutto uno spazio di una ulteriore opposizione. Io e i miei colleghi che non voteranno la fiducia con questa scelta lanciamo un segnale a tutto il popolo del Family Day di cui abbiamo condiviso tutte le battaglie di questi mesi. Sono sicuro che insieme proseguiremo il lavoro di opposizione all’interno della società, studieremo tutte le vie costituzionali e giurisprudenziali per fare opposizione a questa legge. Che ricordo, non entrerà in vigore domani: dovrà passare alla Camera e sono certo che ritornerà in Senato. L’iter non è certo terminato, abbiamo ancora spazio per fare la nostra opposizione, popolare e istituzionale, per tentare di impedire che questa legge passi. Anche perché omologando le unioni civili alla famiglia presenta ancora profili di incostituzionalità. Sarà una battaglia che porterò avanti insieme agli amici che in politica e nella società civile non condividono queste impostazioni.

Foto Ansa


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