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Una goccia di Chopin

maggio 12, 1999 Selmo Simone

Nel frastornante continuum di notizie e immagini che ci
raggiungono dai Balcani, è spuntato in redazione il tema in classe
di un alunno di una prima media di Busto Arsizio. Ecco come,
nel paragone tra opinioni ascoltate ed elementare esperienza
della vita, parlando di cose serie (e, anzi, di guerra), un bambino
di 11 anni può essere più giudizioso di tanti dotti analisti

Ai potenti della terra. Sono un ragazzino e forse per voi non conto nulla, ma vorrei chiedervi il perché di questa guerra. Infatti da quel che si vede alla televisione questa guerra è dannosa per tutti, cioè per tutta la gente coinvolta nel conflitto, non solo Kosovari ma anche Serbi. Per questo mi chiedo “chi ne ha dei vantaggi?” Subito penso a voi, infatti questa guerra credo che si combatta solo perché voi dimostriate il vostro potere alle altre nazioni per penalizzarle economicamente. Quello che io vedo è tanta miseria e sofferenza. Infatti tutti i Kosovari e i Serbi sono molto provati da questa guerra. Tutti soffrono senza distinzione e né le bombe, né i genocidi hanno aiutato nessuno, poiché molte persone sono morte, milioni vivono in povertà e sempre con la paura di essere uccisi. Una cosa che ho visto e mi ha molto colpito è stato vedere dei bambini Serbi, in un rifugio, che ridevano e giocavano; non perché inconsapevoli del pericolo, ma per il loro desiderio di superare questo bruttissimo momento. Così vivono i Serbi questa guerra, cioè con paura e rabbia, a parte i bambini, che sono gli unici che provano a “sopportare”. Dall’altra parte, cioè in Kosovo, centinaia di migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case per scappare dai soldati serbi e molte altre sono state uccise. Ora tute quelle persone cercano un luogo dove rifugiarsi e voi, come noi, avete il compito di aiutarli. Come “vedete” nessuno, a parte voi, trae dei vantaggi da questa inutile guerra, anzi tutti, tranne voi, soffrono. Personalmente anche io quando vedo quelle immagini che mi mostrano le condizioni di vita di quella gente piango e, allo stesso tempo spero, con tutto il cuore, che quelle sofferenze finiscano. Ma purtroppo ormai la vita di quelle persone è segnata, forse per sempre. Io chiedo sempre nelle mie preghiere che la guerra finisca, ma soprattutto che la gente trovi la forza di volontà per andare avanti e ricostruire una vita ricominciando da capo; perché se la gente non ha speranza, io credo che sia già morta, e questo non deve accadere. Ogni uomo ha qualcosa di grande da dare agli altri, togliere la vita a queste persone vuol dire privare il mondo del dono che il Signore gli ha dato e quindi impedire al mondo di crescere e di comprendere meglio il mistero della vita. In questi ultimi anni la guerra non è un combattimento tra uomo e uomo, ma con le bombe: un solo uomo può uccidere moltissime persone innocenti e indifese, senza alcuna colpa, senza sapere fino in fondo chi ha ucciso e perché l’ha fatto. Spero infatti che i soldati che pilotano i caccia, non vogliano fare quello che fanno, ma lo facciano solo per eseguire un ordine che gli è stato dato. Nel passato chi andava a combattere lo faceva per se stesso e per la patria, e non era comandato come un burattino per dimostrare la forza dei potenti, ma combatteva per un ideale che lui aveva insieme ad altri. Si combatteva individualmente per dimostrare il proprio coraggio e la propria forza, non quella di altri. Ora che vi ho esposto i miei pensieri e i miei sentimenti vi chiedo ancora una volta “perché fate questa guerra che porta solo sofferenze?”. Io ho dei sospetti, ma siete voi e solo voi, a parte Dio, che sapete la verità. Quindi pensate alle mie semplici parole e cercate di riflettere su quello che state facendo. Io spero che voi mi ascoltiate e ascoltiate anche le altre numerose persone, tra cui al primo posto si trova il Papa, che chiedono di arrivare alla pace attraverso una trattativa diplomatica e non attraverso la guerra. Diversamente, non si otterrà mai la pace, è solo un’illusione, che io credo voi sappiate tale, ma non volete ammetterlo per dimostrarvi uno più forte dell’altro. Intanto però non vi interessa delle persone che pagano con la morte la vostra sete di potere, ma solo di voi stessi. Dimenticate che dovreste mettere il vostro potere a disposizione del popolo per aiutarlo, ma invece lo sfruttate e fate soffrire chi è indifeso e ai vostri occhi non conta nulla, ma in realtà è importante quanto voi e forse anche di più agli occhi del Signore.

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