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Tolosa, sparatoria in una scuola ebraica. «L’Europa ha sottovalutato l’antisionismo»

marzo 19, 2012 Daniele Ciacci

In Francia un uomo ha ucciso tre bambini e un insegnante davanti alla scuola Ozar Hatorah. Pochi giorni fa Mohamed Jarmoune è stato arrestato a Brescia perché stava tramando un attentato terroristico alla Sinagoga di Milano. Secondo Angelo Pezzana, direttore di informazionecorretta.com, tanta violenza «nasce dall’atteggiamento di condivisione che l’Occidente ha nei confronti di Israele».

Stamane a Tolosa un uomo alla guida di una motocicletta ha ucciso a colpi di fucile tre bambini (di 8, 6 e 3 anni) e un insegnante di religione nella scuola ebraica Ozar Hatorah. Si tratta della terza sparatoria in poche settimane nella cittadina francese. L’ondata di violenza ha preso il via a novembre, quando un ragazzo di ventitré anni è stato ucciso a colpi di kalashnikov in una piazza commerciale del quartiere della Reynerie. Settimana scorsa è toccato a tre paracadutisti franco-magrebini morire sotto il sole di Mountauban, a nord della del fiume Garonna, assassinati come l’uomo freddato davanti a un bancomat. L’arma del delitto sembra essere la stessa e molto simile è la dinamica dell’omicidio, con l’assassino che fugge su una moto di grossa cilindrata.

Non si esclude la pista di una rivalsa neonazista, pronta a vendicare i tre commilitoni allontanati dall’esercito perché affiliati a organizzazioni antisemite e a colpire in seconda battuta gli acerrimi nemici ebrei. In queste ore si stanno valutando anche le possibili vicinanze con Mohamed Jarmoune, terrorista bresciano arrestato durante l’organizzazione di un attentato alla Sinagoga di Milano in Via Guastalla. L’efferatezza, la vicinanza degli eventi e le dinamiche simili fanno riflettere sull’ondata antisemita che sta scuotendo Francia e Italia. Tempi.it ne discute con Angelo Pezzana, direttore di Informazionecorretta.com.

Quali sono le cause di questi delitti antisemiti?
Bisogna partire dall’analisi presentata l’anno scorso in Parlamento da Fiamma Nirenstein (Vice Presidente della Commissione Affari Esteri e Presidente del Comitato d’Indagine parlamentare sull’Antisemitismo, ndr) sull’antisemitismo in Europa. Gli accadimenti degli ultimi giorni dimostrano una crescita rilevante dell’odio razziale dovuta all’atteggiamento di condivisione che l’Occidente mantiene nei confronti di Israele. Da qui nasce l’astio nei confronti del mondo islamico. Ma ciò che sorprende di più è l’antisemitismo presente all’interno del mondo occidentale, una corrente spesso sottostimata, mascherata sotto il nome ambiguo di antisionismo.

Che differenza c’è tra antisemitismo e antisionismo?
Nessuna. La narrativa occidentale che afferma che si può essere contro Israele senza essere antisemiti in realtà sbaglia. Dichiararsi antisionisti è l’unico modo accettabile di dirsi antisemiti dopo la shoah. Ma attraverso questo politically correct, l’antisemitismo ha avuto una copertura ideologica che gli ha permesso di dilagare a 360 gradi, coinvolgendo insieme l’odio antico di alcune strutture cattoliche integraliste, i movimenti neonazisti e l’enorme antisemitismo islamico, causa  numero uno degli attentati. La corrente islamo-nazista, ben rappresentata dall’Iran, è stata sottovalutata dalla cultura occidentale.

Gli attacchi agli ebrei, nell’Europa post-nazista, non sono una novità.
L’Europa Occidentale non ha tenuto d’occhio l’origine dell’antisemitismo, soprattutto in Francia, paese non nuovo a questi episodi. Come quello di Ilan Halimi, commesso ebreo in un negozio di telefonia, rapito da un gruppo di estremisti islamici in Francia, torturato, seviziato e, dopo 24 giorni, bruciato vivo in una discarica. Era il 2006. La polizia aveva escluso l’antisemitismo, per evitare ulteriori esplosioni di violenza, nonostante le continue richieste di riscatto, dovute al preconcetto che tutti gli ebrei sono ricchi. Ma la madre centralinista non aveva soldi per liberare suo figlio e così Ilan morì, sei anni fa, ma la sua morte non ha generato alcuno stupore.
twitter: @DanieleCiacci

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