Google+

Tea Party Italia: «Cosa serve all’Italia? Meno Stato, più individuo, più società, più libertà»

giugno 12, 2012 Daniele Ciacci

Intervista a Giacomo Zucco, portavoce del gruppo Tea Party Italia. «Molte tematiche care al nostro movimento toccano i giovani perché la politica attuale ha perso credibilità. Noi vogliamo: preferenze, collegi ridotti e primarie».

La politica chiede nuova linfa vitale per uscire dalla stretta autoreferenzialità che gli ultimi governi gli hanno imposto. Così, mentre prende forma un imminente “fallimento tecnico” – con uno spread sopra i 470 punti e un Mario Monti sempre più restio ad abbandonare la linea dell’imposizione fiscale – c’è chi ha un’idea diversa della politica, e si mette in gioco. È un movimento giovane che ha molti voci diverse. Oggi, tempi.it ha voluto intervistare Giacomo Zucco, portavoce del Tea Party Italia.

Che cos’è il Tea Party?
Il movimento Tea Party potrebbe essere definito come una “piattaforma” tematica, trasversale e a-partitica, incentrata sulla questione fiscale. È nato come movimento di protesta, ma si è presto trasformato in un network di proposte e, soprattutto, di vigilanza e pressione sulla politica. Le proposte in questione variano enormemente – ogni gruppo locale le elabora in autonomia – ma la direzione è sempre una sola: meno tasse, meno Stato, più individuo, più società, più libertà. Tuttavia, in questo momento di grave crisi, le proposte di piccole riforme specifiche, pure importanti, cedono il passo alla questione fondamentale: abbassare la pressione fiscale, record in Europa e nel mondo e veleno che sta uccidendo il tessuto economico del paese. Per fare questo è necessario tagliare la spesa. Innanzitutto quella relativa agli interessi passivi sul debito, che può essere controllata riducendo lo stock grazie all’immenso patrimonio pubblico, sia di immobili sia di partecipazioni (con il notevole “effetto collaterale” di ridurre anche sprechi e corruzione, che aumentano proporzionalmente con la dimensione del perimetro pubblico). E poi anche la spesa corrente, tramite un taglio deciso agli sprechi.

La politica stantia degli ultimi tempi sta creando, per inverso, una certa mobilitazione sociale, in particolare dei giovani, volta a cambiare la faccia dei partiti. Cosa ne pensa?
È sicuramente così: la fisiologica passione politica delle giovani generazioni veniva tradizionalmente “assorbita” all’interno dei partiti tradizionali. Ora che quest’ultimi non sono più credibili, è chiaro che il fermento si rivolge all’esterno, al nuovo, al diverso. Anche se spesso i contenuti economici effettivi di questi “movimenti per il cambiamento” sono all’insegna della massima conservazione dell’esistente (come nel caso dei grillini).Il Tea Party ha in mente proposte concrete per i giovani in politica?
Il dibattito sui “giovani in politica” non ci riguarda direttamente, ma siamo vicini a tutti quei politici che intendono ridurre il peso dello Stato, giovani o anziani che siano; siamo invece contrapposti a chi – la stragrande maggioranza, purtroppo – intende accrescere quel peso, giovani o anziani che siano. Detto questo, è chiaro che molte tematiche care al nostro movimento tocchino in particolare le nuove generazioni e trovino quindi una maggiore attenzione da parte di politici giovani: penso ad esempio al tema della “truffa” pensionistica statale, o a quello del debito pubblico (una tassa che il governo impone sui sudditi di domani per pagare gli sprechi di oggi).Il Pdl farà le primarie. Secondo lei, quale candidato avrà maggiori possibilità di successo?
Uno degli obiettivi del movimento Tea Party, in Italia così come nel resto del mondo, è di influire sulla politica in senso anti-statalista. Se la politica è aperta alle istanze della società, come ad esempio negli Stati Uniti, questa pressione si può esercitare; se invece è impermeabile ed autoreferenziale, come da noi, è una battaglia quasi impossibile. Non è un caso che tutte le nostre principali operazioni volte ad influenzare la politica (pledge ai candidati, mozioni, interrogazioni, ecc.) sono rimaste all’interno dell’ambito dei Comuni, dove le dimensioni ridotte e il sistema elettorale a preferenza garantiscono una responsabilizzazione maggiore dei politici. In questo senso, noi siamo favorevoli a tutte le riforme che rendono la politica più “influenzabile” e il nostro compito è più facile: primarie, preferenze, collegi ridotti, eccetera.Si aspetta un ribaltone di Silvio Berlusconi?
Non saprei: il personaggio è per sua natura imprevedibile e dotato di risorse infinite. Ma di sicuro la sua “rivoluzione liberale” è stata un fallimento. E nel caso delle ultime manovre tremontiane e del sostegno al governo tecnico “delle tasse”, il fallimento si è trasformato in una vera e propria crudele presa in giro. Di conseguenza, l’unico effetto di un tale ribaltone sarebbe quello di far cadere il governo Monti: non certo quello di recuperare al Pdl una credibilità oramai (meritatamente) distrutta, o un’improbabile verginità. Tutti coloro che si oppongono alla rapina fiscale, di sicuro, si oppongono al pessimo governo Monti: vediamo quindi con favore la possibilità che il parlamento lo sfiduci. Ma di sicuro non siamo disposti a dimenticare chi lo ha sostenuto finora, e chi ha sostenuto il pessimo ministro Giulio Tremonti, sulla cui linea politica (tassa&spendi) il professore bocconiano si pone con assoluta continuità.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana