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Lo spettacolo del ragazzo Down che porta a Messa ogni domenica l’anziana madre malata di Alzheimer (a proposito di “diversità”)

novembre 3, 2014 Renato Farina

Ci sono diversi più diversi degli altri? Noi siamo importanti e preziosi perché persone umane, prima che per gli aggettivi che la società ci incolla addosso

Da qualche mese a questa parte sono spettatore di un fatto che meriterebbe un grande scrittore o un grande regista cinematografico. Un ragazzo ormai quasi quarantenne, con i segni inconfondibili della sindrome di Down, tiene al braccio l’anziana madre ammalata di Alzheimer. Attraversano il paese e vanno a Messa, sempre sulla stessa panca. Questo ragazzo – le persone con questa sindrome restano meravigliosamente ragazzi per sempre – sono stato abituato a vederlo nel negozio di questa famiglia, amato, coinvolto in tutte le attività, travolto da una dolcezza senza smancerie da tutti.

È da un bel po’ di anni che i casi della vita mi hanno portato lontano. Ed ora vedo questo miracolo. Quella donna non ha una badante, un’infermiera (o forse sì, non intendo scoprire di più) ma di certo ha suo figlio.

Non ho nessuna voglia o intenzione di teorizzare l’opposizione all’orrore della pratica di selezione eugenetica dei bambini non ancora nati ma che si sa avranno un qualche cromosoma sbagliato. Non mi appello alla morale, ai diritti umani che dovrebbero valere dal momento in cui la scintilla della vita accade, ma alla convenienza umana.

Io vorrei essere quel ragazzo. O alternativamente quella vecchia mamma. Non credo esista niente di più pienamente umano.

Proprio mentre rivedevo in me questa camminata lenta di madre e figlio, come un incedere regale, mi è arrivato il messaggio di un’amica. «Oggi ho rivisto una famiglia che non vedevo da tempo. Hanno un bimbo disabile. La sua presenza in 15 anni ha trasformato la vita di tutti i componenti di questa famiglia. Davvero provvidenziale. Il padre, imprenditore, ha creato una scuola alberghiera “privata”, anche se non è la parola giusta, perché non c’è nulla di più pubblico, per tutti quei “ragazzi impossibili” che nessuna scuola vuole. Ha aperto a settembre. Gli alunni sono sette e sono felici di andare a scuola. C’è chi ha imparato a puntare la sveglia per non correre il rischio di perdere un minuto di questa scuola. L’amico cerca fondi perché le rette sono molto basse e non riescono a coprire i costi».

Mi fornisce anche il nome e il numero di telefono. Ma qui non li scrivo. Non si sa mai. Non vorrei che magari qualcuno dirigesse una manifestazione contro le “scuole private” da quelle parti, o si mettesse a controllare i centimetri di larghezza di tutte le porte pur di farla chiudere così da rispettare i diritti umani delle persone disabili a morire in casa e a essere trattate con condiscendenza.

A proposito di “diversità” sono stato aggredito come demente per aver domandato (in questo articolo, ndr) di non limitare la questione dei diritti civili e delle aggravanti per discriminazione ai soli Lgbt. Mi hanno accusato di aver strumentalizzato il caso di Napoli, dove un ragazzo è stato violentato e gonfiato d’aria compressa, a rischio di morirne, perché “diverso” in quanto grasso. Mi aspettavo che le organizzazioni apposite, e magari l’autore della legge sull’omofobia Scalfarotto allargasse la nozione di discriminazione sessuale.

In realtà ogni discriminazione – lo insegna Freud – è sessuale. La repulsione patologica e culturale hanno sempre origine lì. Anche la lipofobia, come il razzismo e il nazionalismo. Il dato sessuale è ciò che è stato posto in origine (vedi Genesi, ma anche vedi Il Simposio di Platone) per renderci bisognosi dell’altro. Odiare un omosessuale o un eterosessuale, un “ciccione” o un “ebreo”, un “musulmano” o un “cattolico” sprofondano nel peccato originale.

E allora perché, a legge Scalfarotto in vigore, se quel ragazzo di Napoli fosse stato aggredito perché omosessuale, la condanna avrebbe dovuto essere più pesante rispetto all’odio per l’obeso? Ci sono diversi più diversi degli altri? L’articolo 3 della Costituzione andrebbe a farsi friggere. Noi siamo importanti e preziosi perché persone umane, prima che per gli aggettivi che la società e la cultura dominante ci incollano addosso.

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33 Commenti

  1. Filomena scrive:

    C’è un motivo molto chiaro perché nella legge Scalfarotto non vengono trattati questi casi. Perché trattano malattie, l’omosessualità invece non è una malattia!!!! E non mi sembra molto scorretto paragonare situazioni che nulla hanno a che fare tra loro. Riguardo all’assistenza a malati di demenza, il giudizio riflette una profonda ignoranza dell’argomento se si vuole sostenere che un malato demente possa essere assistito da un altro disabile.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Filomeno, Halloween ti ha lasciato degli strascichi pesanti e in più sei entrato in servizio troppo presto, infatti hai scritto una solenne cazzata*.
      A parte il fatto che, tra i numerosi pseudo-motivi per esser discriminati, il buon Farina ha inserito altre cose oltre all’obesità che non mi pare si possano annoverare tra le patologie, ma francamente mi sfugge, e sfuggirà certo a molte persone di buon senso, il motivo per il quale tu consideri ragionevole discriminare una persona affetta da una malattia.
      Capisco che il cocktail Farina Gay Scalfarotto ti faccia andare il sangue agli occhi, ma se prendi un caffè forte ce la puoi fare a smaltire le tossine del weekend.
      Altrimenti non ti resta che San Patrignano.
      *Mi scusi la spettabile redazione e mi scusino i lettori, ma solo questo termine volgare mi pare veramente appropriato a cotanta bestialità.

    • khil scrive:

      La sua risposta riflette invece un appropriato e conveniente analfabetismo selettivo. Perché se lei pensa che Farina stia suggerendo di far assistere un disabile da un altro disabile, sicuramente non ha compreso nulla del testo.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Per motivi di tempo mi ero ripromesso di trattare successivamente codesto altro non secondario aspetto della somma cazzata* di Filomeno, ma vedo che Khil mi ha preceduto e pertanto la/lo ringrazio, facendo le/gli i complimenti per la sintesi e l’efficacia del suo intervento.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Ops, ho scordato la nota:
        *Mi scusi la spettabile redazione e mi scusino i lettori, ma solo questo termine volgare mi pare veramente appropriato a cotanta bestialità.

      • Filomena scrive:

        @khil
        Allora visto che lei è così illuminato ne dia la giusta interpretazione visto che a quanto sembra dal testo, per assistere un demente basta farlo accompagnare ogni domenica alla messa da un altro disabile.

        • michele scrive:

          Semplicememte vergognati.

        • Su Connottu scrive:

          Io casi come quello citato da Farina ne ho visti a decine.
          Solo chi vede i malati come rifiuti ospedalieri non riesce nemmeno a capire che un ragazzo down possa aiutare, eccome, la mamma con l’Alzheimer.
          Se non è una malattia l’omosessualità non lo è nemmeno l’obesità. E a maggior ragione dovrebbe rientrare nella legge Scorfanotto.

          • Filomena scrive:

            Spiacente l’OMS da dichiarato l’obesità una malattia, come pure per esempio la dipendenza da sostanze legali o illegali (cioè rispettivamente stupefacenti o alcol, gioco d’azzardo, tabagismo ecc.). Viceversa ha negato lo status di malattia per quanto riguarda le differenze di genere. Può non piacerti ma scientificamente fino a prova contraria, è così.

            • michele scrive:

              Lo confermo: vergognati a definire demente una anziana inferma e suo figlio disabile. Se questa è la vostra tolleranza…

            • Giannino Stoppani scrive:

              Mantenere una posizione assunta in conseguenza dei postumi della consueta bisboccia del fine settimana, senza tener conto del comune senso del pudore e del ridicolo, è stupido quanto l’ostinazione che metti nel postare fregnacce con codesto nickname da commedia napoletana in tre atti, che oramai è definitivamente screditato per tutti meno che per te.

            • Su Connottu scrive:

              Filomena l’OMS è quell’organizzazione i cui funzionari corrotti hanno permesso il dilagare di Ebola in Africa? Ne sa di più l’infermiera che veniva a cambiare le fitostimoline a mia nonna.
              Ti informo inoltre che una cosa è la differenza di genere, una cosa è la deviazione sessuale. Non mi serve l’oms per sapere che essere maschio o femmina non sono malattie, mentre serve uno bravo, se ne valesse la pena, a dire a un uomo maschio che è un uomo maschio, e quindi non può essere un uomo femmina, un gallo cedrone o un calesse trainato da cani. Ne serve uno talmente bravo che l’oms viene automaticamente esclusa. Altra cosa ancora sono le preferenze sessuali, su cui non vorrei neppure esprimermi se non fosse per il tentativo violento di imposizione a mezzo legge truffa.

            • giovanna scrive:

              Leggere “scientificamente ” scritto da una bigotta carampana oscurantista come Filomena, con un chiusura mentale e una grettezza uniche, mette francamente di buonumore !
              Non accetti il fatto stabilito da tutti i libri di biologia del mondo, ma proprio tutti tutti, eccetto quelli divulgativi per chi abbocca, che l’ovulo fecondato sia l’inizio di un essere umano, unico ed irripetibile, e accetti che l’omosessualità non sia definita una malattia con una decisione presa per alzata di mano !
              Dai, non so se l’omosessualità sia o meno una malattia, di sicuro c’è che nasciamo uomini o donne, di sicuro la parola “scienza ” in bocca a te si ammanta di rosso vergogna !

    • Cisco scrive:

      @Filomena
      Fammi capire, quindi secondo te è giusto discriminare i malati o è giusto fare una legge apposita, chiamiamola “Scalfarotto-bis”, per tutelare i malati nello specifico?

  2. Filomena scrive:

    Carissimo Michele, l’Alzheimer è scientificamente definito una forma di demenza senile, quindi nessuna vergogna ad usare termini ufficialmente riconosciuti dalla medicina. Anziana inferma invece non definisce nessuna patologia. Del resto è lo stesso Farina ad usare la terminologia corretta, quindi accusi prima di tutto lui che la preferisce a quella impropria usata da lei. La sindrome di Down è di fatto una malattia che rende disabili quindi non si capisce perché si dovrebbe provare vergogna a constatare la realtà dei fatti usando termini affatto offensivi, bensì riconosciuti scientificamente. La scarsa tolleranza è invece è di chi definisce malattia, disordine morale, devianza, comportamento contro natura, l’omosessualità o comunque il riconoscimento dei diritti civili e le pari opportunità a TUTTI i cittadini a prescindere dall’orientamento sessuale.
    Se lei conoscesse la mia storia professionale e personale, saprebbe che non solo io non ho mai discriminato nessun disabile ma non mi permetto neanche di dare giudizi sulle scelte sessuali, a differenza di molti che qui pontificato a sproposito e che dovrebbero, loro si vergognarsi.

    • yoyo scrive:

      Lascia stare la scienza, che non può coprire il tuo disprezzo per i disabili.

    • Su Connottu scrive:

      Filomena, l’Alzheimer ha un decorso lento, a volte lentissimo e può durare molto più di 10 anni.
      La fase iniziale e intermedia sono perfettamente compatibili con una buona autonomia e una vita di relazione eccellente. Il che significa che hai scritto cose demenziali.
      Conosco diverse persone con Down, non mi sono tutti simpatici ma sono tutti perfettamente in grado di badare a se stessi, di fregarsene di tutto o di un’attenzione e una cura verso il prossimo bisognoso che non ha eguali. Se penso che secondo qualcuno dovrebbero crepare già dentro la pancia della mamma mi si gela il sangue.
      Quello che ha scritto Farina è la cosa più normale di questo mondo, e voi che venite a mettere i puntini sulle “i” siete dei (censura).

    • giovanna scrive:

      Filomena, un conto è la definizione scientifica di “demenza “, un conto è il tuo tono : Michele ha notato il tuo tono pieno di disprezzo , come quando parli di ” feto ” per definire con disprezzo l’essere umano agli albori della vita.
      Ma devo dire che riporta tutto.
      Certo che, se è vero che assisti gli anziani, siamo messi bene, ma proprio bene.

      • Filomena scrive:

        Dunque Giovanna visto che riconosci la correttezza dei termini, sei anche così brava da riconoscere dal tono (delle parole scritte) i sentimenti di una persona? I casi sono due: o tu e i tuoi compagnucci di merende avete la sfera di cristallo o siete completamente persi!!!
        Del resto solo tu puoi ipocritamente parlare di sentimenti quando non sei in grado di rispettare nemmeno le prese di posizione del tuo prossimo, salvo poi “bigottamente” fare una preghiera (non richiesta) per la sua anima. Se vuoi essere una persona più vera e meno ipocrita prima di lanciarti in difese improbabili di possibili nascituri, impara a rispettare gli altri, evita di sparare sentenze e lascia stare il falso buonismo. Si vede lontano un miglio che vivi nel tuo mondo fatto di favole da Capuccetto Rosso. Mi raccomando…attenta al lupo!

        • Zoroastro scrive:

          Se fosse impossibile o anche solo difficile indurre dal “tono” della prosa i sentimenti che essa sottintende non esisterebbe la letteratura, che invece mi risulta essere una forma d’arte tra le più antiche e nobili.
          In effetti dal tono dei tuoi commenti, ma soprattutto dall’incapacità che hai mostrato di cogliere l’aspetto più vero e sostanziale dello scritto di Farina, si evince chiaramente un sottile disprezzo per la vita umana così come i più la concepiscono, ovvero non solo un’attività biologica, per cui c’è proprio da temere di aver bisogno, un giorno o l’altro, delle “cure” tue e di gente come te.

  3. Kan63 scrive:

    Cara Filomena,

    non ho capito la conclusione logica del suo ragionamento sulla legge Scalfarotto, quindi nel caso di una patologia si può discriminare mentre nel caso di differenti orientamenti sessuali no? Nel caso specifico diremmo che sodomizzare e devastare l’intestino un ragazzo con un compressore dicendogli “ciccione” é meno grave che dicendogli “finocchio”?

    Nel caso del ragazzo down e della madre con l’alzheimer é chiaro che qui si parlava di un argomento che lei maneggia male, si parlava di amore che va aldilà dei limiti umani (anche se malattie), sui codici civili e penali e su wikipedia queste cose non si trovano e quindi non mi stupisce che lei non le capisca.

    • Filomena scrive:

      Kan63
      Spiace sempre l’interpretazione forzata che si vuole dare al pensiero altrui saltando a conclusioni sbagliate. Visto che non si può negare la correttezza dei termini, la si butta in caciara. Il diritto alla salute è già tutelato dagli articoli 13 e 32 della costituzione oltre al diritto di eguaglianza e di pari trattamento definito all’art.3. La salute dunque non era in discussione e il caso del ragazzo obeso abusato è violenza personale quindi non c’entra nulla con l’argomento in questione. Di salute ne so più della media delle persone visto che mi occupo di questo e che ho una formazione specifica. Non so tu.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Filomeno, tu non stai bene.
        Ma di quale “caciara” vai cianciando?
        Sei tu che hai fatto una cappellata epica introducendo l’incoerente tesi giuridica che siccome l’omosessualità non una malattia deve essere tutelata con una legge apposita, per poi scrivere più in basso che il ragazzo obeso vilipeso è già tutelato a sufficienza dalla legge vigente, dimenticando che la stessa cosa la possiamo oggettivamente affermare anche per gli omosessuali…
        Insomma Filomeno, se vuoi sproloquiare ulteriormente su questo sito sei obbligato a cambiare nickname.
        Stavolta, però, ti conviene sceglierlo del tuo stesso sesso, così non ti ritrovi a scrivere bischerate sul ciclo mestruale.

      • Kan63 scrive:

        Spiacente Filomena qui il problema non é il diritto alla salute ma la discriminazione del “diverso”.
        1) Il ddl Scalfarotto vuole prevedere pene per il reato di omofobia (detto che la parola che richiama più il concetto di paura non é la migliore ma consideriamola lessico consolidato)
        2) Renato Farina prendendo lo spunto dal fatto di Napoli afferma che esistono a questo punto altre forme di “fobia” basate su altri motivi e indica per esempio l’obesità
        3) lei dice che siccome l’obesità é una patologia e l’omossesualità no, non si possono usare gli stessi criteri.
        4) io le faccio notare che poco importa l’origine della “diversità” si tratta comunque di discriminazioni e o le si difende tutte o nessuna (io sarei comunque per introdurre l’aggravante di reato specifico e non un reato ad hoc)
        5) lei dicendo di intendersene di salute perché é il suo mestiere mi cita qualche articolo della costituzione e vorrebbe dimostrare che i casi restano diversi perché il diritto alla salute é tutelato dagli articoli 13 e 32 (e che c’entra? mica era in un ospedale il ragazzo di Napoli, mica gli hanno rifiutato le cure) e che a tutti é garantito dall’articolo 3 il diritto di eguaglianza (quindi anche agli omosessuali no?).

        A volte le devo dire che lei non sceglie sempre bene gli specchi su cui arrampicarsi.

        • Filomena scrive:

          La stigmatizzazione e la possibile discriminazione sulla base di una condizione di salute viene tutelata non solo con il diritto alle cure (che non riguarda solo i ricoverati in ospedale, ma tutti i citradini) come vorresti far credere ma tutela la salute come bene della persona anche dal punto di vista psichico e sociale (vedi definizione di salute OMS) quindi anche tutelandola rispetto a possibili discriminazioni dovute alla condizione di malattia. Aspetto questo che non vale per i gay che non sono malati. Se volevate portare un esempio calzante di fobia potevate citare qualsiasi altra condizione che attiene ad opinioni personali (politiche, religiose ecc.) per le quali si viene discriminati e da notare che l’omofobia non è una opinione ma appunto una discriminazione bella e buona.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Qui giace una ridicola (credetemi, è il minimo) arrampicata sugli specchi senza capo né coda per difendere dal bunker una posizione insostenibile e indifendibile assunta di mattina presto senza aver smaltito gli effluvi di una qualche sostanza psicotropa non precisamente individuabile.
            THAT’S ALL FOLKS

  4. Francesco scrive:

    Grande Farina,
    finché ci saranno persone come te in grado di mettere in evidenza storie così struggenti e grandiose il mondo non sarà sommerso definitivamente dalla bruttezza e dalla cattiveria.
    La poesia della scena che tu descrivi, nonostante le inevitabili difficoltà della realtà che i due si troveranno sicuramente ad affrontare, ci rinfranca e ci fa andare avanti sperando contro ogni speranza.
    E questo solo articolo fa di te un grande giornalista ben al di sopra dei tuoi detrattori buoni al più a rivoltarsi nella fanghiglia delle misere storie che descrivono.

  5. Roberta scrive:

    L’articolo è onesto e un poco fuori dalle etichette.I commenti [temo anche il mio] INUTILITIES.

  6. Roberta scrive:

    L’articolo è onesto.I commenti [temo anche il mio] INUTILITIES.

  7. Cri scrive:

    Bentornato dott. Farina.
    Non voglio mancarLe di rispetto ma mi viene dal cuore un gran bel “Grazie Renatone”!!! :-)
    …. E a tutti gli altri dico: “ma cosa continuate a dar corda a sta povera Filomena??!!”

    • giovanna scrive:

      Hai ragione, Cri, ma trascuri l’aspetto umanitario : con chi interagirebbe Filomena, povera , disastrata, divorata dalla solitudine, con una vita tristissima alle spalle, un presente noiosissimo e nessuna speranza per il futuro ( secondo lei, eh ! ), se nemmeno qui nessuno le desse un po’ di corda ? :-)

      E, nonostante la faccina, non scherzo nemmeno tanto, provo una sincera pena per Filomena o Gianni o chi sia, in tutte le sue declinazioni.
      E credo anche che le faccia bene frequentare questo sito, respirare un po’ d’aria pura, rispetto all’ideologia feroce e spietata in cui è immersa fino al collo.

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