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Solidarietà a Mario Adinolfi, lo “squilibrato” che si ostina a dire «voglio la mamma»

giugno 20, 2014 Giuliano Guzzo

Chiuso il profilo facebook del giornalista che ha pubblicato il libro “Voglio la mamma”. Amarezza, ma nessuna sorpresa. Ma lui non è un Barilla qualsiasi che chiederà scusa per colpe che non ha

Aggiornamento dal profilo Facebook di Voglio la mamma: «Hanno oscurato per 24 ore questa pagina, per la seconda volta in 20 giorni è stato dato l’attacco alla nostra libertà di pensiero. Ma ancora una volta, VLM vince. Grazie a tutti per la mobilitazione, vogliono intimidirci ma non ci riusciranno».

Tratto dal blog di Giuliano Guzzo La chiusura del profilo facebook di Mario Adinolfi (qui l’intervista a tempi.it), in realtà, non deve stupire più di tanto: la mannaia del politicamente corretto, ricorderete, si era già abbattuta sulla scrittrice Costanza Miriano e sulla pagina degli amici dell’avvocato Gianfranco Amato. Inevitabile quindi che prima o poi arrivasse anche il suo turno dato che, oltre che presunto omofobo, è pure vero uomo di sinistra e perciò doppiamente intollerabile per i piani di un sistema che mira a confinare gli oppositori di aborto libero, nozze gay ed utero in affitto negli scantinati dell’estremismo di destra.

Amarezza sì ma nessuna sorpresa, dunque, per la chiusura del profilo facebook di Mario Adinolfi, che non solo dice cose scomode, ma ci ha scritto pure in libro dalla copertina rossa, Voglio la mamma (Youcanprint, 2014), che oltretutto – colpa davvero gravissima – vende bene. Quel che deve meravigliare, semmai, è che tutto questo possa accadere senza che a tanti venga il sospetto che forse l’eterofobia esiste davvero; che oggi i soli che non possono esprimersi liberamente sono quanti difendono la famiglia cosiddetta tradizionale, persone normalissime che però vengono dipinte come agguerriti eredi del nazismo.

Ora Mario pare essere comprensibilmente abbattuto – «Viene voglia di mollare», ha cinguettato su Twitter -, ma tornerà prestissimo: dopotutto, non è un Barilla qualsiasi e difficilmente chiederà scusa per colpe che non ha. E poi sono altri che dovrebbero farsi cogliere da ripensamenti, a partire da coloro che seguitano a far finta di nulla facendo scontare ad altri i limiti della libertà che non hanno il coraggio di difendere. Non la libertà assoluta ovviamente, ma quella di sostenere che mamma e papà sono diritti di ogni bambino. Una cosa che passavi per squilibrato a rivendicarla solo pochi anni fa, quando andava ancora di moda la realtà.

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60 Commenti

  1. oreste says:

    La realtà? Ci basta conoscere quella di comunione e liberazione ah ah ah

  2. martino says:

    Oreste, ci vieni all’omofobo pride? Al posto dei manganelli portiamo i passeggini. Al posto delle bandiere con le svastiche, le buste paga e le ricevute delle tasse pagate….aaah aaah aaahrgh…..(muoio!)

  3. viccrep says:

    la realtà dell’omosessualità vi si rivolterà contro perché è contro la natura dell’uomo anche se una pletora di psicologi dichiarano che sia normale.
    provate a leggervi i libretti porno che vogliono distribuire nelle scuole a iniziare dai più piccoli.
    Il dono di se all’altro è altamente rischioso per la salute tipo epatite a o c hiv ecc è un rapporto ad alto rischio.
    Normale è il rapporto tra uomo e donna nei dovuti modi come natura prevede, che tra l’altro genera un nuovo amore una nuova vita una nuova mamma e un nuovo papà.
    Impossibile ad altre copie se non con manipolazioni anch’esse contro natura.v

    • Tony Stark says:

      Se ritiene porno i volantini informativi di arcigay si prenda l’onere di leggere i discorsi degli adolescenti sui social networks, per capire con quale disinvoltura discutono di pratiche sessuali ed erotiche tra le piu’ varie e fantasiose, pur non avendo consapevolezza dei rischi in termini di gravidanza e trasmissione di patologie. Illudersi che i giovani siano casti e puri serve solo ad esporli ad eventi tragici. Occorre affrontare la realta’, c’e’ certamente molto spazio per un’educazione prima di tutto morale, ma senza dimenticare che possiamo fare molto per proteggere anche chi non sa o non vuole resistere a certi impulsi.

      • Toni says:

        Il fatto è che “l’educazione” morale a parole tutti dicono che è auspicabile. Ma alla fine è lecito pensare che si punta a non volere alcun genere di frustrazione agli impulsi. E poco conta il tipo di persona che ne viene fuori da questo “tipo” di educazione.

  4. Quercia says:

    Il tutto nel nome dell’ammmore, libbbbertà, diritti, uguaglianza, libertà di pensiero, libero scambio di opinioni, apertura mentale e declamando moti quali “vietato vietare”, “abbasso la censura”, “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire.” (cosa tra l’altro mai detta da Voltaire).

    Che dire…forse nulla. Questo è l’ennesimo fatto che dovrebbe far riflettere tutti coloro che in buona fede, etero o omosessuali che siano, parlano di omofobia.

    https://www.facebook.com/rivogliolamamma

    PS: della serie “I have a dream”, sogno una parola di solidarietà da parte di papa Francesco (per assurdo mi accontenterei anche della Cei con relativo giornale), però papa Francesco sarebbe meraviglioso.

    • Piero says:

      Probabilmente ha finito i minuti gratis al cellulare…
      Non parliamo poi della CEI, Galatino chissa’ che epiteto userebbe contro il povero Mario… (anzi lo so, ma non voglio limitare la creativita’ di galatino)

      • Quercia says:

        Piero non essere malfidente.
        Perchè Tempi.it non chiede un commento sul tema a qualche alto papavero della Cei?

        Magari scopriamo che anche Adinolfi rientra fra i cd “visi inespressivi” 😉

    • Quercia says:

      Sempre sognando: 2 paroline anche da parte del PD sarebbero dovute visto che Adinolfi è stato un membro dell’assemblea costituente di quel partito.
      Magari un selfie di Renzi con in mano il libro di Adinolfi sarebbe una cosa molto gggiovane.

      • Toni says:

        E’ una cosa che trovo misteriosa (si fa per dire) …. altro che due paroline, diventano delle emerite carogne. Creano addirittura una sorta di ostracismo, … la stessa cosa è successo alla Biancofiore.

  5. Pascal says:

    Di nuovo spiacente ma “Il diritto alla libertà di parola significa che un uomo ha il diritto a esprimere le proprie idee senza temere il pericolo della soppressione, dell’interferenza o di azioni punitive da parte dello Stato, ma non significa che altri debbano fornirgli una sala per conferenze, una stazione radiofonica o una tipografia per esprimere tali idee. (Ayn Rand)”. Non è pensabile dar credito a una piazza qualunquista e uniformata come quella di FB e poi meravigliarsi del qualunquismo e dell’uniformità. I cattolici ce l’hanno un social network? Lo vogliono avere? Lo sosterrebbero se esistesse?

  6. Tony Stark says:

    Adinolfi ha esagerato. Ha invocato la GUERRA contro gli omsessuali per impedire l’approvazione di una legge che permetta il riconoscimento delle loro coppie. Una cosa e’ il diritto all’opinione, un’alta e’ l’incitamento alla violenza e alla discriminazione.

    • Toni says:

      Quindi il “voglio la mamma” di Adinolfi è un grido violento e discriminatorio? Mi puoi dire quale tipo di critica è possibile fare ai gay per non incorrere in una GUERRA?

    • Fran'cesco says:

      Tony, se ti riferisci a:
      — Per sostenere questa verità sono pronto, sempre chestertionanamente, a “appiccare fuochi” e “sguainare la spada”.
      … sei prorpio senza speranza …

    • Ale says:

      E il ragazzino dai pantaloni rosa..la sua mamma e’ ancora li’ che piange, poveretta. Non mi risulta che alcuno, anche della scuola del figlio, abbia condannato la discriminazione ed il bullismo subito da quel ragazzino, che poi si è suicidato. Vittima di quel bullismo. Ma se gli adulti rivendicano il diritto ad avere e manifestare una Fobia verso gli omosessuali allora non c’è da stupirci delle azioni, pensieri e parole di bullismo degli adolescenti che possono spingere una persona fragile al Suicidio. Lo dico da etero che odia le fobie. Tutti possiamo essere vittima o involontariamente attuarle, le fobie, ma vanno combattute le FOBIE. I ragazzi e gli adolescenti imparano dagli adulti. Nessuno vuole dire che la famiglia tradizionale non meriti rispetto. Ma anche chi è diverso lo merita, il rispetto.

      • Fran'cesco says:

        Ale, sveglia !
        “strumentalizzazione”

        • Ale says:

          Certo la madre affermava l’esatto contrario di quello che sostenete voi.. Mah. Poveretta. Mi chiedo cosa potrebbe fare uno come voi se il figlio o la figlia confidasse di essere omosessuale. Inoltre Repubblica non è l’unico giornale. E con le interviste video alla madre come la mettiamo?! Un giornalista su carta può scrivere quello che vuole.

          • Aurelio says:

            “Certo la madre affermava l’esatto contrario di quello che sostenete voi.”
            Voi chi?
            Repubblica?

            • Fran'cesco says:

              Ale, quando non si vuol vedere al di la’ del proprio naso…
              E sia chiaro che ho citato Repubblica solo per non sentirmi dire “hai citato un giornale di parte”… se citavo Avvenire cosa mi dicevi? Che e’ un giornale fascista?

      • Toni says:

        Ale
        Ma se il “ragazzino dai pantaloni rosa” la stessa Repubblica ha pure dovuto ammettere che non c’entrava l’omofobia ne il bullismo. Ma tu, correttamente continui a pestare la stessa acqua confermando la tendenza di chi vuol imprimere alle persone il marchio di fobici. Per te questo non è pericoloso? Per me si… e mi fa pure dolcemente (niente di estremo) incxzzarx.
        Tu sei etero, ma ho la sensazione che non rispetti la famiglia tradizionale (forse perché non riesci a focalizzarla), ritieni che i “diritti” nascono dal pagare le tasse e si prendono da uno scaffale come in un supermercato.

      • Galcian79 says:

        Fermo restando che il rispetto va dimostrato incondizionatamente a tutti, il vero punto della questione è se la libertà di espressione possa farne le spese per colpa di qualche ragazzino che non sa stare al mondo. La fragilità non è un valore sociale.

        • Ale says:

          Invece il bullismo e’ un valore sociale? O le fobie sono un valore sociale? Siete adulti. I ragazzi assorbono e possono percepire in modo distorto il messaggio di fobia verso qualcuno. E’ questo che vi vorrei portare ponderare. Poi ognuno e’ libero. Nel rispetto degli altri.

          • Galcian79 says:

            Se fossi padre e scoprissi che mio figlio si rende fautore di atti violenti lo prenderei a calci nel sedere, come del resto anche mio padre faceva con me.
            Cosa c’entrano però Mario Adinolfi e il suo libro con l’incapacità di alcuni genitori a educare i propri figli?

        • Ale says:

          Rimuovono la risposta..provo a riscriverla. Bisogna evitare atteggiamenti di fobia verso altre persone perché gli adolescenti possono percepire in modo errato quanto detto dagli adulti e diventare aggressivi, sviluppare atti di bullismo. Scrivere su un sito cattolico che la fragilità non è un valore sociale mi lascia senza parole. Difendete i girini e le blastocisti e poi non date la giusta importanza alla vita di un ragazzo, perché fragile?’! Un poco di autocritica mai?! Quindi hanno fatto bene quelli del PD.

          • Aurelio says:

            Bisogna innanzitutto che tu impari a rispettare i morti e la verità.
            Se con il suicidio di quel disgraziato l’omofobia non c’entra un piffero tu lo devi ammettere, punto e basta.
            E devi anche ammettere che il caso è stato schifosamente strumentalizzato.
            Se la causa ti può sembrare giusta, le distanze dai metodi le devi prendere, altrimenti non hai da dare lezioni di civiltà a nessuno.
            Mi sono spiegato?

            • Ale says:

              Il caso e’ stato chiuso dalla Procura, non dal Tribunale dei minori, per quel che so. La scritto denigratoria nei confronti di quel ragazzo per quello che so era reale e non inventata da circoli gay. Le Procure chiudono tante volte i casi e poi li riaprono a distanza di anni, se non hanno prove. Certamente si è uccisi. Il perché lo sa lui. Sembra non fosse gay. Denigrato in modo pesante lo affermava la madre, non io. Ho solo constatato che la madre ha detto ciò. Poi se ha ritrattato non so. La verità Aurelio la conosce solo Dio, non certo io o te o la Procura, visto che quello si è ucciso. Gli imperativi lasciali stare. Se permetti io i morti li rispetto e te a me non parli usando imperativi. Grazie.

            • Ale says:

              @Aurelio non l’ho detto io. Ho solo riportato quanto detto dalla madre nelle interviste di allora. Gli imperativi ed i diktat lasciali stare. Grazie.

        • Ale says:

          Non posso rispondere perché non pubblicano gli interventi. E’ palese il concetto di libertà di espressione..la rimozione della mie risposte e’ un esempio di ciò . Uniformità di pensiero.

          • Toni says:

            Se non insulti ti pubblicano tutto… aspetta e vedi.

            • Ale says:

              In cosa avrei insultato? Non ho certo usato io il termine di “omofobia” ma alcuni qui rivendicano il diritto a ciò. Leggi gli altri interventi tipo “omofobia Pride”. Il fatto di dire “fate attenzione a ciò che passa del vostro messaggio agli adolescenti” mi sembra più che dovuto. Non mi sembra che concedere dei diritti anche a loro, i gay, possa togliere valore ad una famiglia tradizionale. Piuttosto non far sentire “diverso e sbagliato” un ragazzino/a perché gay o una bambina/o perché allevata/o da due persone dello stesso sesso dovrebbe essere un obiettivo condiviso. Come fate a rivendicare il diritto ad essere fobici verso i gay?! Non riesco a capirvi. Alcuni, nei giorni passati, sono arrivati a parlare di “torte da spartire” riguardo alle pensioni di reversibilità. Per cui, scusa, ma non c’è di mezzo solo l’etica ed il pensare che “sono contro natura” come alcuni dicono qui, bensì ci sono di mezzo anche i soldi, che i gay non mettendo su famiglia potrebbero lasciare allo Stato, in caso di morte prematura, riguardo ai contributi versati. Come già detto altre volte fosse per me concederei l’adozione anche ai single. Se c’è una famiglia meglio ancora ma perché negare ad un bimbo/a di essere allevato da un single, se in grado di far ciò?! Per degli ideali?

              • Toni says:

                Non ho detto che hai insultato. Tempi, può piacere o no ( a me piace) ma difficilmente censura.

                Per quanto riguarda la tua generosità a far adottare bimbi a tutti, per mi lasci perplesso perché ho sempre trovato le posizioni come la tua superficiali, indifferenti verso la realtà ed egoiste.

              • giovanna says:

                Per l’ennesima volta provo a spiegare che in questo sito vengono messi in moderazione gli interventi con alcune parole chiave ” a rischio”: dopo alcune ore ,o pochi minuti ( o tante ore se è domenica ! ), la redazione prende visione degli interventi bloccati in automatico e , se non ci sono parolacce e simili, li sblocca.
                A me vanno in moderazione due interventi su tre, ma poi me li pubblicano tutti.
                Il tutto è cominciato con interventi pieni di bestemmie postati a ripetizioni: da allora commentare è diventato molto faticoso, ma presumo che questo filtro sia indispensabile, visto che qui interviene gente di tutte le risme e non si può accettare che il sito sia ridotto ad una latrina.

              • Cisco says:

                @Ale
                “Piuttosto non far sentire “diverso e sbagliato” un ragazzino/a perché gay o una bambina/o perché allevata/o da due persone dello stesso sesso dovrebbe essere un obiettivo condiviso”

                Ottimo: che ne diresti di iniziare evitando che un bambino/a venga allegato da due persone dello steso sesso? Non si può prima creare il problema e poi piangere perché gli altri lo vogliono risolvere a modo loro…

                • Ale says:

                  @Cisco non si crea niente, sono realtà che già esistono. Si tratta di accettare persone che hanno un modo di vivere e vedere le cose in modo diverso dal tuo. Non sto dicendo che una famiglia con padre e madri presenti e partecipi alla vita di un bambino/a non siano un valore da tutelare. Sto dicendo che esistono anche famiglie diverse dalle tradizionali che hanno già figli e che meritano pure loro rispetto. Gli assolutismi non portano ad alcun punto condiviso. Il dialogo parte dall’apertura. Altrimenti ci si urla senza arrivare a niente. Almeno la pensione di reversibilità gliela vogliamo concedere? E la possibilità di adottare per i single esiste in molte parti del mondo. Conosco uomini molto presenti nella vita dei figli, nonostante il lavoro, e con ex mogli completamente indifferenti e assenti, concentrate solo sulla carriera. Per Adinolfi quei bimbi dovrebbero stare con una madre che non ha interesse per loro. Gli assolutismi e le generalizzazioni nella realtà trovano tanti se è tanti ma.

                  • Cisco says:

                    @Ale
                    “Per Adinolfi quei bimbi dovrebbero stare con una madre che non ha interesse per loro. Gli assolutismi e le generalizzazioni nella realtà trovano tanti se è tanti ma.”

                    In pratica prima hai generalizzato contro Adinolfi, poi la frase successva dici di evitare le generalizzazioni! Adinolfi vuole – come tutte le persone capaci di intendere e di volere – che i bambini crescano il più possibile con chi li ha messi al mondo. E se chi li ha messi al mondo “non ha interesse per loro” secondo i tuoi criteri, non sei comunque autorizzato a entrare nel merito: la legge deve basarsi su elementi oggettivi (es. violenza). E chi ha interesse per loro deve essere cercato tra le centinaia di coppie eterosessuali che attendono l’affidamento o l’adozione, visto che quelle omo preferiscono affittare uteri (la qual cosa fa bene comprendere il livello di “interesse” che hanno).

                    • Ale says:

                      @Cisco io ho detto che le famiglie tradizionali con mamma e papà sono un valore, se presenti e partecipi alla vita dei figli. Leggi solo quello che vuoi?! Ma è innegabile che le famiglie “arcobaleno” o chiamale come vuoi esistono già. E che ti piaccia o no ci sono già bimbi e bimbe che non cambierebbero la loro mamma/ e babbo/i con niente al mondo, perché per loro e’ normale così. La legge andrebbe a dare diritti a persone già esistenti, figli di famiglie arcobaleno che ci sono già in Italia. Ma quanti anni hai?! Sembri mio nonno. Ed invece penso tu sia giovane da altri commenti fatti.

        • filomena says:

          La fragilità non è un valore sociale? Ma come quando si tratta di difendere a spada tratta una cellula fecondata quale vita umana allora questo diventa un valore assoluto, quando si tratta di un ragazzino in carne ed ossa allora la sua protezione è subordinata alla libertà di espressione perché non sa stare al mondo? Beata la coerenza, per non dire altro.

          • giovanna says:

            Come scientificamente affermato dalla scienza ufficiale la cellula fecondata è il primo stadio della vita umana: non c’è un testo scientifico al mondo che possa smentire questa affermazione. Come se per uccidere ci fosse bisogno del sostegno della scienza taroccata: non si uccidono forse anche i malati, gli anziani, i bambini nel ventre della madre, i più deboli al mondo, senza bisogno di dire che non sono esseri umani ?

            Dalla “bibbia” dell’embriologia:
            Gilbert,Developmental Biology, Sinauer 2000:
            la fecondazione: l’nizio di un nuovo
            organismo
            – La fecondazione è il processo per cui due cellule germinali si fondono insieme per
            creare un nuovo individuo con potenzialigenetici derivati da entrambi i genitori.
            La classificazione tradizionale cataloga gli animali
            secondo la loro struttura da adulti. …
            Quando noi consideriamo un cane, per esempio, noi di solito ci raffiguriamo un adulto.
            Ma il cane è un cane sin dal momento della
            fecondazione di una cellula uovo di cane da parte di uno spermatozoo di cane. Rimane un cane anche quando è un bracco vecchio e morente.
            Quindi, il cane è in realtà l’intero ciclo vitale dell’individuo, dalla fecondazione alla morte ”

            Poi, se è per il sito cattolico, qui è pieno di gente ( commentatori ) che scrive le cose più assurde contro la Chiesa e il cattolicesimo,le cose meno cattoliche possibile su tutti gli argomenti riguardanti la vita dell’uomo : non è certo una novità.

          • Toni says:

            La fragilità si difende dai soprusi, ma non si promuove come un valore.

            • Ale says:

              Toni ti sei risposto da solo. Il bullismo e’ un atto di violenza ed è un sopruso e quindi va evitato. L’individuo con tutte le sue ricchezze e fragilità viene portato come un valore. L’individuo vivo e vegeto.

              • giovanna says:

                Che tenerezza, l’ individuo vivo e vegeto….che lapsus calami…se conta solo l’individuo vivo e vegeto cosa ne facciamo degli individui vivi ma non vegeti, cioè malati e fragili ? O forse il bambino nel ventre della madre è un individuo morto ? No, è un individuo vivo, ma dipendente, ma fragile, ma bisognoso di tutto per continuare a vivere.
                In effetti, poi, non credo che sostenere il diritto di un bambino a non essere comprato e privato della possibilità di crescere col padre, abbia alcun nesso con il sostenere due lesbiche che hanno desiderio di un figlio e non possono che commettere un sopruso nei confronti di questo bambino, privandolo del padre.
                Cioè qui nessuno dà addosso al bambino comprato, ma lo si difende davanti al sopruso che ha dovuto subire : di certo compatire questa creatura non è dare addosso alla creatura, ma vuol dire essere vicini alla sua sofferenza, che tutti intorno a lui negano ferocemente.
                Mi voglio collegare alla triste vicenda di Yara: qualcun’altro ha notato il tremendo can can che è venuto fuori per la storia della falsa paternità? Se fosse una cosa così insignificante, non ne sarebbero pieni i giornali e i commenti della gente.
                In fondo questi gemelli non sono nemmeno stati ceduti dietro pagamento, come le vittime della fecondazione eterologa , anche se sono stati parimenti abbandonati dal padre. Ma questo la sanno tutti, solo che quando si vogliono perseguire i propri scopi, si chiudono gli occhi davanti alle ingiustizie e al male che comportano.

              • Toni says:

                Io non so come interpreti la mia risposta. Ti dico, di sicuro, che odio il bullismo.
                Poi in una posizione come la tua, noto che si vuole creare una miscela di cose e stabilire delle eguaglianze inesistenti.
                Io quando scrivo che la fragilità (….. psicologica)non è un valore sociale, non intendo sminuire la sensibilità di una persona, ma che non direi mai ad una persona fragile … resta fragile.
                Ritengo che deve lottare così per affrontare la vita meglio…. tutto qua!
                Certo, cosa che sono altrettanto sicuro, la persona fragile si difende …. sempre (incluso i concepiti già dal primo istante ed i malati)!.

              • Ale says:

                Vegeto indica anche chi vegeta ed è un individuo per lo Stato. Come tale ha diritti. Ovvero scegliere per se stesso. In assenza di scelta propria, il diritto a vivere va tutelato sempre per tutti gli individui, malati o anche in stato vegetativo. Io non vorrei vivere come un vegetale, ma è una mia scelta, per la mia persona, e mai mi sentirei di scegliere per altri. Oltre non vado nel risponderle.

                • Toni says:

                  Mi hai già risposto in passato con le tue non risposte. Non so cosa potresti aggiungere. Indipendentemente di tutto continuerò a commentare i tuoi post (risposta o meno). Trovo stimolante molte tue idee. Bella è l’idea che “pagare le tasse” da “diritti” tra i quali l’adozione di un bambino ad una coppia gay. Anche se la migliore , e la condividi con Nino, è sul significato di mamma e papà.

                  • Ale says:

                    L’ultima risposta non era per te, Toni. Quella di “vegeto”.Bensì per una signora che è diversa da te nel rispondere e quindi io evito di dilungarmi. E’ finita dietro alla tua risposta per sbaglio.

          • Galcian79 says:

            @filomena: nemmeno una cellula fecondata è un valore sociale.
            Un consiglio, quando rispondete a un commento fatelo con il diretto interessato.

            • filomena says:

              Hai ragione, nelle risposte bisognerebbe sempre indicare a chi sono rivolte. La mia di prima è “scivolata” nel posto sbagliato ma era diretta a chi sosteneva che la fragilità non è un valore sociale. Sono d’accordo che la cellula fecondata non è un valore sociale,a non altrettanto una persona che vedi, tocchi, e che sta di fronte a te. Io credo fermamente in ciò e penso che sia necessario avere la capacità di distinguere tra queste due diverse situazioni perché oggettivamente lo sono. Mi dispiacea semplicemente con una cellula fecondata non c’è possibilità di rapporto quindi non la posso pensare come essere umano dialogante. Qualsiasi interlocuzione è solo teorica, a senso unico.

              • Toni says:

                Non è necessario per essere umano dover essere dialogante. Un bambino un’ora prima di nascere cosa dialoga? Per adottare una logica come la tua c’è chi sostiene l’infanticidio. Se hai ragione tu l’hanno pure loro … per coerenza.

  7. Raider says:

    Gli eterosessali e i gay non conformi al Penrieruo Unico sbagliano o esagerano: com’è che la censura si abbatte sempre e solo su di loro? Il problema è che c’è un’opinione giusta, quella pro-gender (per semplificare); e una sbagliata, quella no-gender. La prima può essere sostentuta, difesa, esaltata; la seconda, no o fino a un certo punto: e questo punto lo stabilirà Scalfar8. Che si possa, di fronte ai casi reiterati e gravi di censure a personaggi pubblici, manager di gruppi industriali e multinazionali e manifestanti che sfilano con una maglietta della Manif Pour Tous, negare l’evidenza di una intolleranza diffusa, di un potere di interdizione usato con arroganza e di una convergenza omologatrice in direzione del politicamente corretto da parte di tutte le forze che formano, controllano e manipolano l’opinione pubblica, dà la misura di uno scontro giunto alle battute finali e alle sue punte più esasperate – sul piano del principio, mentre per quello dei metodi di repressione rimane ancora qualcosa da fare: e giudici e politici sono lì apposta per questo. Solidarietà a Mario Adinolfi: benvenuto nella lista di proscrizione riservata a quelli che la Sinistra elegge a propri nemici.

  8. Paolo says:

    Il nemico che ha sconfitto Mario è il nuovo paganesimo. Potrebbe anche non esistere una strategia globale, unificante (terrestre), per sconfiggere la Chiesa (e l’uomo e la donna, e i loro figli, la famiglia). Ma gli strateghi infernali hanno di certo qualche arma in più di quelli umani. Solo una strategia è superiore all’inferno, a questo antievangelo e antiumanesimo che ormai si palpa con le mani: quella celeste. Le porte dell’inferno non prevarranno, ci assicura il Signore. Per la verità, Egli usa il diavolo per sconfiggere il diavolo, come ha fatto sul Calvario, quando le forze coalizzate del mondo ebraico, romano e greco hanno ucciso Gesù.
    Venerdì Santo, il giorno del massimo triofo del diavolo, è stato anche il giorno della sua sconfitta, perchè Dio, che ha la prima parola, ha sempre anche l’ultima, alleluia!

  9. Galcian79 says:

    Non è che vi state buttando sul vittimismo?
    Mario Adinolfi censurato? A me pare invece che sia diventata una presenza quasi fissa da Myrta Merlino a l’aria che tira e spesso non perde occasione di presentare il suo libro “Voglio la Mamma”.
    Certo che se affidate la sponsorizzazione dei vostri libercoli a un network creato dagli ameri – cani: quelli delle mille contraddizioni, dei diritti e della libertà solo a senso unico, quelli che imbastiscono mostruose campagne politiche per combattere la pornografia e applicano la pena di morte con disinvoltura.
    Pascal ha ragione, ve le andate a cercare.

  10. Raider says:

    Quello che sostiene Pascal riguardo la garanzia di libertà di opinione che non vuol dire che spazio garantito dallo Stato su reti radiotelevisive o imposto ai privati, è vero: tanto vero che è un po’ scontato e appare strumentale richiamarlo nel caso delle censure che si sono abbattute su Adinolfi come e solo su altri che si oppongono al politicamente corretto versione gender. Che qualcuno inviti Adinolfi come opinionista in un talk-show non è in discussione, a meno di non voler discutere non del diritto di Adinolfi di esprimere le sue opinioni, ma della libertà di chi lo invita a dare spazio a lui: che ha tutta l’aria che tira, semmai, dell’estendere la censura anche a chi gli permette di dire la sua. La storia del “ve l’andate a cercare” è anch’essa un modo per minacciare sempre secondo il vento che soffia in un’unica direzione: nessuno che sia a favore di nozze e matrimoni gay è costretto a un pubblico autodafè (Barilla), a dare le dimissioni (il Ceo di Mozilla), a vedersi oscurata la pagina FB (Adinolfi) e gli esempi potrebbero continuare: non è la gente che se le va a cercare perché pensa a modo suo, sono altri che le trovano tutte per fargli capire che non si devono più permettere di farlo.

  11. Simone says:

    Voglio la mamma! Chi l’avrebbe mai detto che questa semplice evidenza avrebbe dato cosi’ fastidio e sarebbe stata cosi’ rivoluzionaria?

  12. Cisco says:

    Ritenere che l’opportunità per un bambino di avere una madre possa ledere la dignità degli omosessuali non può che essere frutto di una mente malata.

  13. Donma says:

    Caro Mario Adinolfi, vai avanti non sei solo. Non sono riusciti a mettere il bavaglio a chi dissente dal pensiero unico delirante! Che bella azione di “forza” quella di oscurare il profilo di face-book, azione che denota che fai paura, che non sei allineato, che sei un essere pensante. Nelle Cina di Mao le persone più intelligenti venivano eliminate fisicamente. Da noi si usa l’eliminazione virtuale. Che bel sistema di dittatura “democratica”! Coraggio sei Grande proprio perché hai Coraggio!

La rassegna stampa di Tempi

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