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Silenzio, si comincia. La radio entra in teatro ed è emozione pura

ottobre 29, 2012 Paola D'Antuono

Al Teatro Elfo Puccini di Milano va in scena “Il giardino di Gaia”, un audiodramma scritto da Massimo Carlotto e interpretato da un gruppo di attori davanti a un pubblico silenzioso. Il risultato è sorprendente.

La sala del teatro Elfo Puccini è piccola, intima, buia. Gli spettatori entrano incuriositi, quello che li attenderà di lì a poco è un’esperienza del tutto nuova. Il palco non esiste, si vedono solo una decina di microfoni e qualche stoviglia. Piatti, bicchieri, bottiglie, una caffettiera. Poi un gruppo di attori di nero vestiti irrompe nella sala. Agli astanti è stato richiesto il massimo silenzio, no, non come di solito a teatro, molto di più. Perché davanti a loro oggi andrà in scena un audiodramma. Cosa? Un audiodramma, un parente stretto di un radiodramma, anzi, proprio quello, solo che a teatro.

AUTOREVOLE. L’idea “folle” è di Sergio Ferrentino, autore, conduttore e regista radiofonico, nonché storica voce di Radio Popolare e socio fondatore di Fonderia Mercury, uno spazio creato per sperimentare la capacità dei linguaggi di comunicazione di reinventarsi. A partire dalla radio, che incontra il teatro e il web e con loro si contamina dando vita a ibridi interessanti. Come quelli nati all’interno del progetto Autorevole, che vede numerosi scrittori di fama nazionale e internazionale confrontarsi con la drammaturgia radiofonica. I nomi sono di quelli importanti: Bajani, Carlotto, Corrias, Dazieri, Lucarelli, Bucciarelli, Fois. A ognuno di loro è stato chiesto di scrivere una storia in due versioni: un racconto classico, inserito in un libro edito da Feltrinelli, e in versione radiodramma, scaricabile dal sito di Fonderia Mercury e registrata al Teatro Elfo Puccini davanti al pubblico (definito ironicamente “abusivo pagante”).

IL GIARDINO DI GAIA.  Agli spettatori vengono consegnate delle cuffie per ascoltare i dialoghi degli attori, che sono chiamati a interpretare il racconto solo con la parola e i rumori ambientali che essi stessi riproducono. Va in scena Il giardino di Gaia, racconto di Massimo Carlotto, noto scrittore di gialli. Gaia è una donna risoluta e maniaca del controllo. Un giorno scopre che il marito la tradisce e ha intenzione di lasciarla ma lei non ha alcuna intenzione di distruggere il suo matrimonio, nel suo mondo perfetto la separazione non è una scelta ammissibile. Meglio mentire a tutti, città, amici, familiari e fingere di essere una famiglia felice. A tutti i costi.

LA RADIO SI VEDE, ANZI NO. Sette attori davanti a un microfono danno vita alla storia di Gaia, mentre gli spettatori silenziosi osservano sbigottiti le loro tecniche: come modulano la voce e la distanza dal microfono, come simulano una telefonata o il parlare con la bocca piena, come fanno finta di andarsene pur rimanendo attaccati ai microfoni. «Sono stati straordinari – è il commento di Massimo Carlotto, presente alla registrazione e seduto tra il pubblico.  – Avevo già lavorato con Sergio Ferrentino anni fa, per questo ho accettato questa sfida molto volentieri. Passare dalla scrittura di un romanzo alla scrittura di un audiodramma è molto complesso, molto più del passaggio tra romanzo e sceneggiatura. Devi scrivere tutto perché abbia un senso per l’udito. È emozione pura, come il teatro, e mi è piaciuto moltissimo sperimentare questo nuovo linguaggio». E, a giudicare dalle facce entusiaste del pubblico in sala, l’esperimento è perfettamente riuscito.

 


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