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Scola nomina i vicari e spazza via i retroscena malevoli del Fatto

giugno 25, 2012 Massimo Giardina

L’Arcivescovo di Milano ha nominato i nuovi vicari. Scelte attese e per nulla sorprendenti. A conferma del fatto che la Chiesa non ragiona secondo la mentalità del mondo

Nessuna sorpresa, nessuna indebita pressione. Diversamente da quanto paventato dal alcuni quotidiani (leggi Il Fatto Quotidiano) le nomine della curia decise venerdì 22 giugno dal cardinale di Milano, Angelo Scola, non hanno riservato grandi sorprese.
Infatti, diversamente da certe fantasie che vivono solo sulle pagine dei quotidiani, negli uffici della Curia e tra il clero ambrosiano si respira un’altra aria. Il cardinale ha sempre sottolineato la centralità nella capillarità: per Scola il territorio, composto dalle tante parrocchie e da numerose realtà locali rappresenta la parte più importante della Diocesi, non lo è la curia. «Gli accorpamenti delle funzioni e la conseguente riduzione del numero dei vicari ne sono un chiaro segno – dice a tempi.it un monsignore milanese – l’arcivescovo ha in mente una Chiesa che va oltre la semplice politica e i modelli aziendali. A lui preme che la Chiesa possa pulsare di vitalità e questa è da recuperare nel territorio». Durante l’annuncio dei nuovi vicari il cardinale ha messo in rilievo che «l’impegno della nuova evangelizzazione deve ulteriormente approfondire, in tutti gli operatori di Curia, la coscienza di essere al servizio delle parrocchie, delle comunità pastorali, dei decanati, delle sette zone pastorali, delle comunità religiose ed aggregazioni di fedeli, di ogni fedele».

Angelo Scola, dopo quasi un anno dalla data della nomina di Benedetto XVI, ha raccolto la stima del clero ambrosiano. Le nomine di venerdì lo confermano: non ci sono stati grandi sconvolgimenti e alcune decisioni erano largamente attese, come l’assegnazione a monsignor Erminio De Scalzi del vicariato per i grandi eventi. De Scalzi ha organizzato il Family 2012 e già sotto la guida di Dionigi Tettamanzi aveva avviato i progetti per l’Expo 2105.
Molte le riconferme, come quella di don Davide Milani alla comunicazione o di monsignor Peppino Maffi alla guida del Seminario Maggiore. Scontata anche la nomina di monsignor Pierangelo Sequeri come successore di monsignor Franco Giulio Brambilla, divenuto nel frattempo vescovo di Novara, alla presidenza della Facoltà Teologica e la nomina del suo allievo don Luca Bressan al vicariato della cultura.
Importante è il distaccamento tra il Seminario e la formazione permanente del clero affidata a monsignor Luigi Stucchi e un’altra novità è l’istituzione dell’Economo diocesano e Direttore dell’Ufficio per il personale laico affidata ad un accolito inserito nel percorso per divenire diacono permanente.

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2 Commenti

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L’Osservatore Romano

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