Google+

Rossi (Cern): «Ecco i nuovi risultati sulla particella di Dio»

dicembre 16, 2011 Daniele Ciacci

Il Cern rivela gli ultimi dati sul “bosone di Higgs”, da cui deriva la massa delle altre particelle. Intervista allo scienziato Lucio Rossi: «Questa scoperta rende difficile affermare che tutto sia nato dal caso»

Il Cern di Ginevra (Organizzazione europea per la ricerca nucleare) ha rivelato gli ultimi dati sulle analisi del “bosone di Higgs” (o “bosone di x”), l’unica particella ancora sconosciuta all’interno del modello standard, che indaga le strutture degli elettroni, dei protoni e dei neutroni. Secondo gli scienziati, l’esistenza del bosone, ipotizzato dal fisico britannico Peter Higgs oltre 40 anni fa, rende possibile la massa. I nuovi dati restringono il campo e ogni dubbio dovrebbe essere fugato entro il 2012.

A un seminario gremito, organizzato oggi a Ginevra dal Cern, sono stati presentati i primi dati. Secondo Fabiola Gianotti, coordinatrice dell’esperimento Atlas, l’intervallo in cui con maggiori probabilità si potrebbe rinvenire il bosone di Higgs, si trova ai livelli di energia più bassi: tra 124 e 126 miliardi di elettronvolt (Gev), ciascuno con uno scarto compreso fra 2,5 e 3 deviazioni standard. Vale a dire che c’è ancora un margine di errore, anche se molto ridotto. Anche se si è molto vicini alla scoperta, questo termine non è mai stato usato al seminario perché gli scienziati non hanno ancora la certezza di avere trovato il famoso bosone. Lucio Rossi, direttore del Gruppo Magneti e Superconduttori per il Progetto Lhs, spiega a Tempi.it le implicazioni di questa ricerca.

Innanzitutto, cos’è il “bosone di Higgs”? Perché è chiamato “particella di Dio”?
«Il “bosone di x” assegna la massa a tutte le altre particelle, un atto che solo Dio potrebbe fare. È chiaro: la particella non è Dio! L’epiteto si origina da un titolo fortunato del libro di Leon Lederman, “La particella di Dio”. Per quanto mi riguarda, però, la scoperta definitiva del “bosone di Higgs” confermerebbe la complessità del reale e renderebbe difficile affermare che tutto sia nato dal caso. 
Nel seminario a cui hanno partecipato le due collaborazioni principali del Cern, Atlas e Cms, sono stati rivelati alcuni risultati promettenti. Tuttavia, non hanno annunciato la conferma definitiva della scoperta. Ci vogliono nuovi esperimenti per trasformare gli indizi ottenuti finora in certezza».

Ha avuto modo di lavorare direttamente a questo progetto?
«Sì, come responsabile del Large Hadron Collider, ma già all’università degli Studi di Milano ho lavorato con Atlas per il suo sviluppo teorico. Alla ricerca lavorano più di 2000 persone».

Qual è l’importanza della localizzazione del “bosone di Higgs“?
«È un grosso successo del modello standard. Significa che la nostra teoria funziona. Ma non sappiamo se troveremo tutte le proprietà della particella che ci aspettavamo. Abbiamo una fondata certezza della sua esistenza ma non ancora delle sue caratteristiche. Questo aprirà a nuove ricerche, perché la domanda dell’uomo è inesauribile. E il nostro lavoro è interrogare la realtà».

Che conseguenze avrà questa scoperta?
«Non avrà una ricaduta immediata. Non sappiamo dove possono arrivare le applicazioni tecniche di una novità scientifica. Quando hanno scoperto gli elettroni, ci trovavamo alla fine dell’Ottocento, e per l’elettronica abbiamo aspettato altri cinquant’anni».

La scoperta del “bosone di Higgs” confuta la teoria della relatività, come sostengono molti scienziati?
«No, non mette in scacco Einstein. La sua teoria spiega tantissimi fenomeni che, per esempio, la fisica di Newton affrontava in modo inadeguato. Così, le nuove scoperte non invalidano quelle precedenti ma le integrano. Perché nella scienza non ci si ferma mai: c’è sempre qualcosa ancora da scoprire».

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Il Paradiso andata e ritorno - Di Giovanni Fighera

Tempi Motori – a cura di Red Live

Nata anche da un'imbeccata di Stefano Accorsi, questa 308 al Nandrolone trasferisce su strada il meglio della versione Cup

L'articolo Peugeot 308 by Arduini Corse, one off su base GTi proviene da RED Live.

In 100.000 hanno raggiunto Praga da tutto il mondo per celebrare i 115 anni di un marchio più arzillo che mai. Una buona occasione per parlare del futuro di Harley-Davidson (che sarà anche elettrico) ma non solo

L'articolo Harley-Davidson, 115 di questi anni proviene da RED Live.

Arriva una serie speciale frutto della collaborazione con la rivista femminile Elle. Materiali e colori inediti si accompagnano a un rinforzo di tecnologia a bordo. Prezzi a partire da 13.250 euro

L'articolo Citroën C1 Elle Special Edition proviene da RED Live.

4 metri e sessantuno, tanto spazio interno, trazione integrale e un comfort degno di un’auto executive. Con queste premesse il Traveller 4x4 Dangel si presta a essere una valida alle auto? Lo abbiamo guidato una settimana per capirlo

L'articolo Prova Peugeot Traveller 4×4 Dangel proviene da RED Live.

A Mandello del Lario sono attesi migliaia di appassionati del marchio, per un lungo weekend a base di divertimento, test e grandi anteprime

L'articolo Moto Guzzi Open House, 7-9 settembre 2018 proviene da RED Live.