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Arrivano i plasticariani, che pur di fare una vita “plastic free” non usano lo spazzolino da denti

giugno 11, 2013 Elisabetta Longo

Per un plasticariano la vita quotidiana è un percorso a ostacoli: persino la cannuccia del cocktail o il tubetto del dentifricio sono nemici

Thomas Smith, studente di chimica dell’università di Manchester, si era recato al bar per prendere un the. Ma quando la cameriera gliel’ha servito in un contenitore di plastica, lui, terrorizzato, ha risposto: «Non posso prenderlo, sono plasticariano». I plasticariani sono una nuova tribù sociale che rifiuta l’uso della plastica, come i vegetariani rigettano la carne e i vegani le proteine animali di qualsiasi genere. L’Independent racconta di persone che vogliono smettere di usare la plastica, perché ritenuta inquinante e nociva per la salute dell’uomo, e quindi rinunciano a usare la tastiera di un computer o lo spazzolino da denti o lo shampoo contenuto nelle classiche confezioni del supermercato.

STUDIO. I plasticariani sono saliti alla ribalta dei media dopo uno studio allarmistico uscito la scorsa settimana dei ginecologi del Royal College, che hanno messo in guardia le donne incinte dall’usare contenitori di plastica per il cibo durante la gravidanza perché nocivi. I plasticariani sono molto attenti anche al tema della plastica abbandonata nell’ambiente, che è così tanta da rendere difficile il suo smaltimento. Persino l’attore Jeremy Irons si sta spendendo personalmente affinché in Europa le borse di plastica vengano vietate.

SUPERMERCATO. Thomas Smith, lo studente che ha respinto il the, spiega che ha rifiutato la plastica perché vuole fare le cose da sé. Creando ad esempio confezioni durature nel tempo. «Può essere abbastanza difficile trovare frutta e verdura non avvolta nella plastica, ma basta andare in un piccolo negozio ed ecco che lì si può essere serviti con delle buste in carta riciclata». E per gli oggetti di vita quotidiana? «Anche fare shopping on line è difficile, perché quasi tutti gli imballaggi sono in plastica. Perfino andare a un concerto è difficile, perché il biglietto ti arriva in una busta plastificata». Un’altra testimonianza è quella di Beth Terry, californiana di 48 anni, che si è liberata della plastica da ben 6 anni. Ha anche scritto un libro sull’argomento “Plastic free” e ha tra i suoi seguaci il cantante Jack Johnson e l’attrice Rosanna Arquette. «Sei anni fa non avrei mai visto in giro persone che tengono l’acqua nel proprio thermos d’acciaio, e invece oggi è un’abitudine normale».

INQUINAMENTO. Gavin McGregor, un 36enne inglese, dice che la cosa più complessa è trovare un barista che ti serva un cocktail senza cannuccia. «Ho rinunciato agli snack al cioccolato, per via del loro incarto». Un portavoce della Defra, il dipartimento per lo sviluppo e gli affari rurali in Gran Bretagna, ha detto che stanno cercando di introdurre una serie di nuove regole per garantire che le materie plastiche vengano prodotte in tutta sicurezza. Con il beneplacito dei plasticariani.

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2 Commenti

  1. Antonello scrive:

    Nuove lobby avanzano..

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