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Il decalogo femminista che vi toglierà ogni dubbio sulla parità di genere: meglio non essere governati dalle donne

marzo 7, 2014 Antonio Gurrado

Sul Guardian ho trovato un prontuario di dieci consigli per le ragazze, solo e soltanto ragazze, che vogliono entrare in politica oggi per cambiare il mondo domani

quote-rosaTratto dal blog di Antonio Gurrado Non voglio essere governato dalle donne. Prima era un’intuizione sotterranea che io stesso disattendevo occasionalmente votando per questa o quella ritenendola meritevole della mia preferenza. D’altra parte, mi dicevo, cosa cambia se il politico è maschio o femmina? Ora non capiterà più, e lo dico con cognizione di causa. Carta canta. Sul Guardian ho trovato un prontuario di dieci consigli per le ragazze, solo e soltanto ragazze, che vogliono entrare in politica oggi per cambiare il mondo domani. Riassumo le istanze del quotidiano inglese a beneficio delle lettrici italiane.

Anzitutto non vogliate imitare Margaret Thatcher ma Stella Creasy, in modo tale da “non dover più sopprimere la vostra personalità né compromettere i vostri valori”, come a quanto pare faceva la Thatcher, ma da “mischiare compassione, famiglia, accudimento e cura con aspirazione, successo e leadership”. Se leggendo vi siete chieste “Stella chi?”, sappiate che la Creasy è una giovane parlamentare laburista il cui maggior merito è stato di rispondere per le rime agli insulti maschilisti che riceve via twitter. Non pensiate che sedere in parlamento sia l’unica forma di rappresentanza politica: partecipate invece alle campagne globali di Occupy o di Lose the Lad’s Mags, un’associazione il cui unico scopo è far sparire dalle edicole i giornali con le donne nude.

Concentratevi su un aspetto per volta, come Caroline Criado-Perez, la femminista il cui maggior merito è stato di patrocinare l’inserimento di Jane Austen al posto di Darwin sulle banconote da 10 sterline, di ricevere per questo degli insulti maschilisti su twitter e poi di aspettare che Stella Creasy rispondesse per le rime. Oppure fate come Jack Monroe, che ha aperto un blog su come cucinare con pochi soldi (ma non su come dev’essere dura la vita per una donna che si chiama Jack), oppure come Shelby Knox, che ha passato l’adolescenza a far aggiornare i programmi di educazione sessuale nelle scuole del Texas. Non siate timide quando si parla di parlare in pubblico, anche se ciò non significa che dovete presentarvi in topless come le Femen; tutt’al più, scrive il Guardian, “usate camicie scure, che camuffano le macchie di sudore da stress”. Considerate però che “non dovete nemmeno uscire di casa”, perché basta caricare la foto giusta su facebook o azzeccare l’hashtag per suonare il piffero della rivoluzione, e che “non siete mai troppo giovani” per iniziare a fare politica attiva. In questo l’Italia è all’avanguardia, anche se il tredicenne che pronunciava pubbliche contumelie contro Berlusconi al Palasharp era irrimediabilmente maschio.

Agite in gruppo, sia perché “qualsiasi donna che parli esplicitamente rischia una marea di minacce di stupro e di morte, o la pubblica derisione”, sia perché ciò “vi metterà in contatto con persone vivaci e idealistiche che vogliono cambiare il mondo”. Infine, visto che la politica è “dominata dai maschi”, sappiate che “tu puoi cambiare i termini del dibattito per sempre”. L’ultima parola è, manco a dirlo, un hashtag: #jobstillnotdone, che tradurrei con #cèancoradellavorodafare. Se questi sono i principii delle donne che entreranno in politica per cambiare il mondo, meglio tenerci gli uomini, meglio tenerci il mondo com’è.

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63 Commenti

  1. filomena scrive:

    E’ un articolo farneticante dove mancano i contenuti ed è basato solo sul più becero pregiudizio maschilista.
    VERGOGNA!!!!!!

    • Alby scrive:

      No, è basato su un articolo realmente uscito sul “Guardian”. Leggi prima di parlare, vulvetta lamentosa (cit.)

      • malta scrive:

        La donna saggia è quella che lascia governare ai maschi

        • filomena scrive:

          Infatti questo sotto gli occhi di tutti, è il risultato. Fareste bene voi invece a farvi governare..

      • filomena scrive:

        Il fatto che sia uscito prima sul Guardiano e poi diffuso su Tempi non esime dalla vergogna per chi lo ha riportato. E’ aggiungo sarebbe passibile di querela chiunque si esprima con epiteti offensivi come quello che si legge sopra, riportato o meno che sia.
        In ogni caso l’autore del post si squalifica da solo

        • Su Connottu scrive:

          Filomena,
          vedo che sei specialista in autogol. Se volevi toglierci qualche dubbio sulla saggezza delle affermazioni di Gurrado, ci sei riuscita alla grande :-)

          P.S. E’ venerdì, rilassati

    • Giacomot scrive:

      Come sempre devi sparare le tue castronerie giornaliere.
      Se non capisci cosa c’è scritto almeno TACI !

      • Ellas scrive:

        Come donna aborro il femminismo che porta solo pregiudizi.
        Ovvio che non bisogna porre un canyon abissale di differenze come fanno i musulmani o gli indù, ma neanche eliminare certi confini.
        Il gender è una facciata del femminismo e viceversa.

        Ehi Giacomot, non ci siamo già “visti” in un altro sito che deve riprendere il 10?

  2. Andrea (uno dei tanti) scrive:

    Ma cosa si aspettava di leggere sul “The Guardian”?

    “Sposatevi e siate sottomesse se volete far politica ?”

    E’ come comprare Libero e sperare di leggere una sviolinata ad Alfano a firma congiunta di Sallusti e Feltri.

  3. Shiva101 scrive:

    E le grandi aperture verso le donne?

    E tutta la retorica di Bergoglio della Chiesa che è Madre ecc..?

    E tuttii complimenti sulle donne senza la quali la Chiesa non esisterebbe, che sono piu sante e mistiche degli uomini..ecc..?

    Ma quanto siete falsi?

  4. Mariagrazia scrive:

    Che tristezza questo articolo! Non c’è bisogno di commento. Si commenta da solo. Io spero di avere come governanti persone intelligenti, siano esse donne o uomini. Per questo mi auguro di non trovare mai in alcuna lista elettorale il signor Antonio Gurrado.
    Mariagrazia

  5. Ezio scrive:

    … ma capire che si tratta di un articolo ironico è troppo difficile?

    • Laura scrive:

      Ironico si…ma di un’ironia che resta un po’ sullo stomaco

      • giovanna scrive:

        Se uno l’ironia non ce l’ha, non se la può dare !
        Sembrerebbe ovvio che quest’articolo sia totalmente a favore delle vere donne e non delle macchiette di donna che ci propinano ad ogni piè sospinto con tutto il corredo di mortifero femminismo, ridicolo ecologismo , ne vogliamo parlare della mitica coppetta mestruale?, ideologia gender con sdoganato affitto di utero annesso ,liberazione sessuale che è peggio, molto peggio, dell’antica schiavitù, impegno nell’eliminazione di bambini , malati ed anziani ( alla Filomena..scusa eh, ma tu ci rientri alla grande, anche nella completa e irrimediabile assenza di ironia !) .
        Ma chi , sano di mente, vorrebbe farsi governare da donnette simili, impegnate in battaglie improbabili e inutili, se non dannose, come quelle esaltate dal Guardian ?

    • Mariagrazia scrive:

      Che dire…un po’ facile come ironia…se s’impegnasse un po’ di più sarebbe sicuramente più divertente!

      • Ezio scrive:

        Ah, questo lo capisco bene… che non sia una grande ironia lo posso capire. Però vedere che certe persone l’hanno preso sul serio mi lascia perplesso…

        • Laura scrive:

          Io femminista non sono mai stata e sicuramente non ho mai avuto la necessità di esserlo non avendo mai subito discriminazioni; in famiglia maschi e femmine avevamo tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri e ogni figlio veniva accolto con gioia per quello che era.
          Però su lavoro ho incontrato troppe donne che vivono in condizioni che non avrei mai potuto immaginare manifestando un coraggio, una dignità e una capacità d’amore invidiabile.
          Così, sentendo facili battute su una presunta inettitudine femminile io rivedo i loro volti e provo fastidio.
          Che poi ci siano molte paparette e che siano in costante crescita non c’è dubbio e non le vorrei certo al governo, ma, se dipendesse da me, non vorrei neppure tutti i paperetti che, per nostra sciagura, crescono come funghi.
          Se poi guardiamo alla storia, che gronda nefandezze e sangue da tutte le parti, potremmo salvare un personaggio pubblico su dieci, a voler eccedere in ottimismo.
          Tutti gli altri, se si fossero occupati di pastorizia o pesca o si fossero dati al vagabondaggio, avrebbero fatto sicuramente un gran bene all’umanità.

  6. luca scrive:

    siamo onesti, a me le donne non piacciono in nessun senso, non mi piacciono sessualmente e neanche come colleghi al lavoro, ho sempre avuto esperienze negative con le donne e mediamente è vero che le donne riescono meglio in alcuni compiti mentre gli uomini riescono meglio in altri.
    opinioni personali a parte, ma mi domando, quanto profondamente stupide sono giovanna, viviana, e tutte le altre donne che seguono ciecamente i dettami di un sito come questo che non fa altro che affermare che le donne sono adatte solo alla procreazione?
    come si fa ad essere donna e ritenere che sia giusto che una donna al più possa lavorare come domestica?
    come può una donna avere un’opinione così bassa di se e delle altre donne da essere al fianco di questo sito?

    • Giannino Stoppani scrive:

      E il bello è che hai voluto anche premettere “siamo onesti”!

      • Ellas scrive:

        Proprio.
        Come sarebbe a dire che le donne non sono adatte alla procreazione? E chi lo fa gli uomini? O vogliamo far nascere bambini sottovetro com nel romanzo di Aldous Huxley, Brave New World? Lui bene che era per certi dettami che tentano di imporre oggi le ideologie politiche!

        • luca scrive:

          ellas capisco che la logica non ti si confà, ma la negazione di “essere adatte SOLO alla procreazione” non è “non essere adatte alla procreazione” bensì “essere adatte NON SOLO alla procreazione”… alla luce di questo capisci quanto irrilevante sia la tua risposta?

          • Giannino Stoppani scrive:

            Caro Luca, magari se ci facessi vedere dove come e quando qui si è “affermato” che “le donne sono adatte solo alla procreazione”, forse potresti ragionare di logica con maggiore cognizione di causa.

    • mike scrive:

      non credo che intendessero dire quello, anche se ammetto che tenere le donne in casa e farle solo procreare (e pure ovviamente le faccende di casa) è un desiderio di tutte le religioni. le ragioni sono più di una, e la procreazione alla fine c’entra si e no. e poi vero che nei nostri tempi le hanno convinte ad abbandonare la casa e la famiglia. a prescindere.
      sotto ellas ha travisato le tue parole circa la procreazione. hai detto altro di ciò che lui dice. in questo sito piace farlo alla gente.

  7. domenico b. scrive:

    Spero anch’io di non essere governato da persone, che siano uomini o donne, che non riescono a cogliere l’ironia di questo articolo.
    Chi ha preparato questo prontuario non vuole sicuramente il bene delle donne
    Ne conosco anch’io di persone che si spacciano per difensori delle donne, salvo poi allontanarle dalla propria vita quando gli servono più

    • giovanna scrive:

      Scusa Laura, non voglio difendere ad ogni costo il giornalista, ma non credo avesse minimamente intenzione di offendere le donne che lavorano con dignità e coraggio, casomai evidenziare che il Guardian è partito volendo fare un elogio di certo potere femminile e ha finito per essere altamente maschilista, proponendo come modelli donne che portano avanti battaglie insulse a dir poco.
      Non so , tutto questo parlare di “donne” alla fine si rivolta contro le donne : non siamo forse più soggiogate, sfruttate, sacrificate ora dopo tanto femminismo? Basti pensare che si rivendica come diritto l’uccisione del figlio , invece che rivendicare il diritto di essere sostenute a farlo nascere e crescere !
      Non riesco ad immaginare sconfitta più grande per il genere femminile.
      Da parte mia, sono donna e sono orgogliosa di esserlo,come sono orgogliose di essere femmine le mie figlie, come è orgoglioso di essere uomo mio marito e orgogliosi di essere maschi i miei figli.

      • filomena scrive:

        Giovanna,
        forse vale la pena ricordare che prima di essere uomini o donne si è una PERSONA con dei diritti civili tra cui la rappresentanza di genere in parlamento oltre che nelle istituzioni e nel mondo del lavoro.

        • Giannino Stoppani scrive:

          A parte il fatto che a me pare, invece, che in un’altra occasione proprio tu abbia scritto che prima di essere una persona si è (solo) una blastocisti senza alcun diritto, donde risulta che in Italia i diritti elettorali passivi siano negati alle donne?

          • Giannino Stoppani scrive:

            Dopo attenta verifica ho appurato che dell’inesistenza dei diritti della “blastocisti” ne ha sproloquiato il tuo alter ego Eloisa, potrei anche scusarmi, ma tanto è uguale, visto che l’ammasso al quale avete conferito il cervello è il medesimo.

          • filomena scrive:

            La differenza ti rendo noto è che la blastocisti non ha diritti, la persona si.
            Una cosa è chiara certe donne, per fortuna una minoranza, hanno la grande capacità di autoflagellarsi in ogni occasione sia loro possibile.
            Pensare che l’embrione abbia più diritti di chi lo partorirà mi sembra demenziale. Significa quantomeno che queste donne hanno una scarsissima autostima.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Lo vedi che, gira e rigira, scrivi le stesse due o tre cosette?
              Che lo cambi a fare in nickname? Forse per garantirti la MDR (Massima Diversificazione del Rischio) della figura del bischero?

            • Toni scrive:

              @Filomena

              Io non mi lamento troppo per questo aspetto del tuo pensiero (altro invece trovo in te da devastante tecnocrate): infatti in una condizione di narcisismo, come potrebbe un bambino a non ridursi ad un blastocito. Narcisismo che, conseguentemente, porta agevolmente a ritenere inconcepibile la gioia di donne con il blastocito dentro, la loro spinta generosa, la loro attesa, l’accarezzarsi il ventre ecc.. Ma… ripeto…non mi lamento troppo perché siamo tutto sommato…… fortunati…. che tu e simili non avete incontrato Singer, la sua civiltà, la prospettiva, arguzia ed eloquenza , il quale, di certo, non avrebbe avuto difficoltà , dato il vostro funzionamento mono celebrale a convincervi che un bambino appena nato vale meno di un cucciolo di porco. E questo sarebbe …peggio… già… già !
              PS: Sono un illuso ottimista? Non dirmelo…. Già lo pensate che vale meno di un cucciolo di porco? !

        • Toni scrive:

          ….il diritto alla quota???

      • luca scrive:

        giovanna cara, non c’è nulla da fare, tu non ti ami. se questo sito continua a sbatterti in faccia la sua opinione del tutto negativa riguardo le donne e a ripeterti quale ruolo marginale dovrebbero secondo loro occupare nella società tu continui ad essergli fedele perchè forse hanno ragione, le donne, almeno quelle come te, non hanno la capacità critica per poter capire nulla

      • Andrea (uno dei tanti) scrive:

        cara Giovanna, niente ironie e parliamo sul serio.

        “non siamo forse più soggiogate, sfruttate, sacrificate ora dopo tanto femminismo?”

        certamente no!!!!!!!!!

        Io non so quanti anni abbia o da che zona viene, ma non prendiamoci in giro. Qui nel Veneto, anni 50/60, moltissime donne nelle campagne lavoravano la terra (raccolti) a cottimo. Le assicuro che erano trattate meno di niente, e se il “paron” allungava le mani “zita e tasi”.

        L’uomo era l’uomo: “paron” de casa. Se la “femena” si lagnava nessuno ci vedeva niente di strano se le arrivava uno “stramuson il tel muso” (sberla)

        Per definizione la donna non chiedeva “dove sito sta?”

        Il prete era prete quindi se l’uomo tradiva, alzava il gomito, menava: “tasi e santa pasiensa”, tanto non c’era divorzio, tanto la “femena dove vuto che vada” etc. etc. etc.

        Allora, niente ironia e cerchiamo di essere onesti: soggiogate, sfruttate, sacrificate lo erano prima che la donna si emancipasse.

        Ora possono scegliere e se fanno scelte idiote è solo colpa loro.

        Nessuno le costringe più a cinghiata far qualcosa “per il loro bene”, “per il bene della famiglia”, etc.etc. etc.

        Per il resto quello del “the Guardian” è un prontuario idiota, ma se è un minimo onesta con se stessa sa che ho ragione: il femministo non è stato il male assoluto ma inevitabile reazione ad una condizione di inferiorità.

        • Toni scrive:

          @ Andrea (uno dei tanti)

          Bel racconto dei tempi antichi.
          Pure nella mia bella Sicilia succedevano cose analoghe, ma non solo alle donne, anche agli uomini.
          Mi ricordo che un tizio, mi raccontava, che da ragazzo fu costretto dal padre a partire da un paesino del Messinese, per arrivare , a piedi , a Catania per comprare maiali. Al ritorno, ritenuto responsabile della morte di un maiale precipitato in un burrone fu frustato.
          Il padre di un mio amico, da bambino legò la capretta, che doveva custodire, all’albero, ed andò a giocare. La capra aggrovigliatesi con la corda, soffocò. Il padre lo legò all’albero facendogli trascorrere la notte all’aperto (ma era primavera).
          Conosco molti anziani , e come tali, amano i ricordi.
          Persone nate e cresciuti nella scarsità, perché gestivano la fame: carrube a colazione, i fichi (potenti energetici), pane ed olive, legumi, stoccafisso (un tempo cibo povero) raramente carne. Questi protagonisti hanno (chi più, chi meno) qualche ceffone alla moglie l’hanno dato. Ma per uno strano meccanismo della storia, hanno fatto studiare i figli e figlie. Loro ceffoni non li danno e non li prendono ( e non grazie alle femministe) .
          Le storie si raccontano tutte e non si trascurano particolari importanti come contesto socio-economico ( e credimi anche altri di elementi che per sintesi no richiamo) altrimenti è comodo creare il mito oppresso – oppressore, ma è la solita semplificazione della realtà.
          PS – Ti posso raccontare anche di donne che riuscivano in quegli anni a competere con i mariti, e spuntarla pure . Questa cosa mi dice che le leggi sono giuste (ma non alludo a quelle boiate delle quote rose ecc. ) ma non riescono a dare talento capacità e personalità a chi ne è privo.

        • giovanna scrive:

          Che ti devo dire, Andrea, se concretamente i frutti di questa supposta emancipazione sono il diritto di uccidere il proprio figlio in grembo,invece che essere sostenute ed aiutate in ogni modo, di avere dieci, cento, mille uomini e non essere mai state amate da nessuno, trovarsi sole per gran parte della vita, avere un doppio o triplo lavoro e ammazzarsi di fatica , avere autostima sotto zero per due kg in più , essere il bersaglio di ogni scemenza ecologista e vegana e salutista, come da articolo soprastante, dover subire le quote rosa come incapaci…
          Vabbé , ho fatto un minestrone, alla fine mi interessa poco, anche perché personalmente in tutta la mia vita non ho mai avuto mezzo di mezzo problema in quanto “femmina “, addirittura ho avuto una nonna laureata, come mia madre, le mie zie e tutte noi sorelle ( anche se mi diverto a presentarmi come casalinga per far cadere i maschilisti pseudo-progressisti come pere cotte , vanno proprio giù di testa !), sono cresciuta in un contesto che non discrimina , ma accoglie e ama…ma non posso chiudere gli occhi davanti alla profonda sofferenza femminile attorno a me e soprattutto davanti alla cosa più atroce che è l’ aborto, ma questo non riguarda le donne, riguarda tutti.

          • Moglie di Giannino scrive:

            Mio marito sostiene che lei è una con la testa sulle spalle, quindi mi consenta di sceglierla come interlocutrice speriamo solidale dopo aver avuto a che fare con una certa Filomena.
            Secondo me il punto debole dello pseudo ragionamento che fanno questi intelligentoni consiste nel fatto inusitato che, secondo costoro, noialtre donne si dovrebbe desiderare di guadagnare la cosiddetta “emancipazione” rinunciando al ruolo di madre.
            C’ è qualche donna sana di mente disposta a rinunciare in modo pienamente consapevole al ruolo di mamma in cambio di altri surrogati di soddisfazioni?

            • giovanna scrive:

              Eh no, a me ,che sono una con la testa sulle spalle, non l’ha mai detto nessuno !
              E comunque, prendere in esame qualsivoglia “soddisfazione” contrapponendola al ruolo di madre, mi sembra una assurdità.

  8. filomena scrive:

    Giovanna,
    il problema è che prima di essere uomini o donne, mariti o mogli, figli o figlie si è PERSONE che hanno dei diritti civili.
    Tra questi c’è la rappresentanza di genere in parlamento oltre che nelle istituzioni e nel lavoro. Dopo viene Dio, patria e famiglia. Il fatto poi di essere orgogliosi del genere cui si appartiene non c’entra nulla.

  9. Tulio Lantanide scrive:

    cara Filomena, sono d’accordo col tuo giudizio su questo articolo.
    è davvero difficile prendere un articolo già indecente come quello del Guardian e scriverne un commento ancora più impresentabile.
    io, tra l’altro, non ci vedo alcuna traccia di ironia. inoltre sono andato a vedermi il blog del “papista erudito ” Gurrado e anche lì non vedo traccia di ironia, ma un sacco di rancorosi e radicati pregiudizi.
    la risposta che ti ha dato Alby è tanto indecente che io l’avrei bannata. forse è meglio che non sia stato fatto, così si vede meglio il livello del dibattito.
    ad maiora.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Che tu non riesca a vedere alcuna traccia di ironia da nessuna parte me ne ero già accorto quando hai definito “attacchi” le mie canzonature sul “decoltè”.
      Coraggio Tullio, è una croce da portare anche codesta.

      • filomena scrive:

        La realtà è che siccome non è possibile oggettivamente difendere l’indifendibile stupidità e malafede di questo articolo, i soliti “noti” strenui difensori delle discriminazioni nei confronti delle donne si arrampicano sugli specchi dicendo be’ ma si trattava di ironia….

        • Giannino Stoppani scrive:

          Visto Tullio?
          E’ arrivato pure il Cireneo!
          Coraggio e avanti!

        • Tulio Lantanide scrive:

          gentile FIlomena, qui per trovare l’ironia bisogna scavare davvero molto. per poi concludere che non c’è.

      • Tulio Lantanide scrive:

        ancora sul decoltè? adesso mi cambio nick e mi chiamo décolletéinitaliano, così invece che per i miei commenti puoi prendermi in giro per il mio aka. non lo fazarò, mi piace Tulio)
        certo che riesci a sembrare un troll anche se segui la linea editoriale di Tempi. è una competenza anche questa, non so quanto richiesta.
        per essere chiaro: non ti risponderò piùù per post che esulano dall’argomento dell’articolo. quindi trolla pure.
        buona vita.

        • Tulio Lantanide scrive:

          ovviamente era : non lo farò, mi piace Tulio.
          ero un poco irritato e ho scritto in fretta, sory (hehe).

          • Giannino Stoppani scrive:

            Visto il tuo “decoltè” credevo che anche “Tulio” fosse frutto di un refuso, dal momento che conosco di fama solo qualche “Tullio”: De Mauro (sì, proprio quello negletto nientemeno che da Mozilla, ovvero la Crusca del ventunesimo secolo), Solenghi eccetera eccetera.
            Se ti chiami davvero “Tulio” sono costernato, poiché, anche se cado sovente in tentazione, considero sciocco storpiare i nomi altrui.

            • Tulio Lantanide scrive:

              guarda, sei talmente ciuchino che mi stai simpatico, quindi ti rispondo per l’ultima volta (l’ultima, sennò ti diverti troppo). Tulio è l’elemento numero 69 della tavola periodica. è della famiglia dei lantanidi. l’assonanza con un nome reale me lo ha fatto piacere, tutto lì.
              il dizionario De Mauro è quello che è installato sul mio PC, tra l’altro, ma purtroppo non posso farci dei link, cosa più facile con i dizionari in rete.
              happy trolling forever (non è inglese, non è italiano, è solo una boiata che mi sono inventato ora).
              Besos (questo è castigliano, o ci somiglia, vedi tu)

              • Giannino Stoppani scrive:

                Se io considero sciocco storpiare i nomi altrui, vedo che tu non ti ritieni abbastanza intelligente da evitare di insultare qualcuno chiamandolo “ciuchino” solo perché non conosce uno degli elementi della tavola periodica.
                D’altra parte chi sono io per impedirti di prenderti le tue pidocchiose soddisfazioni?

  10. Brando scrive:

    Filomena hai superato te stessa. Rispetta le opinioni altrui e non cercare di modificare gli atteggiamenti degli altri. Ascolta, ragiona e poi….taci.

    • Tulio Lantanide scrive:

      signor Brando,
      Filomena ha espresso una sua legittima opinione su un articolo dal tono perlomeno discutibile e, a parer mio (per quello che vale), sinistramente misogino. il “sinistramente misogino” si adatta perfettamente a un sacco di commenti su questo thread. (Filomena scusami se ti faccio una difesa non richiesta e non so quanto gradita)

      il rispetto delle opinioni altrui è l’ascolto, non il diktat del silenzio. “ascolta, ragiona e poi… taci” è volgare e incivile.
      mi dispiace per il mio tono troppo diretto. ma è quello che penso, anzi credo.
      credo anche che la questione della parità assoluta dei sessi sia un argomento “non negoziabile”.
      credo anche che non sia facile convivere senza una condivisione delle idee fondamentali, e una di queste è proprio la certezza della parità dei sessi, a parer mio.

      inoltre, il modificare l’opinione degli altri è lo scopo del dialogo. difficile dare a questo un significato negativo, caro Brando

      • filomena scrive:

        Tulio,
        Grazie della tua solidarietà. Da queste parti se ne vede poca ma io spero sempre che parlando con le persone le cose possano cambiare… ma forse sono una illusa

        • toni scrive:

          @ Filumena

          non fare la vittima, Tullio Lantinide, non ti conosce: tu hai solo un aggraziato disprezzo per il pensiero altrui.
          Il tuo pensiero è superbo e presuntuoso ma buonista nell’esposizione. Apparentemente dialoghi, in verità fai l’etichettatrice. Deformi e capziosamente interpreti le parole di chi ti contesta.
          Per te cosa significa cambiare? Che credito hai tu? Cosa sei in grado di dimostrare?
          Tu hai scritto che il lavoro di una prostituta è paragonabile a quello di una donna che lavora in una catena di montaggio! A me questo è bastato!

          • filomena scrive:

            Ma veramente chi stravolge il pensiero comune della maggior parte della gente riconducendola sempre ai principi dottrinali siete voi con la vostra ortodossia. Possibile che qualsiasi articolo di attualità lo riportate sempre a 3 concetti: Dio, patria e famiglia?
            Rispetto alla questione della prostituta che ti ha tanto colpito, il messaggio della mia provocazione era ci sono molte attività che abbruttiscono il corpo e alienano la psiche delle persone e le due attività che ho citato rispondono ad entrambi i criteri solo che la prostituzione nell’immaginario collettivo è cosa immorale mentre la schiavizzazione dell’operaria è solo una catatteristica del suo lavoro

            • Toni scrive:

              @ Filomena

              “Dio, patria e famiglia” ognuno ha i suoi difetti…. tu invece preferisci i principi dottrinali della tua ortodossia “Dio è morto, tutto incluso, tutto è famiglia”.
              Per me, comunque, è sacrosanto che lo pensi e non vorrei nulla per impedirti di esprimerlo, anche se non lo sopporto (sopportare, non includere, è la vera tolleranza). Mi piace il tuo dialogo apparente, e lo vanti (“spero sempre che parlando con le persone le cose possano cambiare”) quando invece già sai che non è una ipotesi che prenderai in considerazione.
              Ma la cosa che più mi da fastidio (lo hai fatto più volte) è che sei favorevole ad una legge che imponga opinioni rispettose di tutto e di tutti (quindi sterilizzate). Il contronatura! Al fine di generare emozioni legittime! (Noterai che qui non parlo da cattolico ma da epicureo.)
              A ciò si aggiunge il credere legittimo (ti prego di smentirmi se è una mia fantasia) il ricorso a riformatori salvifici, portatori di una sorta di gnosi, che si pongono anche al di là delle leggi. Per cui, ci possono calare dall’alto, riforme giuste che correggono il pensiero. Cosi sei d’accordo ai libretti gay nelle scuole (alla faccia dei genitori) comprendi che certe notizie vengono silenziate (già… propaganda omofoba) … e .. posso continuare.
              Sull’operaia e la prostituta in verità non ci riesci proprio a percepire l’anima dell’una e dell’altra. Se riuscissi a farlo l’accostamento che hai fatto ora ti apparirebbe come solo un giochetto mentale.

  11. L'amica di Filomena scrive:

    Siete tutti dei pisellini volanti senza tana.

  12. L'amica di Filomena scrive:

    Brando, io guarderei nella tua “cantina” e mi chiederei se trovi ancora le biglie. Torna a giocare. Meno computer e più verdure

  13. filomena scrive:

    Brando,
    Ma sei sicuro di non essere scappato da un TSO?
    Fermate lo è pericoloso…

    • filomena scrive:

      Brando,
      Ti consiglio un incontro con Federica cosi ti rilassi e vedi il mondo più roseo

  14. Brando scrive:

    Le due Filomene, cadute dal nido, non sono credenti. Perdoniamole.

  15. L'amica di Filomena scrive:

    10 ragazze per meeeee

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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