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Papa Francesco: «Il Natale è il segno che Dio si è “schierato” con l’uomo per risollevarlo dai peccati»

dicembre 18, 2013 Redazione

Il Santo Padre ha dedicato l’Udienza generale di questa mattina alla festività del 25 dicembre, che «è la ragione della nostra speranza: Dio si fida ancora di noi»

Papa Francesco, nell’Udienza generale tenuta questa mattina in Piazza San Pietro, si è soffermato sul valore del Natale e dell’Avvento, segni della scelta che Dio ha fatto di schierarsi con l’uomo, scendendo al suo livello e facendosi carne: «La ragione della nostra speranza è questa: Dio è con noi e Dio si fida ancora di noi! Ma, è generoso questo Padre Dio, eh? Dio viene ad abitare con gli uomini, sceglie la terra come sua dimora per stare insieme all’uomo e farsi trovare là dove l’uomo trascorre i suoi giorni nella gioia e o nel dolore. Pertanto, la terra non è più soltanto una “valle di lacrime”, ma è il luogo dove Dio stesso ha posto la sua tenda».

IL MONDO REALE. Tutto questo non avviene in maniera ideale, ha continuato Bergoglio, bensì in un mondo reale, «segnato da tante cose buone e cattive, segnato da divisioni, malvagità, povertà, prepotenze e guerre. Egli ha scelto di abitare la nostra storia com’è, con tutto il peso dei suoi limiti e dei suoi drammi. Così facendo ha dimostrato in modo insuperabile la sua inclinazione misericordiosa e ricolma di amore verso le creature umane. Egli è il Dio-con-noi; Gesù è Dio-con-noi: credete questo, voi?». E la folla ha risposto sì, con la gioia di chi attente una festa che «è la manifestazione che Dio si è “schierato” una volta per tutte dalla parte dell’uomo, per salvarci, per risollevarci dalla polvere delle nostre miserie, delle nostre difficoltà, dei nostri peccati».

«DOBBIAMO METTERCI AL SERVIZIO DEI PICCOLI». Il Papa ha poi sottolineato quali sono i regali che il Bambino di Betlemme ha portato nella vita dei cristiani. A partire da «un’energia che ci aiuta a non sprofondare nelle nostre fatiche, nelle nostre disperazioni, nelle nostre tristezze», e che poi si vivifica in due conclusioni evidenziate dal Pontefice: «La prima è che se nel Natale Dio si rivela non come uno che sta in alto e che domina l’universo, ma come Colui che si abbassa, significa che per essere simili a Lui noi non dobbiamo metterci al di sopra degli altri, ma anzi abbassarci, metterci al servizio, farci piccoli con i piccoli e poveri con i poveri». Triste è vedere un fedele che non vuole rendersi umile, ma anzi si pavoneggia: «Quello non è cristiano: quello è pagano! Il cristiano serve, si abbassa… Facciamo in modo che questi nostri fratelli e sorelle non si sentano mai soli!».

LA LUCE DELLA GROTTA DI BETLEMME. La seconda conclusone riguarda poi il rapporto tra il credente e gli altri uomini: «Se Dio, per mezzo di Gesù, si è coinvolto con l’uomo al punto da diventare come uno di noi, vuol dire che qualunque cosa avremo fatto a un fratello e una sorella l’avremo fatta a Lui. Ce lo ha ricordato lo stesso Gesù: chi avrà nutrito, accolto, visitato, amato uno dei più piccoli e dei più poveri tra gli uomini, avrà fatto ciò al Figlio di Dio». Papa Francesco ha poi salutato la piazza con un’invocazione alla Madonna, «perché ci aiuti in questo Santo Natale, ormai vicino, a riconoscere nel volto del nostro prossimo, specialmente delle persone più deboli ed emarginate, l’immagine del Figlio di Dio fatto uomo. In questo modo saremo un riflesso e un prolungamento della luce di Gesù, che dalla grotta di Betlemme continua ad irradiarsi nei cuori delle persone, offrendo la gioia e la pace, a cui aspiriamo dal profondo del nostro essere».

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1 Commenti

  1. beppe scrive:

    mi sembra di aver già sentito queste parole. ah, ecco : giuseppe, non temere di prendere con te maria..perchè quel che è generato in lei viene dallo spirito santo. partorirà un figlio e lo chiamerai gesù:EGLI INFATTI SALVERA’ IL SUO POPOLO DAI SUOI PECCATI.

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