Google+

Osservazioni al limite dell’omofobia sulla “mappa dell’odio omofobico” pubblicata dall’Espresso

luglio 30, 2014 Correttore di bozze

Il Correttore di bozze si permette di far notare alcune antipatiche controindicazioni contenute nel «sondaggio dell’Unione Europea» a cui si è ispirato il settimanale

espresso-omofobia-mappa-hEssendo ormai unanimemente additato come omofobo (e non abbisognando neanche di apposita legge per meritare cotale appellativo), il Correttore di bozze può modestamente permettersi di saltare senza scrupoli gli usuali preamboli politicamente corretti per concludere direttamente che la “mappa dell’odio omofobico” dell’Europa pubblicata ieri dal sito dell’Espresso è una ciofeca che non sta né in cielo né in terra.

Quando ci vuole ci vuole, sebbene lo stesso Correttore di bozze si duole un poco nel mentre che si appresta a rovinare un’operazione tutto sommato apprezzabile. Non capita spesso infatti – questo va riconosciuto all’autore del servizio Lorenzo Di Pietro e all’allegra ciurma dell’Espresso – di trovare «un sondaggio dell’Unione Europea» che consenta di tornare a scrivere per l’ennesima volta, tutte insieme e in un solo articolo così tante frasi fatte.

Il Correttore di bozze ne offrirà ora una rapida sventagliata a titolo di esempio (e di sintesi del servizio). Dunque, il «sondaggio» in questione «condanna senza appello il nostro Paese, relegato in fondo a tutte le classifiche quando si parla di libertà sessuale a scuola, sul posto di lavoro o al momento di accedere ai servizi», e ciò ovviamente «anche a causa di una classe politica tra le più arretrate in materia». Grazie allo stesso sondaggio «l’Europa delle libertà e dei diritti si scopre omofobica e transfobica» poiché entro i suoi confini «a troppi individui è negato il diritto di essere pienamente sé stessi» a causa di «discriminazione, paura e aggressioni». 

espresso-omofobia-repubblicaE questo, in quanto a luoghi comuni, era solo l’antipasto. Il mai satollo giornalista dell’Espresso fa una vera scorpacciata di concetti prestampati, troppi per il Correttore di bozze. Tocca ricorrere alla super sintesi. Dunque, Di Pietro grazie al «sondaggio dell’Unione Europea» ha scoperto che: per le persone Lgbt «le difficoltà iniziano a scuola»; la nostra è «una società che non comprende e rifiuta le diversità»; l’omofobia è «un fenomeno che ha ancora molte ombre»; ci sono «tanti che, come conseguenza, scelgono di reprimere la propria identità in pubblico»; esiste «un’Europa a due velocità in tema di diritti», dove l’Italia è «fanalino di coda di tutte le classifiche sull’omofobia e la transfobia»; «ai politici italiani va la maglia nera di più omofobi d’Europa» e «se è vero che i politici sono lo specchio del paese, allora non è un caso che l’Italia sia tra quelli più intolleranti»; ma non solo a parole, anche in tema di aggressioni «l’Italia, tanto per (non) cambiare, è quella messa peggio». Eccetera eccetera.

D’accordo. Il Correttore di bozze immagina e comprende benissimo l’incontenibile gioia del redattore medio del rotocalco repubblicone quando questi si imbatte in un «sondaggio dell’Unione Europea» che gli permette di ammorbarci una volta ancora con la solfa che «l’Europa ci condanna» e «gli italiani odiano i gay». Però. Però tutto l’entusiasmo arcobaleno del mondo non dovrebbe impedire all’ottimo giornalista di informare esplicitamente i lettori di alcune antipatiche controindicazioni contenute nel «sondaggio dell’Unione Europea» medesimo.

Visto che l’Espresso non l’ha fatto, si pregia di farlo in sua vece quell’omofobo del Correttore di bozze (sono tutte cose verificabilissime presso le fonti originali, ovvero qui e qui):

1) innanzitutto il famoso sondaggio è stato condotto nel 2012, ovverosia due anni fa, e i relativi risultati sono stati pubblicati nel mese di maggio 2013, ovverosia quattordici mesi fa; magari sarebbe stato simpatico quanto meno specificarlo, anziché tirar fuori da chissà dove «un sondaggio dell’Unione Europea» guarda caso proprio adesso che in Italia si torna a dare battaglia per il ddl Scalfarotto (crociata in cui l’Espresso è capofila, come dimostrano questo articolo e quest’altro);

omofobia-copertina-espresso2) l’Espresso avverte meritoriamente che il sondaggio è «condotto su un campione di 93 mila persone Lgbt maggiorenni dei paesi membri» dell’Ue, ma a onor del vero la frase andrebbe completata con alcune altre amene curiosità riportate dagli autori della rilevazione, tipo che quest’ultima non consiste proprio in un «sondaggio», bensì in un questionario online elaborato in collaborazione con «relevant stakeholders and civil society organisations» e compilato nel cento per cento dei 93 mila casi «da persone Lgbt di età superiore ai 18 anni», che sono tutte «utenti di internet» ma soprattutto che «erano informate dell’indagine e hanno deciso di parteciparvi»;

3) di conseguenza, «siccome chi ha risposto doveva decidere di partecipare all’indagine, l’insieme dei dati raccolti rappresenta un campione auto-selezionato e non un campione casuale»;

4) per chi fingesse di non aver capito cosa significhino i punti 2 e 3, ecco che gli autori dello studio specificano esplicitamente che l’auto-selezione e la volontarietà dei compilatori di questionari online rischia ipso facto di «escludere persone meno motivate a partecipare» e perciò di «introdurre un potenziale di errore nei risultati»;

5) per non parlare del mai abbastanza vituperato digital divide, che in questo «sondaggio» ha discriminato gli omosessuali privi di connessione alla rete internet e dunque ha contribuito a intorbidire ulteriormente i risultati;

6) per garantire l’anonimato ai partecipanti, gli studiosi hanno dovuto annullare i controlli sugli indirizzi IP dei loro computer, di fatto permettendo l’invio di «multiple survey responses» (ancorché «indirettamente scoraggiate» dalla complessità del questionario stesso). 

Insomma. Non c’è bisogno dell’acume di un Correttore di bozze per capire che non si tratta affatto di una “mappa dell’odio omofobico”, bensì più realisticamente di una “conferma di una certa opinione ottenuta grazie a un sondaggio di opionine riservato a persone dall’opinione ben definita”? E comunque, anche volendo passare sopra a tutto ciò, e volendo altresì ignorare studi molto più seri che dimostrano esattamente il contrario rispetto al «sondaggio dell’Unione Europea», al Correttore di bozze resterà sempre un’obiezione di fondo: non si fa una “mappa dell’odio omofobico” chiedendo ai gay quanto siano stronzi da 1 a 10 quegli omofobi dei correttori di bozze. Bisognerà pur tenere conto che i correttori di bozze fino a ieri mangiavano banane.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

34 Commenti

  1. Salvo says:

    Le solite falsità dei cattolici. Passa pure la tua vita a odiare e invidiare i gay.
    Evidentemente per quelli come te non è un luogo comune ripetere a messa che Gesù camminava sull’acqua, che è pure una bugia! o forse sono più credibili i miracoli delle violenze omofobiche?
    Correttore di .az.., no, non sono luoghi comuni: è la verità. Non hai smentito una cippa del lavoro de “L’Espresso”. Dati che risalgono ad alcuni mesi fa è gravissimo! Non hai argomenti. “Le persone erano informate dell’indagine e hanno deciso di parteciparvi…” uuh ma le persone non devono essere mica informate per partecipare! Poveretto…OGNI sondaggio, serio come questo dell’European Union Agency for Fundamental Rights ( http://fra.europa.eu/sites/default/files/eu-lgbt-survey-technical-report_en.pdf ), presenta una variazione statistica percentuale dei dati legata al metodo di approccio ma il sondaggio continua ad essere VERO.
    Caro detrattore, una “mappa dell’odio” si fa innanzitutto chiedendo ai diretti interessati e alle vittime cosa hanno subito, non ai carnefici. E’ chiaro anche a una persona con un qi di un’ameba.
    Tra l’altro, proprio nelle ore in cui usciva il grandioso articolo de “L’Espresso”, veniva picchiato un 19enne mentre usciva dal locale dove lavorava come batterista da un manipolo di omofobi.
    Intanto detrattore di bozze rifatti gli occhi con il video
    http://www.queerblog.it/post/139808/gli-atleti-del-club-warwick-rowers-di-nuovo-senza-veli-per-il-calendario-2015-contro-lomofobia
    degli studenti canoisti inglesi del Warwick Rowers che tornano a spogliarsi contro l’omofobia nel nuovo calendario 2015!

  2. Pascal says:

    Secondo me non ce la stiamo mettendo tutta, possiamo fare di meglio.

  3. Alberto says:

    Scusate, ma voi per fare una statistica degli stupri chiedete alle vittime oppure chiedete ai violentatori se sono stupratori e quanti stupri hanno fatto? Ovvio che un sondaggio sull’omofobia debba rivolgersi alle potenziali vittime, e non certo ai potenziali carnefici! Il sondaggio PEW che vedeva l’Italia come molto tollerante nei confronti dell’omosessualità era aperto a tutti, e quindi anche agli etero che sono la stragrande maggioranza. Ovvio che un omofobo difficilmente ammetterà di esserlo, esattamente come un ladro difficilmente ammetterà il furto, o l’assassino l’omicidio. Se si vuole una statistica affidabile bisogna chiedere esattamente ai gay, anche perché è risaputo che molti non denunciano reati anche gravi per sfiducia nella polizia, paura di prese in giro, etc. (la Boldrini aveva anche detto qualcosa a riguardo parlando di un atteggiamento non sempre consono della polizia). Fra l’altro è ridicolo pensare che i gay italiani siano più “delicati” o suscettibili dei francesi o dei tedeschi o degli inglesi in modo da alterare le statistiche, anzi semmai è il contrario visto quello a cui siamo abituati!

    • michele says:

      Il problema è che è un sondaggio preconfezionato a cui hanno risposto coloro che sono interessati a che venga fuori un certo risultato.

      • Alberto says:

        Davvero? E perché negli altri paesi europei non è così? Perché hai visto, vero, la differenza con Francia, Germania, Spagna? Forse che là che “lobby gay” di cui tanto cianciate sono meno forti? Cerchiamo di non ragionare con le fette di prosciutto sugli occhi!

    • Maurizio says:

      L’errore metodologicamente più grave del questionario è quello di permettere alle persone di votare più di una volta. A mio parere questo da solo squalifica i risultati dell’indagine.

  4. Lucillo says:

    Che ridicoli questi sondaggi. Difendiamo il matrimonio vero, quello tra uomo e donna, l’unico.

    • Alberto says:

      Prova a tenerti per mano con un uomo per strada, a darli un bacetto sulla guancia, e poi vedi quanto è ridicolo il sondaggio.

      • Lucillo says:

        Ne ho visti purtroppo parecchi di maschi tenuti per mano e non è successo proprio un bel nulla.

    • Salvo says:

      Patetici questi omofobi che non sanno dire altro “questo sondaggio non è vero”! Poveretti, che pena che mi fanno! Difendiamo l’amore puro: l’amore di due ragazzi gay.

      • vitus1976 says:

        Ognuno è libero di sbaciucchiarsi e fare altro in pubblico o in privato, ma non si può mettere sullo stesso piano l’unione sessualmente complementare tra uomo e donna e l’amore sessualmente non complementare tra esponenti dello stesso sesso.
        Ma soprattutto difendiamo i bambini dalla pretesa di chi li vorrebbe trasformare in oggetti dei loro capricci! Elton John ed il suo amichetto desideravano così tanto un figlio che, una volta messo al mondo (dopo aver pagato una poveraccia che si è prestata a questa porcata), lo hanno lasciato nella loro mega villa con una baby sitter!
        Di patetico c’è solo quest’arroganza dottrinale di chi pretende di essere il destinatario della verità assoluta. Noi cattolici siamo dalla parte dell’essere umano e dei più deboli e ci opporremo sempre alla follia di sinistronzi e laicisti disumani.

  5. Orazio Pecci says:

    La redazione del CorrierONE (e anche altre di giornali e tiggì assortiti) ricorda tantissimo gli aristocratici francesi della seconda metà del Settecento, tutti impegnati a picconare le radici della società da cui traevano le loro ragioni di esistere, senza rendersi conto che col legno dell’albero che contribuivano a far crollare qualcuno si preparava a costruire la ghigliottina che avrebbe troncato dal collo le loro stupide teste “illuminate”.

  6. Giovanni Cattivo says:

    Comincio a pensare che crediate che i vostri lettori siano dei ritardati. Mai visto un giornalista mentire in modo così platelale. Da segnalarlo all’Ordine , se ancora esiste.

    1) Qualunque sia il metodo utilizzato per la ricerca è stato usato ovunque, quindi Il metodo può sovrastimare eventualmente il livello assoluto di omofobia, non quello relativo. Può dire che questo fenomeno si può esprimere con un valore 8 in Italia e 4 in Spagna mentre invece i valori corretti sarebbero 4 e 2 (cifre a caso) ma non mette in discussione il fatto che l’omofobia sia doppia in Italia rispetto che in Spagna , che è poi quello che sostiene l’articolo.

    2) l’articolo che riporta la ricerca del Pew Research Center è illustrato da una cartina che riporta gli indici di omofobia paese per paese, basta leggere: Italia 74 , Gran Bretagna 76, Francia 77, Repubblica Caca 80, Germania 87, Spagna 88 (più alto è il valore più un paese è gay friendly). Gli altri paesi europei sono bianchi sulla cartina perchè lì l’indagine non è stata fatta. Come si può agevolemete notare lo studio che voi considerate serio dà lo stesso risultato di quello che contestate, siamo il paese più omofobo d’Europa.

    • giovanna says:

      quel tocco di minaccia che fa tanto gay !

      • Giovanni Cattivo says:

        quel tocco di ottusità che fa tanto bigotto

        • giovanna says:

          Ho vinto la scommessa con me stessa !
          Che avresti risposto con la mia stessa battuta, caro impiegatucolo !
          E, tra l’altro, e come al solito, completamente a vanvera, dato che tu la minaccia stile gay l’hai messa nero su bianco ed io non ho scritto niente, né di ottuso, né di non ottuso, a meno che notare il consueto stile minaccioso-gay tu lo consideri ottuso e bigotto !
          Mille volte meglio ottusi e bigotti , quel tanto da non andare continuamente in giro a minacciare giornalisti e redazioni non allineate, benché lo si faccia per la pagnotta !

    • vitus1976 says:

      La ricerca citata nell’articolo ha solo un piccolo problema: cosa si intende per omofobia?
      Nemmeno il Decreto Scalfarotto risolve il problema, difatti si limita ad introdurre, nei fatti, un pericolosissimo reato di opinione!
      E’ chiaro che se per omofobia si intende considerare la famiglia così come la definisce l’articolo 29 della Costituzione, essendo l’Italia l’unico paese in cui si riconoscono i diritti della famiglia naturale formata dal matrimonio, è chiaro che in quella graduatoria saremo messi male!
      Si tratta di una ricerca fatta con i piedi… per non dire altro. I veri ritardati sono quelli che non si accorgono di questa “sottile” differenza!

  7. Gio Kattivo says:

    E cosa dovevo dirti? Le strombazzate da delirium tremens che posti son di stretta competenza medica. Non sono qualificato.

    • Giovanna says:

      Sei qualificato, eccome: nel postare commenti banali e ripetitivi, sempre con insulti e minacce, più o meno velati, nel 99,99 % dei casi perfettamente a vanvera, come in questo, in perfetto gay-style, sei il più qualificato ! Come sei altamente qualificato nell’insultare con malattie tremende come il delirium tremens, sghignazzando sopra la sofferenza di malati e famiglie.
      Così, tanto perché ho del tempo da perdere, cosa ci sarebbe di stretta competenza medica nel fatto che ho sottolineato la graziosa minaccia inserita nel tuo tronfio e gradasso intervento ?

      • Giovanni Cattivo says:

        1) Segnalare il comportamento scorretto di un giornalista al suo ordine professionale (a parte il fatto che non ho intenzione di farlo e che il 99% di quelli che scrivono su un foglietto come Tempi non saranno neppure iscritti) non è una intimidazione è una procedura corretta in caso di patenti violazioni della deontologia, come in questo caso. Solo le paperotte isteriche come te possono vederci una minaccia..

        2) I miei commenti sono perfettamente in tema al contrario dei tuoi che sono una tediosa sequela di lamenti da prefica demartiniana ( Giò, smettila di ululare, prefica non è una brutta parola)

        3) Per quanto uno tenti paragoni con le malattie più tremende e le sfighe più feroci per descrivere la devastazione postatomica che hai nella testa nessuno di questi si avvicina neanche lontanamente alla realtà

  8. Giovancattivik says:

    1) Segnalare il comportamento scorretto di un giornalista al suo ordine professionale (a parte il fatto che non ho intenzione di farlo e che il 99% di quelli che scrivono su un foglietto come Tempi non saranno neppure iscritti) non è una intimidazione è una procedura corretta in caso di patenti violazioni della deontologia, come in questo caso. Solo le paperotte isteriche come te possono vederci una minaccia..

    2) I miei commenti sono perfettamente in tema al contrario dei tuoi che sono una tediosa sequela di lamenti da prefica demartiniana ( Giò, smettila di ululare, prefica non è una brutta parola)

    3) Per quanto uno tenti paragoni con le malattie più tremende e le sfighe più feroci per descrivere la devastazione postatomica che hai nella testa nessuno di questi si avvicina neanche lontanamente alla realtà

    • giovanna says:

      Ma certo, caro impiegato, ma certo…tutto molto gay -style, confermi appieno !

      Però, quali siti gay stavi consultando nel frattempo, quelli di quelle belle pubblicità che ti arrivano sul TUO computer, ricordi ?…dato che ti vedo un po’ distratto nel postare !

  9. beppino says:

    Qualcosa di significativo viene comunque evidenziato dall’articoletto dell’Espresso: un certo tipo di vittimismo patologico é sicuramente più presente in Italia.

  10. Giovanni Cattivo says:

    Toglietegli il vino.

    • Giovanni Cattivo says:

      Datelo a me il vino, non mi bastano i 20 litri di lambrusco che mi sono scolato oggi, ho seteeeee!!!!

  11. Io says:

    Certo, la possibilità di fare il questionario più volte e il range selezionato di partecipanti possono aver falsificato i risultati del sondaggio. Tuttavia stiamo pur parlando di un lavoro dell’ unione europea. Effettivamente hanno un senso queste due caratteristiche del questionario: l’anonimato aiuta chi non vuole ammettere di essere vittima di abusi a uscire dall’ombra, mentre, come altri hanno detto, l’autoselezione raccoglie chi effettivamente ha qualcosa da dire in merito (oltre agli inevitabili bugiardi) e evita che chi è effettivamente omofobo lo nasconda.
    Si tratta di un test parziale; probabilmente i suoi risultati saranno incrociati con altri test futuri (con caratteristiche diverse, e quindi “falsati” in modo diverso) per poter avere in quadro più preciso. Sicuramente, ovviamente seguendo la legge di ogni media, l’Espresso ha sopravvalutato questo fenomeno, ma certo quest’ultimo non è privo di significato.

  12. Menelik says:

    Mi fa schifo, anzi, trovo decisamente ODIOSO che agli articoli sul genocidio dei cristiani in Medio Oriente non scriva quasi nessuno, e a quelli sugli omosessuali ci sia il pienone anche in agosto.
    Che l’America se ne vada a quel paese, due Vietnam dovrebbero bastargli come lezione, ma l’Europa, possibile che sia diventata un’accozzaglia di popoli così superficiale? Per forza se venisse qua Al Baghdadi, ce le suona di santa ragione.

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Il Paradiso andata e ritorno - Di Giovanni Fighera

Tempi Motori – a cura di Red Live

Permette di registrare tragitti, monitorare lo stato del manto stradale, analizzare e condividere con altri appassionati informazioni e dati. Si scarica gratuitamente da Apple Store e Google Play

L'articolo Sicurezza in moto? Arriva Moto App proviene da RED Live.

La coupé dei quattro anelli festeggia il compleanno con un restyling lieve, che porta in dote più potenza e una dotazione arricchita

L'articolo Audi TT 2018, il restyling per i 20 anni proviene da RED Live.

La Renault Scenic porta al debutto la nuova motorizzazione 1.3 Tce in configurazione da 140 e 160 cv. Un quattro cilindri Tutbo benzina molto evoluto che vuole fare le scarpe al Diesel

L'articolo Prova Renault Scenic 1.3 TCe 140 e 160 cv proviene da RED Live.

Assieme ad ABS ed ESP, il sistema di controllo elettronico della trazione è un cardine dei sistemi di sicurezza montati sulla vostra auto. Nel caso non lo sappiate, è un dispositivo elettronico in grado di rendervi le cose più semplici quando la strada è scivolosa. Scopriamolo assieme

L'articolo ASR, cos’è e come funziona il controllo di trazione delle auto proviene da RED Live.

400 cv, 855 kg e 2G di accelerazione laterale. La prima Dallara omologata per circolare su strada vanta prestazioni da capogiro. Disponibile in configurazione barchetta, targa o coupé scatta da 0 a 100 km/h in 3,25 secondi. E noi ci abbiamo fatto un giro

L'articolo Dallara Stradale, siamo saliti sulla barchetta dei record proviene da RED Live.