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L’attenzione esclusivista contro l’omofobia rende accettabile la lipofobia?

ottobre 19, 2014 Renato Farina

È importante che le leggi che si stanno discutendo sulla discriminazione non creino anche in questo campo cittadini la cui discriminazione è considerata di serie A (genere), B (religione e colore) o C (obesità)

Se fossi stato un leader dei movimenti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) ma anche solo un semplice militante, sarei subito corso a Napoli. Avrei portato dei fiori a quel ragazzo di 14 anni e poi avrei sottoscritto un manifesto di solidarietà. Vincenzo è stato violentato e gonfiato con un compressore d’aria per farlo esplodere, essendo considerato un ciccione. Questa azione ha una sua logica: portare all’estremo la sua diversità corporale. Una vigliaccata infame, condannata ovviamente da tutti. Però questo atto non è eversivo nella filosofia collettiva. Neanche stavolta qualcuno si è alzato a dire: essere grasso è un diritto, gli obesi aggiungono un fiore profumato al bouquet dell’umanità. Nessuno dice in tv di punire i grassi, ma educarli senz’altro sì, redimerli, costringerli a una penitenza.

Dunque, la orribile sevizia contro Vincenzo è stata semplicemente una esagerazione barbarica. Certe cose non si fanno. Non si gonfiano le persone. Ma ritenere che Vincenzo sia sbagliato nessuno lo mette in dubbio: è un pensiero avallato dalla scienza, dall’igiene e pure da Michelle Obama.

I violentatori di Vincenzo, che l’hanno quasi ucciso, in fondo sono “compagni che sbagliano”, ma la loro idea è progressista. Come le Brigate rosse per certi comunisti, che ne discutevano i metodi ma non il giudizio storico e morale.

I grassi sono gente che pesa sul prossimo, persone malate, perché l’obesità è una malattia, per di più provocata dalle proprie intemperanze. Questo circola sui media. Gli obesi escono dai canoni di ciò che il pensiero unico ritiene accettabile.

E qui vengo alla questione riferita alle persone Lgtb. Non perché tocchi a loro essere i primi a solidarizzare con chi subisce offese perché ha caratteristiche fisiche che i cretini deridono: tocca a tutti. Ma per la vicinanza nella questione della diversità.

Il fatto di Napoli segnala un fenomeno gravissimo di discriminazione. Si chiama lipofobia. So che paragonarla alla omofobia è scorretto. Ogni cosa ha la sua essenza. Ma la gravità di una discriminazione cresce quando non è percepita come fatto odioso. Una volta era così per i gay. Lo resta per gli obesi e i nani. Il dolore della discriminazione non è meno forte, e neppure la violenza che viene dispensata. Ed è un’indecenza a qualsiasi livello.

Al ministro della Salute del Belgio, Maggie De Block, si vuol togliere il posto perché molto grassa. Non sarebbe un buon esempio. Siamo lì. Alla discriminazione corporale. Non è molto diversa da quella dei gay. Noi infatti siamo un corpo, il corpo non è una scarpa che indossiamo e possiamo cambiare. Così la nostra psiche siamo noi. Il sentimento di noi stessi siamo noi.

In questo senso è importante che le leggi che si stanno discutendo sulla discriminazione non creino anche in questo campo cittadini la cui discriminazione è considerata di serie A, come quelle riferite alla identità di genere, e altre di serie B, come quella di religione e colore della pelle, altre ancora, determinate da obesità e altri aspetti fisici, di serie C.

Purtroppo temiamo andrà così: il mainstream intellettuale, la porzione di società più evoluta e ricca, ha acquisito la cultura gender, per cui la differenza sessuale è un puro dato convenzionale e sentimentale, e coloro che difendono l’unicità della famiglia naturale si pensa vadano segregati e perseguiti, se non con i tubi d’aria compressa, con appositi articoli di legge, come poveri ciccioni del pensiero obeso e malsano da educare. Questo è il senso della legge sull’omofobia firmata Scalfarotto. In nome dell’antidiscriminazione, discrimina.

Intanto si rifletta anche legislativamente su un fatto. Se l’attenzione sacrosanta ma forse esclusivista contro l’omofobia, non finisca per rendere veniali e dunque accettabili le altre forme di discriminazione.

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23 Commenti

  1. Ale says:

    Non ho sentito o letto in alcun giornale che quel gesto criminale abbia avuto come spinta la voglia di colpire un ragazzino grasso, come da voi definito. Tutti e dico tutti si sono soffermati a sottolineare l’assurdità di tale gesto e la stupidità di chi l’ha commesso, maggiorenne sposato con due figli e di di 8-10 anni più vecchio della vittima, quindi abbastanza uomo per capire la gravità di tale azione. O forse no?! Inoltre il cretino, oltre che stupido autore del gesto, invece di stare a crescere ed accudire i propri figli si divertiva da tempo con atti di bullismo verso questo ragazzino, sembra introverso e forse sovrappeso. Questo è quello che hanno riportato gli organi di stampa e di informazione. A Napoli c’è tantissima gente normopeso ma anche in sovrappeso, che non rimane certamente vittima di bullismo..pensate al capo degli ultras del Napoli , Jenni la Carogna, non propriamente un grissino, anzi un’omo con discreta panza, ma molto tosto ed incarognito , per cui sicuramente mai vittima di bullismo. Con la cucina che si ritrovano ricca di carboidrati, senza dubbio buona, i bambini in sovrappeso certamente non mancano, anche perché spesso non hanno campetti per giocare e bruciare calorie, come i coetanei di ricche cittadine del Nord. Non penso che sia stato il “grasso in eccesso” il primum movens di tali menti che ripeto pure Padri con Prole!!! La causa è stata la stupidità umana …il corpo cresce in altezza ma la mente spesso non lo segue, anzi involve ..ed uno si ritrova padre senza averne le capacità mentali per esserlo. Perché non avete detto che l’autore del gesto ha 24 anni è sposato, è considerato un buon padre di famiglia ed ha due figli?? Secondo me dovrebbe perdere la potestà genitoriale per la gravità del gesto verso un minore, in quanto ha dimostrato di non essere una persona capace di pensare prima di agire . Altro che discriminazioni di serie A, B, C qui si tratta di insegnare alle persone che gesti, parole ed omissioni hanno conseguenze spesso importanti sul prossimo . Per cui tanta educazione civica servirebbe a tutti.

  2. Cisco says:

    Il fatto e’ che i “compagni” non hanno mai pensato ai ciccioni come categoria discriminata, non hanno mai fondato un circolo Arciccia o similia. Forse perché fare la lotta di classe avendo tra le scatole dei ciccioni e’ poco efficace. Le persone obese sono oggi malviste da una ideologia salutista ormai pervasiva, la stessa che fa dire che un ministro della salute non può essere un ciccione. La stessa che ci vorrebbe terrorizzare dicendoci che mangiare la carne fa ammalare di cancro, e che se non diventiamo tutti vegetariani (meglio se vegani), nella prossima vita ci reincarniamo in una pattumiera. Anche se fosse, meglio pattumiere della spazzatura che questi personaggi ci riversano addosso in continuazione.

    • Ale says:

      Nell’articolo si parlava del ragazzo di Napoli violentato con un compressore da un ragazzo di 24 anni, sposato e padre di due bambini, fatto quest’ultimo omesso da tutti. Per cui un conto è il fatto di Napoli ed un conto è il ministro della salute belga, accumunati da cosa?? Se volete parlare della battaglia contro l’obesità non infilateci la storia del ragazzo di Napoli, Violentato con Compressore da un Ventiquatrenne Sposato e Padre di Due Bambini ed Additato come Padre e Marito Modello dalla Gente del Quartiere.

      • beppe says:

        ale, vi fa comodo relegare al rango di STUPIDO il violentatore di napoli. se per sbaglio gli fosse sfuggita la parolina MAGICA omofoba, ora sareste tutti sulle barricate e la legge scalfarotto avrebbe fatto lo scatto vincente. ergo : a voi delle persone CONCRETE nun ve ne fotte proprio!

        • Ale says:

          Perché, tu definiresti intelligente uno così?! Ed è comunque fargli un complimento. Io ho detto che il gesto criminale l’ha fatto in quanto affetto da bullismo ovvero cresciuto nel fisico, tanto da poter essere anche padre di famiglia, ma fermo mentalmente all’età evolutiva di 3-5 anni forse meno. Si è approfittato con uno scherzo crudele e criminale di un ragazzino solo perché introverso. Non certo solo perché grasso visto che ci sono esempi di persone sovrappeso, come Jenni la Carogna, in tale città a cui nessuno torcerebbe un pelo di avambraccio. Riguardo alla lotta contro l’obesità fatta dall’OMS e da tutti gli Stati c’è da dire che ha delle buone ragioni per esistere e non la definirei Lipofobia. Ma Il caso di Napoli non era per Lipofobia.

      • Cisco says:

        @Ale
        Gli investigatori hanno dichiarato che le sevizie al minorenne avevano come movente l’obesità di quest’ultimo.
        Quindi l’essere ciccioni c’entra.
        Non capisco invece cosa c’entra il fatto che sia sposato con un figlio (non due) : forse pensi che il matrimonio porti alla lipofobia? Dillo a Scalfarotto, fa ancora in tempo a non allargare la platea dei potenziali seviziatori!

        • Ale says:

          Cisco..non sei mai stato a Napoli.. Se fosse stato un ciccione, come dici tu, diciamo tosto e prepotente, come alcuni ultras visti in TV ( Napoli, Roma o altro) secondo te lo gonfiavano con il compressore?? Questo ragazzo sembra sia , in eccesso ponderale , ma è molto molto introverso per cui è più per quest’ultimo motivo che scatta il bullismo, ovvero sulla visione distorta del bullo, che si sente un rapace verso la propria preda e tutto ciò che lo rende un diverso. Si vede che di psicologia non sai alcunché. Io ne so poca ma te nada. Cosa peraltro detta anche da chi ha indagato “atto di bullismo verso un minorenne , introverso in eccesso ponderale, da parte di un maggiorenne che dovrebbe avere il lume della ragione, visto che ha pure figli.”

  3. Ho voluto aspettare che il clamore mediatico su Vincenzo, il ragazzino obeso quattordicenne aggredito a Napoli si attenuasse. Perché a sangue caldo nessuno é mai lucido.
    Si cercano vittime e carnefici, ma, in questo caso si mescolano fra di loro. Anche il carnefice é vittima. Vittima dell’ignoranza e della violenza. Certo è ignobile quello che ha fatto. Era un gioco per lui, probabilmente non pensava veramente di creare lacerazioni cosí devastanti. Ma un ragazzo ha rischiato di morire per questo. Bullismo o violenza pura? Non sta a me giudicarlo

    E poi si é attaccato a ruota il problema del ministro della sanità belga. Obeso. La signora Maggie De Block è malata di obesità, quindi incapace di rappresentare un mondo perfetto, un ministero perfetto. Non propriamente credibile come esempio di salute?
    Quando per anni noi italiani abbiamo tollerato un premier indagato e dalla dubbia moralità?
    E la violenza sul ministro non é stata poi cosí diversa da quella sul ragazzino. Anche se fisicamente non invasiva, ha scavato e minato psicologicamente.

    Ma, di fondo, che c’é di nuovo?
    Sulla Gazzetta dello Sport del 30 giugno era apparsa la foto di un ragazzino grasso, in campo coi calciatori, e questa didascalia:
    “Il bambino sovrappeso ripreso tra Robben e Wijnaldum prima di Olanda-Messico avrebbe il physique du role per accompagnare i partecipanti del campionato mondiale di sumo, piuttosto che i calciatori di Brasile 2014. L’esilarante immagine della sua pinguetudine a confronto con gli statuari oranje è diventata in breve una delle più condivise su Twitter.”
    In pochi si sono davvero indignati. Anche allora.

    E chi ha scritto, in questi giorni, più o meno motivato da reale trasporto emozionale, era forse obeso? O lo era stato?
    La risposta è no.
    Hanno parlato psichiatri, sociologi, giornalisti e barbaredurso assortite.
    Ma un obeso, uno solo, ha commentato qualcosa?
    O, peggio ancora, è stato interpellato?
    No. La risposta é sempre no.
    E se anche è avvenuto, di certo è veicolato in sordina, con poco eco.
    Perchè, davvero, di fondo, all’opinione pubblica dell’obeso non importa nulla. È un diverso, come tanti altri. Ma un diverso che viene giudicato colpevole della sua diversità.
    L’obeso ha voluto essere preso in giro, perchè è solo un pigro mangione, che non fa nulla tutto il santo giorno. Improduttivo e opulento prodotto di una società del falso bensssere.
    E merita lo scherno, ai limiti della violenza, non merita di rappresentare un ministero della salute. Mentre un ministro su una sedia a rotelle per una qualsivoglia patologia, potrebbe occupare a pieno diritto quella poltrona. Ovviamente il primo fa un po’ schifo e il secondo fa pena.

    In tutto questo brusio io mi domando una cosa sola. Cosa cambierá fra qualche giorno ancora? Forse volete farmi credere che nessuno riderà piú vedendo passare un ciccione? O nessuno provocherá più dicendo: “Ora ti gonfiamo come una palla”?
    O nessuno penserà che a Mathausen non c’erano obesi?
    Non cambierà nulla.
    Perchè gli obesi hanno paura. Hanno paura della satira su di loro, anche quando sono i primi a ridere. Hanno paura di uscire di casa, perché si sentono milioni di occhi addosso.
    E io lo so, lo so bene.
    Ma vorrei lo sapesse chiunque. E vorrei che negli obesi si accendesse una luce diversa, che veramente si rendessero conto che siamo 6 milioni di malati in Italia. E siamo una forza, se lo vogliamo.
    E lo saremo se impareremo a gridare, ma a gridare prima che ci feriscano.
    A gridare il nostro diritto alla cura e ad una giusta accettazione della nostra malattia.
    Non siamo solo grassi corpi.
    Parliamo di noi, parliamone nel nostro piccolo habitat. Mostriamo i nostri pensieri e dolori, i nostri limiti ed eccessi, non fingiamo più. Siamo malati, non siamo fenomeni da baraccone un po’ surreali.
    Suonerò un po’ invasata. E probabilmente lo sono. Ma perchè io ci credo: credo che la nostra cura debba davvero passare attraverso i nostri piccoli o grandi spezzare il silenzio.
    Iniziate. Da ora. Dite al capufficio che fatica fate ad allacciarvi le scarpe. Dite al tizio in ascensore che guarda la portata massima quando salite voi che i cavi non cederanno, ma il vostro cuore si.
    Dite a vostra madre, padre, marito, moglie, cane o gatto che é vero che mangiate tanto, ma che lo fate perché siete disperati, perché vi sentite soli, tristi, schifosi e brutti.
    Dite a tutti che siete malati.
    E, prima o poi, tutti, o anche pochi, inizieranno a crederci.
    Senza clamori o marce su Roma.
    Ma solo parlando
    Marina Biglia
    http://www.amiciobesi.it

  4. giuliano says:

    la proposta di legge Scalfarotto è di una evidente anticostituzionalità, perchè criminalizza la libertà di parola, quindi attendo che la famosa Corte Costituzionale provveda a bocciarla. Ricordo che la famosa Corte era sempre attiva per bocciare le proposte di legge quando al governo c’era Berlusconi, ma forse ora che le leggi le sfornano i rossi la Corte non vedrà più nulla poichè i suoi occhiali sono rossi della stessa tonalità

  5. Paolo says:

    E’ alquanto grottesco strumentalizzare un caso di violenza come questo per dare contro alle doverose leggi contro la discriminazione delle persone omosessuali.
    Grottesco sia perchè si utilizza il dramma di una persona che ha subito una violenza inaudita sia perchè si fanno paragoni che non hanno senso di esistere.
    La tutela alla non dscriminazione per orientamento sessuale è e deve essere un diritto pari alla tutela della razza, e sicuramente prioritaria come sesso e razza a quello della religione, dato che quest’ultima di certo non fa parte della natura di una persona.
    Prima di obbiettare contro leggi contro l’evidente discriminazione delle persone omosessuali, impegnativi a far togliere la religione dalla legge Mancino, altrimento è solo ipocrisia.

    • Non omofobo says:

      Caro Paolo, impegnati tu a far sì che il ddl Scalfarotto non contempli la punizione delle opinioni (soprattutto se concidenti con la verità sull’uomo), così come non si viene puniti dalla legge Mancino per tutte le cattiverie e bastialità che vengono spesso scritte contro i cristiani anche in queste pagine.

      E per dirla tutta, chissenefrega della legga Mancino, toglietela pure.
      E poi le discriminazioni e le violenze che dici tu sono già punite.

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