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L’orrendo omicidio di Hallel, tredicenne israeliana uccisa nel suo letto da un palestinese

luglio 1, 2016 Redazione

Il paese è sconvolto da un assassinio avvenuto in Cisgiordania. Un ragazzo di 17 anni è entrato in casa e ha ucciso la giovane

Articolo tratto dall’Osservatore romano – Odio e violenza in Terra santa. Una tredicenne israelo-statunitense, Hallel Yaffe Ariel, è stata accoltellata e uccisa ieri sera da un palestinese che era riuscito a penetrare nella sua abitazione in un insediamento vicino a Hebron, in Cisgiordania. L’attentatore aveva 17 anni. Dopo l’agguato il giovane è fuggito, ferendo una guardia prima di essere intercettato e ucciso egli stesso dalle forze di sicurezza. E questa mattina, sempre a Hebron, una donna palestinese è stata uccisa dopo aver aggredito un poliziotto israeliano.

Il premier Benjamin Netanyahu, insieme a tutto il Paese, ha definito l’uccisione di Hallel Yaffe Ariel «un omicidio orrendo». Mi aspetto — ha sottolineato Netanyahu — «che la leadership palestinese condanni chiaramente, senza equivoci, questo orrendo omicidio e prenda immediati provvedimenti per fermare l’istigazione». L’assassinio di una ragazza nel suo letto — ha aggiunto al termine di una riunione di emergenza con il ministro della Difesa Avigdor Lieberman — «sottolinea la sete di sangue e l’inumanità dell’istigazione indotta nei terroristi che abbiamo di fronte».

Dura condanna anche dal dipartimento di Stato americano: il portavoce John Kirby ha parlato di «un’aggressione immorale» e ha condannato «nel modo più duro questo ignobile attacco terroristico».

I fatti di Hebron rischiano di compromettere seriamente gli sforzi che la comunità internazionale sta facendo per riportare israeliani e palestinesi al tavolo dei negoziati diretti. Una possibilità che lo stesso presidente israeliano, Reuven Rivlin, nella sua recente visita a Bruxelles, aveva mostrato di guardare con favore.

E a conferma del clima di violenza senza senso che in queste ore caratterizza tutta la regione, c’è anche la notizia dell’uccisione nel Sinai di un sacerdote copto. Stando a fonti della stampa locale, padre Rafael Moussa sarebbe stato raggiunto da colpi di arma da fuoco dopo aver tenuto una celebrazione nella chiesa di Mari Girgis.

Foto Ansa

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39 Commenti

  1. Rolli Susanna scrive:

    Ha un bel daffare la Regina della Pace a cercare di instaurare la pace nel mondo……E’ ardita, consentitemi.

  2. terranova scrive:

    L’omicidio è orrendo e non ha giustificazioni dal nostro punto di vista,
    ma dal punto di vista dei palestinesi il fatto è che gli israeliani gli hanno rubato la terra
    e non la mandano giù questa storia.

    • uber scrive:

      Sbagliato: la terra è degli ebrei da 5000 anni. Sono i cosiddetti palestinesi gli invasori (638 d.C), approfittando del deserto creato dai Romani.

      • Terranova scrive:

        No, non è come scrivi tu.
        Fino al 1300 A.C. i 12 figli di Giaccobbe e le loro famiglie sono stati in Egitto e sono diventati “un popolo numeroso”.
        Dopo 40 anni di peregrinazione nel Sinai il popolo di Giacobbe/Israele si è lentamente introdotto in Palestina.
        Intorno al 740 a.c. il regno del Nord cade sotto il dominio degli Assiri.
        Nel 586 c’è l’esilio a Babilonia.
        Nel 63 a.c inizia la dominazione romana e 100 anni dopo gli ebrei vengono dispersi definitivamente dai romani.

        Dopo 2000 anni non puoi pretendere di ritornare li e dire:” …questa terra è nostra …” senza che chi ci abita ti risponda: “…ma per piacere non diciamo sciocchezze…”

        • uber scrive:

          Ciò non toglie che, per un ebreo, Gerusalemme è Gerusalemme. Per loro rimane la terra promessa da sempre. In base alle Scritture il diritto a rimanervi è diritto divino. Non esiste solo il piano umano in questa vicenda.

          • Terranova scrive:

            Gerusalemme è sempre Gerusalemme, è vero; ma il diritto divino era sotto condizione.

            Il libro dell’Esodo e il Deuteronomio lo riportano più volte la condizione necessaria per mantenere il possesso della terra e cioè che se il popolo resterà fedele alla Legge data da Dio sul Monte Sinai a Mosè non ha nulla da temere, se invece non si mantiene fedele alla Legge finirà disperso fra i pagani e non si stabilirà più nella terra promessa. (per esempio leggi il capitolo 28 del Deuteronomio).

            Il popolo di Israele non è stato fedele alla legge di Mosè, infatti Gesù lo rimprovera dicendo in Giovanni 7, 19: “Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?”

            E sul destino del popolo ebreo dice in Luca 21,24
            “Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli;
            Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.”

            Quindi non c’è più un diritto accettabile:
            se sei pagano il popolo ebraico ha ben pochi diritti sulla Palestina.
            se sei Ebreo puoi pretendere qualche diritto ma la parola di Mosè dovrebbe farti riflettere che il diritto è perso o almeno sospeso.
            se sei Cristiano c’è la profezia di Gesù che ti spiega la condizione che deve scontare il popolo ebraico.

            • Mario scrive:

              @Terranova :

              non perdere tempo con Uber-Felpa-Underwater-Pierino-Yoyo. Guarda che ha detto che è professore di storie…volevo dire di storia e lui le cose le sa…..

              • uber scrive:

                Mario, maestro in eresia, non entrare in discussioni che non ti appartengono. Che la Chiesa sia il nuovo Israele non ha mai sostituito il diritto di quello vecchio ad abitare una terra concreta. Non si può usare Ezechiele, che parla del esilio babilonico, per etermare una condizione temporanea. Gli ebrei del I secolo erano zelatissimi nella legge, ed infatti peccarono di fariseismo, non di noncuranza.

                • terranova scrive:

                  Purtroppo, per il popolo di Israele quella terra concreta nella quale dovrebbero trovare la pace non è più la Palestina,
                  ti ripeto la profezia di Gesù in Luca 21,24
                  “Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli;
                  Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.”

                  Quando anche gli Ebrei capiranno che la terra promessa era figura del Regno dei Cieli
                  e che si entra accogliendolo prima nel proprio cuore
                  allora Dio li riunirà (in pace) ancora nella Palestina
                  ma questo avverrà dopo che il Vangelo sarà stato annunciato
                  integralmente a tutti i popoli (i pagani) della terra.
                  Ma forse sei Ebreo e per te la profezia di Gesù Cristo o gli scritti di S. Paolo non hanno valore?

                • terranova scrive:

                  Purtroppo per il popolo di Israele quella terra concreta nella quale dovrebbero trovare la pace non è più la Palestina, ti ripeto la profezia di Gesù in Luca 21,24
                  “Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli;
                  Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.”
                  Quando anche gli Ebrei capiranno che la terra promessa era figura del Regno dei Cieli e che si entra accogliendolo prima nel proprio cuore
                  allora Dio li riunirà (in pace) ancora nella Palestina
                  ma questo avverrà dopo che il Vangelo sarà stato annunciato
                  integralmente a tutti i popoli (i pagani) della terra.

            • felpa scrive:

              Rileggi i versetti che citi. Che il tempo dei pagani (palestinesi compresi) in Terra Santa siano compiuti?

              • terranova scrive:

                Il tempo dei pagani non è quello della potenza terrena dei pagani in Terra Santa
                ma quello nel quale il Vangelo viene annunciato ai pagani di tutto il mondo.
                Gli Ebrei lo hanno rifiutato il vangelo adesso tocca anche agli altri popoli ricevere la Rivelazione, nel frattempo il popolo ebraico è messo in disparte e subisce la “Correzione del Padre” ossia la dispersione, e l’esser sempre sulle spine.

                • uber scrive:

                  Il brano è suscettibile di diversa interpretazione. Sicuramente, però, quello che scrivi è decisamente rifiutato dalla Chiesa.

                  • felpa scrive:

                    Ed anche dalla logica. Se la conversione dei pagani (arabi compresi) non è ancora completata, ma in Palestina esiste di nuovo uno Stato ebraico, significa che Luca parlava molto più probabilmente della presenza pagana (quimdi pure musulmana) in Terra Santa e che la profezia non è vincolata neppure alla conversione degli ebrei.

                  • Terranova scrive:

                    Il testo è chiarissimo e lascia poco spazio all’interpretazione,
                    però sono curioso di sapere quale sarebbe l’interpretazione giusta che tu attribuisci alla Chiesa.

                    • uber scrive:

                      La teologia della Storia si fa sugli eventi reali, non continuando a ripetere supposizioni razziste, ripudiate fin dalla Nostra aetate. Se, come dice Felpa, gli eventi sembrano realizzare Luca in un modo prima inatteso, è su quello che mi devo interrogare. La mia posizione ricalca il Catechismo della Chiesa cattolica (anche quello tridentino), ed il magistero, in particolare, di Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI.

            • Mario scrive:

              Il giudaismo post-biblico non ha nulla a che fare con l’autentico Ebraismo dal quale è germinato il Cristianesimo. E’ una interpretazione della Scrittura assolutamente altra rispetto a quella ebraico-cristiana. L’esegesi talmudica della Scrittura, dopo la catastrofe della distruzione del Tempio nell’anno 70, ha finito per rinnegare la fede in un Messia personale, sostituendola con quella nel ruolo messianico del popolo ebreo, in quanto tale, che così è diventato, per il giudaismo post-biblico, il “messia collettivo”. Si tratta, con tutta evidenza, di una auto-idolatria messianica che fa del popolo ebreo, disperso tra le genti, la vittima sofferente, per la salvezza del mondo, il cui “sacrifico espiatorio”, a favore dell’umanità, è stato fatto assurgere, in chiave religiosa e con fini di supporto politico dello Stato di Israele, ad un “sacrificio salvifico” alternativo a quello di Cristo.

              • uber scrive:

                È la milionesima volta che posti questa falsità immonda. Tutte le volte che la mandi riesci solo a dimostrarti più ottuso ed ignorante, caro il mio nazitroll.

              • uber scrive:

                No, dicono della stanchezza di tutti gli altri frequentatori del sito, che vedono le nostre pagine strumentalizzate e ridicolizzate da pazzoidi antisemiti che vi rigurgitano i loro conati da direttissima. Spero un giorno la polizia postale vi becchi.

        • Supercirneco scrive:

          Gli Ebrei ci sono sempre stati in Palestina (nome dato dai Romani)
          Gli Arabi facevano solo commercio k fatzo sono originari dello Yamen.
          anche Moammhed conferma nel Corano che gli Ebrei ci sono sempre stati in quella Zona.
          Qui di di che cosa si discute.
          Li il problema mettetevelo in testa è religioso.
          I Muslims vogliono Gerusalemme per motivi religiosi e non politici
          Se fosse politico il.problema sarebbe già risolto.

          • Terranova scrive:

            Non hai capito una mazza.
            Qualcuno quì ha titato in ballo il “diritto divino” degli ebrei su Gerusalemme e la Terra Santa, gli è stato spiegato che questo diritto in base agli scritti del vecchio testamento è stato perso a causa dell’infedeltà del popolo, e in base al Nuovo Testamento il diritto è “sospeso” e condizionato all’accoglimento nel proprio cuore di Gesù Cristo Messia e Salvatore da parte degli Ebrei.
            su 2000 anni sono 50 anni che c’è “una specie” di stato ebraico in Palestina nonostante dietro ci sia tutta la potenza dell’impero USA a sostenerlo.

            Se la profezia di Gesù: “….Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli;
            Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti…” è vera, bisogna preoccuparsi perchè da un momento all’altro potrebbe succedere quello che è successo nel I° secolo: Israele nuovamente disperso fra le nazioni per altri 2000 anni.

            • uber scrive:

              Continui a citare lo stesso versetto, ma con il medesimo presupposto razzista, che la Chiesa non riconosce e condanna. Apri tu il cuore e le orecchie: il nostro Dio è misericordia, non punizione, sennò sarebbe sceso dalla croce.

            • felpa scrive:

              Sei tu che non ha ancora capito di stare facendo un uso razzista di Luca, che non ha il minimo appoggio in quel versetto.

            • uber scrive:

              Terranova, il Dio cristiano è misericordia, altrimenti sarebbe sceso dalla croce. Tutto il resto sono chiacchiere antigiudaiche.

          • Leo scrive:

            Molte persone sostengono che i Palestinesi abbiano lasciato il loro paese di loro spontanea volontà. Questa è un’altra menzogna, a cui molte persone credono. Gli storici israeliani, come Benny Morris e Ilan Pappe ci dicono che i palestinesi furono scacciati e banditi dalle loro terre con violenza e terrore.

            • felpa scrive:

              Vi attaccate proprio a tutto pur di diffondere la vostra miserevole propaganda islamica. Vergognatevi.

          • Mario scrive:

            Israele è l’unico regime a non possedere nessuna legge atta a definire territori e confini. Tutti i paesi del mondo hanno una costituzione che definisce i loro confini, ma nulla di simile esiste per Israele. Israele è un progetto espansionista, che non conosce confini, e la sua legge è completamente razzista; secondo questa legge infatti Israele è il paese degli ebrei. Punto.

            • uber scrive:

              Già definendolo regime si capisce che gli togli dignità statuale ed umana. Continuate sempre di più a rivelare il vostro bieco volto amtisemita, mi raccomando. Continuate a farneticare. Tanto dei criminali rimanete.

          • Mario scrive:

            Le persone che vivono in Palestina non hanno lasciato la loro terra in epoca antica. In realtà i discendenti degli ebrei residenti in Palestina sono le persone che vivono attualmente in Palestina. Coloro che dicono di voler tornare nelle loro terre natali sono originari dell’Europa Occidentale e orientale o dell’Africa settentrionale.

          • Leo scrive:

            C’è uno Stato che ha invaso territori da cui non si è mai ritirato, che ha sradicato popolazioni autoctone, sostituendole con altre appartenenti ad una sola nazionalità religiosa, provenienti da parti lontanissime del mondo, senza che nessuno abbia osato parlare di pulizia etnica. Questo stato è Israele.

          • Leo scrive:

            «in questo Stato deve considerarsi ‘ebreo’ chi ha avuto una madre, una nonna, una bisnonna e una trisavola ebrea, di religione ebraica, oppure perché si è convertito al giudaismo da un’altra religione, secondo i criteri riconosciuti e accettati come legittimi dalle autorità d’Israele.
            Chi si sia convertito dal giudaismo a un’altra religione non è più considerato ‘ebreo’». (Fonte – Israel Shahak, ebreo, internato nel campo di concentramento nazionalsocialista di Bergen Belsen e dal 1945 stabilitosi in Israele. )

          • Leo scrive:

            C’è uno Stato al mondo dove ancora l’apartheid è «il principio primo di tutto il suo sistema legale, oltre che la dimensione evidente e verificabile ad ogni livello sociale, residenziale, del viver quotidiano. Tuttavia, la maggior parte delle leggi approvate dal parlamento, non sembrano discriminatorie, almeno nella forma. Se si analizzano con un po’ di attenzione, si vede subito che, alla base dì tutte c’è la discriminazione tra ‘ebrei’ e ‘non ebrei’».
            Questo stato è Israele.
            Chi afferma ciò non è un pericoloso antisemita, ma Israel Shahak, ebreo, internato nel campo di concentramento nazionalsocialista di Bergen Belsen.

            • uber scrive:

              La Shoah ti fa comodo quando vuoi, eh carogna? Vergognati il triplo! Quanto alla discriminazione, gli arabi israeliani hanno pure dei deputati. Lo Stato ebraico è ebraico? Si, e fa bene.

          • Leo scrive:

            “Pochi sanno – afferma sempre Shahak – che il diritto di residenza, si fonda «sul fatto che, in Israele, il 92% della terra è proprietà dello Stato ed è amministrato dalla Israel Land Authority secondo i criteri del Jewish National Fund (JNF), affiliato all’Organizzazione Sionista Mondiale (World Zionist Organization). Sono regole fondamentali del JNF la proibizione a chi non è ‘ebreo’ di stabilire la propria residenza, di esercitare attività commerciali, di rivendicare il proprio diritto al lavoro e questo soltanto perché non è ebreo. Al contrario, agli ebrei non è in nessun caso proibito stabilire la propria residenza o aprire attività commerciali in qualsiasi località d’Israele […]. Secondo le regole del JNF, ai non ebrei si proibisce ufficialmente di lavorare le terre amministrate dalla Israel Land Authority. […]. E’ severamente proibito agli ebrei insediati sulla National Land subaffittare anche una parte delle loro terre agli arabi, persino per tempi brevissimi e chi lo fa incorre in pesantissime multe. Al contrario, non c’è nessuna proibizione se si tratta di non ebrei che affittano le loro terre ad altri ebrei”.

            • Terranova scrive:

              Breve sintesi degli argomenti di Uber:

              …ottuso… ignorante… pazzoidi antisemiti… rigurgitano i loro conati….
              Spero un giorno la polizia postale vi becchi (minaccia?)…
              farneticare ….criminali rimanete… carogna…

              Si capisce che di cristiano non ha niente, parla di misericordia quando torna utile a lui.

              • Focauld scrive:

                @Terranova

                “I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.”

                Evidentemente Uber-Felpa-Underwater-Pierino-Yoyo è anche Uber alles :-)) !

            • Mario scrive:

              “Con il Brexit, Israele perde uno dei suoi più importanti asset nell’UE” scrive Haaretz oggi:

              “La Gran Bretagna aveva aiutato a moderare e bilanciare le decisioni dell’UE circa il processo di pace, a sollevare critiche e ad aizzare gli stati membri per opporsi alle mosse avverse ad Israele nell’ONU; ora le voci vicine alla causa palestinese potrebbero diventare dominanti”.

              Gli Israeliani si stanno accorgendo che lo Stato Giudaico “ha perso un importante asset all’interno dell’UE… l’uscita della Gran Bretagna non serve gli interessi di Israele, sopratutto per quanto riguarda la causa palestinese”.

              Se son rose fioriranno….

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