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No del rabbino di Torino ai matrimonio gay, «pena la dissoluzione della società stessa»

febbraio 6, 2013 Benedetta Frigerio

Alberto Moshe Somekh, rabbino della comunità ebraica di Torino, interviene sull’Osservatore Romano: «Ben venga la collaborazione con la Chiesa cattolica»

«Ben venga dunque la collaborazione con i vertici della Chiesa cattolica, con la quale per molti versi il mondo ebraico può sviluppare un’adeguata azione comune per la difesa della dignità, della stabilità e della sacralità della famiglia, richiamandosi agli insegnamenti della tradizione biblica fin dai primordi: “E l’uomo lascerà suo padre e sua madre, si unirà a sua moglie e saranno un’unica carne”». Così è intervenuto sulle pagine dell’Osservatore Romano, Alberto Moshe Somekh, rabbino della comunità ebraica di Torino.

PERCHE’ PARLARNE. Come quello del rabbino di Francia, Gilles Bernheim, che Somekh ringrazia per aver rotto il silenzio, il suo intervento è significativo perché potrebbe contrastare con «l’antico diritto talmudico», che «proibisce in linea di principio che questioni di natura sessuale vengano trattate “coram populo” per il timore che ascoltatori non adeguatamente preparati possano fraintendere i dettagli talvolta sottili della Legge e compiere atti illeciti pensando che siano permessi». Ma, sottolinea il rabbino, proprio perché «negli ultimi decenni queste tematiche sono state affrontate dai media in modo tanto plateale quanto incompleto e parziale», è diventata «addirittura necessaria» una «puntualizzazione adeguata e accurata degli argomenti in questione». Inoltre, sottolinea Somekh, «nell’ebraismo è l’azione che ha importanza teologica assai più del sentimento e del pensiero». Chiarendo che non è la persona omosessuale ad essere condannata, ma la sua pratica, egli puntualizza che «dobbiamo evitare il giudizio nei confronti di coloro che soccombono. La compassione deve prevalere sulla condanna».

PERCHE’ NON LEGALIZZARE. L’ultima considerazione è sul messaggio del rav Bernheim sullo Stato che non può «riconoscere benefici legali a un comportamento trasgressivo». Ricordando che neppure prima del cristianesimo le società hanno mai legalizzato tale pratica, il rabbino ha spiegato: «Millecinquecento anni fa, anche quei “figli di Noè” che non si astenevano dalle pratiche omosessuali avevano almeno il pudore di non redigere un contratto nuziale fra le parti». Questo perché da sempre l’uomo sa che «scelte che attengono alla sfera più intima del singolo individuo, alle sue inclinazioni e alla sua coscienza personale, non possono divenire oggetto di un riconoscimento formale, né dar luogo a un iter legislativo, e tanto meno assurgere a valore di riferimento del costume sociale, pena la dissoluzione della società stessa». Infine la citazione del testo classico del misticismo ebraico, lo Zòhar, in cui si legge che «Dio creò esclusivamente androgini. “Li divise in due, separando il maschio dalla femmina, e li mise uno di fronte all’altro. E quando la donna si ricongiunse con l’uomo D. li benedisse, come nel corso della cerimonia nuziale». Di qui la consapevolezza di un ordine non sovvertibile, pena la distruzione della società, per cui «l’omosessualità non fa parte del piano della Creazione». E per cui «solo nell’unione solenne di marito e moglie trova dimora la Presenza Divina».

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17 Commenti

  1. giuliano scrive:

    oggi 2013 anche il pudore è stato infranto e la perversione ha raggiunto oltre la sfera sessuale anche la ragione

    • ErikaT scrive:

      Cosa c’entra la perversione con l’ omosessualità?

    • ELENA scrive:

      Ma mi dovete spiegare perchè se una persona non è religiosa o non appartiene allo stesso credo che condanna l’omosessualità, debba sottostare a leggi non laiche. Se credete che essere omosessuali sia un errore o una condanna all’eterno martirio fate pure. Ma all’interno di uno stato democratico non impedite a nessuno di avere uguali diritti!

      • cirillo scrive:

        Nessuno impedisce niente.. Quando espongo il mio punto di vista diverso dal tuo, esprimo una mia opinione e non ti impedisco assolutamente niente, posso? Non sarà mica che sei tu che vuoi impedire agli altri di esprimersi liberamente?

  2. mauro scrive:

    sono veramente i nostri fratelli maggiori, non finirò mai di stimare quasto popolo straordinario…

  3. ErikaT scrive:

    Se l’ omosessualità non va bene allora perchè la castità va bene??? Eppure con la castità non c’è il congiungimento uomo-donna!

    • ftax scrive:

      Falso. All’opposto della omosessualità, il congiungimento uomo-donna è dono reciproco. La castità ne è il suo compimento.

      • Emanuele scrive:

        La castità è una perversione che porta la gente a star male perché si sente in colpa.

        • ep scrive:

          La castitá comporta l’acquisizione del dominio di sé, come espressione di libertà umana finalizzata al dono. I preti e le suore con la castitá donano liberamente se stessi a Dio non concedendosi a nessun altro. Il marito e la moglie con la castitá coniugale si donano reciprocamente l’un l’altro. La cosa è ovviamente gradita a Dio. La Chiesa cattolica la considera una virtú morale. Dunque o l’uomo comanda alle sue passioni e consegue la pace, oppure si lascia asservire da esse lascandosi a sua volta comandare.

  4. Enrico scrive:

    E’ molto importante che anche le altre religioni si facciano partecipi nel promuovere il “naturale” dei rapporti tra persone. Fermo il rispetto per tutti, senza prescindere dall’evidenza e dalla realtà della natura umana.
    Importante e bello essere insieme agli ebrei.

    • albo scrive:

      Lo so, certi cattolici pur di imporre le loro idee andrebbero a braccetto anche con i nazisti (Hitler d’altronde era cattollico e non è mai stato scomunicato).

      • cirillo scrive:

        Hitler era cattolico come te.. sei cattolico tu, o ti ritieni tale? Hitler era e praticava il paganesimo, anzi per dirla tutta era un satanista.. dedito alle pratiche esoteriche, e tu sicuramente saprai che questo è l’esatto contrario dell’essere cattolico!! Ma a voi fa comodo continuare sempre così, con le solite balle, e poi pretendete il rispetto degli altri!!

L’Osservatore Romano

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