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Mario Mauro: «Questo è un monocolore Pd, anzi un monocolore Renzi. E noi ce ne andiamo»

giugno 4, 2015 Rodolfo Casadei

Intervista al senatore, presidente dei Popolari per l’Italia. Economia, fisco, ddl Cirinnà e scuole paritarie: «Non condividiamo nessuna di queste posizioni e perciò passiamo all’opposizione»

Popolari per l’Italia non sostiene più il governo Renzi. Ieri sera il senatore del gruppo Grandi Autonomie e Libertà Mario Mauro, presidente dei Popolari per l’Italia (di cui il gruppo è espressione al Senato), ha annunciato l’uscita dei tre senatori che fanno riferimento al gruppo dalla maggioranza. Ora l’esecutivo dispone di soli 8 voti di maggioranza al Senato. Abbiamo raggiunto telefonicamente Mauro, già ministro della Difesa nel governo Monti, che ha motivato la decisione presa e indicato alcune prospettive per il futuro.

Senatore Mauro, perché Popolari per l’Italia ha deciso di uscire dalla maggioranza all’indomani delle elezioni regionali?
Questa legislatura è nata con un carattere emergenziale a causa dei numeri in parlamento, per questo si è presentata la necessità di costituire un governo di Grande Coalizione. Ma nel tempo il governo ha preso a funzionare come un monocolore Pd, anzi: un monocolore Renzi. Noi avremmo voluto contribuire a riforme di sistema, ma questo non è stato possibile non solo per l’atteggiamento del Pd, ma soprattutto del segretario del partito e capo dell’esecutivo Matteo Renzi. Un anno dopo il suo insediamento, si cominciano a vedere gli effetti di riforme fatte male e frettolosamente, soprattutto in materia economica e fiscale: sono aumentati sia il debito pubblico sia la spesa corrente, e la ripresa economica continua ad apparire difficoltosa. Andato in archivio il risultato delle Regionali, Renzi ha deciso di accentuare le caratteristiche di sinistra del Pd aprendo agli emendamenti della sinistra del suo partito sulla riforma fiscale e sul ddl Cirinnà relativo alle unioni civili. Inoltre già sono passati gli emendamenti della sinistra del Pd che hanno fortemente limitato la libertà di reclutamento degli insegnanti nelle scuole paritarie. Non condividiamo nessuna di queste posizioni e perciò passiamo all’opposizione.

Dopodiché? Che direzione decide di prendere la vostra formazione?
Partecipiamo al dibattito per la ricostruzione del centrodestra e della sua leadership. Il centrodestra attuale alle Regionali s’è presentato come se si trattasse di primarie per decidere chi doveva guidare quell’area politica. Invece erano elezioni amministrative vere, e perciò questo ha determinato parecchie sconfitte. Noi pensiamo che il dibattito vada aperto adesso. La nostra area politica è il centrodestra e il nostro riferimento in Europa il Partito Popolare Europeo. Questi sono i due “dogmi” su cui poggia la nostra esperienza politica.

E come deve continuare la legislatura? Vi augurate che continui o che si torni a votare?
Se l’esecutivo trova i voti, vada avanti. Sarà sempre più chiaro che si tratta di un monocolore Pd. Se non ci riesce, noi vedremmo con favore un governo di larghissima coalizione, diciamo pure di unità nazionale, che tenga dentro anche il Movimento Cinque Stelle, e che si dia come obiettivo quello di traghettare il paese a elezioni generali nel 2016, con una legge elettorale profondamente diversa dall’Italicum.

Cos’ha di sbagliato l’Italicum?
È una legge elettorale che con troppo pochi voti dà troppo potere a troppo poche persone. Crea un cortocircuito fra potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Il premio di maggioranza è tale che il partito che vince col 40 per cento è in grado di eleggere da solo il capo dello Stato e modellare a piacere la Corte Costituzionale. In caso di ballottaggio non c’è quorum di votanti: un quarto o un decimo di italiani potrebbe decidere per tutti. Infine non ha senso una legge elettorale con un premio di maggioranza generosissimo e soglie di sbarramento alte. A garantire la governabilità basta il premio di maggioranza.

Come dovrebbe essere la legge elettorale?
Ci piace quella che hanno proposto i Cinque Stelle: una legge a impronta proporzionalista, con un premio di maggioranza modesto.

Che assetto definitivo auspicate per il centrodestra?
Va aperto un dibattito serio sul minimo comune denominatore, che in passato era stato trovato. In passato eravamo riusciti a orientare l’impeto federalista della Lega Nord in senso europeo e non anti-europeo.

Foto Ansa


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18 Commenti

  1. Giuseppe scrive:

    Grande Mauro!
    Dopo un anno l’ha capita al volo!

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Stavo per scrivere le tue stesse parole…ma prima dove eravate?? Allo stadio a tifare per la partita del cuore?? Siam qui -povere famiglie- che non arriviamo alla fine del mese, che abbiamo paura a mandare i figli a scuola a fare il “gioco del rispetto”, che arrivano gli omosessuali e tutti a dover esultare di gioia grande ed indicibile -con tanto di OLA- ditte in fallimento e fallite -soprattutto quelle legate all’edilizia e cioè alla famiglia, immigrati -poveretti loro illusi- che si lamentano che così non credevano (e che credevate?). E poi ci si stupisce dell’aumento dei non votanti?? Piu’ nessuno dovrebbe andare; non per cattiveria, ma per dimostrare la vostra incoerenza -in generale, quella dei politici…Non so cosa ne conseguirebbe, ma un bel CRAC GENERALE, sicuro…se nessuno vota, chi si siede sulle poltrone??

  2. Nino scrive:

    Partito coerente come una bandierola. Tra l’altro un senatore ed un deputato che fanno parte del governo hanno deciso che la loro poltrona valeva ben di più, per cui invece di dimettersi dal governo (in coerenza on l’uscita del partito dallo stesso) si son dimessi al partito

  3. Franco scrive:

    Lupi e Alfano non hanno questo coraggio, oramai da corrente del PD preferiscono succhiare ancora alla mammella del potere, chissà magari arriva ancora qualche Rolex come briciola caduta dal tavolo.
    Come è scesa in basso la nostra “bella politica”, l’ultima danza sul Titanic di un partito fatto di niente, polvere sei e polvere ritornerai.

  4. Controcorrente scrive:

    Cara redazione
    Non capisco perché prima postate poi eliminate

  5. recarlos79 scrive:

    certo che mauro (che osanna l’europa fino a favorire l’estinzione dell’italia e poi si dice amico dei polacchi e degli ungheresi) ne ha passati di partiti! esempio lampante che non sono gli elettori a giudicare la coerenza dei politici ma li votano solo se li sistemano. il signor cameron mica ha il 51% dei voti, ha solo la maggioranza relativa, governa da solo e pratica lo spoil system. quella è la strada.

  6. malta scrive:

    OH, il redivivo Mauro, dopo aver distrutto l’unità del movimento in politica e passato da quell’infame di Monti che ha avuto solo il compito di affossare il centro-dx in Italia

  7. Filippo81 scrive:

    Gentile Mauro,la vostra epoca è terminata.

  8. giovanni scrive:

    Renzi , dopo l’uscita dei popolari se la sta facendo sotto. Non rifarò l’errore di votare un partito con mauro presidente!!!!

  9. Giu scrive:

    15 anni per capire che cosa era FI / PDL, 3 anni con Monti, uno con Letta, uno con Renzi adesso trova interessante le proposte dei 5 Stelle e rifondare un centro destra con una Lega piu’ europea… visti i risultati (a parte tenere, purtroppo, giustamente per noi italiani, questi Governi in piedi) forse non e’arrivato il momento di lasciare spazio ad altre persone, magari anche del suo partito, ma con nuove idee?
    Saluti

  10. angelo scrive:

    Il problema adesso è che si facciano sentire. Gridino ai 4 venti le ragioni per cui son usciti.
    Ad esempio perchè la logge Cirinnà è una porcheria; e ancora peggio l’ indottrinamento al Gender che ci stamnno propinando nelle scuole.
    Su queste cose i cittadin i Italiani devono essere informati. E OGGI NON LO SONO ABBASTANZA, nonostante il colossale lavoro che fanno alcuni eroi, come Tempi, Notizie Provita, la Bussola Quotidiana, i Giuristi per la Vita, la Manif, le Sentinelle ecc. (unitamente a Papa Francesco e Bagnasco, ovviamente).
    Lo so che è difficile bucare il muro di conformismo e omertà imposto dal regime.
    Ma ci devono riuscire. Siamo tutti con loro!!!
    Creino un nuovo partito, assieme a tutti quelli che stanno resistendo sulle tematiche eticamente sensibili (gender, scuola paritaria, eutanasia, omofobia, legge 40…). Possibilmente anche creando una corrente a parte nel gruppo dei popolari europei, fra i quali mi sembra ci siano anche i ministri irlandesi che hanno svaccatao tutto in quensti ukltimi anni, dall’ aborto, all’ eutanasia, ai matrimoni gay. Vanno cacciati a pedate dai Popolari.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Mi piaci sempre piu’..Non si esporranno mai troppo, perchè i cristiani coerenti sono in minoranza, non possono correre il rischio di autoeliminarsi! Penso che il motivo sia questo…Persino il clero spesso tace, c’è un silenzio assordante in giro!!

  11. Cisco scrive:

    Mauro deve capire che una legge come la proposta Cirinnà sarebbe approvata a occhi chiusi dalla stragrande maggioranza dei popolari europei. Inolte è inutile fare del popolarismo europeo una bandiera quando alla fine non si riescono a mettere d’accordo neanche i popolari in Italia. E neanche nel suo partito, visto che due restano incollati alla poltrona. Per il fututo, suggerisco un lavoro qualunque.

  12. Controcorrente scrive:

    @Sig Toniolo,

    I selfie di B con Luxiuria, gli accordi tra la Carfagna e la Boschi ma mi faccia il piacere.

  13. Mappo scrive:

    L’unica consolazione a questo marasma e a questo continuo giro di valzer fra partiti e fra governo ed opposizioni è che il giorno in cui finalmente si tornerà a votare gente come Mauro e gli altri di NCD finalmente sparirà dalla circolazione, a meno che qualche partito per ignoti motivi trovi utile mettere in un collegio blindato Mauro e qualcun altro dei transfughi di cui sopra.
    Che tristezza e lo dico da ciellino entrato nel Movimento nel lontano 1977

  14. Raider scrive:

    Ce ne ha messo, di tempo, eh?, Mauro, per capire in che governo ha trovato posto a due Sottosegretari che il loro capo lo hanno mollato. Se fosse uscito dal governo senza dirlo in giro, senza farlo sapere, senza dare nell’occhio della telecamera, nessuno se ne sarebbe accorto: e nessuno, nemmeno i due Sottosegrari ultra-eesponsabili, avrebbe mandato a cercarlo o avrebbe avvisato della sparizione di Mauro dal governo – per il momento, solo dal governo – Alfano, il Ministro che, in tema di immigrazione, dice in giro per le televisioni con voce chioccia “Io! Io mi sono addossato su queste spalle un problema epocale!” Lui. Non il popolo italiano. Cui consiglia, per risolvergli i problemi economici che gli crea il goveno Renzi, di mettersi in casa un immigrato in cambio di 35 auro che, evidentemente, Alfano elargisce di tasca sua.
    Ma ieri è stata una giornata che ha fatto registrare un altro grande avvenimento, annunciato da RaiTre, che non è seconda a nessuna Rete televisiva nel dare per prima le notizie pressoché epocali: “Una buona notizia per il governo” – e già, a sentire la notizia che una notizia buona spira verso Palazzo Chigi, il terrore corre via cavo: per il governo? Un buona notizia per il governo? E per gli italiani, mai buone notizie? Tutte per Renzi, tutte per Alfano, quelle che ci sono ancora in circolazione? E che può essere? Quale altra spesa per la Sanità, la Difesa o la Pubblica Sicurezza avranno tagliato? Quali medicine avranno tolto agli ammalati? Altre tasse in arrivo? Altri immigrati in arrivo? In arrivo da Bruxelles qualche pacca sulle spalle epocali di Alfano?
    No. Sbagliato. La notiziona era che il mese di aprile ha fatto segnare il 2,38 percento in meno di imprese che chiudono. Capito? Meno imprese che chiudono: è tutto grasso che cola, lo capisce anche Mauro. Come se imprese che possono fallire di meno e chiudere oggi più di eri e meno di domani ne fossero rimaste, in Italia, ancora molte, tante, troppe. Un governo che per la grave perdita di Mauro
    viene consolato così dall’emittente di Stato, fa pensare solo a un regime. E così, povero Mauro, nessuno si è accorto che se n’è iuto solo solo: e perciò, male accompagnato.

  15. Controcorrente scrive:

    Chi!!
    Gesù

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