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Le Sentinelle in Piedi contro l’introduzione a scuola degli opuscoli dell’Unar

febbraio 13, 2014 Sentinelle in piedi

Le Sentinelle in Piedi si oppongono con fermezza all’introduzione nelle scuole dei manuali dal titolo titolo “Educare alla diversità a scuola”, dell’Istituto A. T. Beck. Sabato a Milano e domenica a Treviso

Continua ad espandersi nelle piazze italiane l’esperienza delle Sentinelle in Piedi. In questo primo scorcio di 2014, oltre 600 persone sono scese in piazza a Genova,  300 a Cremona e 200 a Bergamo sotto la pioggia battente, 100 veglianti per la prima veglia comasca e 200 la scorsa settimana a Verona,  e ora le Sentinelle in Piedi si preparano a tornare  in piazza a Milano e Treviso per dire no al ddl Scalfarotto e chiedere la tutela della libertà di espressione.

Presentato come necessario per fermare atti di violenza nei confronti di persone con tendenze omosessuali, il testo sull’omofobia, già approvato dalla Camera e ora al vaglio del Senato, è invece incostituzionale in quanto non specifica cosa si intenda per omofobia e dunque potrebbe essere denunciato, e rischiare fino a un anno e mezzo di carcere, chiunque si dica contrario alle adozioni da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso o sostenga che la famiglia sia fondata sull’unione tra un uomo e una donna.

Non solo. Le Sentinelle in Piedi si oppongono con fermezza all’introduzione nelle scuole dei manuali dal titolo titolo “Educare alla diversità a scuola”, dell’Istituto A. T. Beck, e presto adottati in tutti gli istituti scolastici. Tali testi infatti, partoriti nell’ambito della nuova strategia nazionale di contrasto all’omofobia secondo le linee guida redatte nel corso del Governo Monti,  mirano a insegnare ai bambini che chiunque, compresi i loro genitori, faccia riferimento ad un modello di famiglia basato sull’unione stabile tra un uomo e una donna, sia di fatto omofobo in quanto manifesta un atteggiamento discriminatorio che va delegittimato prima e demolito poi.

beck-unarPer questo le Sentinelle in Piedi si danno appuntamento a Milano sabato 15 febbraio alle 16.30 in via Mercanti.

A Treviso l’appuntamento è per domenica 16 febbraio alle 16.00 in Piazza dei Signori.

Ritti, con un libro in mano simbolo di formazione continua, le Sentinelle scendono in piazza in un modo del tutto nuovo, in silenzio, vigilano sulla realtà, su chi legifera e chiedono che la libertà d’espressione, sancita anche dalla Costituzione, non venga messa in discussione da un da una testo che è un capolavoro di ambiguità. Il provvedimento in discussione è infatti un compromesso fatto da un lato per far credere che chiunque possa divulgare le proprie idee se si agisce all’interno di un’associazione – tramite il famoso emendamento Gitti – , e dall’altro per tranquillizzare la lobby gay poiché le opinioni contrarie potranno essere espresse soltanto a porte chiuse, e dunque solo all’interno di partiti, associazioni o organizzazioni religiose.

Nelle ultime settimane in risposta alle veglie di Bergamo e  Cremona sono state organizzate due contro manifestazioni dal titolo “Rompiamo il silenzio”, poiché il solo fatto di opporsi silenziosamente ad un disegno di legge viene considerato omofobia. Questo non è che la conferma di quello che andiamo denunciando da mesi: se l’omofobia non è definita, qualunque cosa detta può essere considerata arbitrariamente come omofoba. E se oggi il solo stare fermi in silenzio è considerato atto omofobo, cosa succederà domani se la legge passerà?

Vegliamo in silenzio oggi affinché non ci venga tolta la libertà di esprimerci domani.

Su facebook: Sentinelle in piedi

info@sentinelleinpiedi.it

 

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48 Commenti

  1. angelo scrive:

    Tutta questa storia della lotta alla discriminazione dei gay è solo un pretesto.
    Ammettiamo che qualcuno decida di istituire nelle scuole dei corsi contro la “discriminazione dei malati di mente e dei soggetti aventi disturbi psichici”.
    In questi corsi (e relativi opuscoli) si affermasse che essere disturbati psichicamente non deve essere causa di discriminazione. Ciascuno ha diritto ad essere nevrotico, paranoico, autistico, e anche andare in giro con lo scolapasta in testa credendosi Napoleone, senza che nessuno lo faccia oggetto di insulti o atti di bullismo.
    Oppure ammettiamo che si istituissero dei corsi per sostenere chiunque può essere del peso che desidera (e a cui la costituzione lo ha destinato) senza che venga fatto oggetto di discriminazioni in base alla “grassezza”.
    Si potrebbe avere qualcosa da ridire contro dei corsi del genere?
    No di certo. Chi potrebbe opporsi ad insegnamenti che invitano ad avere più rispetto degli altri??
    Sta di fatto però che nessuno farebbe dei corsi del genere nelle scuole, senza coprirsi di ridicolo.
    E la ragione è semplice. Infinite sono infatti le forme di discriminazione, di bullismo e di persecuzione altrui. Per quale motivo si dovrebbe privilegiare una forma piuttosto che l’ altra?
    Non sarebbe certo compito della scuole di farsi carico di problematiche specifiche, ma semmai di insegnare il principio della tolleranza e del rispetto degli altri in generale.
    Da queste semplici considerazioni si capisce che il tormentone sulla “omofobia” e sulla “discriminazione dei soggetti LGBT” non ha alcun senso. Ed è solo un cavallo di troia per l’ indottrinamento dei nostri ragazzi in base ad una ideologia e ad una serie di interessi di parte.
    Oltretutto, fosse solo una lotta contro una forma di discriminazione, si potrebbe far finta di niente (per quanto la cosa sarebbe fuori luogo).
    Ma non si tratta di questo. Nel caso specifico si tratta di inculcare il “dogma” che i differenti orientamenti sessuali sono “normali”. Per tornare al primo esempio, sarebbe come se, per combattere la discriminazione degli schizofrenici, dovessimo insegnare che la schizofrenia non una malattia psichica.

    Deve essere chiaro a tutti qual’ è la “gabola” delle associazioni LGBT (e di tutta la sinistra dittatoriale che sostiene le loro pretese).
    Loro non vogliono evitare le violenza contro gli LGBT. Vogliono imporre il principio per cui , l’ unico modo per impedire le violenze contro gli omosessuali, è che si instauri il principio per cui essere omosessuali è normale.
    Vogliono imporre il principio per cui, chi sostiene che l’ omosessualità non è normale è già di per se stesso un violento e un “bullista”, o un incitatore alla vipolenza e al bullismo.
    Per capire l’ assurdità e la prevaricazione di tale posizione, sarebbe come se, per proteggere uno zoppo o un cieco dalla dalla violenza, si obbligasse a non dire più che lui è zoppo o cieco.
    Questo è assurdo per due motivi. Innanzitutto non si può negare la realtà per superare i problemi.
    In secondo luogo non c’ è nessun lagame fra il riconoscimento di un handicap e la mancanza di rispetto verso la persona. Anzi, se vogliamo , vale il principio opposto. E cioè che più una persona ha dei problemi, più deve essere rispettata. Ed è questo a cui si devono semmai educare i ragazzi, e non a non rioconoscere più le differenze.
    Affermare che per rispettare un altro, bisogna negare che abbia delle differenze è implicitamente sostenere che le persone con differenze non possono essere difese, e che anzi automaticamente diventano oggetto di violenza.
    Una teoria del genere è la madre di tutte le discriminazioni e non una teoria antidiscriminatoria.

    • Daniele Ridolfi scrive:

      Concordo con te!
      Le strategie “educative” della lobby LGBT non mirano a combattere le discriminazioni, ma mirano piuttosto ad imporre a tutti una ben precisa agenda politica (matrimoni per coppie dello stesso sesso, adozioni per tali coppie, ecc…) nettamente contraria al Diritto Naturale (formato dalle leggi insite nella natura, leggi non scritte dall’uomo).

      • Marius scrive:

        Per caso Dio ti ha illuminata mentre eri impegnata in una confrence call in bagno? Ma di quale diritto naturale parli? Forse ti riferivi alla tua naturale ignoranza!

    • Paolo scrive:

      Peccato per lei che l’omosessualità è normale…come dico sempre le piaccia o no.
      E non si capisce in base a cosa non debba esserlo (alle farneticazioni confessionali di alcuni????)
      I suoi esempi non sono pertinenti in nulla (e come lo potrebbero essere d’altronde).
      Come sempre si accusa altri di dogmi e di ideologia…anche qua se ne faccia una ragione gli unici dogmi e l’unica ideologia che vuole imporre la propria visione infondata ed completamente staccata dalla realtà è quella di stampo religioso che vorrebbe, basandosi appunti sui proroi “dogmi” di peccato, far passare per innaturale ciò che invece lo è.

      • Daniele Ridolfi scrive:

        L’sercizio dell’omosessualità, cioè l’avere rapporti intimi con persone del proprio sesso, non è una cosa naturale.
        Questo non lo ha stabilito la Chiesa, ma lo ha stabilito la Natura (la Biologia, nello specifico).
        Volete forse accusare i biologi di omofobia!?
        Adesso mi tirerete fuori la storia che l’omosessualità è naturale in quanto in natura gli animali hanno, talvolta, rapporti omosessuali.
        È vero che talvolta gli animali hanno questo comportamento: ma gli animali hanno rapporti omosessuali solo in alcune circostanze, come ad esempio quando sono in cattività, quando si sentono braccati, minacciati da altri animali, quando il cibo o l’acqua scarseggiano, ecc… Cioè l’omosessualità negli animali non è un evento fisiologico ed ordinario, ma è un vento che si verifica nei momenti in cui l’animale è sottoposto a maggior stress.

        • Paolo scrive:

          Ehhhh caro sig. Ridolfi qualche problema con i biologi magari lo avrà lei dato che la scienza, ivi compresa la biologia, ha da tanto tempo dimostrato che l’omosessualità è una normale e naturale variante dell’affettività e sessualità umana. E questo piaccia o no ad una qualsivoglia ideologia religiosa ( ivi compresa quella da lei citata della chiesa)). Non è necessario tirare in ballo il comportamento animale (solo ulteriore conferma) ma è sufficiente l’evidenza dei fatti.

      • Toni scrive:

        Pure le tue sono una serie di affermazioni e basta … o meglio… dogmi !

    • Nippur scrive:

      La cosa non sta in piedi.
      Paragoni l’omosessualità ad una malattia o handicap, cosa che in parecchi (compreso me) non credono.
      Quindi cade tutto il discorso dal punto di vista logico se non siamo d’accordo sull’assunto di partenza.

      • Urka scrive:

        Giro la domanda.
        E chi l’ha detto che l’autismo è un handicap?
        E chi l’ha detto che essere nani è un handicap?
        Aggiungo anche chi l’ha detto che i pedofili sono dei criminali?
        Sono tutti casi previsti in natura e quindi perfettamente normali, visto che tutto ciò che è naturale è normale.
        In base a cosa stabiliamo chi è malato e chi è normale? Perché esista una malattia o una deviazione è necessaria anche una norma. Se questa viene a cadere anche la malattia non esiste più.

        • Luke scrive:

          “Sono tutti casi previsti in natura e quindi perfettamente normali, visto che tutto ciò che è naturale è normale”.

          Quindi, secondo te, è assolutamente normale che un essere umano mangi i propri figli o partecipi a stupri di gruppo, dal momento che esistono specie animali che attuano questi comportamenti.

          L’argomentazione “naturale, quindi normale” non ha alcun senso, perché natura è un termine analogo, cioè si predica di significati diversi se riferito a specie diverse.
          Dal momento che nella natura genericamente intesa succede di tutto si dovrebbe dedurre che tutto è normale.

          Se io vedo un uomo che si crogiola beato tra i rifiuti capisco che ha bisogno di aiuto, se vedo un topo di fogna che fa la stessa cosa non mi preoccupo. Hanno due nature diverse, per cui anche la loro “normalità” è diversa.

          • LawFirstpope scrive:

            Il solito gioco di confondere l’accezione di “natura” come essenza di qualcosa con l’altra accezione di “natura” come insieme della flora e della fauna.
            I dialoghi con chi sostiene certe ideologie sono sempre segnati da un linguaggio ambiguo.

          • Urka scrive:

            Luke, ma io sono d’accordo con te!
            La mia era una domanda retorica p er far capire quanto è debole l’argomentazione che l’omosessualità è normale perché è prevista in natura.
            Con questa logica infatti si può “sdoganare” qualsiasi comportamento ed è quello a cui andremo incontro se non si ferma questa idiozia collettiva.

      • Daniele Ridolfi scrive:

        Non cade nulla…
        Che l’omosessualità non sia una cosa secondo natura non è un’opinione sostenuta da alcuni, ma è una cosa dimostrata dalla scienza.

        • Paolo scrive:

          L’omosessualità è naturale e normale non solo perchè presente in natura ma poichè è un normale sviluppo dell’affettività e della sessualità umana. Questo quanto l’eterosessualità, niente di più niente di meno.
          Paragoni con malattie o con crimini poi sono, oltre che insensati, assolutamente pretestuosi ( e ben evidenziano l’ideologia fuori dal mondo sottostante).
          P.s. Sig. Rodolfi le comunico che la scienza ha ampiamente dimostrato l’opposto di quello che lei sostiene. Non confonda la realtà con il mondo della sua devota fantasia.

          • Toni scrive:

            Non è detto che è “un normale sviluppo dell’affettività e della sessualità umana!”
            Non è detto che è “quanto l’eterosessualità, niente di più niente di meno”
            Il tutto perché la scienza non ha ampiamente dimostrato un bel nulla. Lei fa proprie delle ipotesi (padronissimo di farlo) assolutamente non pacifiche.

            • Paolo scrive:

              La scienza ha ampiamente dimostrato quello che sostengo. Poi che le piaccia o meno è un problema squisitamente suo. Quindi le mie non sono ipotesi ma dati di fatto non certo messi in discussione dalla psudo scienza in salsa religiosa che 4 gatti vorrebbero proporre: vedi terapie “riparative” o similia

        • Alberto scrive:

          Pregasi riportare articoli scientifici su riviste con peer review che asseriscano questa scemenza… Altrimenti sei un ciarlatano!

          • Daniele Ridolfi scrive:

            Forniscimi tu, piuttosto, qualche articolo scientifico in cui si dice che l’omosessualità è una cosa fisiologica!
            Come dici? Dici che non ne trovi? Eh, per forza: non esistono!

  2. Daniele Ridolfi scrive:

    Verranno giorni in cui noi (anch’io ne faccio parte) Sentinelle in Piedi e/o membri di Manif pour Tous Italia verremo presi, caricati sui blindati della Polizia e portati in galera alla stregua di criminali (anzi: gli spacciatori, stupratori, truffatori, ecc…, cioè i veri criminali, verranno scarcerati per fare posto a noi…), esattamente come facevano la Gestapo e le SS ai tempi del regime nazista o la Stasi ed il KGB ai tempi del regime comunista per disfarsi dei dissidenti. Forse saremo pure condannati alla “rieducazione forzata” in qualche lager/gulag appositamente predisposto dalla lobby LGBT.
    Battiato cantava “Che non si parli più di dittature”: mi pare invece che, dopo la dittatura nera (nazifascista) e quella rossa (comunista), stiamo entrando nella dittatura “arcobaleno” (cioè quella LGBT).
    Credete stia dipingendo scenari lontani? Allora informatevi su cosa sta succedendo a Nicolas Bernard Busse in Francia ed al Card. Fernando Sebastian Aguilar in Spagna per via della legge “anti-omofobia” (ma che andrebbe più correttamente chiamata “anti-libertà d’espressione”).

    • Andrea Pinato scrive:

      si può leggere da qualche parte (link?) questi benedetti opuscoli dell’UNAR???

      giusto per capire se evocare SS, Gestapo e KGB (manca Pol Pot) ha VERAMENTE un senso o c’è una “leggera” paranoia?

      Lei Daniele li ha certamente letti, altrimenti non si sarebbe scomodato a manifestare in piazza. Mi fornisce un link ove possa leggerli?

      Magari mi convinco e manifesto anche io.

      • Fran'cesco scrive:

        Come dice l’altro articolo, “Per averli basta richiederli al sito dell’istituto Beck”.
        Se ne son ben guardati dal pubblicarli (anche perche’ non avrebbero potuto giustificare i costi)

      • Daniele Ridolfi scrive:

        “…se c’è una paranoia…”
        Allora le accuse di omofobia mosse contro Busse e contro il Card. Aguilar (“colpevoli” non di aver insultato o picchiato un omosessuale, ma di aver espresso il loro punto di vista sull ‘omosessualità e sulle unioni tra persone dello stesso sesso) sarebbero una “paranoia”?

        Per quel che riguarda gli opuscoli commissionati dall’UNAR all’Istituto “Beck”: ho avuto modo di visionare la favola “E con Tango siamo in tre”, che tratta di due pinguini gay (tra l’altro se ne parlava anche in un articolo di Tempi.it di qualche giorno fa) che covano un uovo di pinguino che chiameranno Tango alla nascita, favola che vorrebbero dare “in pasto” ai bambini di 3/4 anni, e l’ho trovata del tutto diseducativa e fuorviante. Non è con certe discutibilissime storielle che s’insegna i bambini il rispetto per gli altri: ad esempio i miei genitori e maestri d’asilo e delle elementari mi hanno efficacemente insegnato il rispetto per tutti senza alcun bisogno di raccontarmi favole sui gay. Piuttosto, con certe storielle si insegna ai bambini l’ideologia LGBT, che non ha nulla a che vedere col rispetto per gli altri, eterosessuali o omosessuali che siano.

    • Paolo scrive:

      Errore errore: libertà di espressione non significa libertà di discriminazione o di danneggiamento ad altre persone unicamente sulla base delle proprie fantasiose convinzione ideologiche personali.
      Lei rimarrà sempre libero di esprimere le proprie opinioni certo…come una persona ad oggi è libera di sostenere che il mare è rosa e la terra piatta.
      Non pretenda però che le Istituzioni laiche o i diritti delle persone o il rispetto e la posizione sociale che devono avere venagano subordinate a queste sue, diciamo particolari, convinzioni.

      • Fran'cesco scrive:

        Paolo, a chi ti stai rivolgendo, non si capisce.
        Da quello che dici direi che sei d’accordo con le sentinelle, giusto? E contro il libretto dell’istituo Beck

        • Paolo scrive:

          Sig. Fran’cesco direi che è evidente il contrario non le sembra? Non capisco come possa aver inteso che io potessi essere d’accordo con tale personaggi. È piuttosto evidente che la realtà è quella esposta nell’opuscolo istruttivo dell’oposculo Beck mentre il resto solo solo favoleggia menti ideologici.

          • Fran'cesco scrive:

            Perche’ qui nessuno vuole discriminare, checche’ qualche troll lo sostenga. Tantomeno danneggiare.
            Perche’ la liberta’ di espressione sara’ negata (vedi il vescovo spagnolo indagato o il padre di famiglia con la maglietta della Manif a Parigi, fermato. E vedi le aggressioni verbali alle pacifiche Sentinelle).
            Noi pretenderemmo che non venga insegnato ai figli che il mare puo essere rosa, semplice no? Mentre, come dice bene Daniele, e’ meglio che si insegni il rispetto alle persone, tutte.

            • Paolo scrive:

              Appunto vede che mi da ragione…assurdo pensare che venga insegnato che il mare è rosa quanto è assurdo che venga insegnato che l’omosessualità non è il naturale e normale orientamento che è al pari dell’eterosessualità. Sono due fatti naturali e oggettivi. Semplice no?

      • Carlo2 scrive:

        Paolo, vedo che continui a far finta di non capire?

        Per la centesima volta: ammettiamo per un attimo che siano già stati approvati matrimoni ed adozioni gay, come suppongo avverrà fra non molto; se, per ragioni del tutto aconfessionali, mi dichiarassi pubblicamente contrario, come sto facendo con questo post, non ti starei arrecando alcun danno. Tu potresti sposarti comunque. Eppure con l’attuale formulazione del ddl potrei essere condannato. Mancando infatti una definizione di quali siano gli atti che istigano all’odio o alla violenza, tutto sta alla discrezionalità del giudice. E’ di questo che si parla.
        Come vedi, l’ideologia in questo non c’entra nulla. Meglio: c’entra la tua.

        Secondo me il vero problema è diverso, e se ho ragione dovresti dirlo chiaramente: tu, come molti altri, non tolleri che qualcun altro possa continuare a pensarla in maniera diversa da te su questo argomento.
        Quindi te lo chiedo direttamente: nell’ipotesi che ho fatto, al posto del giudice mi condanneresti? Basta un sì o un no.

        • Bifocale scrive:

          Carlo2 voi volete che siano negati ad altre persone quegli stessi diritti che avete e volete per scontati per voi, e poi ci viene a raccontare che questa tua opposizione al pari trattamento dello Stato ad altri tuoi concittadini non arrecherebbe (loro) alcun danno. Eccome se lo arreca, in quanto continua a relegarli in una situazione di inferiorità in confronto al resto della popolazione, cittadini di serie B. Non tolleri che siano concessi ad altre persone gli stessi diritti che hai tu. E’ naturalmente vero il contrario: così come avvenuto in altre nazioni l’allargamento alle coppie dello stesso sesso di poter contrarre matrimonio (civile) non danneggia in alcun modo le altre coppie, non toglie NIENTE alle coppie eterosessuali, non tocca in alcun modo coloro che vogliono matrimoni ‘tradizionali, nè costringe nessuno a cambiare una sola virgola della propria vita. Semplicemente si allargherebbe la schiera dei (pari) diritti (e doveri) senza toglierli a nessuno. Assodato poi che la libertà di pensiero è protetta dalla Costituzione l’insegnamento scolastico al rispetto per gli altri e alle loro diversità mi sembra essere materia di alto senso civico, assolutamente legittima e da difendere. Infatti, parlando di rispetto delle idee altrui, chi è che chiede il RITIRO degli opuscoli sgraditi al Pensiero Unico Teo-con? Le “sentinelle”, ma guarda un po’…

          • Carlo2 scrive:

            Non spostare il discorso su altre questioni. Del perché sono contrario ne parliamo poi.
            Se tu sapessi leggere, avresti visto che io ho fatto un’ipotesi ben precisa: una volta approvate nozze ed adozioni, in che modo la mia contrarietà, espressa qui o in pizzeria con gli amici, arrecherà danno ai gay? Spiegare, prego.

            Ma anche nella situazione attuale, e a maggior ragione vista la tua risposta, la mia domanda è: la mia contrarietà, espressa con questo post, è istigazione all’odio e alla violenza e quindi sufficiente a mandarmi in prigione? Sì o no?

            Opuscoli: fino a prova contraria i figli non sono proprietà dello stato, e la famiglia dovrebbe poterli educare come meglio crede.
            Questo metodo di rieducazione, secondo me, sa molto più di pensiero unico e di sistema totalitario rispetto ad una manifestzione come quella delle sentinelle, tu vedila come vuoi.
            A parte il fatto che, come tu e i tuoi sodali sostenete spesso, il VOSTRO modo di vedere le cose è largamente maggioritario. Quindi il Pensiero unico sarà casomai il vostro, non certo quello teocon (etichetta che mi appiccichi tu).

          • easy scrive:

            Ma che cittadini di serie B……direi dei repressi che vogliono imporsi con la forza. Semplice..

          • Daniele Ridolfi scrive:

            Chi è che vuole imporre a tutti i bambini le favole con pinguini o altri animali gay?
            Voi del pensiero unico LGBT, mi pare!!!
            Vi ricordo che, invece, l’insegnamento della religione cattolica a scuola è facoltativo.
            Voi simpatizzanti per la lobby LGBT mi sembrate un po’ come quel bue che dà del cornuto all’asino…

            • Bifocale scrive:

              Ridolfi a parte il fatto che i rapporti omosessuali in natura sono stati ormai documentati scientificamente in oltre 500 diverse specie queste iniziative non hanno lo scopo di imporre niente a nessuno, ma semplicemente di spiegare che nel mondo esistono modi di essere diversi. Nessuno (tranne voi) vuol imporre un solo ed unico stile di vita ad altri, ma solo spiegare che nel mondo non siamo tutti robot identici fatti in serie modello unico e tutte le persone vanno rispettate in ugual modo, con le proprie caratteristiche e diversita’, anche di orientamento sessuale. Il solo ed unico Pensiero Unico, spacciandolo addirittura per Divino, lo volete imporre voi per cui e’ comprensibile che andate fuori dai gangheri quando qualcuno cerca di vivere rispettando anche le vite di coloro che non si uniformano al vostro Divino Volere. Saluti.

              • Daniele Ridolfi scrive:

                Avrei tante cose da dirti, ma ne scelgo una in particolare:
                ti pare che le manifestazioni della Manif pour Tous Italia o delle Sentinelle in Piedi (alle quali tu non hai mai partecipato, ma io sì) siano composte da gente che “va fuori dai gangheri”?
                Nient’affatto! Alle manifestazioni di MpT e SiP c’è sempre tanta allegria, la gente fa amicizia, si canta, si legge, si prega… insomma nessuno va fuori dai gangheri…
                Mi è capitato, invece, di assistere alla sfilata di un gay pride: ecco, lì di gente che andava fuori dai gangheri per un nonnulla ne ho vista tanta.

              • Carlo2 scrive:

                @Bifocale: speravo che fossi così cortese da rispondermi, in ogni caso aggiungi sfondone a sfondone.

                Non so chi tu intenda identificare con “voi”; io ho premesso dall’inizio che le ragioni della mia contrarietà sono aconfessionali. Le stesse sentinelle non sono esclusivamente cattoliche. Quindi non venire a dire che “noi” (?) vogliamo imporre il pensiero divino. E’ un’idiozia pura e semplice.

                E finiamola anche con le altre menate: la chiesa ha autorità morale su di te solo se sei credente, quindi nessuno ti costringe in alcun modo. A scuola invece ci dobbiamo andare tutti; un programma scolastico è per sua natura imposto e coercitivo, perché se vai a scuola DEVI impararlo. Massimo rispetto per i gay, ma se pretendono di insegnare ai figli altrui quello che pare a loro, non mi sta bene.

                Infine: tu e tutti gli altri potete fare la vostra battaglia per il matrimonio, gli opuscoli e tutto il resto, e stai tranquillo che la vincerete. Contento? Ma quello che il ddl Scalfarotto vuole impedire è che io possa fare la mia. Non solo: vuole impedirmi, anche un domani, di dire pubblicamente quello che penso. E tu vieni a parlare a me di pensiero unico? Ridicolo.

                Nel frattempo, le domande che ti ho posto rimangono lì.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Bastava un sì o un no, ma tu hai scritto un romanzo e non hai nemmeno risposto.

        • Paolo scrive:

          Vedo che non ci siamo….prima di tutto con l’attuale ddl (che così come formulato è del tutto insufficiente) lei non correrebbe alcun pericolo (per quanto la sua posizione in merito sia moralmente criticabille).
          Domanda: se iqualcuno volesse sostenere che i cattolici non devono essere liberi di praticare il loro culto sarebbe istigazione al l’odio o libertà di espressione? E noti bene che qua stiamo parlando della natura e dell’affettività di persone, fattore molto più importante e formante rispetto all’adesione o meno ad un’ideologia confessionale.

          • Carlo2 scrive:

            Infatti, Paolo, non ci siamo.
            Per prima cosa, come è ovvio, non c’è una sola ragione per la quale dovrei riconoscerti il diritto di stabilire se le mie opinioni siano moralmante corrette o meno. Le tue patenti, cortesemente, valle a dare qualcun altro.

            Secondo: l’attuale DDL, che per te è insufficiente (ammesso che tu l’abbia letto), in realtà è volutamente generico per poter comprendere tutto. E’ passibile di condanna qualsiasi comportamento che istighi all’odio o alla violenza, ma dov’è scritto cosa lo sia o meno? Quindi, sai quanto valgono le tue rassicurazioni a questo proposito? Zero.

            Terzo: la differenza tra noi due è proprio questa: per me tu sei liberissimo di andare in piazza col megafono e dire che i cattolici non dovrebbero essere liberi di praticare il culto. Penserei che hai un’opinione assurda, poi tirerei dritto e ti lascerei farneticare a vita. Tu invece, a giudicare dalla tua risposta (che ti costava rispondere sì o no?) riterresti giusto condannarmi per i post che ho scritto oggi. O almeno, approvando il DDL sarà possibile. C’è una bella differenza.
            Come vedi sei tu quello che desidera lo Stato etico, non io.
            Ti spiace prenderti almeno la responsabilità di scrivere chiaramente, se lo pensi, che dovremmo andare tutti in galera? Giochiamo a carte scoperte.

            Premesso che io non aderisco ad “ideologie confessionali” (il solito patetico tentativo di mettere automaticamente nel torto una qualsiasi religione), non sei tu a stabilire la scala di valori nelle vite altrui.

            Infine, quella del gender magari non sarà la tua ideologia, ma di fatto la sostieni. Se in buona fede o meno, sono affari tuoi.

          • LawFirstpope scrive:

            Posizione moralmente criticabile?
            Ma di quale morale si parla qui, se neanche credete a una legge naturale (che non vuol dire riferita agli animali, anzi…) universale che preceda l’esistenza dell’uomo?

          • Carlo2 scrive:

            Infatti, Paolo, non ci siamo.
            Prima di tutto, come è ovvio, non c’è una sola ragione per cui dovrei riconoscerti l’autorità per stabilire se le mie opinioni siano moralmente corrette o meno. Le tue patenti, cortesemente, vai a darle a qualcun altro.

            Secondo: il ddl che per te è insufficiente (ammesso che tu lo abbia letto), è volutamente ambiguo, in modo da poter comprendere qualsiasi cosa. Non è definito cosa costituisca istigazione all’odio io alla violenza. Quindi le tue rassicurazioni valgono zero.

            Terzo: premesso che, ancora una volta, non mi hai risposto chiaramente con un sì o un no, la differenza tra noi è proprio questa: tu per me puoi benissimo andare in piazza a dire che i cattolici non dovrebbero essere liberi di praticare. Io ti risponderei che secondo me hai un’opinione assurda, ma di sicuro non ti farei arrestare, né tantomeno ti condannerei. Dalla tua risposta, invece, pare di capire che tu mi condanneresti per la mia opinione (e la legge lo consentirebbe). E’ così, SI’ O NO? Così stabiliamo una volta per tutte chi è di noi due quello che vuole lo stato etico.

            Io non aderisco ad “ideologie confessionali” (solito patetico tentativo di mettere automaticamente nel torto la religione); tu stesso, che dici di non aderire ad alcuna ideologia, quindi nemmeno a quella gender, di fatto la sostieni attivamente. Quindi non venire a fare il superiore.

        • Paolo scrive:

          Le ho risposto sotto…
          P.s. Di ideologie il sottoscritto non ne segue.., lei può dire lo stesso???

      • Toni scrive:

        Libertà di espressione significa esprimere democraticamente la propria avversione contro pretese (io le chiamo così) che possono danneggiare se stessi ed una società nel suo complesso. Anche se questo cozza che le rivendicazioni di qualcuno. Questa cosa può non piacere ma è una cosa certa in una democrazia. Di questi tempi questa libertà si cerca in tutti i modi di impedirla.
        Ora, consideriamo che ci sono molte persone (reputo la stragrande maggioranza) che avverte, l’ aprirsi a certe richieste come un modo per implementare il disordine morale e civile (io lo penso): cosa dovrebbe fare? Negarlo a se stessi ? Semplicemente accettarle ? E magari farlo con ogni istanza di chiunque si è ritagliato il ruolo di vittima (ed è sostenuto da una lobby abbastanza potente)? Questo mi sembra veramente folle.
        Inoltre è sicuro che chi la pensa come lei ha una patente speciale per leggere la realtà? E’ forse possessore di una razionalità superiore? Che queste vantate prove scientifiche (lei ha detto “ampiamente” dimostrate) sono veramente incontrovertibili ? Oppure è stato stabilito che gli scienziati che dissentono (ci sono, e pure tanti tanti) da questa “ illuminata” visione ( e cavolo se questo non viene fatto) sono per forza dei cialtroni o peggio malati .
        Io sono convinto che chi la pensa come lei esprime fantasiose “convinzioni ideologiche personali” (molto personali).
        Le istituzioni laiche sono certo al servizio della collettività ma di SICURO non possono creare nulla da se e “calare dall’alto” la propria visione “giusta delle cose” come si tenta di fare oggi in maniera subdola. Democraticamente è un altro discorso anche se comporta che qualcuno (chiunque sia) rimarrà scontento.

  3. VivalItalia scrive:

    Sentinelle: Irridduccibbili!

  4. Cisco scrive:

    Si continua a usare impropriamente il termine “natura”, collegandolo riduttivamente all’aspetto biologico. In realtà quando si dice che l’eterosessualità e’ naturale (e di contro l’omosessualità innaturale) bisogna chiarire che si tratta di una visione filosofico-antropologica che giudica l’aspetto naturale-biologico. Insomma, non conta il WWF, ma l’uomo in quanto creatura razionale e relazionale (come già osservava Aristotele), capace di realizzarsi e completarsi integralmente nell’incontro con una persona di sesso opposto. Per questo l’eterosessualità e’ un orientamento, mentre l’omosessualità un disorientamento.

La rassegna stampa di Tempi

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