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Le sanzioni contro la Russia hanno portato l’81 per cento dei russi su posizioni nazionaliste radicali

dicembre 18, 2014 Redazione

Secondo l’Associated Press la stragrande maggioranza dei russi si sente assediata da Unione Europea e Stati Uniti

putin-ucraina-tempi-copertinaNon hanno avuto conseguenze negative soltanto sul piano economico le sanzioni occidentali alla Russia. La risposta di Stati Uniti e Unione Europea alla crisi in Ucraina ha avuto anche un altro effetto: aver dato un nuovo pretesto ai nazionalisti e nostalgici della “Grande Russia” di arroccarsi su posizioni ancora più estreme. Lo dimostra anche l’ultimo sondaggio pubblicato dall’Associated Press, che vede l’81 per cento dei russi assicurare incondizionato sostegno al presidente Vladimir Putin nonostante il crollo del rublo.

TUTTI CON PUTIN. Già lo scrittore russo di origini ucraine Vladimir Féderovski aveva spiegato, in un’intervista a Le Figaro, come «le sanzioni hanno fatto nascere in Russia un’ala nazionalista molto più radicale di Putin». Una fazione che, secondo colui che è considerato l’ideatore della Perestrojka, «esercita una forte pressione sul governo e ha portato all’emarginazione dell’opposizione liberale e favorevole all’occidente». Ora, però, a spingersi sempre più verso queste posizione nazionaliste radicali è la popolazione. Spiega Maria Lipman, analista indipendente dal governo, all’Ap: «I russi avvertono di essere sotto sanzioni e si sentono come una fortezza sotto assedio».

UNA SITUAZIONE COMPROMESSA. Insomma, si va sempre più verso una situazione compromessa. E se certamente Putin ha le sue responsabilità, d’altro canto non vanno dimenticate quelle occidentali, europee e americane. Lo aveva spiegato bene in un’intervista a Tempi John Mearsheimer, professore di scienze politiche all’Università di Chicago ed esponente della scuola realista: «L’escalation del conflitto militare ha fatto sfumare l’occasione di fare dell’Ucraina uno stato neutrale, sul modello della Finlandia dopo la Seconda Guerra mondiale. Sarebbe stato un passo credibile, avrebbe risparmiato sofferenze e credo sarebbe stato nell’interesse dell’America, dell’Unione Europea e della gente che è scesa in piazza contro Mosca. In uno stato neutrale l’Occidente avrebbe avuto molti più strumenti di persuasione per propiziare l’apertura economica e la crescita di istituzioni democratiche più solide. Il conflitto è la soluzione peggiore per gli ucraini europeisti e per l’America, questo è il paradosso di una guerra nata come conseguenza dell’espansione occidentale in Russia».

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21 Commenti

  1. Raider scrive:

    Un altro errore di mr. Obama, della sua aministrazione ottusa, che deve caratterizzarsi per l’innnovazione, per la diplomazia creativa come brezza primaverile, per la politica defaultiva a favore dei grandi gruppi finanziari: e non ci riesce, a essere memorabile, se non per quantità e qualità degli errori commessi: e mentrei apre a Cuba, spinge all’angolo la Russia… E l’Ue, che, “super-potenza” da cortile da fare tandoori, non è buona neppure a salvare due marò dalla giustizia-spettacolo al curry, per quanto siano solo italiani e sotto egida dell’O.N.U.; e l’.O.N.U., che prescrive politiche genderiste e vota contro l’islamofobia e non sa fare processare i Caschi Blu che si sono macchiati di reati in ogni dove, che nulla fa contro la russofobia montante… Se non fa niente chi può, che possono fare e dire gli altri? Nulla, tranne gridare:
    W LA RUSSIA! W PUTIN!

  2. filomena scrive:

    Il crollo del rublo e dell’economia russa conseguenti alle sanzioni economiche inflitte dell’Occidente sono il prezzo che i russi sono costretti a pagare per la politica autoritaria omofoba e dittatoriale di un megalomane come Putin. Finché i cittadini russi resteranno isolati dal resto del mondo, non capiranno mai che la prima cosa da fare è liberarsi di un padre padrone come lui per diventare un Paese democratico e civile. Con Putin la Russia ha mantenuto tutti gli aspetti peggiori della precedente dittatura di sinistra a cui ha semplicemente aggiunto il conservatorismo della nuova dittatura di destra.

    • yoyo scrive:

      Affamare un popolo perché vuole mantenere sani i suoi valori non mi sembra una cosa di cui vantarsi.

    • Raider scrive:

      Per quanto uno non voglia badarci, si mettono in tanti a costringere a notare la perfetta complementarietà fra l’ottusità genderista e quella filo-islamista che si danno appuntamento sulle pagine di questo blog:
      gli uni/e/* e così via verso la follia anche alfabetica, intervengono solo per difendere la propria causa attaccando la Chiesa e la Russia di Putin, mai l’islamismo in tutte le sue espressioni, neppure quelle omofobiche, ma omofobiche fino a impiccagione, lapidazione e linciaggio, da riprendere per farne strumento di propaganda e ammonimento e come film per l’infanzia;
      le femministe – che, del resto, non si fanno mai sentire per difendere le bambine abortite perché bambine in India e Cina, né le donne usate come fattrici da palestinesi e arabi che contano sulla forza del numero e dai gay che contano sulla forza dei soldi -, che considerano l’aborto come forma suprema, come momento culinante, come apoteosi della donna libera di fregarsen dei bambini che porta in grembo, come somma glorificazione della femminilità, mentre la maternità è sottostare a una prevaricazione maschilista ottrenuta soggiacendo alle sozze voglie maschili e un dare troppa importanza ai bambini, che non meritano niente, tutela, protezione, difesa, tanto meno di avere un padre e una madre, ma solo genitori 1 e 2 in quanto richiedenti piccoli da accompagnare all’asilo;
      e gli islamofili, meglio se catto-islamisti, che non intervengono quasi mai per difendere la famiglia tradizionale, ma sempre, se non esclusivamente, per millantare fratellanze abramitiche mai dimostrate, per esaltare l'”Islam, religione di pace” e “l’islam, religione naturale dell’umanità”, esaltarsi in nome di queste fratellanze e della pace insita in questa religione che di prove di pace ne ha date tante: e alla fine, bandire il jihad contro chiunque non riconosca nella dhimmitudine un ideale della vita cristiana.

    • Tommasodaquino scrive:

      ahhh, questi profondi discorsi logici su libertà e diritti per cui se uno è omofobo merita di vedersi privato di ogni libertà e diritto, mentre se non lo è la privazione delle libertà e dei diritti diventa immediatamente un atto immorale ed antidemocratico. Ah come aveva ragione Orwell, il bi-pensiero.

    • anirospe scrive:

      ma filomena fa parte del politburo della CGIL. Passa tutto il tempo su Tempi a fare l’uomo di paglia per accendere discussioni. Ma te l’ha ordinato la Camusso di rieducare i catto-taleban-omofobi-fassisti?
      Va a ciapà i ratt…

  3. Filippo81 scrive:

    Cosa s’aspettavano le varie amministrazioni occidentali ? Che i Russi si sarebbero calati le brache e chiesto scusa strisciando per terra ? Non conoscono bene, evidentemente, il popolo Russo e soprattutto non hanno capito chi è Putin e chi sono i suoi numerosi sostenitori (anche quelli al di fuori della Russia).!Viva la Russia e viva Putin !

  4. Alberto scrive:

    Obama, l’abortista “uomo della pace arcobaleno” ci portera alla terza guerra mondiale, Putin è l’unico leader occidentale che non è condizionato dalla aggressiva lobby mondiale LGBT e rispettoso della religione, della vita e della famiglia naturale.
    Una antitesi fra due leader, che dovrebbe far riflettere. La Russia storicamente è saldamente parte dell’europa perchè abbiamo le stesse radici.
    Putin deve essere nostro amico e alleato ce lo chiede la storia e il buon senso. Ma la UEE vuole strappare queste radici insieme a quelle del Cristianesimo, mi chiedo perchè dobbiamo assecondare questa follia!

  5. Cisco scrive:

    Trasecolo: l’attacco della Russia contro un paese confinante che si è rotto le scatole di essere satellite dello zar diventa “una guerra nata come conseguenza dell’espansione occidentale in Russia”: più che di scuola realista, questo Mearsheimer mi sembra di scuola fantasiosa. In ogni caso – soprattutto con il petrolio a 60 dollari – la Russia, gigante dai piedi di argilla con un’economia da terzo modo, sarebbe collassato anche senza sanzioni. A carnevale useremo i rubli al posto dei coriandoli, e questo certamente non è una bella notizia, su questo sono d’accordo.

    • Raider scrive:

      Mi associo al trasecolo-seclorum, ma per ragioni opposte: la cattivissima America è accusata di tutto, ma non di volere fare le scarpe alla Russia per mettere le mani sulle risorse del Paese come avveniva nella new age eltsiniana.
      La Russia sconta ritardi gravissimi anche per colpa dell’autocrazia comunista che ha siberizzato tutti i problemi dell’autocrazia zarista senza risolverne neppure uno. Forse, è tardi perfino perché la Russia abbia una sua fase democratico-borghese (che, per Lenin, si era esaurita a tempo di record tra febbraio e ottobre del 1917!), i mutamernti in atto non glielo consentiranno. Ma la prova dell’autocrazia putiniana sarebbe il sottrarre l’economia al controllo dei gruppi legati alla finanza internazionale e il non accettare il genderismo come garanzia di un rapido passaggio alla modernità… Insomma, lo stesso tentativo di strozzare l’Ungheria: è fallito conto Orban, fallirà contro Putin.

      • Cisco scrive:

        @Raider
        E’ naturale che gli USA vogliano fare le scarpe alla Russia, così come e’ naturale che la Russia voglia fare le scarpe agli USA: anche se il comunismo e’ caduto restano pur sempre due mondi culturalmente e geostrategicamente opposti. Per quanto mi riguarda, tra i due blocchi continuo a preferire gli USA, dove i cattolici sono riconosciuti e liberi di professare pubblicamente la propria fede (sebbene sotto continui attacchi). La Russia non riconosce la chiesa cattolica, mentre riconosce l’Islam (i musulmani sono il 10%, i cattolici appena lo 0,6%). Orban deve decidersi: prima porta l’Ungheria all’adesione alla UE e all’entrata nella NATO, poi inizia a flirtare con Putin e a sostenere che Cina e Turchia sono i suoi modelli di stato nazionale…

        • Raider scrive:

          Dovremmo deciderci noi, invece di lasciare decidere gli altri. e Orban è un ottimo esempio di come si posa essere e resatre europei senza per questo attenersi a politiche, in materia economica, monetaria e estera, che, come dire, non tengono sufficentemente conto dei nostri interessi.
          Sulla politica russa ne confronti deli cattolici vorrei che lei ricordasse quello che ha scritto, secondo me, facendo di tutta l’erba un fascio – nel senso, fra l’altro, che dimenticava i rimproveri mossi alla Chiesa cattolica proprio dai “nativisti” e terzomondisti variamente riciclati – alle chiese protestanti che si espandono in America Latina e Africa. L’avevo esortata a rispondermi, in proposito: ma, come accaduto in altre circostanze, lei si è ben guardato dal farlo: cosa che potrebbe indurmi a imitarla per non far fare la parte del sordo solo a lei. La differenza specifica senza genere prossimo fra i due casi, è che il contenzioso fra Russia e Occidente è molto più caldo e pericoloso per tutti: mentre noto che viene facile anche a lei mostrarsi così critico e determinato, diciamo così, con nostri fratelli in Cristo ortodossi e protestanti, rispetto a altre millantate fratellanze che la Russia si è trovata già come impero in grado di respingere, ieri come oggi (finora!), le minacce cui è esposta da califfati piccoli e grandi. Noi, come sa, i musulmani ce li portiamo a casa e in tempo record e a ritmi crescenti che altro il 5 o 10%, se fa caso anche alle statistiche sui nuovi nati di città, capitali e nazioni intere. Non solo: ma ci viene duramente rimproverato, all’occorrenza, di accogliere tutti, invece di farci dire da alcuni dei nuovi arrivati chi deve e chi non deve esser accolto: laddove, se lo facciamo noi, scoppiano le polemiche, in attesa che scoppino rivolte e bombe, quando i numeri saranno quelli giusti, vedrà!

          • Cisco scrive:

            @Raider
            I musulmani in Italia sia aggirano attorno al 2%, in Russia come ho scritto attorno al 10%. Ma non è questo il punto: l’Occidente – con tutti i suoi difetti – rappresenta ancora il posto migliore al mondo in cui vivere. Tutto qui, e’ molto semplice. Può non essere d’accordo, ma mai farei a cambio tra Italia (o USA) e la Russia. Anche se a Mosca vietano il gay pride e noi invece dobbiamo sorbirci le interviste a Scalfarotto.
            P.S. Mi scuso se non sempre riesco a commentare o rispondere, ma lo faccio solo a causa di precisi impegni familiari o di lavoro.

            • Raider scrive:

              Bah, Cisco, le ho fatto noatre che in musulmani in Russia c’erano già all’epoca dellimpero zarista e in U.R.S.S., con le repubbliche centrosiatiche, erano in una percentuale più alta: non sono arrivari ovvero non sono imposti cpome accade nell’Ue e non per caso: e le chiedevo di dare un’occhiata a cifre ben più eloquenti di quelle che legge lei: e se no, di vedere quel famoso filmato visto anche dai padri sinodali, che potrebbe aprirle gli occhi o peremtterle di guardare anche oltre e altrove, se per lei la crescita islamica nell’Ue è troppo bassa e si preoccupa della percentuale di islamici in Russia o di quella dei protestanti in America Latina e in Africa.
              Lì, tutto si riduceva ai soldi e alla provenienza dei soldi: senza negare qiuesto, pensavo che vi fosse di che riflettere sulla crisi d’identità della nostra Chiesa, univocamente dialogante in altre direzioni: lo trovavo più pertinente delle divagazioni di dietrologia un tanto al chilo e di storia senza vuoto a rendere, cui si abbandonavano i catto-islamisti con la testa a zonzo e si capisce perché: mentre non capivo che ci faceva lei in mezzo a loro. Così come vedo che lei prende in considerazione solo alcuni aspetti delle questioni che le pongo (e li svolge come e li porta dove le pare: non era in discussione “in quale luogo della Terra mi piacerebbe vivere”): ma, almeno, lei ne ha spiegato il perché. Se lei non può rispondere tempestivamente, si prenda pure tutto il tempo che occorre compatibilmente a impegni che capisco molto bene: e si rilegga, quando può, certi post. Da parte mia, sapendo come stanno le cose, eviterò di porle altre domande, in futuro. E grazie di tutto lo stesso.

              • Cisco scrive:

                @Raider
                Certo, ma se la mettiamo sul piano temporale in Europa Occidentale i musulmani c’erano da mille anni prima dell’impero zarista. Il problema e’ quali musulmani ci ritroviamo, quali centri culturali con moschee finanziate da chi, con quali prediche e quali valori. Non ci sono dubbi che l’Europa sia debole e che, quindi, una identità forte e politicizzata – a volte violenta – come quella islamica costituisca un problema. Ma la debolezza dell’Europa non dipende dall’Islam, bensì dalla secolarizzazione (e mettiamoci pure dal buonismo di alcuni settori della Chiesa), quindi dalla crisi della nostra fede e della nostra cultura. Quindi è appunto la crisi d’identità della nostra Chiesa e dell’Occidente il problema, non il dialogo: come ha spiegato BVI il dialogo e’ indispensabile per la pace e presuppone una identità forte, altrimenti verrebbero meno gli stessi soggetti dialoganti: manca una autocoscienza cristiana dell’Europa. Se ci fosse potremmo dialogare con tutti. E invece lo fa solo il Papa.

                • Raider scrive:

                  Cisco, mi scusi, se può, se ce la fa, ma di fronte alle sue affermazioni, la prima cosa che mi viene in mente è che lei, piuttosto che discutere seriamente, abbia voglia di giocare a ping pong, a batti e ribatti. Mentre lo stesso gioco non le piace o le mancano gli argomenti, la voglia di replicare le viene meno e l’agonismo si dilegua quando c’è da dire in faccia ai musulmani e alla faccia di (aya)tolla(h) dei loro portavoce, ai muezzin della dhimmitudine che vengono a predicare il jihad qui, che, solo per fare un esempio, la frottola mistificatoria dei “fratelli in Abramo” riguarderà, al massimo, i popoli ebreo e arabo, ma non le religioni ebraica, cristiana e islamica.
                  Ma perché, le pare che se non riconosciamo questo genere di fratellanza ci si può accusare di volere una nuova Crociata? E quale gente dal mite carattere e dalla “religione di pace” potrebbe pretendere una cosa del genere con sottintesa minaccia? O le risulta che, siccome non abbiamo analoghi legami di parentela con induisti o buddisti, vogliamo fare un po’ di Crociata anche a loro (semmai, sono anche loro, ogni tanto a perseguitare i cristiani)? Mentre a attaccare e guerreggiare contro induisti balinesi e budisti thailandesi sono proprio questi presunti “fratelli abramitici.”
                  Gli esempi che si poterbberoi farle sono parecchi. Mentre anche lei accetta senza fiatare, anzi, unisce la sua voce al coro contro gli U.S.A. – cosa lecita, legittima e in certi casi, doverosa, sia chiaro: ma non di fronte a mistificazioni con accluso intento distorsivo dalle analoghe responsabilità di altri popoli e culture – per lo schiavismo e per paventare, la diffusione del protestantesimo – con la Chiesa cattolica che si protestantizza da sola e questo non merita una riflessione, una critica doverosa, una prece accorata: è che viene meglio, è più facile maledire l’America, tranne quando c’è da preferirla alla Russia: e perchè non ai Paesi islamici, siccome ci stiamo islamizzando qua in Ue? – e fare del calvinismo, con semplificazioni alla carlona e in mezzo a una ricostruzione storica arraffazzonata per l’occasione polemica a senso unico, la spiegazione dello schiavismo yankee? Mentre la schiavitù sarebbe, guarda caso, in contrasto con il Corano, così come la dhimmitudine da imporre agli infedeli: e quindi, che ne parliamo a fare?
                  Che vuol dire, lei, sostenendo che i musulmani in Europa “c’erano da mille anni prima dell’impero zarista”? Se lo ricorda come ci sono arrivati? E comunque, che c’erano e li abbiamo ricacciati là dove erano venut implica che devono tornarci per forza, in Europa occidentale o che i Russi hanno più diritto di noi a rifiutare di essere islamizzati demograficamente e politicamente o che hanno ragione i musulmani a reclamare il maltolto, dalla Spagna alla mia amata Sicilia? Ma si rende conto che tutto questo non c’entra nulla di nulla di nulla? E dove non sono mai arrivati e ora arrivano e fra ricongiungimenti familiari e new entry stanno ribaltando i rapporti numerici con la popolazione autoctona, tanto che i padri sinodali hanno visto un filmato in proprosito che lei non ha mai visto e di cui parebbe lei abbia mai sentito parlare, sono cose da dare per scontate e indiscutibili? E perciò, anche di fronte a dati chiaerssimi, a fatti incontestatbili e a volontà eurocratiche di libanizzare l’Ue, lei trova indispensabile polemizzare con il laicismo occidentale, che non data da oggi, pur di non avere di che ridire con i suscettibili ancorché dialoganti musulmani e i loro supporter catto-islamisti?
                  Con chi dialoga il papa, così, ad muzzum, diciamo da noi, quando mostra quella che ai musulmani e non solo a loro, sa di subalternità al primo muftì con cui si trova a pregare, dopo che un imam ha invocato il suo Allah nei giardini vaticani perché permetta ai “veri credenti” di vncere sui nemici dell’Islam, se non le pare che il papa e i cristiani, luridi politeisti, non siano fra questi?
                  Mi scusi, pensando alle che le ho risparmiato, se le ho posto qualche domanda. Ma la prego, Cisco. se lei ha intenzione di rispondere solo a qualcuna di esse e non prenderle in considerazione tutte, non si prenda il disturbo di dialogare con me. Faccia di me, se questo può farla sentire con la coscienza a posto nel trattarmi da appestato, un filo-protestante, un cripto-sionista, un agente della “triade diabolica”, un fanatico del “politicamente corretto” (io! Questa le batte tutte!) e altre fandonie che le rispamio e che sono nel repertorio di calunnie dei paranoici complottisti tanto ammodo con cui la vedo beccuzzarsi per qualche compagno di merende di mr. Obama. Lei non è tenuto a discutere con me: a maggior ragione, non è tenuto a fingere che sia così. Ha cose più importanti da fare: le faccia. E grazie lo stesso.

                  • Cisco scrive:

                    @Raider

                    Gentile Raider, noto che lei ha effettivamente molto più tempo di me da dedicare ai post, in particolare agli attacchi all’Islam, mentre purtroppo io cerco di attenermi al tema degli articoli che vengono di volta in volta pubblicati da Tempi. Non è che non voglia dialogare (terribile vocabolo a quanto pare!) con lei, è che vorrei dialogare sull’articolo in questione. Anche se mi pare che il dialogo con lei sia un po’ strano, nel senso che mi vengono attribuite cose che non penso e quindi non scrivo. Sarà la sintesi, ma è ovvio che alcune questioni non si possano approfondire su un blog.
                    Per esempio la questione della Russia baluardo della cristianità (contro l’Islam) l’ha tirata fuori lei, mentre io ho fatto notare che se si prende come criterio di giudizio il fatto storico che “i musulmani in Russia già c’erano” (anche perché i turcomanni non devono aver chiesto il permesso allo zar per insediarsi in Russia), allora dovrebbe valere la stessa cosa anche per l’Europa: mentre invece secondo me il criterio da usare è il rispetto della libertà religiosa. Peraltro ho letto una ricerca secondo cui si stima che il 60% dell’esercito russo sia formato da immigrati islamici. Come baluardo della cristianità l’amico Putin lo vedo messo male.
                    Comunque, sperando di fare opera di chiarezza, ripeto quello che penso con le parole del cardinale ghanese Turkson (quello del video di cui secondo lei non avrei sentito parlare): “Per me attaccare l’Islam sarebbe come attaccare la mia famiglia. Il fratello di mio padre era musulmano e si è preso cura di me quando ero bambino. Quando invece invecchiò io mi sono preso cura di lui fino al giorno della sua morte. (…) L’obbiettivo (del video ndr) non era quello di essere anti-Islamico. Assolutamente no! L’obbiettivo era enfatizzare la situazione demografica come risultato della tendenza e della cultura anti-vita del mondo occidentale, dove, per come la vedo io, c’è un grande bisogno di applicare i valori del Regno di Dio e del Vangelo all’ordine sociale”.
                    Quindi così come esiste la chiesa buonista, purtroppo esiste anche quella incapace (come me) di dialogare: e sono entrambe sbagliate, perché vanno contro il Magistero cattolico, che invece è stato ben incarnato dagli ultimi papi (compreso l’attuale, anche a lei sembra non piacere). Il principale pericolo esterno è l’islamismo, ma il pericolo interno più grave è l’apostasia dell’Occidente: so bene che il laicismo c’è da secoli, ma oggi sta mietendo successi che mettono a repentaglio l’essenza stessa dell’uomo. D’altra parte è proprio per questo che siamo diventatti delle pappe molli, degni interpreti di quella “viltà” di cui scrisse la Fallaci: sì, non strabuzzi gli occhi, proprio Oriana. Detto questo, le auguro un buon Natale pieno di presepi belli come il mio che, a differenza di qualche sindaco laicista delle patrie contrade, un musulmano non toccherebbe neanche con un dito.

                    • Raider scrive:

                      Caro Cisco, io impiego il mio tempo in molti modi, intervengo solo in questo blog e lo faccio, a volte, con tanta di quella fretta, che commetto errori di battitura perché rileggo di sfuggita e talvolta, non mi fermo neppure a rileggere. Cosa importante, per quanto potrà apparire arbitraria, se intervengo solo su questo blog è perchè non ci sono molte possibilità di esprimersi, visto che sui media e nel del bon ton nel discorso pubblico e men che meno, nella politica certe convinzioni non trovano interpreti che diano garanzie di rappresentare idee che non sono solo mie: e infatti, si mettono in tanti a cercare di fare anche di questo blog un ricettacolo dei dogmi del politicamente corretto, non potendo censurare con apposite leggi chi si distacca e addirittura, attacca l’ideologia ufficiale dell’Ue: e intanto che lasciano a lei e a me la libertà di farci il presepe a casa nostra come ci pare.
                      Le sue precisazioni sul commentare l’articolo e non perdere tempo a rispondere a altri commenti, mi scusi, le trovo, dirò per non farmi scusare troppo, superflue, anche lei, a volte, scantona (giustamente, ma non sempre: come facciamo più o meno tutti) dal tema quando questo non è così facilmente contenibile nei limiti di una rubrica, di un paio di colonne in cronaca, di un box; e lei batte e dibatte come fanno tutti gli altri.
                      Le sue precisazioni sulla Russa, mi riscusi, non le capisco, ma fa niente, mi sembra che lei non abbia capito quello che affermavo io e così, siamo pari, anche se avrei preferto una parità meno al risparmio e al ribasso. Quanto alla presenza di islamici nell’esercito russo, è una prova che faremmo bene a considerare l’immigrazione non come semplice emergenza umanitaria, mentre a queste si potrebbe cercare di porre rimedio con soluzioni meno facili e ovvie dell’immigrazione di massa e inarrestabile alla luce di dogmi cui la stessa Chiesa sembra subordinare tutti gli altri.
                      Capisco ancora meno, ma non mi scusi pure, le sue ironie, rivolte a me, certo, ma non capisco a chi altri, fra sindaci, chiese dialoganti, politici ligi al mandato Ue del politicamente corretto non solo in materia di nozze gay. Credo vi sia gente assai più meritevole di essere ricordata nelle sue ironie di quante non ne riservi a me.
                      Sul filmato sottoposto ai padri sinodali, ero sicuro che lei lo avesse visto o ne fosse al corrente, ma volevo solo evidenziare come neppure lei, come altri, sembrasse tenerne sufficientemente conto: tanto è vero che anche lei si è rimesso alle parole che un cardinale ha dovuto pronunciare in omaggio al dogma del dialogo, che viene prima, sembra, rispetto all’annuncio del Logos e alla enunciazione di dati statistici incontestabili e in ossequio alla morale delle intenzioni senza alcun riguardo né per il contentuo di filmato e i dati oggettivi che illustrava, né per le conseguenze de-moralizzanti che una ritrattazione alla Barilla produce sull’opinione pubblica e sugli stessi cattolici come lei.
                      Ma ribadisco: il dialogo può essere libero o meno libero o fasullo come molte o come tutte le altre cose: molto dipende dagli interlocutori che scegliamo di interpellare: io, mi creda, non le voglio sottrarre tempo prezioso: ma lei, se decide di rispondere a me, non lo faccia, per favore, solo per quelle parti del discorso che rischiano di falsarne il senso complessivo e di travisare anche le intenzioni mie, col rischio di farle pensare che le attribuisco cose che lei non ha mai sostenuto: ciò che non ho mai inteso fare, tanto è vero che le ho chiesto di chiarine qualcuna, senza ottenere neppure questo. In ogni caso, grazie e auguri di Buon Natale, anche senza bisogno di fare una gara a presepi belli, bellissimi come il suo.

  6. jLeo scrive:

    Il giornalista Giulietto Chiesa il 15 dicembre 2014 è stato arrestato dalla polizia estone a Tallinn, dove si era recato per una conferenza dal titolo “Davvero la Russia e’ un pericolo dell’Europa?” prima che potesse parteciparvi come principale relatore. Successivamente espulso in Russia.
    Con paesi confinanti come l’Estonia maggiordomi di Washington dove la NATO continua ad ammassare truppe e con una concezione della libertà di espressione come questa (l’Estonia dovrebbe essere Europa o sbaglio ?) lo credo che i russi si sentano minacciati. Assediati non credo perchè ringraziando Dio il mondo non è solo l’occidente (che avrà sempre meno importanza).

  7. Raider scrive:

    Il giornalista Giulietto Chiesa ha idee che in Estonia, piccola nazione con un passato che mostra come non avesse molto da scegliere in tema di alleanze e vicinato, sono considerate con qualche ragione un incitamento a aizzare polemiche assai pericolose con la minoranza russa. Sono Paesi che non sono usciti dal passato sovietico come da un ballo su invito o a richiesta. In Russia e qui e altrove, Chiesa può dire quello che vuole: ha scelto di fare la vittima e creare un caso diplomtico nell’unico posto che gli offre questa chance. Se ne vuole altre, saprei io dove mandarlo.

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Tutto è cominciato con il Mokka X, SUV compatto di grande successo con oltre 600.000 unità vendute; poi è stata la volta di Crossland X, crossover urbano più spazioso e versatile, che ha preparato il terreno alla novità Grandland X, SUV compatto da 4,48 metri che punta su linee muscolose e decise (condivide la piattaforma […]

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