Google+

Le banche hanno già scartato due regali: uno di Draghi, l’altro di Monti

dicembre 25, 2011 Massimo Giardina

La Bce ha immesso liquidità nel sistema il 21 dicembre con un’asta ad hoc e con la manovra il governo ha dato alle banche la possibilità di usufruire di garanzie statali.
Tre grandi conoscitori dei meccanismi della finanza come Draghi, Monti e Passera fanno così gli interessi di tutti

Sotto l’albero di Natale delle banche ci sono due pacchetti confezionati a dovere, entrambi scartati con un po’ di anticipo rispetto al 25 dicembre, ma per questo non di minor valore. I due regali al sistema del credito sono: l’immissione di liquidità portata a compimento dalla Bce il 21 dicembre con un’asta ad hoc e la possibilità per gli strumenti obbligazionari di emissione bancaria di usufruire di garanzie statali.

Entrambe le azioni nascono dalla mancanza di liquidità nel mercato e, di conseguenza, dall’impossibilità per le banche di svolgere l’attività che maggiormente le caratterizza: il prestito di capitali. L’approvazione delle nuove regole dell’Autorità bancaria europea (Eba) ha significato per le aziende di credito italiane un obbligo di ricapitalizzazione per oltre 15 miliardi di euro. Le capitalizzazioni hanno un duplice effetto: da una parte rafforzano la solidità patrimoniale, dall’altra fanno in modo che le risorse destinate al rafforzamento non vengano utilizzate per gli impieghi: in sostanza nel sistema viene assorbita liquidità.

La decisione portata a compimento dall’Eba non è stata apprezzata dalle banche italiane. In modo particolare in questo momento, in cui anche il mercato interbancario, dove le banche si scambiano a vicenda i capitali per le loro necessità, si trova in difficoltà. In questo clima l’asta realizzata dalla Bce ha permesso ai nostri istituti di portare a casa 114 miliardi di euro al costo dell’1 per cento: un prezzo decisamente più basso di qualsiasi altra possibilità d’approvvigionamento presente nel mercato. Occorre aggiungere che per l’Italia l’asta della Bce si è chiusa positivamente grazie alle garanzie prontamente rilasciate dalla Banca d’Italia. Il bollettino di dicembre della Bce dettava: «Alle banche centrali nazionali sarà consentito accettare come garanzie, in via temporanea, ulteriori crediti (segnatamente prestiti bancari) che non siano in sofferenza e che soddisfino precisi criteri di idoneità. La responsabilità inerente all’accettazione di tali crediti è in capo alla banca centrale nazionale che ne autorizza l’uso». Cosa è successo in sintesi? Le banche italiane hanno utilizzato nei confronti della Bce garanzie rilasciate dalla Banca d’Italia, che avevano come sottostante crediti presenti nelle banche stesse. Ma la novità vera è che sono stati accettati anche i crediti con basso rating.

L’altro regalo sotto l’albero riguarda la possibilità introdotta nell’articolo 8 della manovra Salva Italia: «Il ministro dell’Economia e delle Finanze è autorizzato a concedere le garanzie dello Stato sulle passività delle banche italiane con scadenza da tre mesi fino a cinque anni». Grazie a questo provvedimento, le banche nel territorio italiano potranno emettere sul mercato obbligazioni garantite dallo Stato. Così facendo gli investitori avranno in mano degli strumenti cartolari su cui è prestata una garanzia sicura a copertura del capitale e degli interessi. Cosa significa in concreto? Se la banca fallisce i soldi investiti vengono rimborsati dallo Stato. Il livello di affidabilità del titolo garantito è di conseguenza uguale ad un buono del tesoro.

Il costo per godere della concessione della garanzia di Stato è ponderato ai valori di mercato dei Credit Default Swap (Cds), derivato creditizio utilizzato con la funzione di polizza assicurativa per il sottoscrittore di un’obbligazione. I due provvedimenti appena menzionati descrivono un’attività corretta nella sua applicazione. Ossigenare il sistema bancario è un incentivo al sistema del credito che sta attraversando un momento di forte sofferenza, infatti i dati sulla redditività delle aziende di credito raccolti dall’Abi mostrano un ulteriore calo. Tre grandi conoscitori dei meccanismi della finanza come Draghi, Monti e Passera non stanno facendo gli interessi dei pochi, ma nel tentativo di salvare il sistema creditizio, faranno gli interessi di tanti.
Twitter: @giardser

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

3 Commenti

  1. paolo delfini scrive:

    GRAZIE MASSIMO, MENO MALE CHE IN UN MONDO DI CATASTROFISTI ESISTONO ANCHE RIVISTE FATTE DA GIORNALISTI REALISTI CON DELLE SPERANZE RAGIONEVOLI, ANCHE IO PENSO E SPERO CHE I TRE GRANDI ECONOMISTI FARANNO GLI INTERESSI DI TUTTI, DEL RESTO LA COMPETENZA E I GIUSTI AGGANCI NON MANCANO LORO E SALVANDO IL SISTEMA CREDITIZIO DARANNO UNA GROSSA MANO A TUTTA LA NAZIONE.

  2. olga65 scrive:

    domanda – quanto costa alle banche la garanzia dello stato ? a me risulta assai poco – circa 80 cent di punto da corrispondere allo Stato da parte delle banche. se cosi’ fosse sarebbe sostanzialmente una scelta assai assai discutibile – tremonti ( si lui il ba-bau il cattivissimo tremonti) nel 2008 aveva dato i soldi alle banche ma al 9% con in piu’ un pressing a spingere le banche a ricapitalizzarsi.
    le banche poi che faranno con qs soldi ? useranno i soldi per fare piu’ prestiti oppure riutilizzeranno tali soldi per ricomprare a prezzi bassi le proprie obbligazioni ?
    e che faranno quindi le banche con qs nuovi utili ( di negoziazione)? li utilizzeranno per ricapitalizzare o per darsi qlche extra-bonus ?
    la strada delle emissioni garantite mi sembra una scelta assai opaca e poco trasparente.
    guarda caso il ministro in questione è proprio lui mr passera che in barba al conflitto di interessi regala soldi alle banche….
    il prossimo regalo di passera alle banche non è che sarà una nuova bella legislazione che permetta di ridurre il personale bancario a spese dello stato ( oohps volevo dire dei contribuenti)???
    AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA !!

  3. Massimo Giardina scrive:

    più che ai posteri, una prima risposta sarà contenuta su Tempi in un futuro vicino vicino.
    MG

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

Nel bel mezzo di Agosto, la Casa di Iwata lancia un criptico video teaser che anticipa quanto verrà svelato il 6 settembre alle 17:00: la Yamaha T7

L'articolo Yamaha T7, il video teaser proviene da RED Live.

Si chiama Nolan N90-2 ed è l’apribile entry level di Nolan. Adatto sia all’utilizzo in città sia per un lungo viaggio, costa 269,99 euro

L'articolo Nolan N90-2, apribile entry level proviene da RED Live.

I fiori mai sbocciati dell’automobilismo mondiale No, loro non ce l’hanno fatta. Non sono riuscite ad arrivare in produzione, perse nei meandri delle logiche commerciali, del marketing, degli eventi globali o, semplicemente, dell’indecisione dei costruttori. Sono quelle centinaia di concept car – o prototipi che dir si voglia – realizzati in piccolissimi numeri, quando non […]

L'articolo Le auto che non sono mai nate proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana