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La verità è che io non voglio più essere gay

novembre 28, 2014 Luis Pabon

«Inizialmente sono approdato in questa comunità alla ricerca di amore, intimità e fratellanza. Invece ciò che ho trovato è: sospetto, infedeltà, solitudine e mancanza di unione»

Il sito gay.tv, quindi non certo una fonte sospettabile di omofobia, ha tradotto la testimonianza di Luis Pabon, pubblicata originariamente qui. Riproponiamo di seguito la traduzione di gat.tv.

Non voglio più essere gay. So che una dichiarazione di questo genere sa di negazione, disgusto di sé e omofobia interiorizzata. Quell’omofobia che si associa alla mancata accettazione della propria omosessualità. Ma la verità è che io non voglio più essere gay.

Per me, essere gay ha fatto il suo tempo. Ormai ho sperimentato tutti gli aspetti della vita e posso tranquillamente affermare che non mi serve più, non serve alla persona che io sono o voglio diventare.

Non mi sono sempre sentito così.

Inizialmente sono approdato in questa comunità alla ricerca di amore, intimità e fratellanza. Invece ciò che ho trovato è: sospetto, infedeltà, solitudine e mancanza di unione.
In questa comunità, c’è talmente tanto disgusto di sé stessi che si incontrano continuamente uomini a pezzi, autodistruttivi, che sanno solo ferire, che sono crudeli e vendicativi gli uni contro gli altri.

Ho lottato per adattare il mio codice morale a questi comportamenti, ma mi sembra di essere costretto a spingermi troppo oltre alle mie convinzioni e ai miei valori.

Non importa quante volte mi sforzo di non avere una percezione falsata, di non avere preconcetti: ogni volta incappo nel solito stereotipo di uomo gay – che fa sesso con chiunque ed è ossessionato dal sesso; superficiale, incapace di avere una relazione stabile, spaventato dall’intimità, privo di amor proprio; affetto dalla sindrome di Peter Pan, con un odio per chi è più anziano. Tutte cose che pensavo fossero ormai sepolte per sempre, invece vengono fuori subito. Sembra quasi che i gay facciano fatica a superare gli stereotipi e i cliché. Sta diventando sconfortante.

Sono passati sette anni da quando ho deciso di vivere la mia vita da gay dichiarato e non è stata una strada facile. E’ stata anzi piena di dolore e miseria che inizialmente ho cercato di mascherare con l’alcol, le droghe, il sesso e le feste. All’inizio è stato difficile ammettere che mi piacevano gli uomini. Ma l’ho fatto ed è stata un’esperienza molto liberatoria. Mi ha dato la possibilità di far valere la mia identità, contro cui per anni avevo lottato. Mi ha dato la possibilità di essere attivista di me stesso e fronteggiare l’opposizione di familiari, amici e della società nel suo complesso. Ero orgoglioso di essere orgoglioso, e mi sentivo parte di qualcosa di più grande di me, un movimento di uomini che amano gli uomini e che non hanno paura di mostrarlo. Il nostro amore doveva essere un atto rivoluzionario. Ma la verità è che noi non ci amiamo.
Ci siamo infatuati dell’idea di appartenere a una comunità e di andare contro a tutto. Abbiamo apprezzato la libertà, il ribellarsi ai costumi sociali.
L’amore che pensavamo fosse la parola magica della nostra rivoluzione è diventata un’arma a doppio taglio.

Personalmente credo che l’amore sia sacrificio e non molti uomini gay sono disposti a sacrificarsi per i loro fratelli oggi. Inizialmente questo spirito di sacrificio è stato rilevante – durante la crisi AIDS nei primi anni ’80 e ’90, quando le risorse erano scarse e la gente aveva paura. Ora invece sembra che ci sia una ossessione per il rischio, e tanti gay scherzano col fuoco, sperando di trovare, nel loro infinito viaggio alla scoperta di sé stessi, relazioni significative.

Anziché cercare di vincere il primo premio – l’initimità vera con una persona – si preferisce la gratificazione immediata di un incontro casuale su Craigslist o Grindr. Le automobili sono diventate le nuove camere da letto e il sesso non è seguito da coccole e chiacchiere dolci ma da espressioni tipo: “Solo divertimento”.

Questa vita inizia a sembrarmi una specie di morte che ribolle piano piano a fuoco basso, e non la trovo più attraente come una volta. E’ una vita che ha davvero bisogno di qualche restauro.

Una volta gli uomini erano uomini e ti approcciavano con un minimo di coraggio cavalleresco. Oggi si nascondono dietro le maschere elettroniche di Grindr oppure si piazzano vicino a voi nei locali, sperando che siate voi a provarci, in modo da potervi dire di no con arroganza e proiettare così il loro disagio. Ho notato che molti uomini gay vogliono solo una sfida e vivono per essere elusivi. Vogliono uomini che non li vogliono, uomini che ricordano la distanza emotiva o l’assenza dei loro padri.

Sono troppo giovane per rimpiangere i bei vecchi tempi, ma questa vita ti fa rimpiangere cosa voleva dire essere gay. Ti fa desiderare i tempi in cui un ragazzo ti avrebbe salutato e offerto da bere, invece che offrirti la taglia del suo cazzo e le sue statistiche sessuali. L’intermediario di cortesia è stato eliminato e sostituito da una immoralità diabolica che ti porta alla distruzione quotidiana. Non ne vale la pena, non più.

Pur riconoscendo di essere attratto dagli uomini, ho scelto di dissociarmi da uno stile di vita al di fuori della morale e della bontà. Vivere la vita gay è come infatuarsi di un cattivo ragazzo, di cui all’inizio desiderate spasmodicamente l’attenzione e l’amore, ma che alla fine vi fa ribrezzo. Io non ci sto più.

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37 Commenti

  1. Filomena scrive:

    Ma dove le andate a trovare queste notizie “balenghe” stile Littizzetto?
    Le stesse esperienze capitano anche tra etero, se uno cerca quel tipo di rapporti.
    E ammesso che questa storia sia vera, se una persona è gay, resta gay, anche se ha fatto esperienze non edificanti. Ci sono tantissime persone gay che hanno una vita di coppia stabile fondata sui sentimenti esattamente come le coppie etero che in ogni caso stanno bene assieme senza necessariamente avere un rapporto basato sui sacrifici. Se il rapporto è fondato sui sentimenti, aiutarsi nei momenti di bisogno non è un sacrificio ma una cosa spontanea.Quando diventa sacrificio c’è qualcosa che non funziona indipendentemente se il rapporto è gay o etero.

    • Giannino Stoppani scrive:

      “Ammesso che la notizia sia vera”- Beh, in effetti, stava scritta su gay.tv
      “se una persona è gay, resta gay” – Affermazione discutibile in ogni senso, specie se per “gay” si intende l’omosessuale militante
      “le stesse esperienze capitano anche tra gli etero” – Non sapevo che esistesse una “comunità” etero…
      Insomma, il solito penoso tentativo di minimizzare/smentire/sputtanare con l’insinuazione e la menzogna.
      Roba vecchia, già vista e rivista dai tempi in cui i comunisti nostrani descrivevano i gulag come villaggi vacanze.
      Capisco però che è mattina presto e ancora non sei entrato in carburazione.
      Datti da fare con più “lena”, altrimenti i tuoi padroni ti sostituiscono con uno più bravo.
      Prova a prendere un altro caffè.

    • Riccardo scrive:

      “Se è vero, come è vero, che un uomo può provare un piacere squisito nello scorticare un gatto, un filosofo della religione non può che trarne una di queste deduzioni: o negare l’esistenza di Dio, ed è ciò che fanno gli atei; o negare qualsiasi presente unione tra Dio e l’uomo, ed è ciò che fanno tutti i cristiani. I razionalisti sembrano pensare chi vi sia una terza più razionalistica soluzione: negare il gatto”.
      (GKC, Ortodossia)

    • Simone scrive:

      Quello che mi fa indispettire è che mentre i “gay restano gay” gli etero no.
      Secondo questi intellettuali alla Filomena, un etero può benissimo diventare gay (braccia aperte), un gay resta gay (una vocazione), ma non è possibile che un gay diventi etero.

      E poi quelli chiusi siamo noi.

      • Rosario scrive:

        Bravo Simone
        Sono d’accordo con te
        Conosco gay che non lo sono più
        Sono sposati con una donna hanno figli e sono felici

      • ellica scrive:

        a parte che non è tanto che un etero diventa gay ma piuttosto un gay che magari ha vissuto da etero alla fine si stufa e decide di vivere la sua vita.

        etero che diventano gay? ho visto tanti gay, che vivevano da etero iniziare a vivere da gay
        gay che diventano etero? sentito di tanti, ma alla fine più o meno di nascosto fanno sesso con gli uomini…

        mai sentito di un gay che faceva sesso di nascosto con una donna…

        cmq, ammettiamo che uno possa diventare etero o gay nella vita, quello che più mi fa venire dei dubbi è che uno possa farlo per scelta…

  2. Cisco scrive:

    Mi sembra l’ennesima dimostrazione che la cultura gay e’ distruttiva, e’ l’apoteosi dell’edonismo individualista, presente naturalmente anche nel resto della società. Ma dall’articolo emerge chiaramente che nell’amore omosessuale manca qualcosa, a prescindere dal livello di “immoralità diabolica”, che porta all’autodistruzione. Ma Pabon su una cosa ha ragione: amore e’ sacrificio, perché il vero amore e’ una scelta.

  3. Giannino Stoppani scrive:

    “Le stesse esperienze capitano anche tra etero”
    Mi giunge nuova l’esistenza di una “comunità” degli “etero”.
    “E ammesso che questa storia sia vera”
    In effetti il sito gay da cui è tratta non è il massimo dell’obbiettività.
    “Se una persona è gay, resta gay”
    Purtroppo codesta è un’affermazione apodittica senza fondamento, specie se si considera che per “gay” chiaramente qui si vuol intendere “omosessuale militante”.
    Insomma Filomeno, hai fatto il solito penoso tentativo di minimizzare/disinformare come da contratto.
    Roba trita e ritrita, già vecchia ai tempi in cui i comunisti nostrani descrivevano i “gulag” siberiani come villaggi vacanze sul mar rosso.
    Mi sa che al mattino presto ti ci voglia una maggiore dose di caffè per entrare in carburazione e lavorare con più “Lena”.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Vorrei far presente ai lettori e a chi di dovere che al sottoscritto, per motivi per lui insondabili, non compare più l’avviso che il commento appena inviato è finito in “moderazione”.
      Ciò spiega per quale motivo il sottoscritto medesimo ha postato due commenti simili e, al contempo, gli consente di constatare con non poco sollievo che il suo stato mentale non sia ulteriormente compromesso.

  4. Mattia scrive:

    Capire che l’amore è sacrificio è il primo passo verso la verità. Le cose qui descritte succedono perché si vuole eliminare a tutti i costi questo elemento di dono totale e sacrificio dal rapporto intimo della coppia, che oltre ad essere fonte di piacere è anche la via attraverso la quale la coppia trova senso di sé. Questo vale per i gay ma soprattutto per gli etero. Difatti mi chiedo come mai ci si impunti tanto sui gay quando il vero problema sono le coppie etero chiuse all’amore e che vivono in rapporto equivalente a quello gay.

  5. Su Connottu scrive:

    Non vorrei semplificare troppo ma basta guardare una qualunque immagine dei “gheipraid” per arrivare alle stesse conclusioni, ben scritte, di Luis Pabon.

  6. UranoRebel scrive:

    identità e comportamento vanno distinti. Lui può smettere di essere un “ragazzo facile” se ciò non lo appaga più, ma sarà sempre gay, perché non può smettere di essere ciò che è.
    Lo scrivo qui: http://uranorebel.wordpress.com/2014/11/27/non-voglio-piu-essere-me/

    • Su Connottu scrive:

      Con la piccola differenza che lui ha smesso di essere ciò che non è, e gli va riconosciuto almeno il fegato di averlo dichiarato pubblicamente. Si chiama going out 😉
      Con buona pace per le regole della vostra setta: “sarà sempre gay”.
      I testimoni di Geova, al vostro confronto, sono una bocciofila

      • UranoRebel scrive:

        Ma cosa dici? Questa persona per sette anni ha scelto relazioni mordi e fuggi e festini a base di droga. Avrebbe potuto farlo anche se non fosse stato omosessuale. Non c’entra nulla l’orientamento sessuale se non nella location degli incontri e nelle app usate per rimorchiare.

        Non si tratta di far parte di una setta (che non esiste), ma di non screditare chi non c’entra nulla con le sue scelte comportamentali, che fino a poco fa gli andavano parecchio bene.

        Invece di gettare fango sui gay dovrebbe guardarsi allo specchio e se ciò che vede non gli piace può lavorare su se stesso per diventare l’uomo che vuole. Non smetterà di essere gay perchè non cambia l’orientamento sessuale di una persona, ma può vivere la sessualità e le relazioni con gli altri in modo più profondo, sincero, appagante.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Suvvia Urano, non sta bene tentare di prendere per le mele il prossimo.
          Il signore non parla di scelte personali, ma chiaramente descrive le simpatiche “prerogative” di una certa “comunità”.
          D’altra parte, se costui non si fosse riferito effettivamente a una intera “comunità”, non c’era motivo qui a fare tutti codesti distinguo e tutte codeste precisazioni, che, tra l’altro, non fanno altro che avvalorare il sospetto che si tratti di una specie di setta da cui bisogna per forza uscire sbattendo la porta.

  7. LU scrive:

    Mi sembra che Luis Pabon descriva tutto tranne quanto è stato deciso di titolare.
    Sta semplicemente dicendo di non ritrovarsi in un gruppo e nei suoi comportamenti: probabilmente aveva aspettative sbagliate quando ha iniziato a frequentarlo. Cose del tutto normali: tantissimi iniziano a frequentare dei gruppi convinti che, e dopo un po’ mollano perché le cose sono diverse.
    Non sta affatto dicendo di voler smettere di essere gay ma, al contrario
    – conferma che riconoscere la propria omosessualità gli ha fatto bene
    – intende vivere la propria omosessualità con rapporti stabili caratterizzati da moralità e bontà.
    Nel frattempo svolge una critica alla degradazione di uno specifico gruppo di gay, e a come si sono evoluti i comportamenti in esso. gay.tv pubblica il suo testo come contributo alla discussione interna, il che dimostra che i gay non sono quella macchiettistica banda di depravati che molti qui credono.

    • LG scrive:

      ….io ci ho letto che non riesce a trovare, nell’omosessualità, appagamento pieno a quello che è (uomo)

      • LU scrive:

        Leggi meglio.
        Conferma di essere gay e che riconoscerlo gli ha fatto bene, critica il modo come viene gestita la sessualità in un gruppo di gay che ha frequentato per diverso tempo e dichiara quindi di volersene allontanare per impostare in modo diverso i suoi rapporti affettivi che omo erano e omo restano.

  8. Galcian79 scrive:

    Il tratto distintivo della perversione non è la critica fomentata dal dubbio, ma la sicumera.
    Detto questo, io spesso lamento che gli omosessuali di oggi pensano solo a sposarsi e ad adottare bambini. Chi avrà ragione?

  9. Fracesco Tessadri scrive:

    Io sono diventato gay perché le ragazze di Ravenna non mi filavano per niente.Penso di rimanere gay finché non passi di moda , poi vedremo.

    • LU scrive:

      Bravo Francesco, ma soprattutto complimenti alle ravennati.

      • VERO francesco tessadri scrive:

        il soggetto qua sopra che usa il mio nome e cognome,nonchè la mia mail, è un diffamatore omofobo e criminale che mi sta perseguitando da 4 anni. Invito la redazione a rimuovere il suo commento(e in seguito,anche questo che non servirà più).

  10. luuca scrive:

    certo che di matti non ce ne mancano…
    puoi pure tingerti i capelli ma se sei nato biondo, biondo rimani.
    poi facesse quello che lo fa star meglio, basta che lasci a me lo stesso diritto

  11. lluuccaa scrive:

    scusate ma a me ricorda tanto i miei amici/amiche etero che dopo una bella “tranvata” tipo corna o similari inizia a parlare male del sesso opposto ” le donne sono tutte tr..e” oppure ” gli uomini sono dei porci schifosi”…
    ognuno è libero di fare quello che vuole ma vi assicuro che questo tipo di sparate le si sentono in tutti gli ambienti…

    la mia esperienza come gay è ben diversa: sono felicemente sposato (anche se lo stato fa finta di no) da ormai quasi 10 anni, la sera stiamo a casa e siamo felici.
    discoteche e uscite ne faccio dalle 2 alle 6 l’anno per far felici i miei amici etero che vogliono divertirsi (ho molti amici più giovani di me perchè lavoro all’università e quindi instauro amicizie anche con studenti).
    insomma niente droghe, alcol i soliti due bicchieri di vino se vado a cena fuori e per il resto sono un pantofolaro.
    come me ci sono migliaia di altri gay.

    è vero che un gay che ha fatto coming out da poco potrebbe coinvolgersi con i giri discotecari che tendono ad essere per loro natura più promiscui e superficiali.
    ma lo sono in quanto giri discotecari non in quanto giri gay… i discotecari etero fanno le stesse cose dei discotecari gay: sesso, alcol e droga.

    insomma, essere gay non è un passepartout per la felicità o per una vita equilibrata, ma non lo è neanche l’essere etero!

    poi diciamoci la verità, questo tipo si lamenta degli approcci perchè rimorchia in internet (è chiaro da quello che scrive).
    ma cosa cavolo si aspetta se si mette a conoscere gente su siti di incontri? per favore.
    i siti di incontri etero e gay sono uguali, gente che ci prova a manetta e fine.

    concludo: chi è causa del suo mal pianga se stesso: se non vuole fare sesso, droga e alcol non lo facesse, non sta scritto da nessuna parte che questo è parte integrante dell’essere gay. anzi!

    • tiglat tilezer scrive:

      Quindi è valido anche il consiglio della castità.

      • llica scrive:

        i consigli vanno bene(anche quelli che come in questo caso non funzionano), non vanno sempre bene . sono le imposizioni che non vanno.
        vuoi consigliarmi la castità? va bene, ma non impormela ostacolandomi quando voglio dare dignità e “istituzionalità” alla mia famiglia

    • Li scrive:

      Certo, la classica vita gay di due attori porno gay , tutti casa e spettacoli hard-gay. Vero Carlo Masi, attore porno gay, laureato ? Laureato in faccia di bronzo, di sicuro.

      • loca scrive:

        se tu avessi altri dubi ti raconto che sto scrivendo ora un seminario riguardo le funzioni olomorfe in più variabili complesse. in cui parlerò del teorema di Hartogs, dei domini di Rainhardt del problema di levi, delle funzioni plurisubarmiche, dei domini di olomorfia, dei domini logaritmicamente convessi e presenterò un risultato fondamentale che dimostra l’equivalenza dei concetti:
        1) dominio di olomorfia
        2) dominio di convergenza di serie di potenze
        3) domini pseudoconvessi
        4) domini di rainhardt logaritmicamente convessi
        5) domini chiusi rispetto all’algebra delle funzioni olomorfe

        vai a cercarti queste cose e ti rendi conto che solo chi fa ricerca in analisi matematica conosce queste cose (non ti aspettare di trovarle tutte assieme, ci devi lavorare un bel pò… sono argomenti di ricerca cominciati all’inizio del ‘900 e conclusi quasi 50 anni dopo)

      • lloca scrive:

        primo: come ho sottolineato in passato, chi ha contenuti critica la tesi chi non ha contenuti critica chi ha enunciato la tesi.
        ovvero: se tu hai bisogno di criticare me per contraddire ciò che dico è solo riprova del fatto che non sei in grado di dimostrare che ciò che dico è sbagliato.
        se una cosa vera venisse detta dall’ultimo uomo sulla terra rimarrebbe vera. questi sono solo dei bieghi, sordidi e sciocchi tentativi di infangare l’interlocutore per minarne la credibilità.

        secondo: un porno attore lo rimane a vita? guarda che esiste gente che nella sua vita cambia lavoro e si mette a fare altro.

        terzo: un porno attore non può sposarsi? i porno attori etero lo fanno (vedi cicciolina) perchè i porno attori gay no?

        quarto: il mio dire che lavoro all’università non aveva la funzione di supportare la mia tesi, ma solo quella di spiegare perchè ho amici giovani.
        non ho detto che sono ricercatore per dare credibilità ad una tesi scientifica che riportavo (come invece è successo altre volte), quindi perchè non inventarsi un’altra cosa?

        il tuo commento ti classifica per quello che sei e riprova che non hai contenuti

      • Li scrive:

        Ovviamente mi riferivo al Luca, in tutti i suoi ululati, come luuucaaa, che si è presentato inizialmente qui come CARLO MASI, attore porno gay, e poi, oltreché con altri nomi, come LUCA. In comune, ammessi da loro stessi , il Carlo e il Luca, che sono la stessa persona: la romanità, l’aspetto da orso coi muscoli gonfiati, due lauree, di cui una in ingegneria e una in matematica, e un “maritino” sudamericano , con velleità di pensione a nostre spese.E questo attore porno gay, accompagnato nella vita ad un altro attore porno gay , si mette a perorare la causa della “normalità” delle famigliole gay , escludendo assolutamente l’esistenza di una abnorme promiscuità gay.

        • cdsator scrive:

          sono luca….
          li, ti ripeto, attacchi me perchè non hai i contenuti per controbattere, non hai idea di cosa dire.

          non metto ululati ma modifico quel poco il mio nome per poter essere riconoscibile a voi ma passare “indenne” ai filtri attivati per luca… purtroppo dopo uno o due messaggi i miei messaggi vengono automaticamente filtrati, quindi modifico un poco luca(anto perchèvoi credete al libertà di parola!!! vedi opposizione alla legge contro l’omoobia.
          citando quello che hai scritto : “due lauree, di cui una in ingegneria e una in matematica” tanto di cappello, uno che fa palestra, prende una strada molto particolare e nonostante tutto prende due lauree assolutamente non banali come matematica e ingegneria.
          da quello che scrivi tu Carlo Masi è un uomo colto, con diversi titoli di studio, che cura il suo corpo e fa palestra e tu pensi che il dettaglio che abbia scelto di essere un porno attore (scelta intellettuale forse?) basti per cancellare tutto? vorrei vedere tu cosa sei!

          straniero o italiano, sposato o singolo se uno prende la pensione non è a tue spese perchè ha pagato i contributi, forse è meglio se ti informi, altrimenti rischi di essere inutilmente sgarbato con persone che hanno solo cose per le quali hanno pagato come e quanto gli altri.

          se tu fossi almeno capace a leggere, avresti capito che io non escludo la promiscuità di alcuni gay escludo solo che la promiscuità è una prerogativa di tutti e soli i gay: ci sono tanti etero quanti gay promiscui (nelle loro giuste percentuali). e ci sono tanti etero e gay che non sono affatto promiscui!

          personalmente non ho una vita ne scellerata ne promiscua, anzi! ho una vita piuttosto semplice.
          non giudico i promiscui e sono stato da ragazzetto un poco promiscuo anche io, ma non perchè fossi gay, lo sarei stato anche da etero!
          in ogni caso ora sono quasi 10 anni che sono sposato e anche se prima ho avuto una vita colorata sono 10 anni che sto a casa e sono fedele.
          vogliamo negare il diritto ad una famigli a tutti quelli che da giovani sono stati un po’ “facili”? ok, bene ma facciamolo anche per gli etero… ma, mi sa che poi non si potrebbe più sposare nessuno!

        • LU scrive:

          Se per “consentire” l’istituto matrimoniale il criterio fosse la quota di pornografia e promiscuità sessuale presente in una società, dovremmo senz’altro abolire il matrimonio eterosessuale!

          • Li scrive:

            LU, non hai capito che non ho scritto ( per ben due volte ) che un attore porno, in quanto tale, non è che non si si può sposare, ma che venire qui a presentare l’immagine dei gay come casalinghi qualunque, quando si è degli attori pornografici , e si convive con attori pornografici in piena attività, è semplicemente ridicolo.Dunque, solo mentendo al mondo e a se stessi, si può contrastare quello che c’è scritto in questa accorata lettera, simile alle testimonianze di tanti e tanti e tanti gay, compresa la testimonianza di Luca-Carlo Masi e che fa parte decisamente del pacco della condizione gay, come sanno tutti.Che poi, per te , non sia un problema, frequentare gente simile a te e affidare loro i propri figli, si era capito, ma non era questo il punto.

            • luica scrive:

              certo, devo dire che bisogna essere pesantemente superficiali per affibbiare un giudizio globale su una persona (come fai tu con carlo masi) solo conoscendone il lavoro!
              tu di carlo sai che aspetto ha, che ha due lauree, che è uno sportivo e che lavoro fa (o faceva). e questo per te è sufficiente per dire cose come “gente simile”!
              sono sbalordito non credevo che esistessero veramente persone così poco profonde e sciocche.

              per quanto mi riguarda uno che fa il porno attore e ha due lauree già mi spiazza, veramente non saprei come farmi un opinione non sapendo altro su quella persona.
              se ci rifletti, quando non studia, non sta in palestra e non sta sul set di un film potrebbe uccidere la gente come potrebbe fare viaggi in Africa per aiutare i bambini… o qualunque altra soluzione nel mezzo…
              mi domando solo quanto puoi essere piccolo tu per pretendere di definire una persona da un solo dettaglio della sua vita!

              congratulazioni, ti sei rivelato per quello che sei!

              comunque a me non dispiace affatto se tu pensi che io sia carlo masi, quindi fai pure, per quanto mi riguarda potrebbe benissimo essere una persona per bene e anche migliore di me e di te!

              non si capisce neanche se secondo te le mie considerazioni generali sono false o se tu ritenendomi carlo masi pensi che la mia testimonianza sia falsa… quindi non che quello che dico sia sbagliato ma solo che non credi al mio racconto della mia vita.

              • Li scrive:

                Luca-Carlo Masi, per me puoi fare quello che ti pare, ma se ti metti a contrabbandare l’immagine del gay tutto casa e tv, tu che sei un stato o sei, e cambia pochino, un porno attore gay, tu che hai venduto il tuo corpo e la tua intimità, sei semplicemente ridicolo.Cioè, sei il prototipo di gay dedito a pratiche promiscue a dir poco e vieni a dire qui che l’essere gay non comporta alcuna perversione, ma mi faccia il piacere.Ti potevi risparmiare di intervenire nel proposito di questa lettera straziante e sincera, ma hai voluto strafare.

          • LU scrive:

            Insomma, bisognerebbe provare ad essere precisi quando si scrive.
            Se la condizione ostativa al matrimonio è PORNO vale per tutti; oppure non lo è, e allora non vale per nessuno.

            • Li scrive:

              LU, basterebbe leggere, prima di intervenire tanto per fare una puzzetta (cit. Giannino Stoppani ).

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