Google+

LA SUA PRESENZA NON VA CERCATA FRA I MORTI, MA FRA I VIVI, SCRIVE CESANA

marzo 3, 2005 Cesana Giancarlo

Caro Luigino

Caro Luigino,
rispondo con una lettera alla tua richiesta di scrivere di don Giussani, perché voglio coinvolgerti. Infatti, la prima cosa che dobbiamo dire è che don Giussani ci ha messi insieme. Non sapendo nulla l’uno dell’altro, ci ha messi insieme non per una ragione qualunque, ma per il Destino: per il Destino ha messo insieme a noi tutti quelli che stavano in Duomo e in piazza Duomo, cantando come non si era mai sentito; dicendo Rosari come non si era mai sentito; inginocchiandosi come non si era mai visto, sul pavimento bagnato dal nevischio gelido.
Dicono che la ripresa tv abbia avuto uno share alto: si vede che chi si collegava non riusciva a staccare lo sguardo da un fatto così potentemente e umanamente vero. Questo fatto è don Giussani. La sua presenza non va cercata tra i morti, ma tra i vivi. è stato diffusamente detto che don Giussani è un padre: il padre lo si vede dai figli che danno testimonianza di lui e della sua opera. Cerchiamo di capire in che cosa è consistita la sua paternità.
Cito a memoria: «Le cose vere si ripetono centinaia di volte, senza mai stancarsi», ricordi? Perché le cose vere non sono quelle che si sanno, ma quelle che si desiderano capire. «Se a causa delle tempeste il fiume si sporca, è inutile andar dentro a rompersi la schiena per togliere i tronchi d’albero abbattuti. Bisogna mettere degli argini forti, così che il fiume, andando verso il mare, si pulisca», ricordi? Don Giussani intendeva la paternità così. Sapeva di non essere lui né la forza del fiume, né il mare verso cui il fiume andava. Faceva da argine, nello stesso tempo insormontabile e flessibile. Quanta pazienza ha avuto con noi! «Ho giocato tutto sulla libertà pura», sulla nostra libertà. Non definiva mai, anche se per una parola avrebbe potuto farsi uccidere perché – appunto – non era una parola che chiudeva, ma che apriva, sempre. Gli piaceva la vita, gli piacevano le persone, ne stimava la ragione; ne esaltava l’esperienza, quando essa palesava il segno di Cristo che incessantemente cercava.
Era prete, ma era laico: non c’era nulla di scontato, soprattutto negli atti religiosi. «Cristo tutto in tutti», ricordi? Sapeva vedere il valore dove noi nemmeno lo sognavamo, anche in noi stessi. «Mendicante di Cristo», ci ha invitati ad essere mendicanti come lui: «La moralità è amare la verità più di se stessi». Convinceva noi perché quando parlava, o scriveva, innanzitutto rendeva ragione a se stesso. Per vivere da cristiano, ha fatto un movimento, cioè ha esposto a verifica pubblica la sua fede. Per l’esito imponente della sua vita, diffusamente dicono anche che è santo. Su questo, con un certo prurito di sacrestia, i giornalisti che stazionavano fuori dalla cappella del Sacro Cuore mi chiedevano commenti. Sì, lo sai anche tu: don Giussani è un santo. Come lui stesso ha detto: «Il santo non è un superuomo, il santo è un uomo vero. Il santo è un vero uomo perché aderisce a Dio e quindi all’ideale per cui è stato costruito il suo cuore».
Ma l’aspetto più interessante della sua santità è che ha invitato anche noi a voler essere santi, ricordi? Ricordi che questo è lo scopo della nostra fraternità, quando ci trovavamo con lui che ci diceva: «è meglio che siate qui, perché altrimenti vi perdereste»? La nostra “fraternità del salvagente”, che ci ha salvati. Così che, con tutta la tristezza che abbiamo nel cuore per la sua mancanza, possiamo continuare a essere contenti. «La vita è triste, ma è meglio che sia triste, perché altrimenti sarebbe disperata», ricordi? Adesso, il tuo impegno a fare il giornale diventa più importante.
Giancarlo Cesana

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana