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Se i sostenitori dell’ideologia gender sono gli stessi che dicono che non esiste

ottobre 6, 2015 Aldo Vitale

Per un verso richiedono l’esaltazione della diversità dall’eterosessualità, ma per altro verso richiedono l’equiparazione esatta di questa diversità

«Carneade! Chi era costui?»: così, con una simile concisa formula interrogativa divenuta un “marchio” della letteratura, Manzoni, tramite il suo grigio personaggio di don Abbondio, celebra il filosofo scettico del II secolo a.C. come in una sorta di contrappasso: la storia non sarà tenuta a conoscere chi non ritiene di dover conoscere la verità.

Carneade, infatti, era uno scettico, cioè un pensatore che seguiva l’idea di Gorgia da Lentini secondo il quale la verità non esiste, se esiste non è conoscibile, se è conoscibile non è comunicabile.

Come ricorda lo storico Eusebio di Cesarea, inoltre, Carneade era rinomato poiché riusciva a sostenere sia una prospettiva sia quella opposta, in omaggio alla migliore scuola del pensiero relativista che sfocia poi in quello nichilista: «Praticava le argomentazioni in un senso e nell’altro e sovvertiva tutte le altrui affermazioni».

Qualcosa di analogo accade oggi nell’agone culturale e antropologico che si sta consumando intorno all’ideologia gender, proprio a causa degli stessi sostenitori di una tale ideologia che affermano tutto e tutto il contrario.

I casi esaminabili sarebbero molteplici, ma se ne possono individuare almeno tre principali.

In primo luogo: l’esistenza o meno dell’ideologia gender. Da parte dei sostenitori del gender si continua ad affermare che l’ideologia gender non esiste, ma che semmai esistono solo gli studi di genere.

Si dimentica, tuttavia, che anche gli studi genere possono essere fondati da una visione ideologica, così come nei primi anni ’20 e ’30 del XX secolo gli studi sulla razza erano portati avanti da una precipua visione ideologica dell’uomo e dell’esistenza.

I sostenitori del gender, inoltre, se da un lato professano la inesistenza dell’ideologia gender, dall’altro, invece, propagano proprio quel tipo di pensiero che non può essere definito in altro modo che ideologico, poiché tenta di cancellare la differenza sessuale della dicotomia maschile-femminile con il dato psico-socio-culturale del genere.

Nota in merito, lucidamente, il filosofo marxista, dunque laicissimo, Diego Fusaro: «Ogni ideologia – Marx docet – si regge esattamente sul tentativo di negare il proprio carattere ideologico: ossia sul tentativo di mostrare la propria “naturalezza” […]. L’odierno monoteismo del mercato sta invece riuscendo, per ironia della storia, a realizzare la società senza sessi: la società asociale degli atomi unisex interscambiabili, dotati di una sola identità, quella del consumo. Se Marx invitava alla rivoluzione orientata alla riappropriazione dei mezzi di produzione, oggi siamo giunti al paradosso di dover lottare per la riappropriazione dei mezzi di riproduzione!».

In secondo luogo: i sostenitori dell’ideologia gender da un lato propugnano il valore della differenza, la differenza dall’eterosessualità, la differenza dalle norme imposte dalla natura, la differenza dai ruoli imposti dalla cultura e dal periodo storico, dall’altro però si avvalgono di un pensiero che è teso all’indifferenza.

Negando, infatti, rilevanza normativa e strutturale alla dicotomia naturale della sessuazione maschile-femminile, cioè alla differenza unica e per eccellenza, i sostenitori dell’ideologia gender diffondono l’idea dell’indifferentismo assoluto, come del resto spiega bene una delle principali teorizzatrici del pensiero gender, cioè Judith Butler: «Il genere stesso diventa un artificio fluttuante, con la conseguenza che termini come uomo o mascolinità possono significare con la stessa facilità un corpo di sesso sia femminile sia maschile, e termini come donna e femminilità un corpo di sesso sia maschile sia femminile».

In terzo luogo: altra tipica contraddizione dell’ideologia gender è insita nell’uso del principio di uguaglianza da parte dei suoi sostenitori.

I sostenitori dell’ideologia gender, infatti, professano un egualitarismo assoluto, da un lato negando le diversità tra maschile e femminile, e dall’altro affermando che tutto ciò che non è eterosessuale (non è ormai in gioco solo l’omosessualità, che anzi diventa sicuramente marginale nell’economia del pensiero genderista) deve essere equiparato, perfino per legge, a ciò che è eterosessuale: dignità della relazione amorosa, rapporto di coniugio, diritto alla vita familiare, filiazione, diritti successori ecc.

Come tutti coloro che prospettano secondo una tale declinazione il principio di uguaglianza, i sostenitori dell’ideologia gender dimostrano la loro poca dimestichezza con le categorie del pensiero.

Il principio di uguaglianza, infatti, non è un monolite solido e autoreferenziale, ma qualcosa di più. Il principio di uguaglianza è una manifestazione del principio di giustizia, e per essere giusti, come si sa dall’alba dei tempi, occorre dare a ciascuno il suo.

In quest’ottica, che i sostenitori del pensiero gender ignorano per la rozzezza dei propri strumentari filosofici, dare a ciascuno il suo significa che il principio di uguaglianza si viene a delineare come fondato su altri tre principi: quello di identità (devo restituire la stessa automobile che mi è stata prestata dal mio amico, rendendogli ciò che gli è dovuto); quello di equivalenza (devo restituire al mio amico la somma di danaro che mi ha prestato, ma non le medesime banconote, bensì il loro valore equivalente, rendendogli ciò che gli è dovuto); quello di proporzionalità (tutti i malati devono essere curati, ma non tutti allo stesso modo, bensì ciascuno con una terapia diversa in ragione della propria patologia, rendendo loro ciò che gli è dovuto).

Ebbene, su tale articolata premessa, si può affermare che il principio di uguaglianza richiede di trattare allo stesso modo casi uguali, ma in modo differente casi differenti, come si sa perfettamente sia nel mondo degli studi filosofici che in quello degli studi giuridici (la Corte Costituzionale ha più volte riaffermato questa banale verità).

Ecco allora che non si può reclamare l’egualitarismo assoluto tra l’unione eterosessuale e gli altri tipi di unione ai quali si potranno pur riconoscere delle tutele giuridiche di varia natura (sebbene si debba valutare con molta accuratezza e prudenza giuridica di volta in volta), ma sicuramente non le identiche tutele che si riconoscono all’unione tra uomo e donna.

Del resto, la stessa Corte Costituzionale che più volte ha sollecitato il legislatore in questo senso, ha anche costantemente riconosciuto l’impossibilità di un egualitarismo assoluto; come, per esempio tra i tanti, tramite l’ordinanza n. 4/2011 in cui sancisce: «Le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio».

Insomma, i sostenitori dell’ideologia gender, per un verso richiedono l’esaltazione della diversità dall’eterosessualità, ma per altro verso richiedono l’equiparazione esatta di questa diversità all’eterosessualità stessa in nome di un egualitarismo assoluto.

Si palesano così alcune delle principali contraddizioni logiche e concettuali strutturali dell’ideologia gender e di cui cadono ingenuamente preda tutti i sostenitori di una simile impalcatura ideologica, cominciando proprio da coloro che la sostengono dubitando che esista, come Don Abbondio con Carneade e come quest’ultimo con la verità.

Foto da Shutterstock


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72 Commenti

  1. MicheleL scrive:

    Non esiste nessuna ideologia del gender. Esiste il sessismo spinto di oggi, dove le donne sono ampiamente subordinate, tentatrici e oggetti. Guadagnano meno, fanno lavori più umili, sono più disoccupate (senza contare le casalinghe, altri termine prettamente femminile). Sono sotto-rappresentate nelle istituzioni e nelle cariche del settore privato.
    Sono oggetti nei media, in molti film due donne non parlano mai da sole se non di un uomo oppure non parlano che per rispondere ad un uomo.

    Di fronte a questa assurda situazione, si cerca di combattere il pregiudizio. Nessuno nega le differenze, che ci saranno sempre. Avremo verosimilmente sempre più ingegneri maschi e più docent di letteratura femmine, questo nessuno lo nega. Nessuno nega le aspirazioni e le preferenze. Si nega che queste vengano imposte, che una donna che vuole fare l’ingegnere venga considerata meno capace, un’eccezione, e debba faticare anche solo per dimostrare di valere quanto la media dei maschi.

    Infatti, dopo tanto terrorismo sui programmi scolastici, nessuno ne ha mail pubblicato stralci a sostegno di tanti allarmi. Quindi? C’è da chiedersi perchè l’uguaglianza della donna faccia tanta paura e a chi.

    • Fabiana scrive:

      si miché, adesso torna nel circolo gay a mascherarti e inscenare blasfemie con la croce.

      • MicheleL scrive:

        Prima ci si inventa la teoria del gender, poi ci si inventa interlocutori facili da criticare.
        Come se io pensassi che tutti i lettori di tempi fossero ai margini dei pride pronti ad accoltellare qualcuno. Io non faccio parte di nessun circolo e non insceno alcuna blasfemia.

        Lei, estremizzando me in qualcosa che non sono, reitera la strategia estremistica e terroristica della c.d. teoria del gender: un nemico immaginario per impedire il confronto.

        • Sarifuma Medò scrive:

          Senti amico, tu in un giorno lavorativo per i più (martedì) solo su questa pagina hai scritto due commenti, entrambi in orario lavorativo per i più (10:46 e 11:58) per un totale di ben 256 parole per spiegarci che la teoria del gender non esiste perchè lo dici tu che non sei un fottuto propagandista.
          E noi certo ci crediamo.
          Come no.

          • Menelik scrive:

            Un’indagine sociologica sui propagandisti, influencer e troll rivelerebbe dati molto interessanti.

            • MicheleL scrive:

              Ecco una sugli omofobi:
              Ciocca, Giacomo, et al. “Psychoticism, Immature Defense Mechanisms and a Fearful Attachment Style are Associated with a Higher Homophobic Attitude.” The journal of sexual medicine 12.9 (2015): 1953-1960.

              Dubbi sulla metodologia? Studio sulla metodologia:
              Ciocca, Giacomo, et al. “Italian Validation of Homophobia Scale (HS).” Sexual Medicine (2015).

              Buona lettura.

              • Sarifuma Medò scrive:

                Ancora qui?
                Non hai proprio niente da fare nella vita?
                Trovati un lavoro serio.

              • Giannino Stoppani scrive:

                “Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega” Mario Mieli, “Elementi di critica omosessuale”
                Buona lettura.

              • To_Ni scrive:

                Goditela tu, è una lettura che serve a te per sentirti una meraviglia e per dire a chi si fa una risata e ti mangd a c… che sono malati. Leggi….leggi pure….

              • Edo scrive:

                Ma dai Michi, ancora con questo studio sulla metodologia di Ciocca & co che hai già postato e che fa ridere i polli per la sua banalità e inconsistenza? Cioè ma al posto di “gay” si potrebbe mettere pallone, donna, cane, qualunque cosa, e quindi io sarei un cagnofobo, un femminobo, un pallonofobo e via discorrendo! Solo che in questi casi nessuno mi direbbe nulla, mentre se ci metti “gay” sono “omofobo” e quindi dovrei essere sbattuto in carcere o rieducato?!
                Ma tutti gli altri 80 studi che cerchi sono così ridicoli?

                • MicheleL scrive:

                  Attendiamo con ansia il suo studio sulla cinofobia, in effetti sulla misoginia non mi sorprenderebbe un risultato analogo a quello sull’omofobia. Temo che leinon sia in grado di distinguere una rivista di poco spessore da una scientifica. LE consiglio di informarsi su cosa sia la “peer review”, il “fattore di impatto” e l’indice H.
                  La deduzione sul carcere e rieducazione è tutta sua e penso sia perfettamente coerente con lo scarso rispetto che ha per il prossimo e la sua autorevolezza.

                  • Edo scrive:

                    Ma Michi, e te lo dico con il cuore in mano, ma usa la ragione, la tua ragione! Come fai a fidarti di un presunto scienziato solo perché pubblica su una tale rivista? Ma usa la tua ragione!

                    Questionario per l’omofobia.
                    Ciocca, Giacomo, et al. “Italian Validation of Homophobia Scale (HS).” Sexual Medicine (2015).

                    1. I gay mi rendono nervoso. E’ una colpa? A me rende nervoso sentire il rumore delle moto che sgasano. Sono un marmittofobo? Ognuno ha ciò che lo rende nervoso, così come per alcuni possono essere delle persone per delle loro caratteristiche. E’ una colpa?! A me rendono assai nervoso (per non dire di peggio) gli automobilisti che non fanno passare i pedoni sulle strisce, e allora? Magari qualcuno è reso nervoso dai gay perché ha avuto un’esperienza negativa con loro in passato, e allora è automaticamente omofobo?

                    2. I gay meritano quello che ricevono. Che cosa ricevono?! Specificare il complemento oggetto è troppo difficile? Che vuol dire questo punto?!

                    3. Per me l’omosessualità è accettabile. In che senso? Alcune persone sono gay, accetto questo fatto, e poi? Allora devo accettare tutto solo perché esiste e perché qualcuno fa la voce grossa?! Altro punto che non vuol dire un tubo!

                    4. Qualora scoprissi che un amico è gay metterei fine alla nostra amicizia. Scemo chi lo fa, così come considererei scemo chi pone fine ad un amicizia perché scopre che l’amico è cristiano, ateo, balbuziente, alto, basso, magro, basso, di un’altra squadra, ecc. ecc.

                    5. Penso che gli omosessuali non dovrebbero lavorare con i bambini. Perché mai? Meglio un omosessuale bravo a fare il proprio lavoro, secondo me, che un bestemmiatore o un maleducato, o un etero che ci prova con tutte le madri dei bambini, e allora? Se penso che un bestemmiatore non possa lavorare con i bambini sono un bestemmiatorofobo?

                    6. Rivolgo commenti offensivi ai gay. Così, a gratis?! Come, dove, quando, perché? A scuola? Al lavoro? In loro presenza? In auto? Su un campo di calcio? Per un motivo? Il commento offensivo riguarda la loro omosessualità? Cioè ma ti rendi conto che è una frase a dir poco imprecisa?

                    7. Mi piace stare in compagnia dei gay. C’è gente a cui non piace stare in compagnia dei cani, delle oche (non gli animali), di quelle che se la tirano, dei tifosi di una certa squadra, ecc. ecc., e ci saranno quelli a cui non piace stare in compagnia dei gay. E allora? Ma ti sembra un criterio razionale per accertare la presunta omofobia di qualcuno?!?!

                    8. Il matrimonio tra omosessuali è accettabile. Posso dire di no senza essere tacciato automaticamente di omofobia, fascismo, oscurantismo, bla bla?!

                    10. Non mi importa se i miei amici sono gay o eterosessuali. Così come non mi importa se i miei amici siano di una certa squadra o di un’altra, alti, bassi, grassi, magri. Non voglio amici del Milan e più alti di me? Cavoli miei!

                    11. Non mi infastidirebbe venire a sapere che un mio amico stretto è omosessuale. E cristiano no? E ateo no? E’ un doppione del quesito n. 4.

                    12. L’omosessualità è immorale. L’andare a prostitute è immorale, allora sono un prostitufobo?

                    14. Penso che non ci si possa fidare di una persona omosessuale. Ma che problemi ha uno che pensa una roba del genere?! E’ un pirla, che c’entra l’omofobia?

                    15. Temo che gli omosessuali facciano avance sessuali nei miei confronti. Ma se sono un uomo, mi sembra logico che in un futuro che possa essere oggetto di avance sessuali di un gay, e allora?! Se lo respingo, sono omofobo?! Allora le donne che temono di essere oggetto di avance sessuale da parte di uomini etero hanno tutte paura dei maschi?! Ma ti rendi della banalità e della scontatezza di questo punto!

                    16. Le organizzazioni che promuovono i diritti dei gay sono necessarie. Ma che vuoi me ne importa? C’è qualcuno che le ritiene necessarie? Bene, le crei, se ne occupi con passione, ecc. ecc. Siamo in un paese libero, o no?

                    18. Mi sentirei a mio agio se avessi un gay come compagno di stanza. Altra banalità colossale: se sono un etero, è ovvio che non mi sentirei a mio agio se avessi un gay come compagno di stanza, e devo pure spiegarti il motivo?! Ma questi che hanno redatto tali punti sanno come gira il mondo?

                    20. Il comportamento omosessuale non dovrebbe essere punibile. Come? Aggiungere un avverbio, tipo “penalmente”, no? Ma la parola “precisione” esiste nel loro vocabolario?! E’ ovvio, banale, che il comportamento omosessuale non è un reato: mica fai del male a qualcuno se sei omosessuale. In Inghilterra 60 anni fa la pensavano in modo diverso (cfr. il film su Turing), da noi non so. E allora? Tutti omofobi gli inglesi del tempo? Sì, no, forse? Risultato della domanda? Un buco nell’acqua, di nuovo.

                    21. Evito i gay. E come faccio a riconoscerli? Ce l’hanno scritto in fronte? Io evito le oche e ricerco le ragazze intelligenti, e allora?! Sono un ocofobo e uno stupidofobo?

                    22. Non mi disturba vedere due omosessuali insieme in pubblico. A me non disturba, ma qualcun altro potrà essere libero di pensarla come vuole senza essere additato come omofobo? Ah dimenticavo: la precisione! “Insieme” cioè abbracciati, mano nella mano, che si slinguano? Boh, rimango senza parole per l’approssimazione dell’ennesimo punto. E questo vuoi dirmi che è uno studio scientifico? Una barzelletta fa meno ridere. Vabbè, andiamo avanti.

                    23. Quando vedo una persona gay penso “Che spreco”. Se penso la stessa cosa quando vedo una figa assurda con un cesso, sono un cessofobo?!

                    24. Quando incontro qualcuno cerco di capire se è gay. No, e allora sono un santo; sì, e allora sono omofobo? Ma cerco di capirlo per fare cosa? Se, quando incontro una ragazza, cerco di capire se è lesbica, sono omofobo?!

                    Ci sarebbe solo da sbellicarsi dalle risate se non ci fosse qualcuno che queste domande le ha pensate e se non ci fosse qualcuno che le considera pure utili e ragionevoli!
                    La maggior parte delle volte basta usare la ragione, il rispetto e l’educazione verso tutti, semplicemente perché sono persone come me e come te; non lo fai? Sei un pirla ed un maleducato. Che c’entra l’omofobia?!
                    Io porto rispetto per chi usa la ragione e guarda la realtà. A me sembra che questi che hanno redatto tali quesiti siano rimasti chiusi nel loro studio a guardarsi tra di loro.

                    • MicheleL scrive:

                      Usiamo la ragione. Aggiungo pure alcune domande che avevo omesso perchè non mi è parso fossero legate ad alcuna persona con cui ho colloquiato; le aggiungo.

                      1) Il rumore delle moto, quando è forte, disturba la concentrazione. Gli omosessuali non fanno rumore, non sono tutti sconci, non sono tutti invadenti. Se la rendesse nervoso il solo vedere una moto perché ha paura che sgasi, avrebbe un problema. Come se vedesse un automobilista pensando che stia per violare il diritto di un passante, prima che lo faccia. Avere un pregiudizio è un problema.

                      2) Una domanda da correlare alle altre.

                      3) No, solo l’omosessualità. Poi può dare un voto da 1 a 5, per dare la sua sfumatura. 3 magari sarà che non approva gli “estremi”, per esempio

                      4) Non ci crederà, c’è gente che ha messo un bel 5. “Scemo” è un modo colloquiale per indicare problemi psicologici, che lo studio appunto valuta correlando quelli verificati alle risposte di questo questionario.

                      5) Gianfranco Fini da Costanzo qualche lustro fa sostenne (non 100 anni) che gli omosessuali non dovevano fare i maestri elementari. Gli omosessuali non bestemmiano più della media, ancora una volta questa domanda sonda un pregiudizio. Magari lei non avrebbe messo 5, ma 2 o 1.

                      6) C’è gente che lo fa. Così “aggratis”. Lei metterà 1. Vada in curva con una maglietta “sono gay” e troverà alcuni che mettono “5”.

                      7) Ci sono gay che se la tirano come no. Ci sono gay simpatici e antipatici. Decidere che non si vuole stare in compagnia di un gay, come con un nero, è un pregiudizio. Cosa avrebbe messo? 2? 3?

                      8) Non c’è una ragione oggettiva per il no, ma pregiudizi. Se mette 5 è omofobo. Se ha un dubbio e mette 3, perché nel resto d’Europa e in buona parte del mondo civilizzato c’è l’uguaglianza, lo è di meno.

                      9) Rivolgo commenti offensivi quali “frocio” o “finocchio” a persone che sospetto siano gay. Veda lei. C’è gente che mette 5. Quelli del punto 6 probabilmente.

                      10) Cavoli suoi, ma mentre non si nasce milanisti, si nasce alti. Se ce l’ha con gli alti un problemino magari lo ha, come lo ha se ce l’ha con i gay. Quanto avrebbe messo? 2?

                      11) E un doppio quesito. Serve anche a saggiare la coerenza.

                      12) I gay non hanno rapporti per denaro più degli etero. Se non distingue lucro e affetto è omofobo. Cosa avrebbe messo? 4? 5?

                      13) Derido e prendo in giro i gay. V. 6 e 9. C’è gente che ha messo valori diversi da 1.

                      14) Lei dice pirla, gli autori dicono omofobo. C’è gente così, purtroppo e questa gente è stata valutata.

                      15) Se lo respinge non è omofobo. Se ha paura che le faccia avances lo è . Come una donna che ha paura delle avances di un uomo o di un’altra donna. Non è normale. Stiamo parlando di avances, non di molestie. Cosa avrebbe messo? E’ un valore diverso da avances femminili (avere paura, non riceverle in effetti?). Se il valore è diverso lei ha un po’ di omofobia. Un uomo neutrale vede un gay come una donna che non gli piace e finisce lì.

                      16) Siamo in un paese libero, ma anche che ha dei problemi. Se lei ritiene che le associazioni non siano necessarie, contro l’idea di chi vi fa parte, che evidentemente e liberamente decide di parteciparvi, non rispetta il prossimo.

                      17) Ho danneggiano proprietà di persone gay, ad es. “ho graffiato con le chiavi” le loro macchine. C’è gente che lo ha fatto.

                      18) Buon per lei. C’è gente che ha problemi con questo, ed è omofoba e magari un po’ nevrotica. Lo studio cerca anche casi estremi.

                      19) Picchierei un omosessuale se cercasse di sedurmi. Si cercano gli estremi, come detto. Alcuni gay sono stati picchiati per molto meno.

                      20) Bene, lei avrebbe messo 1. C’è chi pensa che debba essere punito (per la legge, da coscienziosi cittadini, da chi vi assiste), le ricordo che abbiamo anche estremisti islamici sul nostro territorio. Il sondaggio è generale e non punta a questioni politiche, ma psicologiche.

                      21) Evito i gay. Lei magari no. C’è gente che lo fa e questo viene valutato come omofobia, come chi evita le persone di colore è razzista.

                      22) Certo, tutti liberi. Ma se a una persona una coppia gay da fastidio, è omofobo. Insieme vuol dire insieme, come due eterosessuali. In assenza di precisione sarà lasciato alla libera sensibilità dell’intervistato, al modo in cui percepisce lo “stare assieme” di due gay”. Lei pensa che i gay stiano assieme diversamente dagli etero? Basta che metta 1, ma allora vale anche se si tengono per mano…Se no dovrebbe mettere 2… o 3.

                      23) Sì è cessofobo. Che ne sa lei che il “cesso” non sia un genio, premuroso, amoroso, e che l’estetica sia in fondo un pregiudizio?

                      24) Se si arrovella per capire una cosa è perché per lei è importante, quindi il comprenderlo condizionerà il suo comportamento. Se non ci bada è neutrale.

                      Queste domande, alcune delle quali piuttosto gravi, sono state messe in correlazioni con i profili psicopatologici. Lei dice che basta la ragione e infatti le domande sono ragionevoli e gli eccessi sono stati valutati. Ne è emersa una correlazione tra patologie psicologiche e omofobia, il che in effetti non stupisce, ma è la prima volta che la cosa è stata valutata in modo preciso. Non semplice maleducazione, ma veri problemi psicologici di ansia, autostima, manie, ecc. Legga lo studio se vuole i dettagli.
                      You have full text access to this content
                      Psychoticism, Immature Defense Mechanisms and a Fearful Attachment Style are Associated with a Higher Homophobic Attitude
                      The Journal of Sexual Medicine Volume 12, Issue 9, September 2015, Pages: 1953–1960

                      Si può essere più precisi? Certo. Ma resta il fatto che lo studio è valido, pone domande che sono rappresentate da uno spettro ampio di risposte e che corrisponde ad altre analisi fatte con la stessa scala in altri paesi.

                    • To_Ni scrive:

                      Siccome sei noioso (per me) mi curo di un solo punto :

                      21) Evito i gay. Lei magari no. C’è gente che lo fa e questo viene valutato come omofobia, come chi evita le persone di colore è razzista.

                      A differenza della persona di colore evitare un gay potrebbe essere motivato dal fatto che per un gay maschio il corpo di un altro maschio ha un significato sessuale e quest’ultimo può sentirsi esposto a delle attenzioni e/o avance che percepisce sgradevoli.

                      Io trovo legittimo che questo può essere disturbante.

                    • MicheleL scrive:

                      Lei è stato superficiale. La sua valutazione è omofoba, infatti c’è il punto 15 che non ha letto:
                      15. Temo che gli omosessuali facciano avance sessuali nei miei confronti.

                      Gli omosessuali sono civili (e incivili) come tutti gli altri, se non è disponibile alle avances basta dire di no. Se la persona insiste, benvenuto nel mondo delle donne, buon pro le faccia.
                      Piuttosto di evitare i luoghi si lavori per rendere la società più civile, in modo che nessuna avances sia sgarbata e nessuna avanca garbata sia considerta in base al sesso di chi la fa e la riceve.

                    • To_Ni scrive:

                      Io con te sono anche superficiale in rapporto al tuo spessore: se stilo una lista delle tue caratteristiche (35 punti) viene la pelle d’oca. In ogni caso per te può essere omofobo chi per timidezza, o altri sentimenti, gradisce distacchi. Ma tu, che sei una vergogna al pari dei tuoi compari che stilano liste persecutorie e forte dell’essere un costipato cronico vedi l’universo immenso dei sentimenti che muovono le persone in 24 punti. Ti ho già detto che sei un cortigiano promotore di una vita artificiale. Che l’omofobia è l’arma per garantire desideri immondi, infangare il prossimo e piagnucolare sotto la protezione della legge. Roba da vigliacchi (punto 33 della mia lista dedicata a te)

                      Non sono mai superficiale rispetto a te…neanche quando voglio esserlo…mi vinci sempre.

                    • MicheleL scrive:

                      La vedrei ottimo censore di gran parte della produzione scientifica in una bella dittatura religiosa. Poi potrebbe condannare a questa o quella ammenda chi non la pensi come lei stilandone 35 punti immaginari di manchevolezze.
                      Lei parla a vanvera di cose che non sa, si inventa esasperazioni di concetti per avere un barlume di ragione (nessuno vede “l’universo immenso dei sentimenti che muovono le persone in 24 punti”, lo studio tratta di 25 punti, più che sufficienti per individuare un omofobo,come dimostrano i dati).

                      I fatti sono che chi risulta omofobo in base a quelle domande (sarei curioso di sapere il suo punteggio!) correla in modo significativo con disturbi mentali, oltre a vivere di meno. Questi sono i fatti.

                      I suoi travasi di bile iniziano e finiscono in questo forum.

              • Cisco scrive:

                @MicheleL

                Cioè in sostanza uno che avesse dei dubbi sulla metodologia dello studio di questi tizi dovrebbe prendere per credibile uno studio sulla metodologia fatto dagli stessi tizi: interessante.
                Ma ancora più interessante sarebbe capire se l’APA ha inserito l’omofobia nel suo mitico manuale, e quale criterio si può utilizzare per distinguere una presunta omofobia dalla fobofobia di gran parte del mondo arcobaleno.
                Infine, la volontà di patologizzare il dissenso e’ una arma spuntatissima, sia perché nessuno può’ essere obbligato a curarsi sia perché è una forma di dittatura del pensiero unico troppo stucchevole per essere presa in considerazione seriamente.

          • pippo scrive:

            adesso usiamo parole come “fottuto” ?

            va be’.

            guarda che esistono tanti lavori al mondo. io per esempio sono un ricercatore e lavoro a casa e prendo le pause quando voglio e questo è ampiamente previsto dal mio lavoro, visto che non devo lavorare un certo numero di ore ma devo solo portare dei risultati.

            ma anche il mio papà potrebbe postare di continuo perchè ha un bar e ha molti orari morti in cui si riposa e si fa una navigatina in internet. quindi come vedi, a meno che tu non lavori in un ufficio con orari rigidi, la possibilità di scrivere e rispondere ce l’hai spesso

        • To_Ni scrive:

          Ma come sei autorevolmente rassicurante. Sentendo te, bocca della verità, non c’è nessuna intenzione di realizzare un laboratorio sociale (mi è piaciuto in maniera particolare un tuo recente intervento dove ritieni possibile concepire una “assenza di qualsivoglia metodo per influenzare tali fattori” per nascere gay solo in virtù dei geni). Dato che hai parlato pure di cinema come vorresti cambiare? dato che in molti film “due donne non parlano mai da sole se non di un uomo” , scrivi tu le sceneggiature e obbligare un pubblico a guardare i film che ne vengono fuori?

          Ma te lo sei chiesto se la donna vuole essere aiutata da te e dai tuoi simili?
          Ma questa investitura chi ve l’ha data?
          Ma è sicuro che dietro al tuo aiuto c’è una vera e propria coercizione di adattarla al tuo modello?

          PS:La donna ingegnere esiste e quando è brava nessuno gli disconosce il suo valore ed in ogni caso questo riconoscimento non passa attraverso le tue buffonate scolastiche.

          • MicheleL scrive:

            Legga lo Studio del centro della San Diego State University “Center for the Study of Women
            in Television and Film shows”. Gli autori televisivi e cinematografici sono al 89% maschi.
            Cosa penso sarebbe giusto? A parte il fatto che la mia opinione vale quanto vale e sono qui per discuterla, penso valga la pena interrogarsi su quante donne stiano cercando lavoro come autrici ma non lo trovano e sono disoccupate.
            Ecco, si potrebbe fare la proporzione tra maschi e femmine che sono in cerca di una professione e sgravare fiscalmente il ruolo per la categoria che ha più disoccupaizone. E’ un’idea, ma il problema è macroscopico.

            Non lo so se le donne vogliono essere aiutate da me, lei non mi pare volerlo fare e se c’è un problema si dovrebbe affrontare, non far finta che non esista o addirittura inventarsene uno per non affrontarlo (e.g. teoria del gender).

            Donne ingegnere brave ce ne sono molte, certo. Allora perchè guadagnano in media il 19% i meno dei colleghi maschi? (ISTAT). Inoltre il tasso di discoccupazione tra le donne è maggiore.
            Le “buffonate” scolastiche servirebbero ad esempio a far crescere una generazione che non condieri una donna meno capace o meritevole solo perchè è tale, perchè oggi -e lo dicono i numeri- è così. A questo punta l’educazione di genere, non a negare cose ovvie come le differenze tra maschi è femmine. Ci saranno sempre più ingegneri maschi, ma se una femmina vuole fare l’ingegnere non deve trovare ostacoli diversi in base al fatto che sia una donna e non un uomo. Tutto qui.

            • Sarifuma Medò scrive:

              Ma tu ci stai proprio tutto il giorno sul pezzo, eh?
              Quanti siti ti hanno dato da presidiare incollando le tue veline?
              Lo vorrei proprio vedere quello che si fa convincere delle tue tiritere.

            • To_Ni scrive:

              Non leggo niente. Ho letto abbastanza. Quello che proponi tu puzza. Vuoi fare una ridicola quota rosa tra gli autori cinematografici? Tu pensi che se ci fossero soggetti interessanti si fanno scappare l’opportunità per una questione di misoginia?

              Sul cinema , ti faccio osservare hai detto una migliore bestialità, che purtroppo ha già preso piede in alcune produzioni con esiti disastratosi.

              Io se aiuto le donne lo faccio non negando i loro diritti e le loro capacità, non pervertendo artificiosamente le cose secondo direttive di burocrati esperti che non hanno la cognizione della realtà ma che cercano solo di adattarla alle loro miasmi mentali. Certo a te conviene, sono gli stessi che ti fanno giocare a fare la mamma. Sei interessato :-)

              Se non lo hai dedotto dal precedente passaggio le buffonate scolastiche sono tentativi pervertiti di convincere le persone ad essere quello che non sono (e che non avvertono neanche la necessita di esserselo) e prevaricare la vita che si evolve e cambia grazie ad un autentica relazione tra le persone senza il beneplacito degli esperti. Vuoi il Truman show?

              Non credo che le donne ingegnere prendono il 19% in meno perché trovano disparità di contratto (sarebbe illegale) , ma per una ingiustizia che ha radici in altri fattori e che è , da combattere (non con i tuoi pretesti). Certo non perché qualcuno le reputa inferiori in qualcosa. Nessuno pensa che le donne sono inferiori… ed è inutile che ti armi di questa fesseria.

              • MicheleL scrive:

                No, sono contrario alle quote rosa. Penso piuttosto ad incentivi sull’assunzione di minoranze dove vi è una maggiore disoccupazione senza una ragione. Io non credo ci sia una ragione diversa del pregiudizio se gli autori televisivi e cinematografici sono al 89% maschi.

                Vede To_Ni, quanto a me, se ci ragiona, se fossi come dice lei a me non converrebbe che le donne escano dalla loro posizione di subordinazione. A me -se fossi come dice lei- converrebbero donne subordinate. Ma a me interessa che il mondo sia un posto migliore per tutti, perchè penso di far parte di questi “tutti”.

                La riforma scolastica mira semplicemente a combattere i pregiudizi che non vogliono donne ingeneri e uomini ballerini. Mira a far capire che siamo diversi e che ogni diversità è una opportunità da valutare attentamente, non da liquidare perchè non aderisce ad una visione rigida delle cose. Si combattono pregiudizi che impediscono a milioni di persone di far fruttare il loro talento, le frustra con disagi umani e problamatiche sociali enormi, che si traducono nelle storture che sono sotto agli occhi di tutti, anche i suoi.

                La riforma scolastica mira a raddrizzare mascroscopiche iniquità che lei non vuole vedere, perchè lei afferma “Non leggo niente. Ho letto abbastanza. Quello che proponi tu puzza.”.
                Quando a me qualcosa puzza, gratto un po’ e trovo la fonte del miasma. A lei puzza tutto quello che non è allineato alle sue idee, ma pare terrorizzato dal rendersi conto che quello che sbaglia è lei, perchè in effetti mi rendo conto le sue non sono semplici idee, che può combiare come posso cambiare io, sono imposizioni di chi ha bisongo di imporre verità per comandare, di imporre un monolitico sistema infallibile e che quindi non può ammettere alcuna crepa, alcun errore e cos’ non fa altro che ingigantire quelli che commette.

                Qui si tratta di fatti chiari e forti, come le differenze di trattamento delle donne ingegneri. Non c’è nulla di illegale nel non promuovere una donna e quindi lasciarla ad un livello più basso e con un salario più basso del collega maschio. Ma mi dica, come risolverebbe lei questo problema evidente, visto che i dati sui salari sono ufficiali?

                Perchè mi pare che lei critichi tanto me, deformi una riforma della scuola volta al bene, ma non proponga alcuna soluzione.

                • To_Ni scrive:

                  Tu non sei contrario alle quote rosa perché hai una fede smisurata nella tua visione artificiale della vita . Ritieni che sociologicamente , muovendo le persone come burattini, obbligandoli a vestire dei ruoli che non vogliono crei il tuo fantasmagorico mondo di OZ (Gay) . la tua visione della vita è scialba e costrittiva al punto che non sei in grado di distinguere come naturale un pino da un bonsai di pino.
                  Quindi distinguano i ruoli tra la mia e la tua posizione: Io contrariamente da te sono perfettamente consapevole delle ingiustizie che subiscono le donne. Le tengo tutte, ma proprio tutte, presenti e le detesto perché offendono l’essere umano. Credo che la strada non passa attraverso i tuoi esperimenti alla Platone*, Campanella* Bacone* ed altri dotti che vogliono adeguare la realtà ai loro sogni, ma nella società , nel quotidiano, costi ciò che costi in termini di fatica, scontri dialettici, politici e via dicendo. Questa è la mia soluzione: niente manipolazione. E stai tranquillo, nonostante la tua solita nomina a femminifobico verso chi ha un autentico rigetto verso il tuo “autorevole” pensare impositivo, io so da che parte stare dato che per me le ingiustizie si combattono nella società, non delegando gentaglia auto investitesi depositaria di un saggio potere di agire per il “bene di tutti”.

                  Te lo spiegato centinaia di volte: sei un artifizio in tutto ciò che pensi come visioni autorevoli soluzioni autorevoli ecc. (autorevole … pure l’ecc.) . TI ENTRA NELLO ZUCCONE?

                  Sugli 89% degli autori televisivi vuoi insistere quanto vuoi, non ci possono essere quote sul talento, perché sarebbe risultato altrettanto ridicolo come i vari patrocini (con soldi pubblici) che sono stati dati film proclamati opera culturale di interesse bla bla e che poi hanno visto in quattro persone. Quando c’è il talento si fa strada da solo e nessuno lo nega perché nessuno è stupido oggi da investire su catorci. Quella percentuale si abbasserà, come di fatto avviene nel tempo che ci vuole senza i “dopanti” che ti piacciono tanto.

                  * li cito…ma voi non siete lontanamente degno di essere accostati a questi grandi personaggi. Sai cosa penso su tutto il tuo favoloso “autorevole” mondo, sul cioè è stato creato, sponsorizzato ecc. … tutto per i bisognini.

                  • To_Ni scrive:

                    te l’ho* spiegato

                  • MicheleL scrive:

                    Penso To_Ni sapere se sono pro o contro qualche cosa. Le quote rosa sono una manira rigida per imporre una uguaglianza artificiale che non corrisponde alla volontà delle persone. Considerare invece in modo dinamico il mercato del lavoro per compensare con sgragvi una disoccupazione che è frutto di pregiudizio più che di reale capacità è un’altra cosa. Qui non stiamo discutendo di vita umana, non serve che estremizzi il confronto, sono apertissimo al suo punto di vista se vuole propormelo in modo costruttivo. Mi chiedo se lei citi i grandi filosofi classici anche alle riunioni di condominio…
                    Passare per la società è quello che sto cercando di fare, ma la società come funziona? Non funziona a dogmi, ma a misure condivise nell’utilizzo delle risorse pubbliche, con incentivi per esempio, come gli aiuti ai meno abbienti, agli invalidi o questa o quella testata giornalistica.
                    Ma la soluzione che propongo può non essere in effetti la migliore, lei cosa intende per “nella società , nel quotidiano, costi ciò che costi in termini di fatica, scontri dialettici, politici e via dicendo”? Non considero affatto il suo dissenso misogino, sono davvero interessato alla sua soluzione. Nonostante lei mi dia dello zuccone o peggio.
                    Lei pensa davvero che l’89% dei talenti siano maschili e che sia normale questa percentuale? Stiamo parlando di un lavoro creativo, non tecnico, non manuale e non si capisce perché le donne non siano che l’11%. A lei sembra davvero normale? Non sarebbe meglio vedere quante persone di sesso femminile e maschile sono alla ricerca di un lavoro come editori televisivi e cercare di aggiustare queste quote in modo che riflettano le percentuali degli impiegati. Se le donne sono l’11% degli impiegati, le domande all’ufficio di collocalmento per quel mestiere dovrebbero essere l’11% o stiamo dicendo una cosa piuttosto bizzara, ovvero che una sola donna su 9 può essere una buona autrice televisiva. Non credo sa che troverà la stesse percentuali negli uffici di collocamento per posti da ingegnere, anche se di certo le donne disoccupate con quel titolo sono di più degli uomini. Io penso dovremmo cercare di ascoltare anche le aspirazioni della popolazione, se le donne vogliono accedere ad una carriera possiamo davvero dire loro “arrangiatevi, faticate più degli uomini per superare il pregiudizio” o forse non dovremmo riflettere tutti su cosa sta succedendo davvero?

                    • To_Ni scrive:

                      Non considero nessun “modo” dinamico, non ci vuole Salamone per capire che il mercato non si droga in nessun modo. Abbiamo avuto precedenti che hnno dimostrato che la politica degli “incentivi” artificiali(per esempio automobilistici) ti da l’apparenza di un successo a breve termine ma poi la realtà trende a riprendersi tutto. Considero inoltro profnafdamente ingiusto oltre che artificiale l’idea della quota. Oltre che innesca meccanismi incontrollabili nel grande crescente mercato dei discriminati.
                      Non tirare in mezzo in maniera ottusa i “dogmi” sul funzionamento della società. Non è un dogma che la società ha e deve avere un dinamismo “autentico” che la porta ad una giusta evoluzione. E Nulla ha a vedere con quela cosa laida che immagini tu, con altri eleganti ed autorevoli sapienti, di stabilire come devono andare le cose per tutti.
                      Io non penso che l’89% dei talenti sia maschile (noti come alteri la discussione mettendomi in bocca concetti che non ho espresso?) credo che per quanto mi riguarda io non negherei mai e poi mai un talento di una donna. Credo che non lo negherà nessuno, che un produttore che ha un script di un talento femminile non lo brucia. E se che se c’è fosse una ingiustizia si combatte non nel modo che proponi tu. Te lo dico ancora una volat: non sopporto gli intenti manipolatorri, le educazioni imposte, il dover essere civile secondo il tuo insipido metro. Lo capisci o no? lo capisci o no? lo capisci o no? lo capisci o no? …… (dopo un chilometro e mezzo … ed un poco di stanchezza) lo capisci o no?
                      Comunque, mi pare già un successo che non mi hai dato del femminofobico…. ma forse lo hai dimenticato

                    • MicheleL scrive:

                      Il mercato non solo va drogato, ma strettamente regolamentato. Non solo i pregiudizi, ma soprattutto la corruzione che il denaro producono (cammelli -o corde- e crune di un ago) deformano il mercato che diventa un luogo di prevaricazione invece che di comunione.
                      Qui non stiamo parlando di incentivare una attività industruale, ma delle persone. L’esempio più adatto è l’incentivo alle categorie protette per esempio, come i portatori di handicap, che funzionano. Cosa ci sarebbe di male nello sgravare in proporzione le imposte sul lavoro in base alla quota di disoccupati e disoccupate? Mi spieghi, la prego.

                      Se l’89% dei talenti non è maschile, come anche lei riconosce, lei di fatto non propone alcuna soluzione. Dice che la mia sarebbe “laida”, senza argomentare, ma non propone nessuna soluzione. Dice che “credo che non lo negherà nessuno, che un produttore che ha un script di un talento femminile non lo brucia”, ma in tutta evidenza non è così, perche i dati sono chiari. Possiamo far finta che il problema non esista o possiamo provare a capirne le ragioni. Io non dico che la soluzione che propongo sia la migliore, ma dico che è meglio di non fare nulla, perchè non vedo alcuna ragione per cui le cose dovrebbero cambiare altrimenti.
                      Ribadisco, non credo lei sia misogino, ma è connivente con i misogeni, perchè mentre a parole lei farebbe qualcosa (non rifuterebbe per esempio script di autrici) non si chiede come mai altri uomini -in tutta evidenza- lo facciano. Torno a chiederle: quale soluzione propone al problema?

                    • To_Ni scrive:

                      Tu stai parlando a vanvera e fai finta di non capire non avendo nessun approccio con la realtà delle persone proponendo artifici. Ritorni parossisticamente sulle solite idiozie non considerando le risposte degli interlocutori. Ti ho parlato di diritti violati che seguono una strada precisa per il loro riconoscimento e che non passa attraverso figure come quelle che proponi tu che si investono di saggezza e conoscenza al punto da dover modellare la realtà a conformala a loro. Questo dovrebbe bastarti a convincerti di una concezione che rifiuta totalmente la tua , ma siccome fa parte della tua sindrome narcisista vedere le cose esclusivamente dalla tua sola prospettiva e giudicare malato chi ne ha una alternativa insisti in maniera insopportabile.
                      Se c’è un problema di disconoscimento del diritto al lavoro delle donne figurati se non sono in prima fila, ma sono le donne che devono fare per primi questa battaglia fare sentire la loro voce. La società deve sentire e subire il loro subbuglio e deve imporsi come ogni legittima lotta spontanea. Non SEI TU e le presunte “dotte” minoranze da salotto sul quale ti adagi a stabilire chi ha lo scudetto di discriminato e come bisogna con una politica fonte morale trasformare le cose. Processo questo che trovo ancora più insopportabile nel paventare in questa presunta battaglia all’antidiscriminazione (come ritiene certa gentaglia Xywzk o a Shiva ) una immagine di donna menomata nei confronti di chi reputa bella la loro vita nella loro famiglia. Comoda soluzione questa di gente che non è in grado di curare l’affetto di uomini e figli e che trovano un modo di giustificare nelle lotte il loro fallimento esistenziale.
                      Quindi per l’ennesima volta : Non riconosco il tuo ruolo e i tuoi infami metodi autorevolmente e manipolatori . Lo hai capito o no? Lo hai capito o no? Lo hai capito o no? Lo hai capito o no? Lo hai capito o no? Io l’argomentazione te l’ho data tu non la vuoi vedere perché ami il tuo specchio e continui a baciarlo. Smettila

                    • MicheleL scrive:

                      Perchè la soluzione che propongo sarebbe una idiozia? E’ lei che liquida quello che dico in modo offensivo.
                      Per aggiungere cosa?
                      “Se c’è un problema di disconoscimento del diritto al lavoro delle donne figurati se non sono in prima fila, ma sono le donne che devono fare per primi questa battaglia fare sentire la loro voce.” Le donne? Ma lei non era in prima fila? Adesso sono le vittime che si devono difendere e non chi assiste ad una ingiustizia? Come possono le donne far sentire la loro voce se i posti di potere sono occupati da persone che non le ascoltano?

                      Io faccio parte della società quanto lei. Ma mentre lei aspetta che siano “le donne” a fare qualcosa, io quando vendo una ingiustizia cerco di fare qualcosa. Scrive ” La società deve sentire e subire il loro subbuglio e deve imporsi come ogni legittima lotta spontanea.” e se la vittima è troppo debole per difendersi? Troppo indottrinata alla sottomissione?

                      Lei continua ad immaginarsi che io pensi di mettermi come Presidente Supremo di qualche fantomatico politburo. Quello narcisista non sono io, è lei. E’ lei che riconduce ogni discussione ad un conflitto personale o cosmico, come se dal nostro discorso dipendesse il destino del pianeta ed io o lei lottassimo fino alla morte per un potere supremo. Lei si rende conto di quanto estremizza le cose?
                      Se mi dice “eh, Michele, questa idea non è male” non significa che io vengo eletto domani a capo supremo del mondo, come pare accadere ogni volta che lei mi risponde. Non stiamo discutendo di me, non vinco nulla se ho detto una cosa ragionevole e non è questione di riconoscere me, ma un’idea.

                      Idea che lei non tocca nemmeno da lontano. La liquida come idiozia, pensando che dietro ci sian chissà quale ideologia, senza uno straccio di motivo.
                      Torno a chiederle: cosa ci sarebbe di male in un progressivo aiuto a una categoria ingiustificatamente -per sua stessa ammissione- disoccupata per riequilibrare il tasso di disoccupazione con la vocazione a fare un determinato mestiere?
                      In alternativa, a parte aspettare che siano le donne a fare molta più fatica degli uomini per risolvere un problema che le riguarda, lei cosa propone di fare? Lei, signor To_Ni, lei come uomo che assiste ad una ingiustizia, lei cosa fa? Quale misura propone, oltre ad aspettare a braccia conserte che sia qualcun’altra a fare qualcosa?

                    • To_Ni scrive:

                      E’ una idiozia cattiva manipolatoria che ti ripiega sulla volontà di persone che si reputa depositaria di una superiorità culturale, morale , scientifica atta a stabilire quale è il modo in cui una società deve conformarsi. L’idiozia è la tua insistenza a non voler capire, a far finta di non capire (e pensare che con me la fai franca) .
                      Tu che vuoi fare “qualcosa” per le donne è una menzogna, tu vuoi stabilire un “principio” di obbedienza basata su un autorità investita di un potere che “scientificamente” stabilisca come e per dove deve andare la vita.
                      Io non penso che tu venga eletto presidente supremo di qualcosa. Penso che sei un semplice cortigiano. Come tale in una visione che rispetta delle regole di corte e pretende di castrare la complessità della vita.
                      Io non sto a braccia conserte rispetto ad una ingiustizia.

                    • To_Ni scrive:

                      Ti ho risposto, ma mi moderano…ma tu lo sai che ti rispondo sempre.

                    • MicheleL scrive:

                      Come un incentivo che riflette la situazione sociale, ovvero la disparità di disoccupati in cerca di impego rispetto ad una professione, srebbe stabilita da qualcuno che non siano gli aspiranti lavoratori stessi?
                      La soluzione che propongo dipende dal mercato, che viene corretto constatando una discrminazione di genere. Cosa contesta? La discriminazione di genere? Lei stesso riconosce che per esempio tra gli autori televisivi vi è una situazione anomala.

                      Lei non solo ha le braccia conserte, ma pure la mente. Lei mi ha incasellato -sbagliando- ed ora mi risponde in base al suo schema, senza rendersi conto che non ho citato nulla di scinetifico a riguardo, perchè penso che la scienza con il mercato del lavoro centri poco.

                    • To_Ni scrive:

                      Come al solito agisci come una canaglia che vuoi far passare, minimizzando, che dietro la “discriminazione di genere” non c’è una volonta manipolatoria nei confronti alla popolazione che dovrebbe vedersi insegnato da quelli come te (che sei una meraviglia) come deve vivere. Non ci faccio caso dato che sei bugiardo e calunnatore. Quindi mi viene da ridere sul come sei “indaffarato” a favore delle donne.

                      Le donne fanno sentire sempre più nei tempi giusti la loro voce nella società . Per questo ci sono sempre maggiori professioni che le coinvolgono in un processo che ha una dinamica naturale. Chiunque si trova di fronte ad un ingegnere maschio mediocre e una donna capace sciegli la seconda (questo è il mio agire a favore delle donne) . In questo processo che è inarrestabile non c’è bisogno di te che persegui e speri , dietro pretesti, altri fini dirigisti statalisti (avere l’ombrello dello stato è lo scopo di un cortigiano come te ) per magari garantirti qualche quota arcobaleno.

                    • To_Ni scrive:

                      Ti ho risposto ma mi moderano.

                    • MicheleL scrive:

                      Adesso cambio nick. Capisce To_Ni che qui i multinick arrivano perchè lei ed altri butta ogni discussione sul personale?
                      Infatti non mi ha risposto. Pensa che incentivare l’assunzione di donne quando esse sono la maggior parte dei disoccupati per una professione sia l’inizio dell’apocalisse? E perchè? Perchè l’ho detto io? Se dico che l’acqua idrata cosa fa? Muore di sete?

                      L’idea (e non io personalmente) che ho illustrato rispecchia la volontà della popolazione di fare un mestiere. Se le donne non lo vogliono fare un mestiere nessuno le indurrà a farlo. Se lo vogliono fare e non c’è motivo di discriminarle, quando invece sono discmrinate, perchè dovremmo aspettare che siano loro -in evidente debolezza- a sostenere l’onere di risolvere il problema?

                      Lei liquida la questione pensando che se una donna è brava il problema non c’è (caso dell’ingegnere), e ancora una volta la butta sul personale, che lei l’assumerebbe. To_Ni, la sua bravura e onestà non è sufficiente a raddrizzare tutti i problemi e siccome le donne ingegnere gudagnano il 19% in meno dei colleghi maschi e sono più disoccupate, non è vero che basta che siano brave.

                      Io una soluzione l’ho proposta, lei non l’ha criticata salvo con “apocalisse!”. Poi non si meravigli se Pippo le dice che discutere con lei pare come spiegare a cosa serve un chiodo ad un gabbiano…

                    • To_Ni scrive:

                      Io credo che dicendoti che sei un cortigiano manipolatore. Che dicendoti che credi di creare società perfette imponendo regolamenti misure e restrizioni in cui gli uomini si possono muovere obbedendo ad una idea preconfezionata di come bisogna essere , ti ho già detto che mostruosità grigia e sterile rappresenta il tuo mondo.
                      Io se fossi un datore di lavoro assumere donne, pure tutte…. non ho nessun problema nella mia mente … ma rifiuto se mi imponessero una quota oggi rosa, domani arcobaleno, dopodomani di colore, di seguito extra-comunitario, ecc. . Questo nel rifiuto di uno stato che prevarica la sua funzione di arbitro giusto ed intende modellare il come bisogna essere secondo il potere che vuole il “giusto” in un certo modo. Ed io non voglio somigliare a nessuno.
                      Inutile che cambi nick: sei narcisista, calunniatore e bugiardo…con tanta vanità… ti riconoscerei subito.

                  • SUSANNA ROLLI scrive:

                    Aiuto!, il bonsai!

    • beppe scrive:

      guardatevi la pubblicità GENDERLESS di DIESEL: a me fa venire i brividi. immaginare un mondo di esseri senza identità , piallati dal lifting e dal trucco. quegli occhi orientali mi fanno raggelare il sangue. che se ne stiano nei loro negozi per fighetti senza storia e senza futuro, col loro presente gelido e autoreferenziale.

  2. Daniele scrive:

    E questo è ancora niente. Vedrai quando introdurremo il bacillo del Gender negli acquedotti e nell’acqua minerale! 😉

    • martina scrive:

      si parla del diavolo ….e spuntano le corna di daniele micheleL….che vita grama quella del troll

  3. Daniele scrive:

    La “sinistra del costume” delegittima la famiglia come forma borghese degna di essere abbandonata, silenziando come “omofobo” chiunque osi dissentire. Chi, ad esempio, si ostini a pensare che vi siano naturalmente uomini e donne, che il genere umano esista nella sua unità tramite tale differenza e, ancora, che i figli abbiano secondo natura un padre e una madre è immediatamente ostracizzato con l’accusa di omofobia. La categoria di omofobia non fa valere soltanto una giusta presa di posizione contro l’intolleranza di chi non rispetta le differenze: diventa essa stessa una nuova categoria dell’intolleranza, con cui non si accetta l’esistenza di prospettive diverse. È, per dirla con Orwell, una categoria con cui si punisce lo “psicoreato” di chi osi violare l’ortodossia del politicamente corretto».

    • xyzwk scrive:

      Il vero problema vedi non sono le differenze sessuali biologiche che evidentemente ci sono e nessuno nega, ma le conseguenze “automatiche” che una certa cultura vorrebbe assegnare a ruoli predefiniti a cui viene assegnato un certo potere nella sfera di azione. Ne consegue uno squilibrio tutto a favore di una sola metà del cielo giustificato dal fatto che per esempio le donne non avrebbero le capacità razionali per accedere a determinati ruoli di lavoro (vedi per es. magistratura preclusa alle donne fino al 1963). Senza contare che comunque qualcuno ritiene ancora oggi che per le donne rispetto agli uomini, rimane prioritario il lavoro di cura in famiglia dove comunque la loro influenza si limita alla sfera privata. Ecco tutto questo è inaccettabile, non le differenze biologiche e chi lo sostiene mente sapendo di mentire!

      • Cisco scrive:

        @Xyzwk

        Se l’obiettivo del “gender” fosse quello che sostieni – cioè combattere il maschilismo – sarebbe condivisibile; tuttavia è del tutto palese che non si limita a questo, come la Butler e le leggi proposte (e in alcuni casi purtroppo approvate) dimostrano. Non vorrai farci credere che la differenza di salario tra uomini e donne si combatte facendo cambiare “genere” alle donne? Peggio: la teoria del genere rafforza gli stereotipi.

        • xyzwk scrive:

          Io non ho detto che il maschilismo si combatte cambiando sesso. Questa è una sciocchezza e non credo lo pensi nessuno sano di mente. Se uno cambia sesso, lo fa per altri motivi e In particolare perché soffre di quella viene definita di storia di genere. Sostengo invece che una certa cultura che definisce non il sesso ma i ruoli sociali che obbligatoriamente sarebbero conseguenti al sesso biologico, insieme alla gestione del potere di azione, sono alla base del maschilismo e del patriarcato famigliare. E qui che bisogna agire, scaricando questi stereotipi che assegnano alle donne capacità e attitudini diverse dagli uomini. Le attitudini e le inclinazioni non dipendono dal sesso ma dal carattere del singolo individuo e la cultura cattolica invece sostiene l’incontrario e fa pressioni affinché “il compito prioritario di tutte le donne debba essere necessariamente il lavoro di cura” quasi fosse un destino ineluttabile.

          • xyzwk scrive:

            Disforia di genere e non storia…

            • antonella scrive:

              Buffo che che per sostenere l’uguaglianza della donna rispetto all’uomo , ci siano donne, anzi pseudo-donne, che si presentano nei blog con nome maschile.
              Non augurerei al mio peggior nemico di subire un lavoro di cura da certi capoccioni, manco se 80 autorevoli studi lo consigliassero.

            • To_Ni scrive:

              L’ideologia di genere scientificamente fa ridere, quello di cui si parla è un solo un programma politico.

          • Cisco scrive:

            @Xyzw

            Invece le attitudini e le inclinazioni dipendono anche dal sesso, non solo dal carattere del singolo individuo, come dimostrato dal fatto che in tutte le culture e civiltà – non solo quella dei cattivi cattolici omofobi – gli “stereotipi” sul ruolo sociale di uomini e donne tendono ad avere molti elementi comuni. Quindi non sono affatto stereotipi: le differenze tra uomo e donna vanno valorizzate, non eliminate.

  4. Sardofero scrive:

    L’ideologia gender non esiste, e se esistesse non sarebbe vera, ma se per caso fosse vera, allora non mi interessa.

    Grazie Manzoni!

    P.s. al monumentale ho pregato per te!

  5. Lillo scrive:

    Io vorrei una fetta di torta di pollo.

  6. pippo scrive:

    Riflettevo sulla mia e la vostra religione e mi domandavo perchè sono tanto convinto che la mia religione sia migliore della vostra.

    Premetto che la mia fede è interamente riposta nella scienza che per me è una religione. ma la scienza come qualsiasi altra religione richiede degli atti di fede (accettare i postulati e gli assiomi) e come ogni altre religione sbaglia clamorosamente e può essere smentita. infatti nonostante io sia sempre qui a criticare voi per aver detto che la terra era al centro dell’universo e che il sole gli girava attorno, non critico mai gli scienziati che per centinaia di anni hanno appoggiato questa visione. anzi l’hanno sostenuta e ritenuta corretta.

    quindi perchè secondo me la scienza è migliore e più affidabile della religione?

    la cosa è semplice. consideriamo le tre discipline separatamente: la matematica, la fisica e la religione.

    la matematica ti dice, se queste premesse sono vere allora sono vere anche queste conclusioni. la matematica non è interessata alla veridicità delle premesse ma solo al fatto che inevitabilmente la loro eventuale verità implica la verità delle conclusioni. in questo la matematica è perfetta e infallibile. la matematica è cristallizzata. una cosa vera in matematica sarà vera per sempre.

    la fisica ti dice, assumiamo per veri alcuni assiomi e deriviamo usando la matematica le proprietà fondamentali della natura. quindi la fisica ha bisogno di un atto di fede, ha bisogno di assumere per vere cose che non possono essere spiegate e/o dimostrate se non da altre teorie, ma a loro volta queste teorie avranno altri assiomi.
    però la fisica è predittiva, quindi permette di controllare le conseguenze di ciò che afferma.
    se Newton aveva ragione o no nel postulare i 3 principi della meccanica classica non è dato saperlo, ma se i principi sono corretti ogni giorno quando alzeremo gli occhi il sole sarà al suo posto e la luna apparirà ogni notte. ovviamente possiamo anche fare dei controlli più sorprendenti e sofisticati. per esempio, una verifica immediata delle leggi dell’elettromagnetismo è il fatto che tv, cellulare e computer funzionano (quasi) sempre.

    come vediamo la netta differenza tra fisica e matematica quindi sta nel fatto che la matematica permette di dimostrare i risultati mentre la fisica permette solo di verificarli.

    passiamo finalmente alla religione. la religione ti chiedere di credere in cose le cui conseguenze non sono verificabili ne qualitativamente ne quantitativamente. questo, perchè la religione non è predittiva e non offre nessuno strumento per poter prevedere lo sviluppo di un qualsivoglia sistema, sia esso meccanico, sociale o relazionale.

    concludo con una metafora:
    c’è una scatola chiusa su un tavolo.

    la matematica dice che nella scatola c’è un gatto. quindi prende la scatola, tira fuori il gatto e lo mette sul tavolo affianco alla scatola.

    la fisica dice che nella scatola c’è un gatto. ti permette di aprire la scatola e guardare il gatto al suo interno tutte le volte che vuoi, ma sul fatto che il gatto non sparisca ogni volta che si chiude la scatola non offre garanzie, ti devi fidare.

    la religione ti dice che nella scatola c’è un magico gatto con le ali d’oro in grado di volare e di parlare, il gatto in questione è di colore rosa e ti chiede di fissare la scatola un certo numero di ore al giorno solo perchè a lui piace così, però al tempo stesso non solo non ti permette di aprire la scatola, ma neanche di avvicinarti e il fatto stesso che tu possa dubitare dell’esistenza del gatto magico lo farà sparire.

    bene, adesso so perchè ripongo la mia fede nella scienza!

    • Sebastiano scrive:

      Cos’è, una novità, questa?
      Dico quella di replicare i post-insulto già pubblicati nei commenti ad altri articoli?
      Vabbè che con il Control-C / Control-V ci sapete fare alla grande ma mi pare che non sia il caso di esagerare. E’ già sufficiente che vi sdoppiate voi.

      • pippo scrive:

        lol
        hai ragione sebastiano, ma la cosa mi pareva una gran pensata quindi volevo sollecitare una risposta.
        cmq quelli con il dono del ubiquità sono i vostri non i nostri lol io massimo se bevo troppo sto obliquo

        • Sebastiano scrive:

          Pippo, non so tu, ma di certo questo posto è stato infestato per mesi e mesi (da quando lo frequento io senz’altro) da miserabili figuri che si sono dicotomizzati in svariati multinick, postando commenti che si davano ragione a vicenda.
          La cosa curiosa è che dopo aver negato a spada tratta sono stati sgamati alla grande e hanno addotto giustificazioni da asilo infantile.
          Siccome la politica del sito è quella di lasciare la libertà di scrivere a chiunque (cosa più unica che rara nel panorama massmediatico nostrano), questo succede.
          Io suggerirei di chiedere una registrazione (che non eliminerebbe il problema ma lo limiterebbe parecchio) ma siccome non è casa mia non pretendo di dettare le regole.
          Anzi ringrazio per lo spazio che mi è concesso.

          • pippo scrive:

            Sebastiano, io alcune volte pubblico troppo. questo capita quando lavorando a casa non riesco a concentrarmi, mi annoio e comincio a venire qui in maniera compulsiva… quindi anche se “litigo” con voi in realtà mi fate compagnia.
            ho anche cambiato nick name diverse volte, ma mai nel contesto di una medesima conversazione o per darmi ragione. purtroppo ad un certo punto tutti i messaggi legati ad un certo nick venivano sistematicamente cancellati e io mi trovavo costretto a cambiare nome.
            ho sollevato questo problema altre volte specificando che cmq il tipo di messaggi che postavo erano come questi che vedi ora… insomma non credo ci fossero ragioni sufficienti per una tale caccia alle streghe però sta di fatto che la censura di questo sito non è sempre stata onesta.
            addirittura è successo che con un certo nick name non potevo proprio più lasciare messaggi. i messaggi scritti con un certo nick non venivano proprio presi dal sistema.

    • To_Ni scrive:

      Non hai capito nulla della nostra religione usando i tuoi miseri criteri. Ignori che chi ha definito secondo te la tua religione ha avuto spesso una fede profonda nella nostra (Newton, Maxwell ecc ). E dimostri una assoluta ignoranza dell’essere umano che nel suo essere profondo è il vero fine della mia religione fornendogli le sole e vere risposte riguardo a se stesso. . Ricordi la gallina che si improvvisa con i suoi mezzi a definisce la luna. coccode…coccode…cocode e poi torna a beccare per terra (scusa… pure questa è una metafora).

      Sforzati di più ..la tua religione senza la nostra è probabile che riesce a fare del male.

      • pippo scrive:

        toni, scusa ma non hai evidentemente i mezzi intellettuali per affrontare questa conversazione. torna a postare quando hai qualcosa di interessante da dire.

        SUSANNA ROLLI, io ho fatto compia e incolla di un post ma tu fai copia e incolla di quello che dice sebastiano… non trovi che io e sebastiano avessimo già chiarito il copia e incolla? o vuoi un esecuzione in pubblica piazza?

        • To_Ni scrive:

          pippo, scusa veramente, onestamente da te sento coccode …i mezzi intellettuali miei li sfrutto al minimo per esserti comprensibile.

          • pippo scrive:

            To_Ni guarda spiegami cosa è una varietà kahleriana e poi riparliamo.
            prenditi tutto il tempo che vuoi. guarda, puoi anche leggertela su wikipedia. cerca kahler manifold.
            se tu capisci in maniera vagamente convincente il senso di introdurre una struttura kahleriana e me lo spieghi io divento etero. promesso.
            tu spiegami in maniera convincente cosa è e il senso di occuparsi di una varietà di kahler e io non tocco più un uomo in vita mia.

            è un po un pinguino che impara ad usare un cacciavite!
            fino ad allora per favore astieniti dal parlare di scienza con me

            • To_Ni scrive:

              Continui con il coccode pensando di sbalordirmi con effetti speciali. Io non ti convinco di niente perché non mi interessa quello che ti senti di essere. Semplicemente ti vedo e ti peso.
              Io non ho parlato di scienza con te, non ne ho di bisogno.
              Dimenticavo , tocca chi vuoi … è uno sfogo e nulla di più … e lo comprendo

              • pippo scrive:

                To_Ni scusami ma qui non si tratta di convincere, si tratta di te che non sai un beneamato ca**o di scienza e vieni a confrontarti con me.
                il problema non è che tu non capisci cosa è una varietà di Kahler ma che non sai:

                perchè si introduce una struttura Riemanniana
                perchè si introduce una struttura quasi complessa
                perchè si introduce una struttura simplettica
                perchè e in che modo queste tre strutture assieme devono coesistere ed essere coerenti
                perchè la fisica meccanica classica può essere riformulata in termini Hamiltoniani quando si assume una struttura di Kahler per lo spazio delle fasi
                perchè la fisica meccanica classica può essere riformulata in termini Lagrangiani quando si assume una struttura Riemannina per lo spazio degli stati
                perchè è ragionevole assumere una fisica meccanica ondulatoria che parafrasi l’ottica ondulatoria
                perchè le leggi che governano la meccanica sono definite su di uno spazio di hilbert
                perchè un’osservabile è rappresentabile tramite un operatore autoaggiunto
                perchè l’evoluzione di uno stato è rappresentabile tramite un gruppo ad un parametro di operatori unitari fortemente continuo nell’origine
                perchè nell’ottica Hamiltoniana un sistema evolve su geodetiche e in che senso tali geodetiche possono pensarsi come rette in una geometria di lobacevskij

                non solo non capisci queste che sono questioni più “sofisticate” ma non capisci neanche :
                perchè è delicata la questione dell’introduzione di una topologia in uno spazio infinito dimensionale
                perchè è importante risolvere i problemi universali dell’algebra (vedi prodotto tensoriale)
                perchè è interessante studiare una geometria come la topologia priva di concetti come distanza e angolo
                perchè è importante lavorare ed essere in grado di costruire campi algebricamente chiusi
                perchè è importante costruire campi topologicamente completi
                perchè è possibile sempre completare un insieme topologico ad uno spazio di Banach
                perchè alcune topologie non sono metrizabili
                perchè cambiando la struttura algebrica di un campo si cambia anche la sua struttura differenziale

                potrei continuare per giorni.
                non solo tu non conosci ognuno di questi concetti, ma non potresti neanche capirlo alla buona leggendo qualcosa su internet.
                qualsiasi cosa tu possa conoscere, io leggendo un articoletto o al più un libro posso impararla(o almeno farmene un idea). le cose che tu conosci sono alla portata di tutti e non richiedono nessuna preparazione specifica di base. inoltre, ma maggior parte delle cose che tu ritieni dati di fatto sono solo delle tue personalissime opinioni.
                le cose che studio io, tu non potresti capirle neanche studiando 10 anni. questo perchè certe cose o le impari da molto giovane o difficilmente le impari dopo.
                ogni anno la mia facoltà laurea 3/4 persone con un profilo simile al mio. il che significa che in tutta italia non ci sono più di 5000/8000 persone che hanno la preparazione necessaria per poter capire quello di cui sto parlando. non ti sto dicendo che esistono in Italia 5000/8000 persone che conoscono tutte le cose che conosco io, ma che queste persone hanno una cultura sufficiente per leggersi un articoletto e sapere di cosa sto parlando. insomma possono leggersi i miei lavori e magari saltando i dettagli capire il nocciolo di quello che dico.

                Io mi domando come, e dico come, ti viene in mente di misurarti con chiunque su questioni scientifiche? ma come ti salta in mente?
                chiudi la bocca che ci fai una figura migliore.

              • pippo scrive:

                si, si To_ni la classica risposta di chi non sa niente.
                fatti un favore, prima di metterti a confronto con qualcuno cerca di capire chi sia il tuo interlocutore.
                io ho fatto della scienza una professione e tu non solo non sai niente di scienza ma non hai gli strumenti neanche per leggere un articolo scientifico che non sia sulla rivista Focus.
                tu non parli di scienza non perchè non ne hai bisogno ma perchè non puoi.
                ricordati una cosa, qualunque cosa tu conosca al massimo con un paio d’ore leggendomi un articolo o un libro, io come chiunque altro, posso capirla e acquisirla. tu non saresti in grado di leggere uno dei miei lavori neanche dopo 5 anni di studi, semplicemente perchè le conoscenze necessarie non sono patrimonio di un laureato in matematica o fisica ma solo di alcuni dottorandi che si sono dedicato alla mia stessa area di ricerca.

                mi domando quanto profondamente stolti e ignoranti si deve essere per pretendere di capire e di parlare di una cosa intrinsecamente quantitativa, tecnica e formale come la scienza quando non si hanno neanche conoscenze scientifiche degne di un liceo!

                ps
                visto che sicuramente mi chiederai qual’è il mio campo di ricerca te lo spiego ed evitiamo un giro di botta e risposta.
                Io sono laureato in ingegneria informatica e in matematica. attualmente sto studiando per un PhD in analisi matematica. in particolare mi occupo di teoria spettrale e calcolo funzionale.
                so che di queste cose non ne capisci nulla ma hanno molto a che vedere con la fisica, in particolare con la meccanica quantistica.

                invece le varietà di Kahler che ti ho menzionato prima, non hanno nulla a che fare con il mio settore di ricerca (ovviamente si studiano anche cose che hanno poco a che fare con il tuo settore di ricerca). cmq tali strutture sono importanti in fisica Hamiltoniana e nella teoria della relatività generale.
                infatti nella relatività generale essendo la struttura spazio tempo distorta dalla presenza di masse non si può ammettere una struttura hilbertiana per tutto lo spazio delle fasi ma si ha bisogno di strutture meno forti ma che consentano ancora di definire le classiche equazioni del moto.

                ora sai che non ci capisci niente.

                • To_Ni scrive:

                  Io non ho parlato di scienza ho detto che scienziati ridono di quello che scrivi tu e credono in Dio- Cristo. Questo per me vuol dire qualcosa in merito alla tua religione.

                  Io i miei mezzi non li impegno con te , perché non ti reputo dello spessore adatto. Mi sembri la parodia di un personaggio di Star Trek …. buffo, simpatico (“se voglio acquisisco cose che tu Toni …non puoi immaginare”…”ho pure la pistola fotonica” … “il flusso canalizzatore per la macchina di Ritorno al futuro”) peccato per la volgarità di cui sappiamo e che ritorna sempre perché è un tuo tratto represso.

                • To_Ni scrive:

                  Luca ti ho risposto e mi moderano….non ho letto nulla di quello che hai scritto perché conoscendoti sono sciocchezze a puntellare il fatto, omesso da te, che scienziati veri e grandi credono in Cristo. E che la tua religione è un catorcio inutile e morto.
                  Ma non posso nasconderti, dato che non riesco ad essere un amorevole cristiano (almeno non ci riesco sempre) che già la tua lunghezza nella risposta, addirittura in due tempi, è una goduria perché capisco che sbrocchi di brutto. :-) Caro coccode … la luna non la puoi capire (ricorda … è la metafora di prima).

                  • pippo scrive:

                    guarda che nella storia ci sono stati tanti scienziati che si sono dichiarati credenti (di diversi credi, dipendentemente da dove vivevano) è sopratutto perchè se volevi vivere e lavorare, specialmente nel campo della scienza, avevi bisogno del supporto della chiesa ufficiale. uno scienziato non poteva certo andare a sbandierare le verità che scopriva in faccia alla gente come se niente fosse. se non prestavano attenzione facevano la fine di Giordano Bruno. quindi come vedi se gli scienziati si dichiaravano cattolici era mera sopravvivenza e opportunismo. infatti oggi ti assicuro che tra i ricercatori è cosa assai rara trovare un credente di qualsivoglia religione.
                    a partire dai dottorandi che affollano le università ad arrivare ai grandi geni moderni come stephen hawking o Roger Penrose. parlo quotidianamente con questa gente, nella migliore delle ipotesi sono persone con una certa propendenza alla spiritualità ma ti assicuro che di cattolici o credenti di una religione non ne trovi se non in rarissime eccezioni.

                    To_Ni ma che rispondi ad uno che ti dice che non riesce neanche a leggere una risposta perchè troppo lunga? compra i libri in cui ci sono le figure da colorare.

                    ti riassumo, io ho 2 lauree scientifiche(ingegneria e matematica) e nella vita faccio il ricercatore nel campo dell’analisi matematica. tu invece hai la terza media e faresti meglio a imparare a contare fino a 10 se vuoi parlare di scienza.

                    sufficientemente corta?

                    • To_Ni scrive:

                      Non leggo le tue risposte perché sono inutili, fuori luogo e dimostri l’incapacità elementare di ragionare. Incapacità ancora più evidente nel momento che mi obbietti che gli scienziati “sopratutto perchè se volevi vivere e lavorare, specialmente nel campo della scienza, avevi bisogno del supporto della chiesa ufficiale” dici sciocchezze evidenti nonostante 5 lauree (te ne regalo tre). Ma mi verrebbe dire ma che c….dici? Giusto per dire qualcosa Sei puerile e basta
                      Anzi posso anche rivolgerti contro ragionamento sciocco che hai fatto ma con maggior credito : ammesso e non concesso che i credenti cattolici o credenti di una religione “non ne trovi se non in rarissime eccezioni” è solo perché oggi nei loro confronti si è condotto una sorta persecuzione.
                      In conclusione ritenendoti comico, ti rendi conto che anche se sei hai visto “navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.” tutti questi tuoi momenti andranno perduti perché dette da te li puoi buttare nel cesso?
                      “È tempo di …..zittirti” :-)

                      PS: ma non sclerarti…lo fai vedere troppo bene …io sto giocando

                  • pippo scrive:

                    To_Ni visto che invece io sono contento a saperti peccatore ti aiuto nel tuo peccare ed eccoti qui un’altra risposta doppia.

                    sbrocco di brutto?
                    certo, sono uno scienziato. mediocre, non affermato e con pochissime pubblicazioni. ma sono anche molto giovane ancora, ma cmq immaginando una graduatoria in tutta Italia sarei tra i 100 migliori…

                    tutto questo per dire che se un analfabeta come te si permette di aprire bocca riguardo la mia preparazione mi girano “le orbite dei pianeti”.
                    poi mi fermo a riflettere, e mi rendo conto che sto parlando con un pappagallo che non potrebbe imparare ad usare un cacciavite.
                    allora scopro di essere veramente stupido!
                    perchè voler spiegare a te in quale misura io sono più preparato di te necessita che tu abbia una minima comprensione della scienza e del metodo scientifico e questo è come pretendere di insegnare ad un gabbiano a cosa serve un chiodo.

                    • To_Ni scrive:

                      Rispetto a te tutti possono aprire bocca e non ti rendi conto . Non so se sei mediocre come scienziato e se migliorerari con il tempo, ma il problema è che come uomo non brilli.
                      Quando scrivi “sono stati tanti scienziati che si sono dichiarati credenti …. è sopratutto perchè se volevi vivere e lavorare, specialmente nel campo della scienza” cosa vorresti insinuare ? che un Maxwell che dice “O Dio onnipotente, che hai creato l’uomo a tua propria immagine, e ne hai fatto un’anima vivente perché egli potesse cercarti e avere potere sulle tue creature, insegnaci a studiare l’opera delle tue mani.“ è preda a qualche delirio di paura? che teme di non poter lavorare? Ti rendi conto che ragioni mediocremente e che assolutamente non possono aiutarti le 10 lauree (abbondo) perché ti mancano i principi elementari. Ti rendi conto di come sei stitico nel voler fare quadrare nel tuo banale pensiero di religione una realtà più ampia?
                      E tralasco Giordano Bruno, che non era uno scienzato, ed altre anemità che sicuramente pensi che abbiano attnenza e che invece dimostrano che su fatti storici sei meno che zero.

                      PS: L’esempio del gabbiano-chiodo è copiazzato dal mio esempio sulla gallina-luna. Copione!!! :-)

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Bel copia-incolla!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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