Google+

I nuovi Unni, le contraddizioni del popolo inglese raccontate da Gianfranco Amato

aprile 24, 2012 Benedetta Frigerio

I ciechi costretti salire sugli autobus senza i cani guida, l’obbligo di Ramadan per tutti i londinesi, la lotteria “bioetica”. Ecco il risultato del pensiero protestante che ha portato l’uomo a condannarsi con le sue stesse mani.

Dio solo può salvare la regina dai barbari: questo in sintesi è il contenuto del libro di cronaca anglosassone, I nuovi Unni (edizioni Fede e cultura, 219 pagine, 18 euro). Come ha spiegato l’autore Gianfranco Amato, avvocato ed editorialista di Avvenire e di Culturacattolica.it, il volume prende il nome da una definizione usata da don Luigi Giussani per definire il popolo inglese. Lo scrittore sottolinea come, dalla riforma protestante a oggi, il pensiero si sia evoluto fino a portare Dio al di fuori dell’esperienza umana, riducendo la fede a puro intimismo. La Chiesa ha perso la sua fisicità, l’uomo non ha più rapporti comunitari e quel che resta è un individualismo che isola la persona, vittima della sua libertà assolutizzata. Gli uomini più forti devono poter agire come credono, anche se la loro volontà lede i diritti delle persone più deboli: da qui nasce la politically correctness, «uno strumento di feroce intolleranza nei confronti di chi osa sfidare o mettere in discussione il totem dei valori politicamente corretti».

Queste riflessioni, contenute nella prima parte del libro, potrebbero sembrare derivate da un’analisi filosofica. Se non fosse che i fatti, raccontati in seguito, ne documentano la palese contraddizione. Basti pensare al fatto che in Gran Bretagna i non vedenti vengono discriminati nel tentativo di proteggere i musulmani: i ciechi non possono salire sui bus guidati dai fedeli di Allah perché i cani guida (il cane è impuro per il Corano) potrebbero offendere gli autisti. Mentre la polizia deve usare con parsimonia i cani anti-droga per perquisire i musulmani (nonostante la loro rivendicazione dell’attentato nella metropolitana di Londra del 2005). Non solo, sempre per non creare problemi ai fedeli di religione islamica, il sindaco di Londra nel 2009 ha chiesto a tutti i cittadini di seguire il Ramadan (digiuno compreso): facile immaginare la quantità di disagi creati all’interno della città che hanno contribuito a far crescere, anziché arginare, la distanza fra musulmani e protestanti. Nel libro vengono elencati i cittadini cristiani discriminati per le croci che portano al collo, quelli licenziati per le proprie idee e l’insieme delle agenzie di adozione che hanno dovuto chiudere perché non in linea con il politically correct che protegge le coppie omosessuali. Così, rifiutando l’incarnazione, considerando «l’adorazione della Vergine Maria o di qualsiasi altro santo, e il sacrificio della Messa, come praticati adesso nella Chiesa di Roma, superstiziosi e idolatrici», gli inglesi sono arrivati a mettere in palio alla lotteria un trattamento di fecondazione assistita, a dare le pillole abortive alle teenager e infine a dare spazio nelle università e nei media alla teoria del professore di diritto John Spencer che, in nome della libertà, propone di abbassare l’età per avere un rapporto sessuale, depenalizzando in questo modo la pedofilia al di sopra dei 13 anni.

È questa scissione soprannaturale e reale, infatti, che porta l’uomo a condannarsi con le sue mani perché, ha scritto monsignor Luigi Negri nella prefazione, «se non si conosce Dio, non si può conoscere l’uomo. E, ricorda Benedetto XVI, senza la conoscenza di Dio l’uomo diventa manipolabile». Per l’autore, una sola è la via d’uscita e, come avvenne per l’Europa post-imperiale, è rappresentata da un nuovo monachesimo. Amato cita così il filosofo Alasdair MacIntyre: «Ciò che conta in questa fase è la costruzione di forme locali al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale possano essere conservate».

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

3 Commenti

  1. Alberto F. scrive:

    Conosco la situazione in Gran Bretagna. Ho una cara amica che vive da piu’ di un decennio a Brighton e mi racconta che la religione anglicana di fatto non esiste piu’

    Mi si riferisce che sempre piu’ inglesi fanno riferimento alla Chiesa Cattolica e non solo per gli eccellenti istituti scolastici.

    Che dire? …. Forse non c’e’ male che non sia apportatore di bene…..
    Ritengo che Elisabetta I abbia creato la Chiesa d’Inghilterra ed Elisabetta II sara’ testimone della sua fine!

    SIC TRANSIT….

    Alberto udine

  2. Lorenzo Talini scrive:

    Vorrei far notare agli augusti lettori della pagina che, in direzione contraria rispetto ai presunti eccessi inglesi, l’Italia, pur proclamata laica dalla nostra Costituzione, mantiene un atteggiamento normativo nei confronti delle religioni molto squilibrato in favore del cattolicesimo, facendo leva sull’argomento della superiorità numerica dei fedeli di quel culto (argomento questo assai debole, giacché la legge e il governo di uno Stato laico devono agire come se il fenomeno religioso non esistesse, vista l’infinita varietà dei possibili culti praticati dai cittadini). Tornando all’articolo, non posso non notare che strumentalmente si uniscono le critiche alle autorità civili inglesi alle critiche all’anglicanesimo: questo fatto tradisce un’attitudine, tutta cattolica (e anche anglicana, dobbiamo ammetterlo), alla confusione della dimensione spirituale della vicenda umana con quella temporale. Vi ringrazio della cortese attenzione; buon prosieguo.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana