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Guai a togliere mamma orsa ai suoi cuccioli. D’accordo. Ma perché coi figli dell’utero in affitto si può?

agosto 18, 2014 Giuliano Guzzo

Il cosiddetto “popolo del web” si mobilita per proteggere l’animale che ha aggredito un uomo. Il motivo? Ha dei cuccioli. Ma perché nessuno fiata per i “cuccioli di donna”?

orsoTratto dal blog di Giuliano Guzzo L’aspetto più interessante – ed inquietante – della vicenda di Daniza, l’orsa che in Trentino ha aggredito un cercatore di funghi ed adesso “ricercata” per la cattura, è la ragione principale che spinge il cosiddetto popolo del web ad opporvisi, ossia il fatto che l’animale in questione abbia dei cuccioli. Sarebbe dunque una crudeltà, secondo molti, privare i cuccioli della loro madre. A parte che pure la vittima dell’aggressione ha dei figli, la protesta collettiva a favore dei cuccioli dell’orsa è davvero interessante ed inquietante.

Interessante perché conferma che, nonostante i mille tentativi del Pensiero Unico di convincerci che basta l’ammore e chiunque può crescere bene ovunque, la centralità del legame familiare per eccellenza rimane ancora avvertita come intangibile: coi tempi che corrono, non è poco. L’aspetto inquietante, invece, è che ci si mobiliti per i cuccioli d’orsa e non per quelli d’uomo commissionati tramite utero in affitto e poi strappati a migliaia alle loro madri per soddisfare desideri altrui senza che nessuno, salvo una minoranza tacciata di oscurantismo (per maggiori informazioni chiedere a Mario Adinolfi), fiati.

Già possiamo immaginare l’obiezione al paragone: ma le donne che si prestano all’utero in affitto per poi separarsi dai figli partoriti sono d’accordo, la povera Daniza invece no. Ora, a parte che occorre un’ottima dose di fantasia – per non dire di ideologia – per credere possibile che, al di là di condizioni di estrema povertà, una donna arriverebbe ad affittare il proprio grembo, rimane comunque un fatto innegabile: i cuccioli sono sempre cuccioli e, giustamente, vogliono la mamma. Anche se più di qualcuno sembra non rendersene più conto, indignandosi solo se di mezzo ci sono plantigradi.

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49 Commenti

  1. Valentina scrive:

    Appunto, le donne che si prestano a quest’aberrazione dell'”utero in affitto” sono d’accordo, l’hanno voluto loro, nessuno le ha costrette sotto minaccia di morte. Per me questa pratica è una mostruosità, una porcheria. Non potrei nemmeno pensare di chiedere a un’altra donna di partorire un figlio mio, come pure sarebbe impensabile per me l’idea di partorire il figlio di un’altra donna. Ma non tutte la pensano come me. D’altro canto, come mi ha fatto notare una persona credente, nella Bibbia c’è un esempio indecente di “utero in affitto”: la sterile e rincitrullita (perché doveva proprio esserlo) Sara offre al marito Abramo la propria schiava Agar affinché lui la metta incinta. A parto avvenuto, questa disgraziata dovrà rinunciare al figlio, che sarà considerato figlio di Abramo e di Sara. Un esempio di “utero in affitto”, a tutti gli effetti. Per me una situazione aberrante e ingiustificabile.

    • beppe scrive:

      valentina, stai parlando di fatti risalenti a quasi 4000 anni fa e appartenenti ad una cultura dove la schiavitù era quasi normale. quel fatto ha avuto conseguenze più gravi dovute alla gelosia di sara. ismaele infatti sarà considerato il capostipite degli arabi e porterà con sè una rivalità che ha condizionato i rapporti tra ebrei ed arabi per secoli fino ai nostri giorni.

      • Valentina scrive:

        Lei la pensa così, Signor Beppe. Ma per me ciò che è amorale e ripugnante lo è sempre, oggi come 4000 (o chissà quanti) anni fa. Una porcata del genere non la giustifico mai, in nessun tempo e in nessuna cultura. E tralascio il fatto che nella storicità della Bibbia e dei suoi personaggi non credo.

      • Bizio scrive:

        Chiedo scusa: mi sono “scappati” un po’ di commenti

    • Orazio Pecci scrive:

      Valentina, a proposito di quello che secondo lei è l’allegro mondo delle “prestatrici d’utero” le segnalo quest’altro articolo di Tempi http://www.tempi.it/thailandia-padre-di-15-bambini-nati-tramite-uteri-in-affitto-accusato-di-traffico-di-esseri-umani

      • Valentina scrive:

        Credo che mi abbia scambiata con qualche altra persona. Secondo me il “mondo” delle “prestatrici d’utero”, come scrive lei, è tutt’altro che “allegro”: secondo me è una porcheria. Il fatto che ci siano donne che accettano, per vari motivi, questa situazione mostruosa non cambia il mio giudizio. Dove avrei definito tale porcata un “allegro mondo”? Legga bene i miei commenti prima di attribuirmi ciò che non ho mai scritto.

    • Bizio scrive:

      Valentina, l’esempio che fai è perfettamente calzante. Ed è perfettamente logico in una società che pratica la schiavitù,in cui la persona schiava non è tale, ma res, cosa. Come tale, la proprietaria di questa cosa può decidere di cederla a chi vuole per farci ciò che vuole. Ed è perfettamente logico che il derivato di tale utilizzo sia di proprietà del padrone, anche perché fisicamente la metà di quello che ne risulta è effettivamente suo (oggi diremmo che un’elica del DNA è sua). È un discorso logico anche oggi, se ci pensi: se mi faccio un gelato con la mia gelatiera e con miei ingredienti, di chi pensi che sia il risultato finale?
      Quindi ricapitolando: una “cosa” viene utilizzata dal suo legittimo possessore per produrre un “qualcosa” che ovviamente appartiene al proprietario della cosa primigenia.
      Tutto molto logico.
      È questa la società che Repubblica e (perdonami) chi la pensa come te vorrebbero instaurare: una società in cui i nuovi schiavi (persone deboli per opporsi: vecchi, bambini, poveri …) siano al servizio dei loro legittimi padroni.
      Parli di “scelta” da parte della donna. Giusto! Una donna (come un uomo) possono liberamente disporre del proprio corpo. Ma il bambino? Qual è la sua scelta? Come gli è stata data la possibilità di esprimersi? In che modo ha scelto di essere staccato dal seno della mamma ed affidato a 2 perfettamenti estranei. In che modo ha dichiarato di non volere tranquillizzarsi al suono ritmico del battito del cuore materno, che ha ascoltato per 9 mesi? Dove ha firmato rinunciando al diritto di bearsi dell’odore della mamma?
      O è una cosa, senza diritti?

    • Bizio scrive:

      Valentina, l’esempio che fai è perfettamente calzante. Ed è perfettamente logico in una società che pratica la schiavitù,in cui la persona schiava non è tale, ma res, cosa. Come tale, la proprietaria di questa cosa può decidere di cederla a chi vuole per farci ciò che vuole. Ed è perfettamente logico che il derivato di tale utilizzo sia di proprietà del padrone, anche perché fisicamente la metà di quello che ne risulta è effettivamente suo (oggi diremmo che un’elica del DNA è sua). È un discorso logico anche oggi, se ci pensi: se mi faccio un gelato con la mia gelatiera e con miei ingredienti, di chi pensi che sia il risultato finale?
      Quindi ricapitolando: una “cosa” viene utilizzata dal suo legittimo possessore per produrre un “qualcosa” che ovviamente appartiene al proprietario della cosa primigenia.
      Tutto molto logico.
      È questa la società che Repubblica e (perdonami) chi la pensa come te vorrebbero instaurare: una società in cui i nuovi schiavi (persone deboli per opporsi: vecchi, bambini, poveri …) siano al servizio dei loro legittimi padroni.

    • Bizio scrive:

      Valentina, l’esempio che fai è perfettamente calzante. Ed è perfettamente logico in una società che pratica la schiavitù,in cui la persona schiava non è tale, ma res, cosa. Come tale, la proprietaria di questa cosa può decidere di cederla a chi vuole per farci ciò che vuole. Ed è perfettamente logico che il derivato di tale utilizzo sia di proprietà del padrone, anche perché fisicamente la metà di quello che ne risulta è effettivamente suo (oggi diremmo che un’elica del DNA è sua). È un discorso logico anche oggi, se ci pensi: se mi faccio un gelato con la mia gelatiera e con miei ingredienti, di chi pensi che sia il risultato finale? Quindi ricapitolando: una “cosa” viene utilizzata dal suo legittimo possessore per produrre un “qualcosa” che ovviamente appartiene al proprietario della cosa primigenia. Tutto molto logico.È questa la società che Repubblica e (perdonami) chi la pensa come te vorrebbero instaurare: una società in cui i nuovi schiavi (persone deboli per opporsi: vecchi, bambini, poveri …) siano al servizio dei loro legittimi padroni.

    • Bizio scrive:

      Un’altra cosa:parli di “scelta” da parte della donna. Giusto! Una donna (come un uomo) possono liberamente disporre del proprio corpo. Ma il bambino? Qual è la sua scelta? Come gli è stata data la possibilità di esprimersi? In che modo ha scelto di essere staccato dal seno della mamma ed affidato a 2 perfettamenti estranei. In che modo ha dichiarato di non volere tranquillizzarsi al suono ritmico del battito del cuore materno, che ha ascoltato per 9 mesi? Dove ha firmato rinunciando al diritto di bearsi dell’odore della mamma?
      O è una cosa, senza diritti?

    • Bizio scrive:

      Un’altra cosa:parli di “scelta” da parte della donna. Giusto! Una donna (come un uomo) possono liberamente disporre del proprio corpo. Ma il bambino? Qual è la sua scelta? Come gli è stata data la possibilità di esprimersi? In che modo ha scelto di essere staccato dal seno della mamma ed affidato a 2 perfettamenti estranei. In che modo ha dichiarato di non volere tranquillizzarsi al suono ritmico del battito del cuore materno, che ha ascoltato per 9 mesi? Dove ha firmato rinunciando al diritto di bearsi dell’odore della mamma? O è una cosa, senza diritti?

    • Bizio scrive:

      Un’altra cosa:parli di “scelta” da parte della donna. Giusto! Una donna (come un uomo) può liberamente disporre del proprio corpo. Ma il bambino? Qual è la sua scelta? Come gli è stata data la possibilità di esprimersi? In che modo ha scelto di essere staccato dal seno della mamma ed affidato a 2 perfettamenti estranei. In che modo ha dichiarato di non volere tranquillizzarsi al suono ritmico del battito del cuore materno, che ha ascoltato per 9 mesi? Dove ha firmato rinunciando al diritto di bearsi dell’odore della mamma? O è una cosa, senza diritti?

    • Bizio scrive:

      Un’altra cosa:parli di scelta da parte della donna.Giusto! Una donna (come un uomo) può liberamente disporre del proprio corpo. Ma il bambino? Qual è la sua scelta? Come gli è stata data la possibilità di esprimersi? In che modo ha scelto di essere staccato dal seno della mamma ed affidato a 2 perfettamenti estranei. In che modo ha dichiarato di non volere tranquillizzarsi al suono ritmico del battito del cuore materno, che ha ascoltato per 9 mesi? Dove ha firmato rinunciando al diritto di bearsi dell’odore della mamma? O è una cosa, senza diritti?

    • Bizio scrive:

      Un’altra cosa:parli di scelta da parte della donna.Giusto! Una donna (come un uomo)può liberamente disporre del proprio corpo.Ma il bambino?Qual è la sua scelta?Come gli è stata data la possibilità di esprimersi?In che modo ha scelto di essere staccato dal seno della mamma ed affidato a 2 perfettamenti estranei.Come ha dichiarato di non volere tranquillizzarsi al suono ritmico del battito del cuore materno, che ha ascoltato per 9 mesi? Dove ha firmato rinunciando al diritto di bearsi dell’odore della mamma? O è una cosa, senza diritti?

    • Bizio scrive:

      Un’altra cosa:parli di scelta da parte della donna.Giusto!Una donna (come un uomo)può liberamente disporre del proprio corpo.Ma il bambino?Qual è la sua scelta?Come gli è stata data la possibilità di esprimersi?In che modo ha scelto di essere staccato dal seno della mamma ed affidato a 2 perfetti estraneimCome ha dichiarato di non volere tranquillizzarsi al suono ritmico del battito del cuore materno, che ha ascoltato per 9 mesi?Dove ha firmato rinunciando al diritto di bearsi dell’odore della mamma?O è una cosa, senza diritti?

    • Bizio scrive:

      Un’altra cosa:parli di scelta da parte della donna.Giusto!Una donna può liberamente disporre del proprio corpo.Ma il bambino?Qual è la sua scelta?Come gli è stata data la possibilità di esprimersi?In che modo ha scelto di essere staccato dal seno della mamma ed affidato a 2 perfetti estraneimCome ha dichiarato di non volere tranquillizzarsi al suono ritmico del battito del cuore materno, che ha ascoltato per 9 mesi?Dove ha firmato rinunciando al diritto di bearsi dell’odore della mamma?O è una cosa, senza diritti?

    • Bizio scrive:

      Un’altra cosa:parli di scelta da parte della donna.Giusto!Una donna può liberamente disporre del proprio corpo.Ma il bambino?Come gli è stata data la possibilità di esprimersi?In che modo ha scelto di essere staccato dal seno della mamma ed affidato a 2 perfetti estraneimCome ha dichiarato di non volere tranquillizzarsi al suono ritmico del battito del cuore materno, che ha ascoltato per 9 mesi?Dove ha firmato rinunciando al diritto di bearsi dell’odore della mamma?O è una cosa, senza diritti?

    • michele scrive:

      Confondi un gesto disperato della matriarca con il commercio bieco odierno. Allora c’era anche la questione de,, a primogenitura. La cosa, comunque, l’ha poi sistemata Dio permettendo ad Abramo di comcepire finalmente un figlio da sua moglie. Il bambino si chiamerà Isacco. Il figlio de, la schiava Agar è Ismaele, il capostipite degli Arabi, dei quali si profetozza che “alzeranno le mani contro tutti e tutti le alzeranno contro di loro”.

  2. Antonio scrive:

    la giraffa marius, l’orsa daniza… ma vadano a farsi fottere. Questo animalismo malato sta raggiungendo livelli insopportabili.

  3. Claudia scrive:

    Non vedo come due argomenti del genere possano essere paragonati.
    Le donne che accettano di dare fare da madri surrogato lo fanno per scelta, nessuno le obbliga, e tanto meno vengono strappati a loro i figli. Accettano le condizioni molto prima di mettere di partorire il bambino.
    Si può essere d’accordo o meno, ma è sempre una loro scelta.
    L’orsa con i cuccioli mi sembra un argomento totalmente diverso, ci si mobilita per l’orsa perché purtroppo non ha idea che delle persone vogliano allontanarla dai suoi cuccioli. Solamente perché ha attaccato per difenderli, mi dispiace per l’uomo che si trovava li, ma penso che ogni madre di ogni specie difenderebbe i suoi cuccioli se percepisce del pericolo. Anche le donne, e con questo intendo pericoli reali e imprevedibili, non condizioni che uno sceglie.

    • Su Connottu scrive:

      Non vedi come i due argomenti possano essere paragonati perché non ci arrivi,
      non perché il legame non esiste.
      Parlare di libertà di scelta per chi affitta il proprio utero è come parlare di libertà di scelta per chi cede un rene al mercato nero degli organi. Libertà di scelta?
      Claudia, il tuo cinismo farebbe impallidire un pitbull dopato.

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Su Connottu non perdi occasione di dire scemenze. Esistono donne che portano avanti gravidanze per conto terzi GRATUITAMENTE, come forma molto particolare di volontariato, altre che dicono di farlo perchè a loro piace essere incinte, quindi non gli par vero che qualcuno le paghi per questo. Anche in India le donne intervistate dalla BBC non erano affatto delle disperate, ma donne povere come moltissime altre in quel paese che avevano scelto quel lavoro perchè relativamente molto ben pagato. Nel 99% dei casi non si tratta di persone senza alternative.

        • anonimo scrive:

          “Esistono donne che portano avanti gravidanze per conto terzi GRATUITAMENTE, come forma molto particolare di volontariato”,

          Madooooo! questa e’ bellissima.

          dovremmo aggiungerla tra le attività’ di caritativa!

          Giovanni Cattivo, suggerisco di cambiare il nome in “Giovanni Macheccazzodico”

        • Sebastiano scrive:

          Giovanni Cattivo è il miglior barzellettiere dell’anno.

          Particolarmente squisiti in questo post i passaggi sulla “forma particolare di volontariato”, sul “piace essere incinte, quindi non gli par vero che qualcuno le paghi per questo” e, ciliegina sulla torta, “avevano scelto quel LAVORO perché relativamente molto ben pagato”.

          Se non ci fossero dietro le tragedie causate dallo sfruttamento della povertà e la tragedia dei bambini defraudati di diritti elementari, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate per anni.

          • Giovanni Cattivo scrive:

            “Lei si chiama Tara Sawyer, ha 37 anni e vive in Inghilterra. Intervistata dal Daily Mail, la donna ha dichiarato di voler continuare a rimanere incinta fino a quando «l’utero me lo permetterà». Tara ha già partorito tre figli per due coppie diverse. Lo ha fatto rifiutandosi di prendere persino i soldi che le spettano per legge” da Il Tempo .it 26.05.2014

            Le donne indiane intervistate dalla BBC ricevono 7000 euro per la gravidanza, quattro anni di stipendio locale. Hanno assistenza medica, vitto e alloggio di qualità per tutta la durata della gestazione e seguono un corso professionale. Tanto che mi sono chiesto se per caso il documentario sia stato proiettato in India, rischiamo che davanti alla clinica ci sia la fila.

            Magari non dappertutto è così, ci sarà anche un sottobosco di profittatori, ad esempio sembra che i mariti di queste donne scialaquino in un baleno i soldi guadagnati e poi costringano le donne ad un’altra gravidanza oppure pare che le cliniche non coprano i problemi post parto, tanto che il parlamento indiano vuole rendere obblogatoria un’assicurazione sulla vita per le madri surrogate. Però son problemi comuni a qualunque lavoro facciano le donne in India. Possiamo considerare riprovevole questo lavoro, come la prostituzione, ma lo sfruttamento è un’altra cosa

            • Sebastiano scrive:

              Tu sei furi come un balcone. Ma hai riletto le ultime dieci righe che hai scritto?

              “sembra che i mariti di queste donne scialacquino in un baleno i soldi guadagnati e poi costringano le donne ad un’altra gravidanza”
              e
              “Possiamo considerare riprovevole questo lavoro, come la prostituzione, ma lo sfruttamento è un’altra cosa”

              Adesso magari, per la gioia dei nuovi magnaccia, ci spieghi in cosa consisterebbe il vero sfruttamento.

              • Giovanni Cattivo scrive:

                Intanto ti ho dimostrato che le donne che pretano gratuitament el’utero esistono.

                Poi se continui a togliere le frasi dal contesto smetto di discutere, non ho tempo da perdere.

                Volevo dire che in India esistono lavori molto peggio pagati e svolti in condizioni peggiori di quello della madre surrogata. Non ho nascosto i problemi, ho detto solo che ci sono anche per tutti gli altri lavori, se una donna indiana guadagna tanto il marito tratta quei soldi come fossero suoi. Ma non è che deve essere così per sempre e comunque è un problema a prescindere dal discorso che facciamo.

                • Su Connottu scrive:

                  Purtroppo hai dimostrato solo di essere un po’ allocco, Ciofanni.
                  Usando il tuo ineffabile esempio e la tua logica (a)stringente, si dovrebbe depenalizzare l’omicidio, dato che ogni tanto qualcuno si uccide e il suicidio non è penalmente perseguibile.
                  Non vorrei offendere gli allocchi.

                  • Giovanni Cattivo scrive:

                    Su Canottu sono ammirato dalla profondità da fossa oceanica delle minkiate che scrivi. Devi aver toccato il fondo tanto tempo fa aver iniziato a scavare con più che lodevole impegno.

                    Le donne che si prestano gratuitamente ad una gravidanza per conto terzi sono diverse centinaia l’anno in Svezia e Australia , dove solo questa soluzione è ammessa. Non soddisfano la domanda, quindi molte coppie vanno dove le donne vengono pagate.

                    Per me portare un bimbo in pancia come lavoro è una cosa da regolamentare con attenzione, ma in fondo è solo una procedura sanitaria.
                    Nessuno si stupisce se una spinge la carrozella o lava il sedere a chi è paralizzato.Son persone che fanno quello che uno non può fare da solo perchè il suo corpo ha dei problemi. I bigotti iniziano ad ululare solo quando c’è di mezzo la sessualità (tanto per cambiare) vale per le madri surrogate come per gli assistenti sessuali dei disabili. Siete fissati.

                    • giovanna scrive:

                      Non è che se uno è un sopravvissuto all’aborto, al contrario di suo fratello e suo cugino, deve per forza diventare una persona sgradevole e con idee squallide. Ma succede.

                    • Su Connottu scrive:

                      Ciofanni confermo le mie scuse agli allocchi e sono favorevole a una indennità speciale per la tua badante.
                      Sono però d’accordo con la tua ultima affermazione sui bigotti, infatti l’eco dei tuoi ululati ha oltrepassato il Tirreno. Nonostante il maestrale.

                    • Sebastiano scrive:

                      Non riesco a capire:
                      1) perché ti incazzi se qualcuno riporta quanto scrivi e te ne fa notare la pippaggine (e non sparare minkiate sul togliere dal contesto, questa scusa usala per altro);
                      2) perché non rispondi alle domande che ti pongo (anche se capisco che ti dia fastidio arrampicarti sugli specchi più di quanto tu già non faccia).

                      Ecco l’ultima:
                      “Per me portare un bimbo in pancia come lavoro è una cosa da regolamentare con attenzione, ma in fondo è solo una procedura sanitaria”.
                      Già è come avere un ascesso…dopo nove mesi me lo tolgo e, se mi va bene, mi pagano pure…
                      O, se preferisci, come portare la pizza a domicilio…

                      E adesso non metterti a frignare dicendomi che l’ho tolta dal contesto…

                      Mi stupisco che lo chiami bimbo, faresti meglio a chiamarlo “ammasso cellulare”. Così poi potresti avere l’opportunità di dire che se il pezzo è guasto lo puoi rifiutare…

                      Che in alcuni stati questa schifezza sia consentita non vuol dire un bel nulla: negli USA in molti stati la pena di morte è perfettamente legale, ma non per questo smetto di criticarla.
                      Il bigotto (della tua ideologia senza senso del “posso fare tutto quel che mi pare”) se solo tu.

                    • Giovanni Cattivo scrive:

                      Si per me l’utero in affitto è una procedura sanitaria, come donare il sangue, il midollo o pulire il sedere ad un vecchietto paralizzato. Se non siete d’accordo se pensate che curare la disfunzione dell’utero sia diverso che curare quella dell’occhio o del pancreas dite perchè.
                      Se volete buttarla in caciara semplicemente vi ignoro. Di voi come persone non mi può fregare di meno.

                    • giovanna scrive:

                      Caro stupr.tore, che usa le donne, ne valuta le performance e le scarta in base al voto ottenuto, che regalerebbe i suoi figli come si regala un gattino, che gongola per l’aborto di suo fratello e suo cugino , che sarebbe felice che le sue figlie diventassero lesbiche, senza meno iniziate al sesso precoce, che passa sui siti gay il 90% del suo tempo…..ecco, essere chiamata bigotta da una persona squallida come te, è un onore.
                      E comunque , un uomo che disprezza le donne, che le tratta come oggetti, non può che essere favorevole all’utero in affitto, va da sé.

  4. scrive:

    Scusate ma si dimentica forse la cosa essenziale, quando viene al mondo una creatura (orso o uomo) poco importa quale sia la volontà della madre, non è lei ad essere indifesa, bensì i figli che a quanto pare non avendo voce non hanno diritti. Qualcuno li ha mai chiesto se vogliono cedere la loro madre? Vogliono allontanarsi da chi li ha generati?

  5. scrive:

    Scusate ma si dimentica forse la cosa essenziale, quando viene al mondo una creatura (orso o uomo) poco importa quale sia la volontà della madre, non è lei ad essere indifesa, bensì i figli che a quanto pare non avendo voce non hanno diritti. Qualcuno li ha mai chiesto se vogliono cedere la loro madre? Vogliono allontanarsi da chi li ha generati?

    • Sean scrive:

      Ro e invece ti chiedi quando una donna vuole dare il bambino in adozione, ti chiedi se il bambino è d’accordo ?

    • Valentina scrive:

      Ma un neonato non se ne rende neppure conto, lui considererà sua madre la donna che lo alleverà. Tenga anche conto che molte donne che si prestano a questa procheria dell'”utero in affitto” spesso portano avanti la gravidanza al posto della vera madre, “affittando” il loro utero a un embrione formato dal materiale biologico di altre persone. Quindi, di fatto, il bambino che partoriscono non è realmente il loro figlio. Comunque, per me si tratta di una vera mostruosità, persino l’idea mi fa schifo.

  6. Marina Alberghini scrive:

    Il discorso non ha senso. Se l’utero è in affitto vuol dire che la proprietaria è consenziente.L’orsa invece non sarebbe d’accordo per niente!Qua non è questione di essere animalisti ma di buon senso.

    • michele scrive:

      Consenziente a disrruggere la propria dignità? Le donne che lo fanno è perché sono in povertà estrema.

    • Su Connottu scrive:

      Scusi come fa a dire che l’orsa non sarebbe d’accordo per niente?

      • Su Connottu scrive:

        Marina,
        ho controllato anche su Google Translate e non ci sono tracce di orsese.
        I casi letterari sono controversi: mentre Yoghi e Bubu dimostravano un certo attaccamento, Napo Orso Capo era decisamente restio a creare legami stabili. In tutti i casi non si rilevano tracce materne, il che porta a pensare che il suo assunto sia quanto meno discutibile.

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A volte ritornano. Oltretutto quando meno te lo aspetti. Dopo dodici anni di assenza dal panorama europeo, lo storico marchio inglese MG annuncia il rientro nel Vecchio Continente. Un’operazione che avrà inizio nel 2019 e che vedrà protagonista la cinese Saic, dal 2005 proprietaria del brand. Il successo con le spider negli Anni ‘60 La […]

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