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Gender a scuola. Non siamo «sentinelle reazionarie», ma è «diritto-dovere dei genitori educare i figli»

dicembre 2, 2014 Redazione

Il presidente di Equality Italia attacca gli «esponenti omofobi» di Ncd e chiede a Renzi di «tenerli al guinzaglio». La risposta di Toccafondi

Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, ieri è intervenuto per chiedere al presidente del Consiglio Matteo Renzi di tenere «al guinzaglio il suo ministro e i suoi sottosegretari». Mancuso ce l’aveva in particolare con gli «esponenti omofobi» del Nuovo centrodestra Carlo Giovanardi, Maurizio a Sacconi, Eugenia Roccella e i sottosegretari Massimo Cassano, protagonista di una polemica con Nichi Vendola, e Gabriele Toccafondi, definito «sentinella di tutti i gruppetti cattolici reazionari». Non ultimo il ministro degli Interni Angelino Alfano, colpevole, secondo Mancuso, di aver rilasciato un’intervista al videoforum di repubblica.it in cui ha ribadito la sua intenzione di non avallare in Italia le trascrizioni delle nozze omosessuali contratte all’estero.

COSTITUZIONE. Da parte sua, Toccafondi ha ribadito di non difendere «nessun  gruppetto cattolico reazionario e neanche nessuna posizione ideologica, difendiamo piuttosto quello che dice la legge. La nostra Carta Costituzionale, all’articolo 30, e l’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, sul diritto e dovere di educazione da parte dei genitori sono chiare ed inequivocabili: è diritto dovere dei genitori educare i propri figli. Come sottosegretario, come politico e come genitore, sono contro tutte le forme di discriminazione, ma allo stesso tempo difendo la nostra carta costituzionale e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Sul tema dell’educazione alla sessualità il compito primario spetta alla famiglia, e non può essere nessun’altro istituto educativo, neppure la scuola, a imporre una sua visione. Tutto ciò che viene sottoposto agli studenti deve essere deciso attraverso la collaborazione dei genitori. Stiamo difendendo questo diritto/dovere delle donne e degli uomini italiani senza nessuna difesa partigiana».

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21 Commenti

  1. Hajduc scrive:

    Si ma intanto dopo aver eletto il nuovo presidente della repubblica (Amato o Monti?) e la nuova legge elettorale, Renzi va al voto anticipato e prende il 40%! Il centro e la destra si presentano divisi in mille pezzi e come andrà a finire? Mi chiedo c’è qualcuno che tenta di ricostruire un partito maggioritario di centro-destra o il futuro del partito unico renziano è già scritto?

  2. Raider scrive:

    Spero sia sbloccato il mio post in moderazione. E che passi pure questo.

  3. Raider scrive:

    Non spevo che l’Ue avesse depenelizzato la pedofilia. Ne ero all’oscuro: ma non è una cosa che poss sorprendere, se pure mi indigna. Alla Lunacek, vituperio de le genti, il Premio Erode; a Valentina Iorio Tomaselli, i miei ringraziamenti per averlo comunicato.
    Se qualcuno è in grado di smentire questa notizia, si faccia avanti. Ma si gradirebbero lumi anche da “Tempi.it”,

  4. ftax scrive:

    @Luca Nullo. Un cognome, un destino…

  5. LU scrive:

    A valorizzazione e perenne lode e gloria del sottosegretario non.toccafondi.alle.scuole.private andrebbe prevista per i figli di mafiosi l’esenzione dalle lezioni in cui si spiega la costituzione.
    Tale esenzione dovrebbe essere esercitabile da parte dei genitori mafiosi – preferibilmente ed automaticamente in base a sentenze, se no vanno considerati procedimenti in atto, o in mancanza è sufficiente l’autocertificazione – di famiglie mafiose che vogliono tutelare l’educazione mafiosa dei pargoli in base al chiaro ed inequivocabile primato della famiglia, se non esclusività, nella trasmissione dei valori.

    • giovanna scrive:

      Dì la verità, LU, quand’è stata l’ultima volta che hai letto un articolo sotto il quale commenti ?
      C’è mai stata questa volta ?
      Non è che uno legge il titolo e poi può sparare a vanvera !

      “La nostra Carta Costituzionale, all’articolo 30, e l’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, sul diritto e dovere di educazione da parte dei genitori sono chiare ed inequivocabili: è diritto dovere dei genitori educare i propri figli. Come sottosegretario, come politico e come genitore, sono contro tutte le forme di discriminazione, ma allo stesso tempo difendo la nostra carta costituzionale e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Sul tema dell’educazione alla sessualità il compito primario spetta alla famiglia, e non può essere nessun’altro istituto educativo, neppure la scuola, a imporre una sua visione. Tutto ciò che viene sottoposto agli studenti deve essere deciso attraverso la collaborazione dei genitori. Stiamo difendendo questo diritto/dovere delle donne e degli uomini italiani senza nessuna difesa partigiana “.

      Cioè, tu spiega ai tuoi figli che possono scegliere se essere uomini o donne , ai miei figli vorrei dare un’altra educazione. O, molto democraticamente, vorresti imporre ai figli altrui le tue baggianate ? Coi bei risultati che hai ottenuto, poi !

      • LU scrive:

        I risultati, per altro ottimi, sono tutti loro e non miei o della coppia genitoriale.

        Per il resto che ho detto? Sto solo portando ad estrema coerenza e a paradosso le affermazioni dell’articolo.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Le dichiarazioni di Toccafondi, che per inciso non mi sta simpatico granché, una loro “coerenza estrema” ce l’hanno di già.
          Nelle società civili la famiglia precede lo stato, sicché ognuno è libero di dare ai propri figli l’educazione che ritiene più giusta: cattolica, anarchica, comunista, mafiosa e persino da attivista lgbt del cappero.
          Poi i figli crescono e scelgono di fare come gli pare, trovando una strada loro o seguendo i principi secondo i quali sono stati educati, magari cercando di cambiare lo Stato in senso cattolico, comunista, anarchico, mafioso e persino Lgbtxyz.
          Proprio come stai facendo te scrivendo codeste bischerate fascistoidi.

          • D.Ph kissinger scrive:

            Subito chiaritaa l’incomprensione. Le famiglie non precedono lo stato. L’individuo precede lo stato e la famiglia stessa chiaramente. Altrimenti non potrebbe accadere che taluni individui vengano allontanati e difesi da famiglie che li vessavano, d’autorità da parte dello stato.

            • Piero scrive:

              La famiglia precede lo stato.
              “La Repubblica RICONOSCE i diritti della famiglia come società naturale etc.etc.” art.29 della Costituzione Italiana. Quando si RICONOSCE qualcosa ci si riferisce ovviamente a qualcosa di preesistente……… in questo caso preesistente alla Repubblica……

              • Giannino Stoppani scrive:

                Ti ringrazio Piero di aver puntualmente avvalorato la mia precedente affermazione, ma questi trollonzi di Pavlov pur di fare il contrappunto seriale automatico son disposti a sacrificare anche la logica più elementare.
                Basta confrontare quello che dicono qui, in cui sembrano caldeggiare la riedizione dei “figli della lupa”, con le loro invettive sciorinate ove si ragiona di ora di religione nelle scuole o servizio di leva obbligatorio.
                Fai conto di aver trovato una cacca di cane sul marciapiede… Op… là!

        • giovanna scrive:

          No, caro LU, tu hai irriso una posizione che un genitore che ha stima del suo essere genitore non potrebbe mai irridere. Cioè, hai paragonato le profonde convinzioni di un genitore all’essere mafiosi, come se trasmettere la propria visione della vita e del mondo sia una sopraffazione sui figli. Molto meglio farli educare dallo “stato “, cedendoli del tutto al potere di quel momento .
          Ma tu non hai stima di niente e nessuno, manco di te stesso, non hai uno sguardo positivo su niente che riguardi l’uomo, la vita e la morte, e il tuo cinismo lo mostra.

          • LU scrive:

            Assolutamente no Giovanna.
            Ciò che ho irriso – ma più propriamente portato a paradosso allo scopo di mettere in evidenza e provare a ragionarci su – è che il mix da una parte di “genitore” e/o famiglia, e dall’altra di “profonde convinzioni” sentite sinceramente come valori, sia di per se buono: buono eticamente, socialmente, educativamente; utile alla comunità ed utile alla crescita dello stesso bambino (da questo punto di vista meglio dire: cittadino minore).
            Dove sono cresciuto ho conosciuto diverse situazioni di famiglie che hanno trasmesso con forza ed efficacia il valore dell’essere onorati – che poi concretamente era: chi non ti porta “rispetto” va punito a saper suo e di tutti gli altri: il bambino è subito esercitato dal padre e dai fratelli maschi maggiori a prevaricare i compagni e nel caso di loro resistenza a menarli.
            Il valore della furbizia e dell’impunibilità – trovando ogni espediente paralegale e/o illegale per aver vantaggi indebiti, vantandosi di saperli applicare, ed imponendo omertà per tutti e punizioni per i dissenzienti: il bambino è da subito esercitato a pretendere ed ottenere con imposizione e se serve con la violenza che i suoi pari rispondano ai suoi ordini e subiscano i suoi desideri, dal giocattolo al passargli sempre la palla quando si gioca a pallone.
            Il valore della solidarietà famigliare – se succede qualcosa di avverso la famiglia interviene subito “decisamente” a difesa dei suoi membri: il bambino sa da subito di potersene fregare di quello che dice la maestra perché se gli da una punizione la famiglia lo sosterrà nel non fare per esempio il compito punitivo, ma se la maestra insiste il bambino impara presto che i genitori “parleranno loro con la maestra”… per dir cosa è facile immaginare, ed è cronaca sapere.
            Intendo con questo sostenere che tutte le famiglie sono così? Assolutamente no.
            Dico però convintamente che la famiglia, di per se, non è garanzia di nulla di buono.

            • ochalan scrive:

              La campana di vetro, ovvero spogliare il bambini di ogni influsso, funziona solo nei libri di Rousseau. Che non fu coerdnte egli stesso.

            • Piero scrive:

              Quindi? Oltre a dire, questo non va bene, quell’altro non va bene, qual’è la tua proposta?
              Facile rimarcare episodi negativi, ma riesci ad essere costruttivo e propositivo? Per quanto mi riguarda, parafrasando un aforisma di Churchill : ” È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora….”, la famiglia è proprio come la democrazia……..

              • LU scrive:

                La famiglia, a differenza della democrazia, ha il vantaggio di essere sostanzialmente inevitabile. Tralasciando tutte le polemiche sull’omogenitorialità abbondantemente affrontate in altri articoli, va comunque detto che la famiglia è luogo primario di formazione. Come luogo primario di relazione fra individui, e luogo primario di “mediazione” fra individuo, piccolo gruppo, gruppo allargato (da condominio a mondo!), la famiglia trasmette una serie di competenze con gradualità, con creatività, in un lavoro prezioso e difficilmente sostituibile.
                Siccome il ruolo della famiglia è di per se stesso pesante, anche quando come nella maggior parte dei casi svolto in modo positivo, è a mio giudizio necessario che ad essa si affianchi un’altra pesante istituzione educativa e formativa – la scuola.
                La scuola dovrebbe essere il primo e più importante luogo “altro” rispetto alla famiglia; di per se fuori, liquido, multiculturale, pubblico, collettivo. Per questo sono contrario ad ogni scuola confessionale almeno fino alle superiori, ma forse sarebbe più giusto fino all’università. La scuola non deve essere contro la famiglia, ma in forte discontinuità si; non deve essere contraltare, ma luogo di tanti altari, modelli complessi, relazioni discontinue, sfide cognitive ed emotive, educazione alla cittadinanza.
                La proposta quindi è: bene la famiglia, sorvegliando i casi problematici e “patologici”, con presenza di una buona e forte scuola pubblica a temperamento e completamento della famiglia.

                • Piero scrive:

                  Condivido pienamente la prima metà di quello che hai scritto, fino a “…difficilmente sostituibile”.Un pò meno quello che viene dopo; purtroppo la scuola pubblica attuale (a mio parere) nella sua maggioranza è sì un contraltare della famiglia, o meglio, di un certo tipo di famiglia.Quello che non riesco a capire è la paura e la diffidenza verso le scuole non statali. Io ho avuto la mia esperienza con i miei due figli, il maggiore è andato a una scuola statale nelle elementari e poi medie e superiori le ha fatte in una scuola paritaria cattolica, bene, ora ha 28 anni e con mio grande dispiacere non è più credente, dov’è l’indottrinamento che avrebbe subito? La figlia minore,invece, ha fatto la prima elementare in una scuola statale, ma avendo dei problemi (è dislessica e discalculica), non è stata per niente seguita bene dalle maestre (per loro era pigra e non si impegnava),ci siamo informati in giro e l’abbiamo iscritta a una scuola privata non cattolica, tanto per dare l’idea, per poterla iscrivere abbiamo dovuto firmare obbligatoriamente che non volevamo avvalerci dell’insegnamento della religione cattolica.Ma il metodo che seguivano ci aveva convinto e quindi abbiamo rinunciato all’insegnamento della religione cattolica.Abbiamo trovato una maestra validissima, basti dire, che pur essendo atea, quando è morto il nonno (il papà di mia moglie), ha preso mia figlia e l’ha portata in chiesa 10 minuti (sapeva che eravamo credenti).Questi sono i laici e gli atei seri e che rispetto.Mia figlia,ora, al contrario del fratello, è credente e impegnata.Tutto questo per dire che la contrapposizione scuola statale-scuola non statale non ha alcun senso, i ragazzi comunque, faranno le loro scelte indipendentemente dalla scuola frequentata, quindi libertà per tutti di creare scuole, fermo restando la verifica dei programmi e del corso di studi da parte del ministero.

                  • LU scrive:

                    Si Piero, anche io ho varie esperienze buone o meno, sia di scuole pubbliche che private. Come pure di “esiti” differenti rispetto a quelli aspettati e pianificati dai genitori, io stesso lo sono.
                    Nel momento in cui ti ho risposto, e nel momento in cui immagino un sistema equilibrato, faccio ovviamente un ragionamento basato non sulle singole situazioni ma su modelli. Essendo basato su modelli il ragionamento elimina i picchi negativi e positivi di tutti i termini del problema, e prova ad individuare una situazione standard che in termini reali non esiste, ma che tuttavia è l’unica che consente un ragionamento generalizzabile.
                    Date queste premesse ritengo che la mia proposta sia valida. Essa parte dal riconoscimento e dalla difesa della persona e del cittadino, e trattandosi di concepire ed organizzare un sistema pubblico la principale attenzione sta su cittadino. Va qui ricordato che in un regime democratico ciò che costituisce cittadinanza è dinamico e sottoposto all’evoluzione culturale della comunità di riferimento.
                    Proprio l’indifferenza religiosa consente alla maestra atea di non solo riconoscere ma accompagnare la bambina in un gesto per essa priva di valore: la sua attenzione è sulla bambina, quella concreta, con quella faccia e con quella voce; non sul suo credo o su quello della famiglia. Il valore della persona è assoluto, senza bisogno di ulteriore fondamento.
                    La scuola pubblica realizza questi valori? Magari!!!! So perfettamente che non li realizza. Ma li ha come orizzonte per lo meno teorico. La scuola confessionale ha come orizzonte il credo della confessione, e in caso di problemi fra forzare il credo e forzare l’assoluto del soggetto… dove si parerà?

                    • Piero scrive:

                      Le ultime tue righe hanno (secondo me), una “spruzzatina” di ideologico,
                      Il fatto è che non esiste la scuola pubblica astratta, così come non esiste la scuola paritaria astratta (io la chiamo così, perchè non ci sono solo scuole cattoliche, un 30% non sono cattoliche), i ragazzi hanno di fronte delle persone in carne ed ossa con le loro idee, i loro convincimenti, le loro antipatie, ed è un’utopia pensare che queste persone possano essere “neutrali” nel loro modo di insegnare, quello che sono salta comunque fuori, o hanno veramente la passione per l’uomo e l’umano (come la maestra di mia figlia) e quindi riusciranno, senza prevaricare, prendere in giro, isolare, ad educare (nel vero senso della parola che deriva dal latino e significa “trarre fuori” quello che uno ha già dentro) o sono dei semplici burocrati che fanno il loro compitino in classe senza metterci il cuore e l’impegno.
                      La maggioranza delle scuole paritarie nasce perchè dei genitori si mettono insieme cercando il meglio per i loro figli (tipo la maestra di mia figlia), perchè si rendono conto (lo dici anche tu) che la scuola statale tranne qualche buonissima eccezione (non dico che è tutta da buttare) non riesce a realizzare quei valori di cui parli. E ripeto non sono solo cattolici, ci sono anche ottime scuole non cattoliche (la mia esperienza personale). In una scuola così, io, cattolico, non ho avuto problemi a mandare mia figlia.

      • Fabio scrive:

        Giovanna ha ragione.
        Se i genitori fossero presenti ai Consigli di Classe si renderebbero conto della reale forza giuridica che essi hanno in mano.
        I genitori possono opporsi ad alcune proposte educative della scuola, ne hanno piena facoltà giuridica.
        E’ quanto viene continuamente detto dal Forum Famiglie , rispondendo ai genitori che si limitano a lamentarsi, avere paura di ecc… e non sono mai andati al Consiglio di Classe dei loro figli.

        Vorrei aggiungere quanto segue :
        Se allora la filosofia è che i bambini devono sapere tutto in anticipo su come funziona il mondo, allora bisogna anche mostrare loro come ci si inietta eroina , gli effetti dell’overdose, gli effetti della sindrome da astinenza e come si inala (sniffa) cocaina, gli effetti nei maschi e nelle femmine, ecc…e fare dei DVD che mostrino tutto ciò e farli vedere in classe…..

        Perché devono sapere solo di sesso ?
        Sei bambini devono sapere tutto , allora devono sapere tutto , ma di tutto…..

        Devono sapere che esiste la criminalità organizzata , lo spaccio di droga , il riciclaggio di denaro sporco, ecc…Che ne so , creare strumenti didattici che raffigurino incaprettamenti, cementazioni di cadaveri nei piloni, avvelenamenti col caffè ecc…
        I bambini d’altra parte devono sapere tutto, in anticipo…no ?

        Devono sapere cosa è un pedofilo , come riconoscerlo. ecc..

        Ah già, ma forse questo argomento è fin troppo pertinente alla realtà dei bambini ,spiegare che esistono i pedofili e che sono persone insospettabili potrebbe essere anche utile ai bambini , quindi visto che dei bambini in quanto tali pare non glie ne freghi niente a nessuno , chi ce lo fa fare di spiegare loro cose che potrebbero servire loro realmente in questa fase della loro vita ?

        No, spieghiamo solo cose che risolveranno un giorno i problemi degli adulti, così gli adulti faticheranno di meno…

        Diventerò dissacrante e provocatorio : bisognerebbe anche spiegare ai bambini cosa è il bullismo, come si affronta e quali sono le conseguenze in età adulta se non viene riconosciuto in tempo… forse queste tematiche sono troppo dentro la realtà dei bambini e rischierebbero di essere utili a loro ?.

        Già , lasciamo stare , meglio fantasticare del sesso degli angeli….

        Infine un altro dubbio : si vuole introdurre l’idea che l’identità sessuale è indotta dai condizionamenti esterni e non dalla natura (casomai i condizionamenti assecondano ciò che la natura ha già indicato anatomicamente).

        Allora perché non far capire al ragazzo/a che sei italiano/a, ma potresti essere anche francese, o tedesco/a e quindi che devono loro scegliere che lingua parlare , perché i condizionamenti fin lì li hanno obbligati a parlare italiano…

        Ancora , che la mamma ha dato loro fin da piccoli pasta e riso come alimenti, ma anche questo è un condizionamento, perché altri loro coetanei in altri paesi mangiano barbabietole o cetrioli, piuttosto che carne cruda e cavallette fritte o manioca, piuttosto che carne di balena cruda e quindi devono porsi alla ricerca della loro identità non solo sessuale, non solo linguistica (appurato che tutte queste cose sono state solo frutto di condizionamento fin da piccoli) , ma anche alimentare, ed onestamente astenersi dal parlare italiano se finora lo hanno fatto, e mangiare spaghetti se finora lo hanno fatto, stando muti e digiunando ficnhè non sarà loro chiaro, al di fuori di ogni condizionamento esterno, cosa vogliono essere , parlare , mangiare.

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