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Fecondazione assistita. La nuova scommessa dell’eugenetica sugli embrioni “resistenti”

ottobre 22, 2015 Benedetta Frigerio

Nuovo test-chimera per individuare gli embrioni di “qualità” superiore, scartando gli altri. Alla modica cifra di 200 euro. E funziona? Non lo sa nessuno

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All’incontro annuale della Società americana per la medicina riproduttiva, in corso in questi giorni, è stato presentato un nuovo esame diagnostico che permetterebbe di individuare gli embrioni creati in laboratorio più resistenti, così da impiantare questi nell’utero, scartando gli altri, e aumentando così le percentuali di successo della fecondazione assistita.
Esistono già dei test genetici sugli embrioni che permettono l’eliminazione eugenetica dei più deboli o malati, ma secondo gli scienziati di Oxford, che hanno presentato l’ultima novità, questo sarebbe più efficace e meno costoso: alla modica cifra di 200 sterline circa, infatti, si potrebbe alzare la percentuale di successo della fecondazione fino all’80 per cento.

SCARSE POSSIBILITÀ DI SUCCESSO. Nonostante l’enorme diffusione della fecondazione assistita, spiega Dagan Wells, scienziato dell’Oxford Biomedical Research Centre, «ancora non siamo molto bravi a scegliere quale embrione ha più probabilità di nascere. Accade ancora che molte pazienti non riescano a rimanere incinta e che siano sottoposte a numerosi cicli senza mai avere un figlio. E questo ha alti costi emotivi e finanziari». Anche Stuart Lavery, professore associato in medicina riproduttiva presso l’Imperial College di Londra, sponsorizzando il nuovo test ha ricordato come la fecondazione in vitro «resti un processo molto inefficiente, con molti embrioni creati che non portano alla gravidanza». In Italia, ad esempio, secondo i dati ministeriali, il tasso di successo è di appena il 13,31 per cento.

“QUALITÀ” DEGLI EMBRIONI. Secondi i medici, se così tante fecondazioni non vanno a buon fine è per colpa della scarsa “qualità” degli embrioni. E il nuovo test si basa sul presupposto che maggiore è la presenza di Dna mitocondriale nell’embrione, più bassa è la “qualità” e quindi le probabilità di successo della fecondazione. Il test, dunque, mira a individuare il tasso di Dna mitocondriale nell’embrione. Ma la relazione tra il Dna mitocondriale e la “qualità” dell’embrione, anche secondo Adam Balen, della British Fertility Society, è solamente «potenziale». Anche lo stesso Lavery parla solo al condizionale.

PREVISIONI FEMMINISTE. In nome di una semplice possibilità, però, si è pronti a eliminare centinaia di vite embrionali. Si sta dunque avverando quanto predetto già nel 1988 da Christine Ewing, docente presso l’università di Melbourne, che sul tema scriveva sul Journal of International Feminist Analysis: «L’evoluzione delle tecniche di fecondazione in vitro, insieme alla tecnologia legata al Dna, sta migliorando la fattibilità tecnica della manipolazione genetica degli embrioni umani. (…) La natura eugenetica di questa ricerca, e la sua conseguente applicazione sugli esseri umani, serve solo a rinforzare i pregiudizi contro i portatori di disabilità (dovuta o meno ai geni). Guardando al futuro, queste tecnologie saranno sicuramente usate in modo sessista e razzista».

Foto inseminazione artificiale da Shutterstock


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13 Commenti

  1. xyzwk scrive:

    Qualsiasi nuova tecnica o scoperta puó essere usata in maniera distorta e contraria all’interesse dell’umanità, ma questo non puó fermare il progresso che ha come scopo il miglioramento della qualitá di vita. Se ci fossimo fermati solo perché qualcuno ha usato in modo improprio le scoperte , saremmo rimasti ancora all’etá della pietra. E il fatto che invece non solo la specie non si è estinta ma la vita media é di molto aumentata, basterebbe a farci riflettere quanto sia importante la ricerca scientifica.

  2. Fabio G scrive:

    Morte tua vita mia:
    per produrre una vita umana se ne distruggono decine e decine;
    quando avrà fine questo orrore?

    • xyzwk scrive:

      Ma ti rendi conto che stiamo parlando di cellule fecondate in laboratorio e non di esseri con una benché minima capacità relazionale visto che non sono nemmeno stati impiantati. È assurdo ritenerle persone uccise! Sono cellule che se non impiantate non hanno nessuna capacità di svilupparsi. È come dire che usando il preservativo uccidi la possibilità che una vita venga concepita quindi uccidi l’idea di una persona!

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        L’hai detto tu stessa, sono cellule fecondate, cioè esseri umani!
        Ma quali cellule, sono embrioni, bambini! E chi sei tu per decidere della sorte loro, dell’impiantarli o meno? Pari o dispari? Testa o croce? E se ci fossi stata tu tra quelli scartati?
        E poi, se sono solo cellule come dici tu, perchè vengono congelate e non direttamente “cestinate”?
        Informati meglio, va là!

        • xyzwk scrive:

          Ha parlato l’esperta di genetica! Ma scusa stando al tuo ragionamento allora ogni volta che hai solo pensato di avere un rapporto evitando di rimanere incinta hai tolto la possibilità ad un “bambino” di nascere. E se questo era uno di noi?
          Ma che ragionamento é questo? Una persona avrá la possibilità di decidere se è quando vuole o no mettere al mondo un figlio. Noi tutti siamo qui auspicabilmente perché i nostri genitori ci hanno desiderato, non perché siamo piovuti dal cielo!

          • To_Ni scrive:

            Ci sono modi e modi di decidere le cose. Il tuo esclude la vera responsabilità rispetto a ciò che una persona “è”. Questo comporta che riduci il tutto ad un giocosa “macchina da divertimento”. In questo trovi una soluzione alienata (aborto) in un contesto di persona alienata (ridotta a macchina…oggetto o simile).
            Susanna è più che una esperta genetica, è una esperta della vita. Fatti un corso rieducativo (non obbligatorio come quello che volete imporre nelle scuole) da lei . Ne trarrai beneficio e scoprirai dimensioni nuove.

      • To_Ni scrive:

        Mi sembra che non ti rendi conto tu di troppe cose (chissà perché non mi meraviglia) : Non vedi che è un mercato ai primi passi, un uso spregiudicato con la riduzione dell’umano ad un prodotto migliorabile, oggetto di un catalogo con relativo prezzo. Oggi sono solo 200 stelline per garantire il “più adatto” a nascere, ma basta ed avanza come “principio” da introdurre che si può avere un bambino migliore di un altro. Domani con 400 stelline non perderà mai i capelli. Con 2000 stelline potrà imparare a memora una poesia con una sola lettura, con 10.000….con 1000.000… Quali sarebbero le tue obiezioni morali in tale ipotesi?

        Ed in tutta questa prospettiva (naturalmente metti le mani avanti contro “l’uso distorto”) trovi il modo di inserire la parola “progresso” e “qualità della vita”. E quali sarebbero i motivi che renderebbero questa nuova umanità “migliorata” tecnicamente di questo “progresso”? Come saranno i visti i non migliorati e non migliorabili? Difettosi? E quale motivi renderebbero la vita degna in una società dove l’uomo migliorato tecnicamente non ha altra prospettiva di vivere se non con l’unico scopo di consumare prodotti a loro volti migliorati (telefonini ultimo modello, macchine ultimo modello, persone … ultimo modello) .

        PS: Una cellula fecondata vale quanto me e te. Solo è vittima di un abuso.

        • To_Ni scrive:

          E quali sarebbero i motivi che renderebbero questa nuova umanità, “migliorata” tecnicamente, un “progresso”? *

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          Davvero, To-Ni, non c’è più sordo di chi non vuol sentire e più cieco di chi non vuol vedere!

          • SUSANNA ROLLI scrive:

            Ps: grazie delle belle parole, “esperta della vita”, WOW! Verresti a dirle a mio marito? Vengo a prenderti alla stazione!!

            • To_Ni scrive:

              Ricordo i tuoi interventi, i legami profondi e veri con tua zia (utili a chi non ha neppure una vaga idea di cosa è una famiglia) e soprattutto l’ultimo (Matrimonio. Papa Francesco: il “per sempre” è «un capolavoro di umanità. Fedeltà e libertà si sostengono») ed i tuoi sei figli. Il grazie te lo dico io, ed a tuo marito non devo dire niente perché sono sicuro che lo sa chi sei.

              • SUSANNA ROLLI scrive:

                ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..
                Ciao, e grazie ancora!

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