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Dudù Act e altre Brambillerie. Storie animaliste e ambientaliste in questo pazzo pazzo mondo cane

aprile 3, 2014 Emmanuele Michela

Follie animaliste della settimana: Brunetta e il welfare a quattro zampe, la clinica gratuita e la sitcom “cruelty free”, dove nemmeno i cestini dei cameramen contengono carne

dudu act

Il Dudù Act di Brunetta. Che Berlusconi abbia intrapreso la via animalista per strizzare l’occhio a nuovi elettori non è notizia di oggi. La novità è che i sondaggisti dicono che questo voto varrebbe addirittura il 7 per cento (bum!), e, guarda caso, tra i parlamentari di Forza Italia è circolata pochi giorni fa una mail spedita da Renato Brunetta che dettava i passi della svolta ambientalista degli azzurri. Nelle slide allegate una vera e propria proposta di welfare animale, totalmente autosufficiente in termini economici, con finanze reperite da multe per chi non rispetta gli amici a quattro zampe, o attraverso polizze assicurative fatte su misura. La firma è quella dell’impronta più famosa di Arcore, Dudù, la cui zampetta spicca tra le slide forziste. E non è un Pesce, anche se l’email è stata spedita l’1 aprile.

Clinica per animali gratuita. È proprio il caso di dirlo: quello che Milano aspettava. Il Comune del capoluogo lombardo presto aprirà una “Casa degli animali” nel quartiere Bruzzano, che offrirà servizi di veterinaria in uno spazio di 200 metri quadrati totalmente dedicati alla cura degli amici a quattro zampe. La novità è doppia: in primis perché agli animali viene dedicato uno spazio pubblico cittadino tutto loro e, in secondo luogo, perché il servizio medico offerto sarà gratuito per le famiglie in difficoltà economica. Elogi e scondinzolii quindi per la Milano di Giuliano Pisapia, un passo avanti rispetto alla retrograda Italia per civiltà, educazione, attenzione al prossimo e agli altri. E il pareggio di bilancio a Palazzo Marino? Roba da vivisettori.

lana_canina

Maglioni in pelo di cane. Moda vecchia di qualche anno, ma sempre all‘ultimo grido. Avete in mente i peli fastidiosi che vi rimangono attaccati sui vestiti quando andate a casa di una qualche zia che ha il cane? Dimenticatevi la lavatrice, in quei resti c’è qualcosa di sacro. Tanto che i padroni più feticisti hanno cominciato a raccoglierli per poi consegnarli al sarto francese Doumé Jalat-Dehen, che sta facendo fortuna con un business decisamente particolare: prende i peli, li fila e li trasforma in maglioni. Pensate che sciccheria poter uscire d’inverno e fare pendant col proprio labrador…

L’amore tra cani e padroni. Si chiama Chris Sembrot, fa il fotografo, e ha dedicato una serie di scatti per mostrare come l’amore tra l’uomo e il cane non abbia nulla da invidiare a quello tra uomo e donna, vetusto e tradizionalista. Con l’occhio dell’artista, Chris ritrae queste scene d’affetto puro tra cani e rispettivi padroni. Sarà amore vero, non c’è che dire, ma un consiglio ci sentiamo di darvelo: non guardate la fotogallery dopo i pasti.

La serie comica “cruelty free”. L’idea di “Vegan Chronicles” è venuta ad Andrea Morabito e a Claudio Colica, giovani registi in cerca fondi per realizzarla. E gli elementi per avere successo ci sono tutti: il soggetto è l’immancabile «ragazzo come tanti», che decide ad un certo punto della sua vita di diventare vegano e racconta in maniera comica le sue giornate, tra le incomprensioni della sua famiglia e le difficoltà della sua ragazza. La serie è «totalmente cruelty free. Questo significa che ogni piatto presente in scena, ma anche i cestini delle troupe, sarà vegano», spiegano al blog veg di Corriere.it. C’è anche il promo, e non pensate ci stiano prendendo in giro: i gamberetti che si vedono sono in realtà patate (ah, fiu…), il miele è soltanto sciroppo di glucosio e la carne sono bistecche di seitan.

Incontri sul vegan crudismo e lo stile di vita igienista. Vi ricordate quel signore calabrese protagonista di un servizio delle Iene, che sarebbe guarito da una metastasi al cervello grazie alla dieta alcalina, un regime alimentare incentrato solo su cibi vegani? Michela De Petris, il medico che seguì quel paziente nella sua cura a base di succhi di frutta e verdura, è stata allontanata dal San Raffaele, struttura dove prestava servizio come consulente, ma presto comincerà una serie di seminari in giro per l’Italia, per informare malati e familiari sui benefici terapeutici di una dieta a base di vegetali. Tre ore di lezione, con materiale cartaceo, ampio spazio per domande, possibilità di prenotare altre visite specialistiche. Il tutto al comodo prezzo di 150 euro, che diventano 183 con l’Iva. Bei tempi quando si mangiavano le verdure dell’orto perché la carne era troppo costosa. 

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16 Commenti

  1. Saverio scrive:

    Berlusconi ormai è una boccia persa anche per chi, nel mondo cattolico, ne apprezzava – nonostante tutto – quel quantum di difesa che aveva attuato dei valori tradizionali rimasti in questa povera società italiana.
    Fra Bondi e Galan, la Prestigiacomo e la Carfagna, la stessa Pascale e la Brambilla, l’anziano leader è finito a pie’ pari in una bolgia.
    Bondi e la Brambilla: la bestializzazione dell’uomo; l’umanizzazione della bestia.

  2. Cisco scrive:

    Più che “cruelty free” queste baggianate mi sembrano molto “business friendly”. In attesa che venga indetto il “Caligola day” in favore dei diritti degli animali a essere eletti in senato al posto di Sandro Bondi, mi sembra che tutto ciò non sia altro che la conferma del tragico principio che guida la neonata Forza Italia: tutto è negoziabile, purché i sondaggi lo confermino.

  3. giesse scrive:

    E se l’ex Cav, ormai moscio, s’inciucia con la rossa volpina, innalzando il vessillo dudù, prima o poi per tentare di vincere salirà pure sul treno del gender.
    Si fa gara a chi per primo porta lo sfacelo culturale.
    C’è da sperare che almeno la Lega, come diceva il boss, tenga duro.

    • beppe scrive:

      infatti tutte le volte che vedo comparire la brambilla, ho una conferma in più per non votare FI. mi spiace, perchè berlusconi nonostante tutto meritava di essere vendicato per le ingiurie subite dalla magistratura.

  4. Diamante scrive:

    Ma perché ce l’avete tanto con gli animali e siete così amici degli embrioni (purché aventi genoma umano, ovvio)? E’ uno dei misteri o paradossi delle persone come voi. Cioè voi che vi strappereste (almeno metaforicamente) i capelli per non far cessare la vita di una blastocisti, un gruppo di cellule invisibile ad occhio nudo, poi lascereste morire un dolce e simpaticissimo gatto, un affettuoso cane, un tenero coniglietto nano? e poi dite che sono quelli che non stimano gli embrioni ad essere senza cuore?

    • Toni scrive:

      Diamante

      Misteriosi e paradossali ….. e, cosa ancora più assurda giungiamo a pensare che un blastocisti vale quanto te.

      Siamo dei pazzi!!!
      E senti questa: pensano che le persone con le tue idee siano vittime di una desensibilizzazione umana che non gli permette di trovare differenze (umane, animali, cose ecc) e le fa sentire spiritose.
      (da sbellicarsi dalle risa … vero?)

      Che tu da blastocisti con i cattolici avevi il 100% di possibilità di venire al mondo. (ci piace esagerare!)

      Che alla fine le persone che la pensano come te corrono il rischio di farti convincere che un bambino appena nato vale quanto un micino, cagnolino o coniglietto (come quelli che ti piacciono tanto).

      E, follia delle follie, cerchiamo di impedire questo succeda perché … vi vogliamo bene.

      • Toni scrive:

        Ancora una volta la mia esposizione è pessima (tanti errori), ma sono sicuro che non ci fai caso perché cogli il senso!

    • giovanni scrive:

      Diamante, mi stai dicendo che coloro che non stimano gli embrioni si limitano a disprezzarli?

  5. michele scrive:

    A parte il fatto che l’embrione è vita umana, ciò che infastidisce è la vera e propria idolatria degli animali, che porta anche a conclusioni assurde e ridicole.

    • Diamante scrive:

      quindi la vita umana, solo perché di specie umana,anche se a livello puramente biochimico vale più di una vita senziente e intelligente di altra specie? e chi pensa così avrebbe un cuore (o anche solo un po’ di buon senso)?

  6. Giannino Stoppani scrive:

    Se magari qualcuno mi spiega, cristianamente parlando che senso abbia
    1) vedere idolatria dappertutto meno che a casa propria.
    2) disprezzare chi ama gli animali allo stesso modo in cui certi animalisti disprezzano gli uomini
    3) ribadire ogni volta la supposta superiorità dell’uomo (che a me, invece, pare indiscutibile solo nel peccato!).
    4) dimenticare che in molti casi la compagnia di un animale è fondamentale per la salute psico fisica di moltissime persone lasciate sole e abbandonate dall’uomo sedicente superiore.
    Se magari qualcuno mi spiega anche, parlando parlando da amanti degli animali, che senso abbia
    1) chiedere che cessi la sperimentazione sugli animali auspicando una maggiore sperimentazione sugli embrioni umani.
    2) disprezzare l’uomo e la sua natura
    4) commuoversi (giustamente!) per la sorte di un cagnolino abbandonato in un cassonetto e restare indifferenti alla sorte di centinaia di emigranti affogati come sorci nel mediterraneo.

  7. Piero scrive:

    Anche HImmler chiedeva al suo amico cacciatore come facesse ad uccidere dei poveri animali indifesi.. Comunque Brambilla e company dovrebbero farsi un giro in qualche associazione milanese dove fanno la fila PERSONE che non hanno da mangiare, altro che non far pagare il veterinario x i cani!

    • Giannino Stoppani scrive:

      Himmler era un allevatore di polli, ai quali, immagino, abbia dato un Mauser 98k per difendersi prima di tirar loro il collo.
      Per curiosità, chi era l’amico cacciatore? Göring?

  8. Livio scrive:

    Ottima notizia la clinica degli animali per persone con difficoltà economica, spero che questo esperimento funziona.
    Al di là di tutti i messaggi di disprezzo nei confronti del creato che leggo qui, tantissime persone vivono e sono sollevate dalla compagnia di un animale ma fanno fatica economicamente per garantire loro delle cure.

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