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Donatelli: «Ho scommesso su El Shaarawy fin dal primo minuto. E non ho sbagliato»

febbraio 15, 2012 Daniele Guarneri

Chi ha scoperto El Shaarawy? «Quando lo vidi giocare la prima volta aveva quattordici anni. Dissi a suo padre che nel giro di 4 anni sarebbe arrivato in Serie A. Invece ci ha messo anche meno». Mario Donatelli, direttore sportivo del settore giovanile del Genoa, racconta a tempi.it cosa lo ha convinto del giovane attaccante oggi in rossonero. E anticipa due nomi su cui scommettere.

Manca Ibrahimovic e il Milan torna a vincere. Esattamente come un anno fa, quando lo svedese venne espulso tre giornate per un fallo di reazione contro Marco Rossi, difensore del Bari, e da lì i rossoneri inanellarono una serie di vittorie importantissime, compresa quella nel derby. La vittoria di Udine equivale anche ai primi tre punti in questa stagione contro una big. La rimonta contro la formazione di Guidolin è cominciata col pareggio di Maxi Lopez e si è conclusa con il gol vittoria di El Shaarawy, il Faraone, baby talento scuola Genoa in comproprietà col Milan. Molto probabilmente a giugno il ragazzo sarà acquistato a titolo definitivo, viste le prestazioni. Classe 1992, di origine egiziane, al secondo gol in campionato (il primo lo segnò ancora all’Udinese, all’andata), quarto stagionale. Ma chi ha scoperto questo ragazzino che a livello di gol/minuti giocati sta facendo meglio di Pato?

Grande merito va sicuramente a Mario Donatelli, direttore sportivo del settore giovanile del Genoa. Donatelli da ragazzo è stato anche un buon giocatore. Ha giocato tra la Serie C1 e la B diventando l’idolo dei tifosi della Lucchese. Era un centrocampista forte fisicamente e geniale nelle giocate. Da dirigente ha costruito il Genoa Primavera che tra il 2008 e il 2011 ha vinto tutto. Ora quei giocatori sono grandi protagonisti della Serie A e B. Primo fra tutti Stephan El Shaarawy. «Nel mio mestiere c’è poco da inventare – racconta a tempi.it -. Mi affido al lavoro di scouting dei nostri collaboratori sparsi per l’Europa e ad alcuni amici procuratori che ci segnalano i loro giocatori. Noi li visioniamo direttamente sul campo. Organizziamo stage di una settimana-dieci giorni, il tempo necessario per controllare le capacità tecniche, fisiche e soprattutto comportamentali dei ragazzi. Certo, bisogna essere bravi nel vedere certe doti che in un giovane non sono ancora emerse. Caratteristiche che vanno curate e valorizzate per farle crescere. Con un paio di acquisti azzeccati a stagione siamo riusciti a costruire una rosa che negli ultimi anni ha vinto tutto».

Quando ha capito che El Shaarawy avrebbe sfondato? «Sono sincero, subito. Il padre di Stephan potrebbe confermare quel che dico: quando suo figlio giocava nei Giovanissimi gli dissi che nel giro di 3 o 4 anni al massimo sarebbe arrivato in Serie A. Ho visto bene. Stephan è un grande talento, un gradino sopra gli altri. Non so se è corretto paragonarlo a Pato, considero il brasiliano uno dei giovani più forti al mondo. El Shaarawy è solo all’inizio. Dico solo che se continua ad allenarsi con costanza e non si monta la testa, diventerà un giocatore da Nazionale, glielo garantisco».

Richmond Boakye è un altro talento del pianeta Genoa, ora in prestito al sorprendente Sassuolo di Fulvio Pea. L’attaccante ghanese classe 1993 ha esordito nella massima serie nel 2010 trovando subito il gol e diventando il terzo marcatore debuttante più giovane in Italia. Entrato in campo al posto di Suazo nella gara casalinga contro il Livorno, Boakye pareggiò il gol dei toscani. «Altro talento dalle grandissime potenzialità. Ha fatto la fortuna della Primavera. Nella finale di Supercoppa contro il Milan segnò una doppietta. Ha iniziato la stagione al Sassuolo segnando molti gol e risultando determinante in molte partite. Poi credo si sia un po’ rilassato: è ancora giovane, è al primo anno lontano da casa, è di un’altra civiltà. Credo sia tutto normale. Pea, che è un ottimo allenatore, lo ha voluto con lui a inizio stagione e credo che ora lo stia gestendo nel modo migliore».

Anche nella scelta degli allenatori Donatelli sembra non sbagliare un colpo. «È errato dire che un allenatore conta poco nelle fortune e sfortune di una squadra. Conta moltissimo, soprattutto nei settori giovanili. Nella Primavera ne abbiamo cambiati 4 nelle ultime sei stagioni: con Vincenzo Torrente, oggi al Bari, abbiamo vinto il Torneo di Viareggio, con Luca Chiappino, oggi agli Allievi, abbiamo vinto una Coppa Italia, una Supercoppa e un campionato di categoria, l’anno scorso con Ivan Juric un’altra Supercoppa. Quest’anno abbiamo deciso di mandare quei giocatori in prestito tra Serie A e B e di ricominciare un ciclo nuovo con Raffaele Novelli. E vedrete che sarà un ciclo vincente». Nomi da tenere presente per il prossimo futuro? «Scommetto sul nostro capitano, il difensore classe 1993 Alberto Marchiori che quest’anno ha già esordito con la prima squadra e sul centrocampista Stefano Sturaro, anche lui del 1993 e nel giro della formazione di Marino».

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