Google+

Diritti gay? Una proposta seria c’è. Manca solo un dibattito non ideologico

gennaio 31, 2016 Alfredo Mantovano

Sacconi e Pagano hanno ordinato in un testo unico tutto quello che è già ampiamente riconosciuto. Basterebbero 10 minuti di votazioni in Parlamento

unioni-civili-ansa

Pubblichiamo la rubrica di Alfredo Mantovano contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

«Piangono, corrono avanti e indietro, giocano, sono rumorosi. Per carità. Meglio tener lontani i bambini da pizzerie, negozi, aerei, e godersi il tempo libero in santa pace. La “no kids zone” è ormai una tendenza sempre più diffusa a livello globale, nata negli Usa sull’onda del libro della due volte mamma Corinne Maier, Mamma pentita, No Kid. Quaranta ragioni per non avere figli, e arrivata in Europa grazie alla furba intuizione di alcuni imprenditori pionieri, che tra i criteri di selezione della clientela di ristoranti e hotel qualche anno fa hanno cominciato a inserire un bel “Vietato l’ingresso ai bambini”. (…) I colossi dell’imprenditoria (…) non potevano lasciarsi sfuggire un’opportunità del genere, e non è un caso che esistano anche voli “childfree” (…). In Germania, tra decine di alberghi e caffè kinder verboten, dove cioè i bambini sono banditi, sono comparsi annunci immobiliari riservati agli ältern ohne kinder, cioè adulti senza piccoli al seguito; (…) in Svezia sono moltissimi gli alberghi che non accettano prole under 12, e in Spagna la catena “Iberostar” fa pernottare solo ospiti over 14 e la “Sandals” addirittura dai 18 in su. (…) Nel Belpaese, pur non vigendo alcun divieto ufficiale, un target adulto è infatti preferito da tanti resort esclusivi (…). Posti bellissimi, che con la postilla “no kids” garantiscono ai clienti il valore aggiunto di un soggiorno all’insegna della pace e del relax».

Perdonate la lunghezza della citazione. Non è tratta da un sito turistico, ma da repubblica.it del 27 gennaio 2014. Da quella data a oggi i cartelli “vietato l’ingresso ai bambini” si sono moltiplicati e compaiono all’ingresso di ristoranti e hotel non necessariamente di lusso. Inutile dire che negli stessi luoghi non c’è alcun ostacolo all’ingresso né di animali né di telefoni cellulari in attività.

Ecco, le centinaia di migliaia di famiglie – milioni di persone – che fra qualche ora da Bolzano a Ragusa, con tutto quello che c’è in mezzo, affronteranno il disagio di un paio di notti in autobus, con un meteo non dei più clementi, per stare in piedi qualche ora nella piazza più grande di Roma, andranno al Circo Massimo con i loro bambini non per contrastare qualcuno o per escluderlo da qualcosa.

All’opposto: vi si recheranno per dire nel modo più efficace possibile che l’Italia non può trasformarsi, come sta accadendo da mezzo secolo, in una mega “no kids zone”; che il destino di morte di una nazione – sempre più prossimo vista la forbice aperta fra morti e nascite – è l’esito coerente del rifiuto dei figli; che i bambini si riducono perché un’ideologia perversa ha convinto tanti a considerarli un fastidio, ma pure perché la vita quotidiana, esito delle leggi e delle azioni di governo, ha reso un atto eroico mettere al mondo un bambino, un’incoscienza metterne al mondo due, un prodromo di trattamento sanitario obbligatorio viaggiare dal terzo in poi.

Un pro memoria di popolo
Sarà una piazza per la vita e per la famiglia e “contro” nessuno. Le persone omosessuali chiedono per sé diritti? Li hanno, e in quantità: li si può elencare e mettere in ordine in un testo unico, come hanno fatto il senatore Sacconi e l’onorevole Pagano. Se si vuol avere chiarezza su quel che è ampiamente già riconosciuto, sono sufficienti 10 minuti di votazioni: in Parlamento nessuno contrasterebbe una legge del genere. Lo scontro invece c’è perché il capo del governo e il parlamento – vedremo quanta parte di esso – vogliono mettere sullo stesso piano l’unione fra un uomo e una donna aperta alla vita con l’unione fra due persone dello stesso sesso che, non potendo per natura avere figli, ne reclamano il “diritto” a ogni costo: adozione e affitto dell’utero inclusi.

Ecco perché si va in piazza. Ma non sarà una piazza “contro”. Non sarà neanche una manifestazione in antitesi alla testimonianza e alla vicinanza a situazioni di difficoltà e di dolore. Perché ritenere contraddittorie differenti modalità di condividere – con delicatezza e prudenza – la verità sull’uomo e sulla famiglia? Sarà ancora una volta, come è capitato non di rado nella nostra storia di italiani, prima e dopo l’Unificazione, un modo perché il popolo ricordi alle sue guide i dati di natura più elementari. I pro memoria servono, soprattutto quando ciò che si è dimenticato fonda la ragion d’essere di una comunità.

Foto Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

24 Commenti

  1. Parvenio scrive:

    “Sarà una piazza per la vita e per la famiglia e “contro” nessuno.”

    La piazza era contro le famiglie gay.

    “Le persone omosessuali chiedono per sé diritti?”

    Il diritto di formare una famiglia, garantito dalla Costituzione.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Già sul pezzo di buon ora?
      Insonnia da indigestione di bile?

      • Parvenio scrive:

        Mi permetto fin da ora di sottolineare come gli organizzatori abbiano sparato la cifra di 2 milioni, il doppio del 20 giugno incui il viminale certificò solo 400mila persone (meno della metà).

        Le cifre di ieri 30gennaio oscillano tra 300mila e 400mila (il Circo Massimo contiene 450mila persone e c’erano diverse parti vuote), quindi gli organizzatori dei Family Day sparano cifre tanto piu esgerate quanta minore è l’affluenza.

        Renzi e chi per lui conoscono le cifre reali, queste menzogne servono solo a coprire la realtà della minoranza cattolica integralista.

        Altra menzogna sostenere di essere contro nessuno per poi essere contro le famiglie gay.

        Altra menzogna quella sui non credenti ecc..
        Qualunque foto mette in luce il fondamentalismo dei partecipanti: tra gruppi chiamati “Figli del Volere Divino”, famiglie con le bandierine e cappelli della Manif Pour Tout e stralunati passeggiatori con cartelli sulla fine del mondo vi è una realtà umana
        che non ha mai ricevuto Educazione Civica, non conosce la storia del proprio Paese e che andrebbe seriamente aiutata ad uscire dall’ombra di sette e movimenti religiosi.

        Per il resto, i gay e le loro famiglie verranno tranquillamente riconosciute dallo Stato grazie al DDL Cirinnà.

        Ok?

        • Edo scrive:

          “In Italy we say: Be careful the cat: don’t say the cat is in the sak, when you are not the cat in the sak”. (cit. Trap.)

        • Francesco M. scrive:

          Il Circo Massimo era pieno dentro sulle fiancate e fuori .I dati annunciati li hanno forniti le autorità . Cmq sempre 10 volte di più delle 100 piazze gay

          • Parvenio scrive:

            Ovviamente le cifre ufficiali vi danno torto, ma dovete essere onesti ed accettare la realtà.

            Anche la lettera del rabbino capo era falsa, l’ha smentita lui stesso.

            La manifestazione LGBT ha visto la partecipazione di quasi un milione di persone (leggermente meno) sempre stando alle cifre ufficiali.

            • Luigi scrive:

              la gente c’era in quella piazza immensa, composta, allegra, dove non era possibile trovare un solo cartello con insulti, dove nessuno ha alzato il dito medio contro altri, dove si è solo ribadito quello che la natura mostra, che tutti i popoli del mondo hanno sempre creduto? Forse due milioni no; sappiamo tutti che lì non ci stanno; non ci stanno neppure in piazza San Giovanni, che è più piccola… Sebbene tutti abbiano sempre sostenuto il contrario… Che poi qualche bravo giornalista sia andato ad intervistare qualcuno poco bravo a rispondere difronte al microfono é un altro punto.

              Il fatto è che le piazze si allargano o si restringono: grazie alle macchine dei fotografi, e, soprattutto, a chi ci sta dentro. Così la stessa piazza contiene oltre un milione di persone, se a manifestare ci stanno i sindacati, o i beniamini del potere mediatico; altrimenti solo poche migliaia di persone, se si tratta di quelli che non si riconoscono nel pensiero dominante.

              Così la settimana scorsa le piazzette semivuote organizzate da LGTB e CGIL e parte del Pd , sono diventate oceani, e meno di 50.000 persone sono diventate, sul Corriere, 1 milione. Quasi nessuno dei grandi media si è preso la briga di ribadire, di smentire, di puntualizzare. Ma oggi non è così. Di fronte a quella che è forse la più grande manifestazione di popolo dell’Italia repubblicana, è partita la corsa a spiegare che lì due milioni di persone non ci stanno.

              E’ vero… ma il punto è che ce n’erano lo stesso più che in qualsiasi altra occasione. Questo è certamente una pessima notizia, ma non solo per i fans dell’utero in affitto; lo è soprattutto per quel mondo clericale che ha fatto l’impossibile per boicottare l’evento, addomesticarlo, renderlo innocuo… per non rovinare l’amicizia con Matteo Renzi, Maria Elena Boschi…

              Ma vogliamo parlare del numero falso della Cirinná sul numero di bimbi adottati da coppie omosessuali? Per l’istat sono 528, per la Cirinná sono 100 mila! Nessuno si é prestato a smentire…

              Da libertá e persona

            • Kan63 scrive:

              Le piazze delle “sveglie” erano 98 (dato degli organizzatori). A Milano erano in piazza Scala, a Roma al Pantheon, in entrambi i casi si parla di 10/15.000 persone al massimo. A Torino e Bologna un po’ meno. A Varese (una delle 98 piazze) erano 300 come quelli delle Termopili. È difficile pensare che abbiano superato i 150.000, probabilmente erano meno di 100.000.
              Sicuramente al Circo Massimo non erano 2 milioni ma almeno 4/5 volte di più delle “sveglie”. Senza considerare che quelli del Family Day hanno dovuto andare a Roma, forse con una manifestazione “diffusa” come quella delle “sveglie” sarebbero stati il doppio e comunque avrebbero potuto “truccare” meglio i numeri.

              • Nino scrive:

                @Kan63: sono d’accordo, nelle 98 piazze secondo me c’erano in tutto 100.000 persone, o poco più, mentre ieri al circo massimo tra le 250.000 e le 300.000, quindi il triplo.

              • Picchus scrive:

                A Roma al Pantheon erano in 500, perché tanti ne contiene. In totale saranno stati 70.000, ad essere buoni, se non anche meno di 50.000, senza neppure la fatica di dover prendere un treno o un autobus.

                • Nino scrive:

                  @Picchus: a Roma, volendo fare i pignoli, secondo me c’erano 2-3000 persone, la piazza è piccola (ma contiene ben più di 500 persone) e le vie limitrofe non erano certo deserte. Poi è chiaro che una piazza piccola piena fa più effetto di una piazza grande con le stesse persone.

                  Ma francamente questa guerra di numeri mi fa un po’ ridere, stiamo parlando comunque di numeri “piccoli”. Il ddl cirinnà passerà al senato perchè ormai se non passasse sarebbe una sconfitta per il governo (anche se non è un un ddl governativo e renzi ha fatto di tutto per scollegare il suo destino da quello del governo) e quindi per il PD che sarebbe accusato da molti dei suoi elettori di aver ceduto alle pressioni del Vaticano. E questo il PD non può permetterselo.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    A Firenze erano una marea:
                    Al caffè delle Giubbe Rosse non c’era rimasto neanche un posto a sedere…
                    Ma vai via, vai.

                  • Toni scrive:

                    “… sul prato un milione di persone applaudono, ci sono le fiaccole, gli accendini accesi, e non c´è solo il vasto, variegato popolo Glbt, ci sono anche migliaia di ragazzi e ragazze che per ore ieri sotto il sole hanno atteso l´arrivo di Lady Gaga. – ” Cosi scrisse l’Arcigay.it quando arrivò al Circo Massimo nel 2011 la mentore Lady Gaga. Allora nessuno prendeva misure

        • viccrep scrive:

          non c’era nulla di gonfiato nei numeri, ciò che era gonfiato è il numero della giornata in appoggio al ddl cirinnà con un milione sparato dai soliti giornali gran cassa dei gay
          Ho visto le foto della piazzetta del panteon a roma dei manifestanti pro cirinnà forse un migliaio questo da la misura di quanto potevano essere nelle piazze minori in italia, forse in tutto 50 esageriamo cento mila.
          gli omosessuali sono solo una copia non una famiglia, non possono accampare gli stessi diritti della famiglia naturale uomo donna e figli

    • ftax scrive:

      LA GRANDE BUFALA: QUANTI ERANO I PARTECIPANTI ALLE MANIFESTAZIONI LGBT DELLA SCORSA SETTIMANA?
      SVOLGIMENTO: …

  2. Caterina scrive:

    Definire proposta seria quella che riafferma le discriminazioni legali tra coppie omosessuali e coppie eterosessuali e’ veramente un volo pindarico degno di Icaro.

  3. Francesco M. scrive:

    Scriverò per i miei 3 figli la lista di tutti i ristoranti e alberghi no Kids che incontrerò, in modo che si ricordino chi li ha discriminati nella vita e non ci mettano piede nei secoli a venire . Dal canto mio li evitero come la peste e anzi, invito tutti i genitori di buona volontà a boicottare queste catene. Questa gente sparirà in meno di 1 generazione.

  4. Giacomo Rocchi scrive:

    L’approvazione di un testo unico sui conviventi sarebbe un compromesso letale che porterebbe in pochi anni ai medesimi risultati del disegno Cirinna’. Attenzione a non fare errori proprio nel momento in cui il successo del Family Day mette i difensori della famiglia in una posizione di forza! Il disegno Cirinna’ deve essere semplicemente ritirato! Nessun riconoscimento giuridico di forme di convivenza diverse dal matrimonio!

  5. Giannino Stoppani scrive:

    Certo che deve essere dura assistere impotenti a un evento in cui un popolo spontaneamente autoconvocato a spese proprie e senza l’appoggio tangibile di associazioni e autorità dimostra di essere pienamente consapevole della natura menzognera della narrazione sui cosiddetti “diritti civili” che tutto un “establishment” lavora da anni per sdoganare. Soprattutto contro il coro quasi unanime dei media e contro il basso profilo opportunista scelto in cambio di un piatto di lenticchie dagli ignavi che oggi reggono le sorti della Chiesa.

  6. EquesFidus scrive:

    Col cavolo.
    Né questo testo né il ddl Cirinnà sono sostenibili per un cattolico: possibile che abbiamo la memoria così corta da non ricordarci della 40/2004 sulla fecondazione assistita, votata e sostenuta dai cattolici (per quanto fosse immorale) in quanto ritenuta “male minore” e smontata a colpi di sentenze? O (per andare un po’ più indietro nel tempo) della 22/1978 sull’aborto, dove ci sono interi articoli mai applicati a favore di un abortismo sfrenato e dovuta al compromesso (guarda caso) coi democristiani? Il nostro no deve essere un no senza compromessi e senza cedimenti; tanto, se il mondo vuol fare una cosa la farà, ma almeno avremo mantenuto la nostra integrità di cattolici, la nostra testimonianza e la nostra anima.

  7. antonio scrive:

    PARVENU, impara un minimo di lessico e di onestà. le FAMIGLIE GAY esistono solo nella vostra fantasia e nel cervello delle galline della cirinnà. parlate di COPPIE GAY e stop. sui numeri ….chi ha cominciato per primo? da cofferati in poi…..comunque voi l’avete moltiplicato per dieci, gandolfini solo per 5. e abbi un po’ di rispetto per i bambini. non ti vergogni di sostenere personaggi come elthon john che comprano bambini solo perchè hanno i soldi? vergognati tu, non noi.

La rassegna stampa di Tempi
Pellegrinaggio iStoria-Tempi in Terra Santa

Tempi Motori – a cura di Red Live

Appassionati del pedale, delle 2 e delle 4 ruote, questa rubrica è per voi. Se non sapete cosa fare date un'occhiata. Se sapete già cosa fare potremmo farvi cambiare idea...

La nuova generazione della compatta francese riprende alcuni elementi stilistici della crossover C4 Cactus e può contare su possibilità di personalizzazione sconosciute al vecchio modello. Balzo generazionale quanto a infotainment e dotazioni di sicurezza.

Sono passati 30 anni dalla prima vittoria alla Grande Boucle. Per festeggiare l'evento il brand francese lancia un'edizione limitata di 200 esemplari della sua punta di diamante e un concorso fotografico sui Social

Ispirata nel design alla 911, la seconda generazione della berlina sportiva tedesca cambia tanto nell’aspetto quanto nel layout dell’abitacolo e nella meccanica. Top di gamma la Turbo da 550 cv. Debuttano il cambio PDK a 8 marce e l’assale posteriore sterzante.

Nata per le competizioni, si è evoluta attraverso cinque generazioni e 30 anni sino a divenire una berlina dal fascino unico, ideale punto d’incontro di performance e stile. Ecco la storia della BMW M3.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana