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Di nuovo in piazza contro le Unioni civili. “Il ddl Cirinnà è un progetto iniquo, ingiusto e inutile”

gennaio 11, 2016 Caterina Giojelli

Cosa prevede la legge, l’inganno dell’affido rafforzato e il sostegno dei vescovi. Intervista a Massimo Gandolfini, portavoce del comitato “Difendiamo i nostri figli”

Il 26 gennaio inizia al Senato la discussione sulle Unioni civili a partire dal testo Cirinnà. Già il 20 giugno 2015 il comitato “Difendiamo i nostri figli” aveva portato in piazza a Roma un milione di persone e ora che ci si approssima all’ora X, il comitato ha indetto una nuova manifestazione. La data precisa ancora non c’è, ma dovrebbe cadere tra gli ultimi giorni del mese e i primi di febbraio. Intanto, facciamo il punto della situazione con Massimo Gandolfini, portavoce del comitato.

Gandolfini, perché tornate in piazza? Cosa chiedete? 
Si torna in piazza per difendere la famiglia “società naturale fondata sul matrimonio” e il diritto dei bambini di avere una mamma ed un papà, proteggendoli da infami e becere alchimie ideologiche che vorrebbero un’omogenitorialità, che è innanzitutto contra la natura stessa. Si torna in piazza perché la politica, gli uomini che siedono in Parlamento, sono sempre più lontani e sordi rispetto al sentimento – cuore e mente – della gente comune che non crede in simile alchimie e non vuole infliggere ferite pericolose alla famiglia ed ai propri figli. L’autoreferenzialità della politica – truccata con frasi prive di ogni riscontro reale e vuote di ogni verità, quali: “le gente lo richiede”, “gli italiani attendono da anni” – rende indispensabile una nuova discesa in piazza: se chi ci dovrebbe rappresentare inventa linguaggi e teoremi estranei e menzogneri, tradendo di fatto l’onesta morale e civica del popolo, la vera democrazia e la giustizia sociale impongono di parlare in prima persona, ad alta voce, in mezzo ad una piazza, dove tutti possano sentire.

Quello sulla stepchild adoption, che legittimerebbe di fatto l’utero in affitto, è il passaggio più controverso della legge. Come si risponde alle critiche più mosse a sinistra, ovvero “la maternità surrogata non è materia che si dibatterà in aula”, “il ddl Cirinnà è solo un rimedio necessario a un vuoto legislativo”?
Va innanzitutto chiarito il concetto fondamentale: il ddl Cirinnà è un progetto iniquo, ingiusto ed inutile. INIQUO, perché tenta di omologare condizioni differenti nella forma e nella sostanza – matrimonio ed unioni civili – e che, quindi, proprio perché tali, vanno regolate in modo differente. Sono palesemente irrazionali, illogici e patetici i tentativi di far passare come identici il rapporto fra un uomo ed una donna e quello fra due persone di pari sesso. INGIUSTO, perché di fatto nega il primo e fondamentale diritto in gioco: il diritto del bimbo di avere una mamma ed un papà. Diritto naturale e atavico, inscritto nella storia dell’umanità, che nessuna ideologia deve e può violare. INUTILE, perché nessuno vuole negare i diritti civili legati alla persona che sceglie di vivere con altra persona di pari sesso. Questi diritti – peraltro già ampiamente riconosciuti e tutelati dal codice civile (altro che “vuoto normativo”!) non sono in discussione. Il tema è un altro, e sono i sostenitori stessi delle unioni civili a dichiararlo: omologazione completa con il matrimonio. Sulla “maternità surrogata”, che preferisco continuare a chiamare con il suo vero nome, cioè “utero in affitto”, che qualcuno ipocritamente definisce anche “gestazione per altri”, il mio giudizio è inequivocabile: si tratta di una pratica abominevole, razzista e neocoloniale in chiave XXI secolo, dato che si tratta di comprare il corpo di una donna indigente, che rischia anche di morire (come purtroppo la cronaca ci racconta) per soddisfare il “capriccio” di volere l’impossibile. Quando si fa la scelta di vivere una relazione omosessuale non si possono dimenticare le conseguenze e responsabilità che questa comporta, accettando quel semplicissimo principio di realtà per il quale il concepimento e la nascita di un figlio richiede una donna ed un uomo. Certo si può ricorrere alle alchimie della tecnoscienza, ma queste sono abissalmente lontane dalla naturalità dell’umano e sono anche laicamente immorali, nella misura in cui negano il vero bene di quel bimbo.

I cattolici del Pd sono decisi a far votare un emendamento per sostituire la stepchild adpotion con l’affido rafforzato. Di cosa si tratta e, soprattutto, si tratta di un compromesso?
L’articolo 5 del ddl Cirinnà prevede la cosiddetta stepchild adoption, cioè l’adozione da parte del convivente del bimbo biologico del partner (letteralmente, “adozione del figliastro”). Siamo assolutamente contrari ad una norma del genere, che condanniamo nell’ottica della difesa del diritto del bimbo a vedersi garantita la condizione più vantaggiosa per il suo accudimento e crescita. A tal fine, comunque, esiste un’istituzione specifica, il Tribunale dei Minorenni, ed una legislazione ad hoc, la legge 184/83, la cui funzione è proprio di decidere, caso per caso, quale sia l’ambiente di vita affettiva più idoneo al bimbo. E nella quale è già previsto l’orientamento a tenere nella giusta considerazione il principio della “continuità affettiva”. Ma c’è un passaggio previo che si dimentica, in particolare quando si tratta di coppia omosessuale maschile: se il bimbo non è frutto di una relazione eterosessuale precedente, non può che essere il “prodotto” dell’abominevole pratica dell’utero in affitto, realizzata in un paese ove è consentita. Di fatto, la stepchild adoption legittima quella pratica che la legge italiana condanna (legge 40/04). Sul piano culturale, come si può garantire e “sponsorizzare” per legge uno strumento che mercifica due esseri umani: il bimbo “comprato” (spesso su misura: scelta dell’ovocita, diagnosi genetica pre-impianto, aborto selettivo quando vengono impiantati più embrioni per garantire maggiore successo oppure aborto sic et sempliciter se il feto non è perfetto) e la donna ingaggiata a contratto? Non sono abituato ad usare espressioni forti, ma in questo caso è proprio necessario: è vomitevole solo il pensarlo. C’è chi sta pensando di risolvere il problema proponendo una forma giuridica “soft”, chiamata “affido rafforzato”: il bimbo viene solo affidato al partner, fino alla maggiore età, quando sceglierà in autonomia. In Veneto si dice che “il tacon s’è pegio del buso”. Ecco le ragioni: il regime che prevede l’affido familiare ha delle caratteristiche precise e rigorose che non hanno nulla che fare con la condizione propria di un’unione civile; l’affido è temporaneo e prevede il rapido rientro nel nucleo familiare d’origine: quale? Soltanto uno sciocco può non capire che si tratta solo di una “captatio benevolentiae”, un’esca, lanciata al mondo cattolico ed alla secolare tradizione italiana: meno scioccante e sconcertante, più soft ed innocua, più accettabile anche visceralmente… una trappola, in cui non si deve cadere. Se ad una coppia omosessuale viene dato il diritto di affido, ci vorranno forse due giorni per trovarci di fronte alla ben nota “magistratura creativa”, che sentenzierà a favore dell’adozione “piena e legittimante”. Con molto meno ciò è già accaduto. Se davvero ci sta a cuore il diritto/bene del bimbo, la massima protezione e prudenza è d’obbligo: nessun cedimento, nessun compromesso, nessuna ipocrisia.

Sul Post del 7 gennaio Ivan Scalfarotto cita Rosa Parks e il principio del'”Equal but separate”: «Gli afroamericani – scrive – potevano viaggiare sull’autobus con i bianchi, ma a condizione che si sedessero in posti differenti. Le unioni civili sono la stessa cosa: ti diamo lo stesso autobus (cioè gli stessi diritti), ma non ti puoi sedere insieme con gli altri (cioè i posti con l’etichetta “matrimonio” te li puoi scordare, per te ci sono le “unioni civili”). Uguali, ma separati». E ribadisce che il testo della legge rappresenta «un punto di equilibrio alto ma fragile. Un punto di equilibrio che bada alla sostanza, ma che ancora non coglie il punto centrale di questa battaglia civile e ideale». Qual è il messaggio? Si tratta solo di un primo passo? Sentenze come quelle di Melita Cavallo, la “giudice coraggio” che ha “spalancato le porte alla stepchild adoption”, (Repubblica 2 gennaio) non hanno già superato per via giudiziaria gli effetti del famigerato “compromesso”?
Ivan Scalfarotto ha il pregio della chiarezza e dell’onestà nel comunicare il proprio pensiero: il mondo gay militante vuole il matrimonio e, quindi, l’equiparazione completa – di fatto e di diritto – con la famiglia. Noi chiediamo che da parte nostra ci sia altrettanta chiarezza ed onestà, per un confronto leale, senza compromessi, sulla base dell’articolo 29 della Costituzione: la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio cui spetta una pienezza di diritti che ogni altra “formazione sociale” non può avere, in quanto strutturalmente ed ontologicamente diversa. Comunque, citando Rosa Parks, Scalfarotto fa un grosso autogoal: bianchi e neri sono assolutamente uguali, naturalmente, strutturalmente e – ancor più, se è mai possibile – ontologicamente. Il che certo non può dirsi per una coppia omosessuale: A+B (maschio A e femmina B) non è uguale ad A+A o B+B. Manca la complementarietà di due differenti che origina l’essenza di una coppia, e da cui scaturisce una nuova vita. Sulla giurisprudenza creativa ed invasiva terreni che non le competono (compito del magistrato è applicare la legge, non farla!) voglio solo aggiungere una constatazione. Corti giuridiche di livello vario sono riuscite scardinare una legge con paletti ben chiari e rigorosi come la legge 40 sulla PMA: è abbastanza facile immaginarsi che cosa accadrà il giorno dopo che venisse varata una legge che di fatto omologa le unioni civili al matrimonio e legittima l’affido rafforzato!

L’8 gennaio Repubblica titola “La Cei: no Family Day”, ricordando che i vescovi non aderirono alla manifestazione del giugno scorso. È così?
Repubblica, come tutto il mondo laicista, va a nozze (così restiamo in tema!) quando può screditare il mondo cattolico ed attaccare i vescovi. Stiamo ai fatti. Il Santo Padre con i suoi numerosi interventi sui temi della famiglia, del matrimonio e dei figli – anche quando era arcivescovo di Buenos Aires – ha espresso e confermato con chiarezza la secolare dottrina della Chiesa, che ogni vescovo locale ha quindi rilanciato. Il Papa ha anche scelto una strategia coraggiosa (propria di un uomo di grande fede): protagonismo diretto ai laici che non hanno più bisogno del “vescovo-pilota”. Così nasce il nostro Comitato. Stiamo percorrendo una unica strada, ma con specificità complementari, proprio come nel matrimonio: da una parte “dare voce a chi non ha voce” con eventi pubblici, popolari, coinvolgenti; dall’altra un grande lavoro culturale e formativo, magari poco visibile, ma non per questo meno ricco di valore. Due strade che non si annullano, bensì si implementano a vicenda. Differenti strategie, ma assoluta condivisione di valori e principi. Si ricordi, inoltre, che il nostro Comitato è apartitico ed aconfessionale, il che significa che ci rivolgiamo ad un mondo culturalmente e religiosamente molto variegato, che può non identificarsi nella Chiesa cattolica. Vorrei concludere con un grande appello: stiamo uniti, ritroviamoci in piazza, con tanti amici appartenenti anche ad altre fedi religiose e tanti altri “non credenti”: è in gioco l’umanità stessa e il “grido” deve essere alto, comune, perché deve raggiungere le orecchie indifferenti e sorde di chi ha il dovere di proteggere il bene comune, e non l’interesse bieco ed affaristico di lobby ideologiche.

Foto Ansa


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31 Commenti

  1. dudu scrive:

    i 5 stelle sono dei pirlazzi. Aspettarsi qualcosa di produttivo da quelli la dice lunga sul problema italiano. Perchè abolire il Vaticano?

    • giovanna scrive:

      DFTT
      (ENNIO-DUDU E SOLITA CALATA HORROR NICK DELLA TROLLONA )

      • Giannino Stoppani scrive:

        Neanche una polpettina al lassativo?
        Ah, già, è inutile, tanto questi postano bischerate pure da seduti sul vaso.
        Senza contare che la produzione superiore e inferiore grosso modo sarebbe la stessa.

    • Toni scrive:

      Ennio
      Non prendiamo nessuna batosta, comunque vadano le cose. Quello che cerchiamo di fare è di aiutare quelli come te a non radicalizzare il vostro fallimento umano. Avete una vita cosi triste ed inutile al punto da trovare vincente aborto, divorzio ed eutanasia che dovreste aspirare a qualche minuto di lucidità per trovare vergogna e pianto.

      • Toni scrive:

        Ennio
        Per vergognarsi ci deve essere un motivo. Tu di motivi nei hai un camion (con rimorchio a seguito). Il fallimento umano di chi trova gloria e piacere in atti di morte come l’aborto e l’eutanasia è rivoltante . Per cui ti restituisco il “pagliaccio” sottolineando che quella circense è un arte (i bambini ridono e gli adulti tornano bambini), tu invece, sei solo da torte in faccia.

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          Però, che cime, ragazzi!! Che noi non siamo mica dispiaciuti, Giò, del male che si fa in generale ai bambini da parte di CHIUNQUE ne sia il colpevole!! Ma va là, oi siamo dispiaciute solo per i piccoli trucidati nel seno materno e quelli dellìutero in affitto!!, che, scherziamo?

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          Però, che cime, ragazzi!! Che noi non siamo mica dispiaciuti, Giò, del male che si fa in generale ai bambini da parte di CHIUNQUE ne sia il colpevole!! Ma va là, oi siamo dispiaciute solo per i piccoli trucidati nel seno materno e quelli dellìutero in affitto!!, che, scherziamo?

          • underwater scrive:

            È gente che approverebbe tutto ed applaudirebbe pure, se a fare certe cose fossero ” quelli giusti”. Usano due pesi e due misure, come si è visto nei casi Polanski e Woody Allen.

            • giovanna scrive:

              Però, ragazzi, perché farci portare dove vogliono questi tizi squallidi ?
              Non è evidente che tentano di cambiare discorso , non avendo argomenti validi, perlomeno argomenti validi e umani ?
              DFTT !

        • giovanna scrive:

          Tanta fatica, Toni, per rispondere a della robaccia che in breve, come prevedibile, è stata cancellata.
          Non ti viene il sospetto di fare peggio, rilanciando l’immondizia, sia pure per evidenziarla come tale ?

          • Giannino Stoppani scrive:

            Ma guarda cancellando, che è fatto notorio da eoni che non solo il Paese, ma il mondo, che dico; l’universo intiero è “vostro”, ovvero dei bischeri.

            • Gastigamatti scrive:

              Il finale è veramente commovente. Mi scende la lacrimuccia.

              • giovanna scrive:

                Magari sono pesante, anzi senz’altro, ma lo vedete che a dar retta alla trollona si è persa ogni traccia dell’argomento e cioè dell’iniquità , dell’ingiustizia e dell’inutilità della legge Cirinnà ?

                Allora, si torna in piazza il 30 gennaio ?
                Per me organizzarmi è veramente arduo, ma ci sono ancora quasi tre settimane, chissà che non riesca !

          • Toni scrive:

            Mi colpisce il fatto che c’è gente che ricorre alla calunnia e che hanno la pretesa, nonostante gli insulsi mezzi a cui ricorrono, di riempirsi la bocca con la pretesa che dalla loro hanno “progresso”, “civiltà” ecc.
            Ammetto che sono troppo reattivo contro certa insolenza schifosa.

            • SUSANNA ROLLI scrive:

              Non mi spaventa la tua reattività, Toni, piuttosto sono basita dal “silenzio degli onesti” ( M.L.King)

              • SUSANNA ROLLI scrive:

                PS: del silenzio degli onesti in giro per il mondo, non intendo quelli che postano qui; chapeau a tutti coloro che qui si rendono disponibili difendendo la Verità !

  2. Menelik scrive:

    Adesso sarà prioritario andare a Roma.
    Bisogna mobilitarsi.
    Cosa vi avevo detto, che i troll vengono TUTTI dai 5 stelle?
    Un cattolico che votasse i 5 stelle è proprio tonto, non capisce niente.
    Dovrebbero capirla anche di scrollarsi di dosso il PD.

  3. Menelik scrive:

    Brava Giovanna, faglielo capire !
    Mollatelo quello lì, in attesa che venga cancellato.
    Ma lo capite che getta l’amo ed ogni risposta è un pesce che abbocca ??????????

  4. giovanna scrive:

    Naturalmente è la trollona “giovanna”, in una delle sue più vecchie e stantie interpretazioni , ad usare questo tono della “marcia su Roma ” : è difficile per la poverina pensare che qualcuno gratuitamente manifesti per un ideale.
    Ma è comprensibile, per una persona abbandonata a se stessa come lei , anche se non si sa se è sola per i suoi problemi psichici, o se ha problemi psichici perché è sola.
    In ogni caso, da compatire.

  5. Frank scrive:

    Ciò che ha intenzione di fare il governo Renzi è disgustoso, come lo sono anche quei pseudo cattolici che con una mano si fanno il segno della croce, e con l’altra (la sinistra) votano PD (o 5S, che in queste materie sono la stessa cosa).
    Il PD sta scardinando dalle fondamenta il nostro modello sociale: da una parte divorzio breve per indebolire ulteriormente la famiglia tradizionale, dall’altra matrimoni gay con adozione di bambini.
    E in mezzo il progetto di legge per legalizzare le droghe leggere.
    E tutto questo SENZA aver ricevuto il mandato politico dal popolo italiano…siamo messi peggio che in Bielorussia.

    • Luca scrive:

      Il vostro “modello sociale” è già stato scardinato da tempo. Non dalla politica, ma dalla realtà.
      Le leggi civili non devono fare altro che adeguarsi, seppure sempre con molto, troppo ritardo.
      E ciò comunque non vi impedirà di continuare a sostenere e promuovere il vostro “modello sociale”, chissà che un giorno non torni di moda.

      • Gastigamatti scrive:

        In realtà per chi sguazza nel male e nell’ipocrisia foraggiati dal potere diventa in ogni caso intollerabile la testimonianza di vita del cristiano, come dimostra il caso dell’eutanasia in Belgio.

      • Toni scrive:

        Luca
        Spero che la “realtà” non approdi al matrimonio tra persone e capre e non verrai a criticarci perché non ci adeguiamo ed, anzi, insistiamo su un “modello sociale …già scardinato da tempo”. Sono sicuro che tu sarai comunque sempre all’ultima “moda”.

        • Luca scrive:

          No guarda, io sono tutto tranne che “all’ultima moda”, anzi chi mi conosce, mi definisce un “tradizionalista”.
          E’ solo che non sono così arrogante da pretendere che la società intera si uniformi ai miei valori.
          Mi basta (e avanza) che mi si consenta di vivere nel modo che io ritengo essere “giusto”.
          Gli altri facciano pure come vogliono.

      • giovanna scrive:

        DFTT
        (LUCA, concetto espresso milioni di volte da Filomena in giù )

  6. Luigia scrive:

    Sono favorevole alla nuova manifestazione bravi.

  7. Giovannona scrive:

    I troll hanno preso il nick in affitto e vogliono adottare le Giovanne contro natura!

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