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Croazia, domenica si vota per definire il matrimonio come unione fra uomo e donna

novembre 28, 2013 Redazione

Secondo i sondaggi sono in vantaggio i “sì” col 68 per cento dei consensi. Chiesa e partiti conservatori hanno raccolto le firme per evitare future aperture alle nozze gay «come in Francia»

Se quanto scrivono i giornali croati in questi giorni sarà confermato anche dalle urne, il referendum di domenica che propone una definizione del matrimonio, attualmente del tutto assente nella Costituzione, come «un’unione tra un uomo e una donna», dovrebbe passare. A pochi giorni dal voto, la stampa del Paese balcanico ha pubblicato una rilevazione demoscopica che dà il “sì” in netto vantaggio al 68 per cento, staccando di gran lunga il “no” (27) con ancora un 5 per cento di indecisi.

IN DUE SETTIMANE, 700MILA FIRME. Per la Croazia sarà la prima votazione referendaria organizzata su iniziativa popolare da quando è una nazione indipendente, e si lascia alle spalle un iter cominciato lo scorso maggio, quando l’organizzazione U ime obitelji (“Nel nome della famiglia”) ha raccolto quasi 780 mila firme in appena due settimane, il 20 per cento dell’elettorato e quasi il doppio delle 450 mila sufficienti per chiedere l’indizione di un referendum. Così, dopo il controllo della regolarità delle sottoscrizioni, il Parlamento di Zagabria a inizio novembre ha accolto la proposta del referendum con 104 voti a favore e 19 contrari, fissando la data per l’1 dicembre 2013. Ciò che ha spinto le associazioni a muoversi preventivamente sul tema, raccogliendo firme per tutelare il matrimonio tra uomo e donna, è evitare che la Costituzione croata vada verso un’apertura alle unioni omosessuali, «specie dopo che questo è accaduto in Francia».

I TENTATIVI DEL GOVERNO. Gli elettori che spingono per il “sì” sono sostenuti dai partiti di centrodestra e dalla Chiesa. Per il “no” si sono schierati i socialdemocratici e la sinistra parlamentare che regge il Governo, che in questi mesi le ha provate tutte per evitare il referendum. Come spiega Josip Horvatiček su La Nuova Bussola Quotidiana, prima si è tentato di indire un ulteriore referendum per decidere se considerare valida la proposta referendaria di “Nel nome della famiglia”, poi hanno pensato all’eliminazione della norma che non fissa alcun quorum per i referendum, incappando però nel “no” dell’opposizione di centrodestra. In seguito, il Governo si è rivolto all’Unione Europea per chiedere un parere sul tema: da Bruxelles, però, non hanno potuto far altro che ribadire come le leggi sul matrimonio siano di esclusiva competenza degli Stati. E infine, ultimo tentativo bloccato però dalla Corte Costituzionale, hanno provato a rendere puramente consultivo il referendum di domenica.
Intanto Hannes Swoboda, presidente del Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, scongiura ancora una vittoria del “sì”, e si augura che il popolo croato non ceda «alla discriminazione con politiche arretrate. Non vi è alcun motivo di introdurre un emendamento costituzionale sul matrimonio per rendere più difficile il passaggio della legislazione LGBT-friendly in futuro».

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38 Commenti

  1. Poveritalia says:

    Dobbiamo attivarci per impedire questo scempio!

  2. Cisco says:

    Grande popolo croato.

  3. francesco says:

    figo, in quanto a leggi siamo a pari merito con i paesi islamici, la russia e parte dell’europa dell’est (solo in parte perché una parte ci supera)… perhè non mettiamo il carcere per chi non va a messa?

    • malta says:

      tra poco metteranno in carcere chi ci va, soprattutto quando ci sono le letture di san Paolo

    • giovanna says:

      Caro Francesco, purtroppo tocca scrivere nero su bianco che il matrimonio è tra un uomo e una donna, non basta più osservare la realtà, come nascono i figli, cosa sia l’essere uomo e l’essere donna, perché poi va a finire che i bambini vengono venduti su catalogo e non è bello.
      Il tuo commento, poi, è becero.
      Rinnovo il mio appello: possibile che non si sia mai appalesato un gay con testa e cervello, che non sia di un livello umano e culturale che non si possa definire più che scadente?
      Voglio dire, l’impressione è che facciate i turni per commentare su tempi, ma fate scrivere uno un pò brillante, un pò acuto, un pò acculturato…se c’è !
      Devo dire la verità, gli unici interlocutori interessanti sono state delle persone omosessuali che hanno scritto spontaneamente, ma questi ideologizzati in missione per il gender…una pena !

    • beppe says:

      francesco, sei così ottuso che non ti rendo conto che quando si è costretti a DEFINIRE PER LEGGe COSA SIA IL MATRIMONIO significa che si è smarrito il senso dell’umano e ci si incammina verso la barbarie.

      • Paolo says:

        la barbaria semmai è negari i diritti a coppie e famiglie solo in virtù di infondate credenze confessionali…
        Se ne faccia una ragione nonb è la sua ideologia religiosa a poter definire qual’è il corretto senso umano

        • Giorgio says:

          Le “infondate credenze confessionali” non c’entrano nulla.
          La realtà la si può conoscere usando la ragione: le unioni omosessuali non possono costituire una famiglia, ma al massimo possono realizzarne un penoso surrogato.
          E’ l’ora che gli omosessuali riconoscano le loro reali specificità e abbandonino “falsi miti di progresso”.

      • francesco 2 says:

        beppe cavolo ma un Ryanair te lo potrai permettere no? via a vedere uno dei tanti paesi dove il matrimonio gay funziona da 10 anni e vedrai che non cambia nulla se non per i gay, nessuna aberrazione, nessun atto barbarico, nessun cane a tre teste o cose così.
        invece di vivere su bizzarre idee che vi siete fatti chissà come andate a vedere: tutti paesi normalissimi con i suoi alti e bassi e i suoi problemi, come l’italia ma con un problema in meno per i cittadini gay

    • mike says:

      nei paesi islamici li ammazzano senza tanto discorrere. da noi non mi pare, e se qualcuno crea sempre più casino sono loro. poi se provi a chiedere loro “sapete dimostrare che omosessuali si nasca?” tanto non rispondono nulla. provano solo a chiedere una legge contro la libertà di espressione. ed allora… chi sarebbe a pari merito (mutatis mutandis) coi paesi musulmani?

      • francesco 2 says:

        accidenti è vero siete bravissimi perché vi limitate ad offendere e non ci ammazzate, accidenti che buoni che siete. che cristiani devoti.
        io ero omosessuale a 3 anni, ero attratto solo dai ragazzi, non so se ci sono nato ma è successo nei primi anni di vita.
        legge contro la libertà di espressione? quale quella che già esiste per donne, neri ed ebrei che vorremmo solo fosse estesa anche a noi?
        ma perché tu e tutta la tua chiesa non andate a vivere in islam, dite le stesse cose tanto

  4. francesco says:

    il matrimonio è come ogni altra cosa ciò che tu decidi di chiamare il matrimonio. se decidiamo si chiamare matrimonio una strada e siamo tutti d’accordo non finisce ne mondo ne società.
    il punto è che queste leggi che voi amate tanto in verità proliferano e sono caratterizzanti di paesi sottosviluppati, arretrati e spesso governati da regimi

    • francesco says:

      scusate volevo solo puntualizzare che il fatto di chiamare matrimonio quello che vuoi è inteso nel senso che per me è un contratto di reciproco soccorso tra due persone che decidono di camminare assieme, ma capisco che per voi invece è più vicino al significato di concepimento… voi lo intendete in quel modo e io in un altro, ma voi vi siete presi il diritto di decidere anche per me e di chiudere le porte ad ogni discorso… anche se ci sono evidenti necessità di carattere anche pratico di una legge un po’ più di ampio respiro.

      e non dite che queste necessità non ci sono perché 1 tutto il mondo civilizzato le ha riconosciute e ha preso provvedimenti e 2 spetta alla minoranza alla quale è negato un mezzo legale dire se quel mezzo gli sarebbe utile

      • Giorgio says:

        Nessuno decide per te, è la realtà delle cose che lo fa.
        Non si possono piegare i fatti alla volontà, anche se, come dici tu, ci si mettesse tutti d’accordo.
        Decidiamo che oggi, invece che il ventinove novembre, è il dieci di luglio e andiamocene tutti al mare in costume, poi vedi se basta mettersi tutti d’accordo per non prendere la polmonite.
        E poi, se tu riduci il matrimonio ad un “contratto di reciproco soccorso” eliminando completamente l’aspetto della filiazione, allora si potranno sposare tra loro anche le suore di una Badia, in modo da garantirsi, ad esempio, la reversibilità della pensione praticamente all’infinito.
        La verità è che si vuole snaturare il matrimonio per distruggere la famiglia come soggetto economico e sociale, perché ciò fa comodo a qualcun altro.
        Perché altrimenti non si pensa ad inventarsi un istituto giuridico specifico per delle specifiche prerogative invece che violentare quello pensato per regolare la famiglia?
        Che senso ha, per i gay, proclamarsi fieri della propria diversità per poi voler per forza realizzare ridicole e, allo stesso tempo, penose imitazioni delle famiglie tradizionali?
        Ci sarà qualche omosessuale abbastanza intelligente da porsi questi quesiti?
        Ai posteri l’ardua sentenza.

        • francesco says:

          Giorgio la realtà dei fatti è che io vivo con un uomo e che il mio desiderio sarebbe difenderlo economicamente ora come dopo la mia morte. la realtà dei fatti è che cose come:
          reversibilità della pensione
          reversibilità del contratto di affitto
          ricongiungimento famigliare (uno dei due è straniero e vuole vivere in italia)
          eredità
          sconti fiscali dovuti da un unico 740
          e moltissime altre cose simili non hanno nulla a che vedere né con la TUA idea di natura né il mio accesso ad una legge semplice che le riunisca in un unico pacchetto lederebbe in alcun modo la tua libertà di culto religioso.

          imitare la famiglia tradizionale? nessuna imitazione problemi identici soluzioni identiche. un contratto tra due persone che sancisca un po’ di diritti e doveri della coppia

          • Giorgio says:

            Ma caro, tu non vuoi diritti, ma il “paese dei balocchi” tutto intero!
            E tu e il tuo “compagno”, cosa diavolo date in cambio allo Stato?
            Spiegaci dunque per quale motivo di tutto il ben di Dio che pretendi non ne dovrebbero godere anche due fratelli, una comunità di suore e i soci di una bocciofila?
            E poi, il conto, chi lo paga?
            Mandiamo la gente in pensione a ottant’anni perché il tuo compagno possa godere della sacrosanta reversibilità della pensione?
            Roba da matti!

            • paolo says:

              Scusa Giorgio … Francesco e il suo compagno lavorano, contribuiscono al miglioramento dell’economia, pagano le tasse (anche per i tuoi figli) etc e lo fanno per tutta la vita ….
              e secondo te NON danno nulla allo stato !?
              Bene allora tanto vale dire che per essere cittadini Italiani devi essere sposato ed avere figli gli altri sono inutili scarti della società che potrebbero essere eliminati.

              • Giorgio says:

                Ah, ecco, pagano le tasse, e allora…
                Chi paga le tasse fa solo il proprio DOVERE di cittadino!
                Io non sono sposato e non ho figli, eppure pago fior di tasse!
                Tuttavia non sono abbastanza scemo da pretendere dallo Stato lo stesso trattamento di chi si è assunto pubblicamente l’impegno di creare una unione stabile dove sia possibile generare, allevare ed educare dei figli nel modo più consono alla loro crescita come individui e come cittadini!
                Basta col paese dei balocchi!
                E’ finita la cuccagna!
                O ancora non ve ne siete accorti!?

                • francesco 2 says:

                  Giorgio ma sei fuori?
                  la cuccagna? quando ci sarebbe stata per i gay la cuccagna?
                  quando ci ammazzate di botte per strada? oppure quando fino a 30 anni fa la polizia neanche si prendeva la briga di prendere la denuncia?
                  i vostri figli sono pagati con le tasse dei single (se non lo sai i single pagano in quanto tali molto di più) e noi gay passiamo per single anche quando non lo siamo.
                  allora togli questi diritti alle donne che per via di una malattia hanno perso l’utero o agli uomini che hanno perso i testicoli, o chiunque sia definitivamente sterile. una coppia con lei senza utero ha le stesse probabilità di una coppia gay di procreare.
                  io se mi dai la possibilità pubblicamente l’impegno di formare un unione me lo prendo e forse mi prendo anche il compito di allevare un figlio non ti preoccupare

            • francesco 2 says:

              Giorgio invece tu che cosa hai fatto per “meritarti” questi benefici?
              io pago le tasse lavoro e contribuisco come chiunque altro. che t sei meglio perché hai fatto dei figli? una persona ora ha tanti più diritti quanto più si riproduce, bene portami tua mogli faccio anche io un figlio con lei così ho procreato e posso poi accedere ai tuoi stessi diritti. felice?

              • Giorgio says:

                Quando avrai smaltito i sintomi dell’attacco isterico ti potrai accertare, leggendo quanto ho scritto, che io ho chiaramente ammesso di NON essere sposato e di NON avere figli.
                Ciononostante pago le tasse dovute che lo Stato ricambia con i servizi pubblici resi al sottoscritto in quanto cittadino.
                Tu, dunque, oltre a non saper leggere l’italiano, non sei neanche in grado di distinguere tra diritti e i doveri dei cittadini e i privilegi assurdi che tu, spacciandoli per diritti, pretendi in cambio di null’altro che non sia il soddisfacimento delle tue personali esigenze, che peraltro sono pure perlomeno discutibili sul piano morale.
                Ti conviene imparare a leggere, così hai modo di approfondire l’argomento ed evitare, in futuro, si scrivere castronerie.

      • Tommasodaquino says:

        ok quindi la definizione delle cose è data dal “nel senso che per me è”. Il soggetto non è più scopritore della realtà ma “definitore” della realtà. La più grande bugia di tutti i tempi. Ma i regimi totalitari non avevano fallito meno di un secolo fa e ci siamo già dimenticati dell’orrore?

        • Paolo says:

          Esatto…osservi la realtà per quella che è e scoprirà (un pò tardi) che l’omosessualità è un normale e naturale orientamento sessuale come dimostrato da anni scientificamente.
          Se poi ciò non è conforme a ciò che vorrebbe imporre le ideologie confessionali tanto peggio per loro!

          • Aldo e Giovanni says:

            Ma no, Paolo, la realtà dice che siamo maschio e femmina e che la normalità sessuale è l’attrazione verso l’altro sesso. Il resto è ideologia del gender.

            • Paolo says:

              Mi avete convinto. In effetti è proprio così. Mi sbagliavo. Mi scuso anche con Tommasodaquino.

              • giovanna says:

                Ebbasta ,”paolo “, con questo trollaggio: avete stufato ! Il gioco è bello quando è corto ! E io mi chiedo: cui prodest ??? E se un atteggiamento non giova a niente, sarebbe meglio abbandonarlo ! Ma se c’è un motivo di utilità che puoi spiegare, ben venga !
                ( anche se a dire il vero , data l’inconsistenza e il linguaggio monotono ai limiti dello psicotico , anche l’originale ci mette del suo per passare da troll fatto e finito !)

        • francesco 2 says:

          tommaso la tua è cattiva fede, una rosa ha lo stesso profumo pure se la chiami con un altro nome, tutto qui. non mi interessa di parlare di lingua italiana, ma di leggi. sveglia tommaso la sveglia ha squillat

      • Carlo says:

        @ Francesco: “mondo civilizzato” del quale, suppongo, faccia parte anche il Belgio, con la legge folle che sta passando in questi giorni. O come tutti i paesi che verosimilmente adotteranno gli standard europei per l’educazione sessuale, che sono una cosa aberrante.
        Credo che resterò “incivile” fino alla morte. Saluti.

        • francesco says:

          spero tu ti trasferisca presto in Russia o in arabia saudita dove le tue idee sono valorizzate e portate ad esempio.
          qui una lista di paesi dove le coppie LGBT possono o sposarsi o almeno unirsi:

          Paesi Bassi
          Belgio
          Spagna
          Norvegia
          Svezia
          Portogallo
          Islanda
          Danimarca
          Francia
          Regno Unito

          Canada
          Stati Uniti d’America (14 stati)
          Aruba e Antille Olandesi
          Città del Messico (Distretto Federale)
          Argentina
          Brasile
          Uruguay

          Sud Africa

          Nuova Zelanda

          • giovanna says:

            E vogliamo fare un elenco di paesi in cui è permesso comprare bambini? Toh, coincide quasi perfettamente col tuo , a breve si cercherà di farlo coincidere del tutto, ma certo lo schiavismo è una sciocchezzuola.
            Bè, veramente su Aruba non sono molto ferrata, e manco sul Sud Africa,ma temo che in maggioranza nel mondo ( quanti stati hanno, giusto, gli Stati Uniti ? ) ancora si riconosca che l’unione tra un uomo e una donna è molto diversa da una contraffazione ideologica, che come prime vittime fa i bambini e inevitabilmente fa soffrire tutta la società.
            E sarà un caso che quei paesi citati vedono la disgregazione della famiglia, aumento dei divorzi e delle separazioni, abbandono dei figli e degli anziani, aumento dei suicidi, aumento della disperazione e dell’indifferenza, aumento della povertà, aumento degli aborti e dell’eutanasia….grandi prove di civiltà. Come il Belgio, dove sarà possibile uccidere i bambini malati. Bellissimi esempi, veramente società evolute: le chiacchiere stanno a zero.
            Guarda, su questa strada non arrivi da nessuna parte.
            E comunque nessuna legge potrà far mai nascere un bambino da due uomini o due donne, spero che nessuna legge impedirà di poterlo affermare.

            • francesco 2 says:

              giovanna come mai non capisci che qui di ideologico non c’è nulla. io ho dei problemi con il mio convivente che vorrei risolvere, purtroppo l’unico modo per farlo è tramite una legge seria. visto che altre centinaia di persone sono nelle mie condizioni non vedo quale sia l’impedimento a darmi un documento che riconosca i diritti e doveri fondamentali di una coppia sia etero che gay

            • francesco says:

              giovanna lo scenario apocalittico che tu descrivi non si vede assolutamente in nessuno dei paesi che ho messo nella lista. in olanda, in spagna o in francia per i non gay dalla legge sul matrimonio sessuale non è cambiato assolutamente nulla… prendi un aereo e vai a vedere con i tuoi occhi invece di crearti teorie apocalittiche strampalate. ci sono i low cost, vai e vedi come in olanda dopo 10 anni che i gay si sposano e 30 che si uniscono in coppia la società nel complesso non è cambiata in nulla… a parte ovviamente dei gay che sono più felici.

              sei ridicola quando dici cose come “paesi citati vedono la disgregazione della famiglia, aumento dei divorzi e delle separazioni, abbandono dei figli e degli anziani, aumento dei suicidi, aumento della disperazione e dell’indifferenza” questo non ha nessun riscontro con nessuna fonte se non la tua testolina… cerca su internet nessuno dei migliaia di istituti statistici hanno visto nulla di quello che tu dici.

              ripeto vai li e vedi con i tuoi occhi che un viaggetto ti fa bene e leggiti gay.it quotidianamente così almeno ti informi circa quello di cui parli

              ps in america 14 sono gli stati che hanno il matrimonio gay, ma che stiamo facendo il gioco di tu hai sbagliato questo, tu hai sbagliato quello per denigrare l’altro? ma dai fai la seria una volta

          • mike says:

            paesi bassi, belgio, Norvegia, svezia, Danimarca, francia, regno unito. sono anche paesi dove c’è stata, ossia permessa se non proprio stimolata, una grande immigrazione musulmana. il futuro come lo vedi per il matrimonio gay in questi paesi? sai com’è… la cultura musulmana è prolifica, quella omosessuale no (anche i cosiddetti figli degli omosessuali non per forza sono omosessuali). giudica tu… se forse è stato tutto un caso che in molti paesi europei gli omosessuali possono sposarsi ma ci sono molti musulmani.
            NB: francesco te lo dico chiaramente, che mi pare giusto. ossia una cosa è certissima: di voi al potere laico non gliene può fregare di meno. solo che ora fate comodo per cercare di distruggere la fede cristiana. non a caso vi hanno preparato, per quando non servirete più, la sorpresa musulmana… che certo è stata preparata anche per i cristiani. ma quando lo capirete?

            • francesco 2 says:

              che al potere laico di noi non frega nulla sono d’accordo ma c’è da dire che al potere frega solo del potere.
              per quanto riguarda il fatto che non siamo prolifici ti sbagli, nel mondo c’è una percentuale costante del circa 7% di gay, quindi magari non nostri figli (che non ho nessun particolare desiderio siano gay, ma piuttosto li vorrei felici) ma comunque la comunità lgbt è molto prolifera…sopravvivessero 100 persone in tutto il mondo, 7 sarebbero cmq gay.
              quei paesi che tu citi sono ancora di più da ammirare perché sono riusciti a concigliare una forte immigrazione da paesi omofobi con una giusta politica tesa a diminuire le differenze sociali tra gay e etero…
              loro ci sono riusciti al punto che con tutti quei mussulmani il matrimonio gay è divenuto cmq una realtà. la formula per i governi sarebbe pure semplice: non ascoltare le persone “ispirate” dalla religione in certe questioni e lascia che pratichino la loro religione nei limiti della loro esistenza e non di pretendere di influenzare l’esistenza altrui.
              ma non potreste semplicemente praticare le vostre religioni nel privato o con chi condivide il vostro credo invece di voler imporre il vostro modo di vedere il mondo a tutti attraverso le leggi? cosa farete poi? metterete in galera chi non va in chiesa?

              • Giorgio says:

                A quanto si vede non solo non sai leggere, ma non sai neanche scrivere in maniera intelligibile.
                Iscriviti a una scuola serale, così magari impari anche un po’ di educazione civica.

          • Carlo says:

            @ Francesco: 1) adesso te lo rispiego con parole semplici così forse (e dico forse) ci arrivi: i tuoi criteri per dividere il mondo tra paesi “civilizzati” e “non civilizzati” lasciano il tempo che trovano, visto che tra quelli “civilizzati” stanno introducendo cose come quelle che ho citato, e nelle quali evidentemente non vedi nulla di strano (ammesso che tu sappia di cosa parlo). In effetti, alla fine i tuoi criteri si riducono ad uno solo: approvare o meno i matrimoni gay. Vabbé. 2) Devi conoscermi molto bene per poter dire che “le mie idee” sono portate ad esempio in Russia ed Arabia Saudita. Oppure hai scritto una c*****a. Penso sia giusta la seconda. 3) Potrei andara davvero in Russia. Oppure potresti andare tu in Nuova Zelanda.

  5. emanuele says:

    E’ una idea ottima. Mettiamolo anche noi nella nostra costituzione. Saremo al riparo dalle Lobby Gay e dalla tentazione dei partiti di calarsi le brache (già vanno sempre mezzi sbottonati).

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