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Cinema di famiglia, l’Italia raccontata dai filmini amatoriali

febbraio 7, 2012 Paola D'Antuono

Un progetto ambizioso per recuperare la memoria storica del nostro paese attraverso filmati casalinghi da restaurare e digitalizzare. Tavagnacco, nel Friuli, è il primo paese che ha aderito all’iniziativa e ha recuperato la sua storia grazie alle dodici ore di girato donati dai suoi cittadini

Siamo diventati tutti reporter, spettatori dall’occhio che registra in qualsiasi occasione, anche mentre un’imponente nave da crocera sta affondando. Nel 2012 un telefonino con una videocamera non si nega a nessuno, la tecnologia è diventata sempre più accessibile ed economica. E pensare che solo vent’anni fa per riprendere una giornata al mare, una festa di paese, un compleanno, il primo bagnetto del primogenito o un pic-nic in montagna bisognava organizzarsi bene, avere una Super 8 o una di quelle videocamere amatoriali, che a vederle oggi ci sembrano enormi e vecchissime. Gia, vecchissime, ma quelle videocamere nascondono ancora oggi un tesoro che vale la pena recuperare, perché la tecnologia corre veloce e presto potrebbe diventare impossibile guardare ancora i filmini delle famiglie italiane di un tempo. Il progetto Cinema di famiglia nasce proprio con questo intento, creare un enorme archivio multimediale per preservare la nostra memoria storica, trasformare in digitale i ricordi di una nazione attraverso filmati amatoriali, girati tra la gente che sorride entusiasta davanti a chi la inquadra con quell’oggetto misterioso e irresistibile in grado di registrare una presenza che, a differenza della fotografia, si muove e agisce nello spazio.

Un’operazione molto più che ambiziosa, organizzata in collaborazione con le amministrazioni comunali e le associazioni che operano sul territorio e che ha, tra gli obiettivi, quello di coinvolgere il più possibile le comunità locali. Com’è successo a Tavagnacco, cittadina di quindicimila abitanti in provincia di Udine. L’intero paese ha partecipato attivamente all’iniziativa promossa da Cinema di famiglia. I cittadini hanno messo a soqquadro cantine, garage, vecchi bauli pieni di ricordi di famiglia per recuperare le bobine di filmati girati tra gli anni 50 e gli anni 70. Sono stati raccolte ben dodici ore di riprese che vanno dal 1957 al 1976 e i filmati recuperati sono stati sottoposti a restyling e montati armonicamente con l’obiettivo di farne un documentario di sessanta minuti che racconti la comunita di Tavagnacco, un paese nato agricolo che ha subito una forte industrializzazione e che, secondo quanto affermato dal suo sindaco Mario Pezzetta, ha bisogno di ritrovare il senso della sua storia e del cambiamento che n’è derivato.

I filmati raccolti sono documenti eccezionali che mostrano la felicità delle famiglie alla festa di paese, le prime comunioni dei bambini, le gite fuori porta della domenica, le partite di calcio – maschile e femminile – o il “derby della risata”, un gioco in cui vinceva chi faceva ridere di più, senza dimenticare le terribili immagini del terremoto che ha colpito il Friuli nel 1976 e che mostra una città distrutta e tutta da ricostruire. A tutti i cittadini che hanno contribuito alla creazione dell’archivio storico del paese sono stati restituiti i filmati sia in versione originale che in formato digitale, che consentirà di poter conservare ancora a lungo le immagini del passato. Il progetto intanto continua, chissà se dopo aver saputo di Tavagliacco altri comuni italiani decideranno di recuperare la loro storia attraverso quegli oggetti custoditi nel fondo di un cassetto, così obsoleti ma così ricchi di memoria.
Twitter: @paoladant

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