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“Centocinquanta” e “Il Senso della vita” fanno flop: la tv è alla frutta?

aprile 8, 2011 Carlo Candiani

Cosa si nasconde dietro i numerosi flop di “Centocinquanta” e “Il senso della vita”? Rai e Mediaset faticano a trovare la formula giusta. Ma poi, esisterà davvero il segreto del successo?

Le cronache e i commenti sulle pagine degli spettacoli sui quotidiani ce lo segnalano impietosamente: la tivu’ generalista italiana sta vivendo una stagione di flop, veramente preoccupante: le ultime vittime del disinteresse del pubblico sono Paolo Bonolis e il suo “Il senso della vita” e  l’improponibile duo Baudo & Vespa de “Centocinquanta”. Certo, sarebbe facile, scrivere pagine di argute ragioni per il mancato successo di pubblico di queste due trasmissioni, ma una domanda ci assale: ma è ancora così importante la televisione nella nostra routine quotidiana?
Se togliamo il calcio, qualche buon reportage giornalistico e le pochissime fiction di qualità, cosa ci può più interessare dell’attuale offerta televisiva?
L’ennesimo talk politico fazioso?
L’abberrante ripetersi dei reality?
Lo stanco avvicendarsi dei comici nei format alla “Zelig”?

Forse è una questione di qualità o forse non è più adeguato decretare il successo di un programma dal numero di milioni di spettatori. Il panorama delle reti e dei canali non si conta più sulle dita di due mani ma, con l’avvento del satellitare e specialmente del digitale free, è aumentata l’offerta a dismisura che ha spezzettato la scelta da casa. Forse non è disaffezione, forse è disorientamento.

 

Eppure uno dei più grandi successi della stagione, il “Vieni via con me” di Fazio & Saviano, ci ha ricordato che, nonostante tutto, la militanza politica in questo benedetto Paese è ancora viva e vegeta ed è capace di terremotare l’auditel anche con prodotti che sono palesemente arruffianati al “politically correct”. E ancora una volta, il successo di una capacità di comunicazione pervasiva e persuasiva è decisamente e inaspettatamente in mano, a quel partito culturale che più sentenzia sull’egemonia del berlusconismo: quello della Sinistra salottiera, che con prosopopea e puzza sotto il naso, pretende di indottrinare il pubblico televisivo, reiterando i soliti luoghi comuni, sordi ad ogni possibile onesto confronto.
E’, ancora una volta, una questione di educazione alla critica, della quale la platea televisiva è stata defraudata e, solo Dio sa, come potrà essere riconquistata.  

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