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Catalogo Ikea. Dove sono le paladine piazzaiole di “se non ora quando?”

ottobre 3, 2012 Redazione

Souad Sbai: «Il silenzio delle pseudofemministe è tanto grave quanto la decisione di Ikea di eliminare le donne dai cataloghi per l’Arabia Saudita»

 «Le scuse, oltre ad essere tardive, sono totalmente inutili. Non si può cancellare la donna dalla realtà e poi chiedere scusa, rendendo tutto ancor più grottesco di quanto già non sia. Ma la cosa ancor più grave è che le paladine “piazzaiole” dei diritti delle donne non abbiano battuto un colpo sulla vicenda Ikea in Arabia Saudita. L’ennesima vergogna del silenzio assenso dei diritti venduti al dio denaro».

Così l’onorevole Souad Sbai commenta l’eliminazione delle donne dai cataloghi Ikea per l’Arabia Saudita, per cui l’azienda ha inviato ieri sera le sue scuse.

«Non accetto scuse da chi prima abbassa la testa e poi tenta di rifarsi una verginità con due paroline smielate. Del resto – attacca Sbai – le pseudofemministe ci hanno abituato a vedere che le donne si devono accontentare della caramellina, dopo aver bevuto l’acido. Questo silenzio è tanto grave quanto la decisione di Ikea di eliminare le donne dai cataloghi per l’Arabia Saudita, perché legittima tale scelta sulla testa delle donne di tutto il mondo. Ma chi si permette di ricordare all’Arabia Saudita che questo è in contrasto non solo con il pensiero di Ikea ma soprattutto con i diritti umani? Nessuno, tantomeno chi sponsorizzava il ritorno del radicalismo salafita nei paesi arabi; anzi – chiosa Sbai – forse oggi sarà anche contento di veder realizzato il suo delirio multiculturalista femminicida, un crimine contro l’umanità. Alle donne dico: qualche weekend senza passare per certi negozi non sarebbe un cattivo messaggio, almeno fino a che Ikea non avrà ritirato tutti quei cataloghi dall’Arabia Saudita, comprendendo davvero la gravità di quella scelta e tutte le sue potenziali conseguenze per le donne».

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2 Commenti

  1. emanuela says:

    beh…bisogna un attimo capire che scendere in piazza per quelli dell’Arabia Saudita non è cosa che valga la pena.Si sa oramai da decenni la condizione delle donne in quello Stato ma nulla è cambiato quindi perchè perdere tempo. Io spero solo che sti qua sti estinguano dalla Terra e facciano posto e spazio a persone più illuminate e sensibili

  2. Mappo says:

    In Arabia Saudita non c’è al governo Berlusconi, quindi le “libere” e “indipendenti paladine del “Se non ora quando” dei diritti delle donne saudite se ne fottono. Anzi credo che se anche IKEA togliesse ogni donna anche dal catalogo italiano le sunnominate se ne fotterebbero allo stesso modo. Tanto le benestanti paladine della dignità femminile a corrente alternata sono troppo chic per entrare in un posto così plebeo come IKEA , loro se hanno bisogno di un divano se lo fanno preparare come pezzo unico, in pelle umana, da qualche designer di grido, mentre la patetica suora che blaterò dal palco invece si fa fare gli inginocchiatoi per pregare direttamente da Calatrava e il vescovo Mogavero gli abiti da messa da Armani. E’ la stessa cosa che succede in Siria, i nostri pacifinti appurato che li non ci sono né israeliani né americani hanno deciso che i siriani possono morire, possibilmente senza disturbarli troppo. Del resto se uno è così cretino da farsi ammazzare non dico da un israeliano, ma neppure da un americano cosa pretende e poi ora ci sono le piogge autunnali e scendere in piazza per protestare potrebbe esporre a qualche malanno o rovinare il capo firmato…..

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