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Canada: «Ci hanno imposto una legge che obbliga le scuole religiose a istituire club Lgbt»

marzo 14, 2015 Benedetta Frigerio

Se in classe si parlerà di teoria gender non sarà ammessa nemmeno l’esenzione. Intervista a Donna Trimble, leader dell’associazione “Parentes for choice in education”

Christopher Street Day Pride Parade in MunichD’ora in poi tutte le scuole cattoliche, protestanti, ebraiche o di qualsiasi altra estrazione dovranno dare la possibilità agli studenti di formare al loro interno club Lgbt o di qualsiasi altra natura. A deciderlo il 10 marzo scorso è stato il governo conservatore dello Stato canadese di Alberta, che dopo pressioni durate mesi da parte della “Gay-straight alliances” (Gsa), l’organizzazione nazionale degli studenti Lgbt, ha deciso in sole quattro ore di approvare la norma senza dare ai genitori la possibilità di dissentire: «Non ce lo aspettavamo», spiega a tempi.it Donna Trimble, leader dell’associazione “Parentes for choice in education” (“Genitori per la libertà di educazione”). Ma ora, «nel caso in cui in classe si dovesse parlare di orientamento sessuale e di teoria gender, non sarà ammessa alcuna esenzione richiesta dai genitori».

CLAUSOLA DI COSCIENZA. Il tentativo di introdurre la norma era già fallito una volta, ma l’opposizione liberal lo aveva ripresentato lo scorso autunno portando alla rottura del Partito Conservatore Progressista. Il governo si era opposto chiedendo l’esenzione delle scuole non statali, ma alla richiesta di una clausola di coscienza il movimento Lgbt ha scatenato un’intensa campagna mediatica contro i conservatori. Fino a spingere il premier, Jim Prentice, a fermare il nuovo ddl e ad appoggiare all’apertura della nuova sessione legislativa il provvedimento nella sua versione iniziale, priva della clausola di coscienza.

GLI “OMOFOBI”. «Ci avevano tranquillizzato sul fatto che non ci sarebbe stata tolta la libertà di educazione e invece si sono schierati tutti con i media», spiega ancora Trimble. «La campagna mediatica è stata giocata sulla compassione per gli studenti Lgbt vittime di discriminazione. Opporsi è quindi diventato sempre più impopolare, tanto che il partito conservatore si è vergognato di difenderci, accettando che fosse cancellata la clausola che richiamava l’articolo 26 della Dichiarazione dei diritti umani che sancisce il diritto di educazione dei genitori». Chi protestava in nome della libertà educativa «veniva presentato come un “omofobo”, mentre noi siamo per l’accoglienza di ogni persona senza che ci sia però imposta una visione o che ci si richieda di approvare un comportamento contrario a quello che riteniamo giusto».

NESSUNA AUTORITA’. D’ora in poi tutte le scuole dovranno riservare degli spazi e formare personale capace di supportare qualsiasi club richiesto dagli studenti, fra cui il “Gay straight alliance” e il “Queer straight Alliance”, nominati esplicitamente dalla legge. «In questo modo si mina l’autorità dei genitori», ha dichiarato anche John Carpay, presidente del Centro di giustizia per la protezione delle libertà costituzionali, mentre Jojo Ruba, direttore dell’associazione Faith Beyond Belief, ha sottolineato che le scuole religiose «insegnano che Dio ci ha creati uomini e donne e che il nostro sesso ci viene dato da Dio. Mentre la Gsa insegna che è una costruzione sociale, mettendo a repentaglio la fede».

I CATTOLICI. Secondo Trimble la cosa più grave è che, «in nome della responsabilità e dell’autodeterminazione degli studenti, il governo toglie ai genitori ogni voce in capitolo: le scuole non saranno più tenute a informarci su cosa accade al loro interno. Ma nemmeno gli insegnanti potranno dissentire». Per ora le reazioni sono state minime. Gli unici ad intervenire in questi giorni con una dichiarazione sono stati i membri dell’Associazione delle scuole cattoliche, che però «sono stati sul vago dicendo che accoglieranno la legge chiedendo agli studenti che i club siano in linea con l’insegnamento cattolico. Peccato che ieri il premier abbia risposto che la norma va seguita alla lettera».

«FIGLI DEL GOVERNO». Quello che accadrà ora non si sa, anche se «di certo con il proliferare di gruppi di ogni tipo, che reclamano i loro diritti senza più limiti, i conflitti e la ghettizzazione aumenterà anziché diminuire». Ma Trimble prevede anche «un incremento delle “home school”, anche se sono preoccupata perché molti genitori non possono tenere i figli a casa o pagare per una scuola privata che non riceva sovvenzioni dallo Stato». Proprio ora la Corte Suprema del Canada sta discutendo in merito alla libertà di educazione e «dalla decisione dipenderà la possibilità di una battaglia costituzionale. Altrimenti avremo davvero passato il limite, perché l’obiettivo ormai è svelato e ce lo stanno dicendo esplicitamente: “I tuoi bambini? Non sono più tuoi ma sono del governo”».

Foto Ansa

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25 Commenti

  1. Luka scrive:

    L articolo è ambiguo. La legge da diritto agli studenti di fare club (se vogliono) di ogni genere o impone la formazione di tali club? Le cose sono ben diverse.
    Cmq se esiste un club è uno studente inizia a frequentarlo evidentemente non è perché il club stesso lo ha indottrinato e/o traviato (certo, ha appena cominciato a frequentare il club) ma per un suo personale interesse e predisposizione.
    Ripeto potrebbe essere una brutta legge o una legge non brutta dipende da come stanno le cose. In questo articolo sono spiegate troppo male.

    • To_Ni scrive:

      A me l’articolo non pone molti problemi di comprensione, ma ammesso quello che dici tu, l’ipotesi del “diritto ad aprire …. ” non ti sembra una boiata?
      Tu correggimi se sbaglio:
      Immagina un club interista che prevede su richiesta di alcuni l’apertura all’interno di una sez. milanista.
      Immagina un arci-gay che all’interno una minoranza “cattolica” impone di aprire una sportello cattolico (così forse l’esempio è più evidente) .

      • rameto scrive:

        Il club, in questo caso interista, e il circolo, in questo caso arci gay, comunque il discorso vale per tutti i tipi di club, associazioni, etc, sono posti dove vanno solo gli iscritti che sono realmente interessati a frequentare un determinato ambiente. La scuola invece è un luogo pubblico dove vanno tante persone che hanno interessi sportivi, culturali, diversi tra loro. Quindi paragonare la scuola con un club o assocoazione è sbagliato. Paragoniamo la scuola ad un altro luogo pubblico che accoglie persone di diversa estrazione socio culturale, che so, il Comune ad esempio. Se una legge dice che in Comune si possono formare club politici, è ovvio che tutte le forze politiche debbano essere rappresentate

        • To_Ni scrive:

          Non tieni naturalmente conto che si tratta di scuole cattoliche? Così mi sfasi l’esempio! Quindi scuole con fini pubblici, ma non pubbliche.Con un programma didattico ed una educazione cattolica. A queste chi persegue una certa visione può iscriversi, chi è contrario no. Questo aspetto ti pare secondario?
          A mio avviso la situazione è da inquadrare nell’ambito generale del Canada dove lo Stato ti entra in casa per multarti e che ha tolto ai genitori di porre i propri veti ai progetti educativi di Stato..
          E per quanto riguarda le scuole pubbliche le garanzie, all’interno, li hanno i circoli gay che possono affittare spazi di propaganda ma pari diritto non è riconosciuto alle associazioni religiose.

          • rameto scrive:

            Sono scuole cattoliche che prendono soldi pubblici, quindi di tutti, quindi qualsiasi scuola che prende soldi pubblici, sia essa cattolica, germanica, luterana, ortodossa, atea, comunista, super laica, deve rispondere ai canoni legislativi dello stato per quanto riguarda la creazione di club all’interno di essa. Pertanto se un club è riconosciuto dalla legge, può e soprattutto deve poter aprire una sede in qualsivoglia scuola, e questo vale per tutti. In scuola super atea apro il club cattolico, nella scuola di cinema apro il club di teatro, nella scuola cattolica apro un club ateo. Si chiama libertà, altrimenti ognuno si apre la scuola che vuoile, senza soldi pubblici, e fa entrare chi vuole, fa anche la formazione che vuole, o se preferisci la propaganda che vuole, a fine anno scolastico gli alunni daranno gli esami per vedere se sono preparati e poter accedere alle classi successive, così come già avviene in quasi tutto il mondo, compresa l’Italia. Io ho seguito un percorso didattico in un collegio, e quando ho deciso di tornare nella scuola pubblica ho fatto gli esami per valutare il grado di preparazione, collegio che era esclusivamente privato, non finanziato con i soldi pubblici

            • To_Ni scrive:

              Io ho capito l’aspetto che evidenzi tu, dubito solamente che sia libertà, ed è proprio (per me) il punto della questione. Che lo Stato ponga tale condizioni (e trovo insignificante la presenza o meno di soldi pubblici) credo che sia autoritario nel senso più deleterio del termine. In ogni caso lo Stato non si pone equidistante tra le parti, la libertà ha un valore a senso unico, la presenza gay come club ha un valore di deterrenza e quindi condiziona la vera realizzazione di un progetto educativo (se uno vuole essere cattolico lo deve essere senza se o ma). Essere cattolico include leggere il Levitico, filtrarlo attraverso il Vangelo, tenere conto di San Paolo (mi riferisco in riferimento all’omosessualità) altrimenti è un cattolicesimo sterilizzato.

              • rameto scrive:

                Veramente io evidenziavo il patragano fatto che non mi sembrava appropriato. Se trovi insignificante il fatto che lo Stato sovvenzioni le scuole e credi che esso sia autoritario e non si ponga equidistantemente, e se la presenza di gay (a questo punto vale anche per un club di islamici, ebrei, naturalisti, amici della Chiesa di Sion etc, e spero che sia così anche per te altrimenti parliamo di niente) sono un deterrente per i cattolici, mi metto nei panni opposti, non di gay ma di atei, agnostoci, ebrei etc. Pertanto lo stesso discorso vale anche per queste ultime categorie, quindi in una scuola dichiaratamente di sinistra niente club cattolici, (rovinano l’educazione), e visto che ci siamo niente cattolici del tutto. Applichiamo questa tua idea anche alla piazza, la città è guidata da una giunta di sinistra? o Atea, vietate le processioni, vietati gli assembramenti (rovinano l’educazione in Corea già lo fanno eppure mi sembra che il fatto sia criticato). ma dai andiamo fino in fondo, se un quartiere è pieno di cristiani mandiamo via gli atei e viceversa, applichiamolo anche al condominio, se la maggioranza sono mussulmani via tutti gli altri……e potrei continuare. Forse non ti è chiaro il concetto di libertà, proprio per niente, ti è invece chiaro il concetto di segregazione, ghettizzazione, apartheid.

                • To_Ni scrive:

                  Infatti, …. niente club incongrui (con intenti di contrapposizione) in luoghi di “educazione” (che si sceglie liberamente di avere) ognuno si educhi come vuole e si confronti con gli altri rispettando le regole del gioco. Il tutto senza attuare iniziative volte a lobotomizzare nessuno (o inventando malattie …tipo omofobia) . Forze in campo che si confrontano in una competizione aperta. Vince chi convince l’alto senza violenza fisica e psicologica. Con il fermo diritto di rimanere chi si è.

                  Non è necessario abbandonare quartieri. sarebbe una esagerazione insensata.

                  Dico, per non fare il precisino: io do per ovvio che la presenza di un club gay in una scuola cattolica è per trovare il modo di denunciare e perseguitare.

                  • To_Ni scrive:

                    Scusa una bazzecola “sull’insignificante”: Io sono convinto che lo Stato è al servizio della persona (che viene prima del cittadino) e si deve adoperare è per consentire il libero dispiegamento di questo. Non lo deve fare “buono per forza”. Il limite è che ognuno non può fare cose che degradano il tutto.

                    • rameto scrive:

                      Anch’io credo che lo Stato è al servizio di tutti, quindi significa che tutti hanno uguali diritti e uguali doveri, e che sempre tutti possano poter esprimere un’idea, opininione o anche convinzione, sempre nel rispetto delle regole, però se dici niente club incongrui, bè mi spiace dirlo ma allora non avete nessun diritto a lamentarvi se in una scuola pubblica, non cattolica, si parla di cose che ti danno fastidio, la conclusione logica è prendere i tuoi figli e portarli nella scuola cattolica, quindi in una città governata dalla sinistra mangiapreti non pretendi di fare nessuna processione o manifestazione incongrua al pensiero della maggioranza che ha votato a sinistra e quindi mangiapreti e mangiacattolici. questa si chiama coerenza.

                    • To_Ni scrive:

                      Il problema della scuola pubblica è che è diventata confessionale ed impone uno schema educativo che nessuno gli chiede e lo fa in maniera subdola.
                      Tradotto in pratica non si limita a dire cose che danno fastidio, la contrapposizione ed il confronto è vita, ma preme ed indirizza in una direzione. Ti faccio un esempio: ci può andare Luxsuria per dire quant’è discriminato se non lo fanno sposare, ma non ciò andare Giovanardi. Non solo ma se questo si lamenta in Tv li si ribatte che se parla lui è come se parla un nazi.
                      Aggiungo che credo che chi impedisce di parlare lo fa per paura…. pure di Giovanardi

                    • rameto scrive:

                      anche la scuola cattolica è confessionale e impone uno schema educativo che nessuno le chiede e lo fa in maniera subdola. Tradotto in pratica non si limita a dire cose che danno fastidio, la contrapposizione ed il confronto è vita, ma preme ed indirizza in una direzione. Ti faccio un esempio: ci può andare Giovannardi per dire quello che gli pare e per dire anche stupidaggini tipo la vicenda Cucchi e altre cosette del genere, ma non può andarci Luxuria per dire quant’è discriminato se non lo fanno sposare, o magari se vuole parlare dell’omofobia (che nn esiste). Non solo ma se questo si lamenta in Tv li si ribatte che se parla lui è come se parlasse un untuoso siniostroide per giunta malato, brutto a vedersi e anche antipatico.
                      Aggiungo che credo che chi impedisce di parlare lo fa per paura…. pure di Luxuria.

                      Caro To_Ni, come vedi il concetto calza a pennello in entrambi i versi, quindi il tuo concetto principale sull’incongruenza è perfetto e vale per entrambi. Da cui si evince che non esiste nessun confronto ma solo un semplice scontro in cui tutti hanno per forza ragione, in un modo o nell’altro, l’Isis, il cattolico, l’ebreo, il gay…..solo fazioni e nessuna umanità, e in mezzo i cretini come me che credevano in valori universali quali la libertà, la gioia di stare insieme, l’aito concreto verso i deboli e gli emarginati, che cretino e che stupido che sono. Viva le fazioni, forza sampedoria….e che i genovani……si fo…no, tanto chi cavolo saranno mai?

                    • To_Ni scrive:

                      Solo per dirti che le scuole cattoliche sono si confessionali (nel progetto educativo), ma non impongono qualcosa ai genitori. Per un cattolico dire ai figli che Dio c’è e pari è l’equivalente per un ateo il dire ai figli che dio non c’è. Perché una è una scelta è imposizione e l’altra no?

                      Per il resto basta osservare quello che succede per verificare se c’è parità di trattamento, basta osservare certe notizie. Per esempio: il caso d’omofobia passata ieri al TG (il pugno omofobo). Osservare il “caso” e la notizia infiocchettata nei suoi particolari.

                    • rameto scrive:

                      io non ho mai detto che dire ai figli Dio c’è o non c’è sia un imposizione o una scelta, non capisco da dove sarebbe uscita questa cosa, dico solo che se una scuola è cattolica logicamente (anche se la cosa a me personalmente non piace) farà proselitismo verso la propria fede, la scuola pubblica invece non dovrebbe favorire nessuna fede religiosa in particolare, anzi casomai dovrebbe essere per tutte le fedi, sempre che i destinatari siano interessati ad apprendere ed approfondire (che è diverso dallo studiare le religioni). per il servizio del tg non so risponderti non lo guardo e nn so cosa è successo e come hanno trattato il caso.

                    • To_Ni scrive:

                      Calma, non l’hai detto tu….ma mi sembra un dato scontato che esiste una interpretazione laica che “impone” la negazione di Dio nella società e che vuole che questa “per forza” non deve esistere in nessuno nella dimensione pubblica, come se non fosse una vivisezione. L’esistenza che trova eccezione nel c.d. privato che è limitato alla propria cameretta a casa.

                      Per me la scuola pubblica il proselitismo lo fa nel momento che segue questo criterio. Per questo, paradossalmente, sono contrario all’insegnamento della religione cattolica, benché facoltativa, alle condizioni attuali

  2. marco scrive:

    Il politicamente corretto è ormai un pensiero totalitario e gli stati sono sempre di più i padroni dei cittadini.Che differenza con il totalitarismo islamico o comunista? Non è morta la storia è morta la civiltà occidentale.

    • Filippo81 scrive:

      Infatti,Marco, anche il tanto osannato e “civilissimo” Canada sta avendo la sua tragica involuzione autoritaria !

  3. Astore Gerardo scrive:

    Che differenza passa tra il mettere al mondo dei figli, l’educazione dei quali (dal cosa possono dire, al cosa possono pensare, al cosa devono credere), ti viene derubata con la forza della legge, scritta sotto dettatura di una minoranza potente, da un governo maligno perché antidemocratico e bugiardo e il mettere al mondo figli in catene come facevano fino a due secoli fa quelli che venivano chiamati “Negri” in America? Credo che ci sia poca differenza. Ora sarà più difficile capire chi si deve bestemmiare per la propria infelicità!

  4. Giovanna scrive:

    Mi sembra utile avere questi “club”, così si sa quali studenti espellere.

    • giovanna scrive:

      Caro “troll ” Giovanna” , ti vedo fiacchetto ! Lo capisci, vero, che questa visione che mostri dei gay, per caricaturarla, è la tua in tutto e per tutto ? Ti espelli da solo, non hai bisogno di nessuno che ti espella, anche se ti comprassi dieci bambini , non avresti la conferma che cerchi .L’accettazione della tua persona può venire solo da qualcuno di più grande di te : su questa strada ti accetterai sempre di meno e sarai sempre più frustrato e sempre più fiacco !

  5. Pino scrive:

    Mi sembra strano.

  6. pensieroso scrive:

    Dalla mia esperienza in un college americano ho capito il trucco della lobby lgbt. Sono faziozi e non vogliono interferenze. Formalmente sono contro “ogni discrminazione”, ma discriminano a tutto tondo. Hanno inoltre programmato di mostrarsi come vittime, perciò qualsiasi cosa uno dica, se va contro il loro schema, apriti cielo.
    Lo stesso principio si apllica se uno vuole contestare qualcosa sull’olocausto (perche’ 6 milioni? perche non 7? o 5? niente da fare, solo loro possono dire quanti e come sono morti, e subito vieni bollato da nazi. Un’altro tipico caso è se ti opponi alla cultura SX imperante dopo il 1945, sei immediatamente fascista. Non stupisce che lgbt abbiano lavorato ai fianchi il governo di Alberta, è il loro modus operandi, zitto, zitto, t’infilano regole, e appena uno contesta ecco il bollo: sei omofobo, è uno schifo!

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